Brunetta
Utente di lunga data
Ama il prossimo tuo come te stesso. Per prima cosa devi amare te stesso.Dipende se vuoi più bene a te stessa o al tuo compagno.
Ama il prossimo tuo come te stesso. Per prima cosa devi amare te stesso.Dipende se vuoi più bene a te stessa o al tuo compagno.
Amare come sé stessi è difficile, e ancor di più amare l'altro quando necessario più di sé stessi, scelta che implica il sacrificio.Ama il prossimo tuo come te stesso. Per prima cosa devi amare te stesso.
Amare te stesso e un po' di più chi ti è vicino ...Ama il prossimo tuo come te stesso. Per prima cosa devi amare te stesso.
Esiste anche l'egoismo.Ma se non si vuole bene a se stessi, non ci si stima, non ci si dà valore, quale bene si può dare se non una misera dipendenza?
Non ci siamo capiti.O.T. Ragazzi ve lo dico: ho caldo anch’io, ma non mi sfogo ribaltando ogni affermazione fatta dagli altri.
Un abbraccio![]()
..da sempre :up:Esiste anche l'egoismo.
Da quando l'egoista non vuole bene a sé stesso?
L'ultima affermazione sarà pure vera ma è incompleta.Non ci siamo capiti.
Tu parti dal presupposto che occorra amare sé stessi per poter amare anche gli altri e che non amandosi una persona sia impossibilitata ad amare gli altri, creando solo rapporti di dipendenza
Ma questa è una sola delle tante condizioni che si possono presentare.
Vi è all'opposto chi ama solo sé stesso e nessun altro e in mezzo chi ama sé stesso e gli altri un pochino meno.
Voler bene a una persona non dà comunque mai la misura di quanto si sia disposti a fare per quella persona.
Si può amare e tradire allo stesso tempo: nel momento, per esempio, in cui amo di più me stesso tendo a scegliere in funzione del mo piacere e ad escludere il sacrificio. Ma non è che non amo chi tradisco: solo non così tanto da operare rinunce di questo tipo.
In primis, perché celando il tradimento non porto alcuna conseguenza su chi amo, a seguire il fatto che il tradimento non lo valuto come un atto contro il tradito, ma una scelta fatta in funzione del mio piacere.
Temo di no.L'ultima affermazione sarà pure vera ma è incompleta.
Anche la persona che beve e poi si mette al volante investendo qualcuno non ha bevuto con l'intento di investire una persona, ne certo da ubriaco era sua intenzione farlo, ma chi beve e guida sa esattamente quali possono essere le conseguenze del suo agire
Per chi tradisce è uguale, non lo fa per far del male al compagno, ma sa bene che se scoperto questo è quello che accadrà, semplicemente pensa di essere molto furbo o che il compagno non se ne accorgerà, la bolla che si crea con l'amante aiuta questa percezione di due mondi separati ma il danno che tutto ciò può provocare lo conoscono benissimo
Voler bene a se stessi è condizione necessaria ma non sufficiente per voler bene agli altri senza esserne dipendenti ....Esiste anche l'egoismo.
Da quando l'egoista non vuole bene a sé stesso?
Non sono d'accordo, se i miei figli fossero malati, seriamente, io sono certo che proverei un dolore fortissimo anche se, per fortuna, quel dolore non l'ho mai provato.Temo di no.
Lo si capisce solo dopo averlo provato.
Non è la stessa cosa.Non sono d'accordo, se i miei figli fossero malati, seriamente, io sono certo che proverei un dolore fortissimo anche se, per fortuna, quel dolore non l'ho mai provato.
Certo che provare le sensazioni è peggio che immaginarle e basta, ma da questo a dire che chi tradisce non sapeva di far male al compagno/marito ecc. ce ne corre
Assolutamente d'accordo con l'ultima frase, chi tradisce ha il coltello dalla parte del manico ...Non è la stessa cosa.
Io per esempio non pensavo mi facesse così male.
Chi tradisce molto spesso è disamorato, ragiona sulla base dei propri sentimenti.
Probabilmente pensa che se fosse lui al posto del coniuge tradito non proverebbe questo gran dolore.
Non si aspetta reazioni così drammatiche, quasi mai. E in ogni caso, una malattia dei figli è un evento drammatico. E' nella logica immaginarsi una reazione di dolore.
Il tradimento per chi lo compie è un evento gioioso: molto più complicato pensare quanto possa essere doloroso per altri.
Ma soprattutto chi tradisce quantifica, sa esattamente qual è la portata dell'evento, gli obiettivi, la modalità.
Non immagina che il tradito invece si dibatte nell'ansia dell'ignorare tutto questo.
Io per esempio improvvisamente mi sono trovato a dover gestire la paura di poter essere abbandonato e di perdere tutto e l'ignoranza di quanto stava accadendo.
Casa, vicinanza della figlia, amici di coppia, abitudini, pure la macchina usata che avevo appena comprato e che non avrei più potuto mantenere. In quel periodo avevo la sensazione di aver perso tutto. Mi chiedevo dove sarei andato a dormire. Una domanda non da poco, se ci pensi. Eppure me la sono fatta. Insieme a tante altre.
