La scuola: uno sfogo

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Old libertà di scelta

Guest
io so che mia madre che insegna da 30 anni tutte le mattine (sabato incluso) almeno una 30ina di ore e va a scuola anche ogni pomeriggio per rientri o attività collaterali prende la stessa cifra che prendo io che lavoro da 3 anni in un'azienda privata.
Non confondiamo le ore in cattedra con le ore di presenza a scuola.
 

Grande82

Utente di lunga data
Scusate la durezza, ma una scuola migliore significherebbe una società migliore ed un futuro più sicuro per i nostri ragazzi.

Questo non significa che ciò che viene dal Ministero della Pubblica Istruzione sia sempre da positivo. Gli ultimi ministri hanno fatto più danni che altro con le loro pretese di riforma. Magari sono stati mossi da buone intenzioni ma i risultati sono stati spesso devastanti.
il problema della gelmini è che non è nemmeno mossa da buone intenzioni.
ma solo dal desiderio di compiacere il pres del cons con un pò di tagli economici che non facciano troppi danni immediati, e dalla volontà di fare riforme, come quelle di brunetta, populistiche, che la gente acclama come fossero la risposta alle preghiere senza riflettere sull'impatto effettivo.

Dimmi cosa significherebbe per te se il tuo datore di lavoro ti dicesse che per i primi 15gg di malattia ogni anno ti verranno decurtati soldi dallo