Mia moglie invece sapeva benissimo che non avrebbe rinunciato a niente e che sarebbe finita come è effettivamente andata.
Questo perché chi conosce può fare previsioni abbastanza affidabili, chi ignora no.
Mia moglie mi ha detto che avrebbe fatto di peggio nel caso fossi stato io a tradirla.Assolutamente d'accordo con l'ultima frase, chi tradisce ha il coltello dalla parte del manico ...
Non concordo però con la prima, mia moglie ad esempio, a parti invertite, mi ha detto chiaramente che mi avrebbe lasciato ..., quindi sapeva quale tipo di dolore si può provare, non ne conosceva l'intensità e la profondità ovviamente, ma non è che non immaginava il dolore che poteva provocare, semplicemente viveva le due situazioni come fossero bolle separate che non possono mai scontrarsi fra loro...
condivido al 100%. E' proprio così.Non è la stessa cosa.
Io per esempio non pensavo mi facesse così male.
Chi tradisce molto spesso è disamorato, ragiona sulla base dei propri sentimenti.
Probabilmente pensa che se fosse lui al posto del coniuge tradito non proverebbe questo gran dolore.
Non si aspetta reazioni così drammatiche, quasi mai. E in ogni caso, una malattia dei figli è un evento drammatico. E' nella logica immaginarsi una reazione di dolore.
Il tradimento per chi lo compie è un evento gioioso: molto più complicato pensare quanto possa essere doloroso per altri.
Ma soprattutto chi tradisce quantifica, sa esattamente qual è la portata dell'evento, gli obiettivi, la modalità.
Non immagina che il tradito invece si dibatte nell'ansia dell'ignorare tutto questo.
Io per esempio improvvisamente mi sono trovato a dover gestire la paura di poter essere abbandonato e di perdere tutto e l'ignoranza di quanto stava accadendo.
Casa, vicinanza della figlia, amici di coppia, abitudini, pure la macchina usata che avevo appena comprato e che non avrei più potuto mantenere. In quel periodo avevo la sensazione di aver perso tutto. Mi chiedevo dove sarei andato a dormire. Una domanda non da poco, se ci pensi. Eppure me la sono fatta. Insieme a tante altre.
Mia moglie invece sapeva benissimo che non avrebbe rinunciato a niente e che sarebbe finita come è effettivamente andata.
Questo perché chi conosce può fare previsioni abbastanza affidabili, chi ignora no.
Certo, non hanno forse piena coscienza del dolore che provocano, ma come scrivi più avanti sono consapevoli dei rischi che corrono e i rischi li corrono perchè sanno di far star male qualcuno ...Mia moglie mi ha detto che avrebbe fatto di peggio nel caso fossi stato io a tradirla.
Ma non credo sia la coscienza piena del dolore a farle parlare così, ma l'orgoglio. Allo stesso tempo l'esternazione diventa anche un modo per far desistere l'altro dal desiderio di porre in atto la stessa azione, magari come vendetta o compensazione o ricerca di un partner alternativo, perché sono ben consapevoli che il tradimento comporta comunque il rischio di perdere e non poco quello che possiamo chiamare lo status quo della coppia.
E' quindi più cinicamente anche un calcolo del fattore di rischio.
Ed è proprio la mancanza di rispetto la cosa che ancora mi fa più male del tradimento subito ...condivido al 100%. E' proprio così.
Pero' io mi sono spesso domandata perché io non l'avessi tradito mentre lui si.
Il discorso di valutazione che fai, Danny, é corretto... pero' devi ragionare anche al contrario per capire.
Che risposta mi sono data?: Io non l'ho fatto perché per me mio marito era la mia famiglia. Mi sarebbe dispiaciuto soprattutto fargli fare la figura da pirla. Non era legato al solo concetto di amore, di voler bene, ma di rispetto...e di cosa fosse giusto per me o sbagliato nei suoi confronti. Lui é tutto casa e lavoro (hahahha) , pensa alla famiglia, ci vuole bene e io che faccio, lo tradisco? Naaaa! Non se lo merita.
Ecco, il fatto che lui non ci abbia pensato mi fa capire quanto i parametri di valutazione siano diversi.
Chiaramente ora questi scrupoli non me li porrei piu'. Ora pero'.
La mia risposta è una sola: non ne avevo affatto il desiderio.condivido al 100%. E' proprio così.
Pero' io mi sono spesso domandata perché io non l'avessi tradito mentre lui si.
Il discorso di valutazione che fai, Danny, é corretto... pero' devi ragionare anche al contrario per capire.
Che risposta mi sono data?: Io non l'ho fatto perché per me mio marito era la mia famiglia. Mi sarebbe dispiaciuto soprattutto fargli fare la figura da pirla. Non era legato al solo concetto di amore, di voler bene, ma di rispetto...e di cosa fosse giusto per me o sbagliato nei suoi confronti. Lui é tutto casa e lavoro (hahahha) , pensa alla famiglia, ci vuole bene e io che faccio, lo tradisco? Naaaa! Non se lo merita.
Ecco, il fatto che lui non ci abbia pensato mi fa capire quanto i parametri di valutazione siano diversi.
Chiaramente ora questi scrupoli non me li porrei piu'. Ora pero'.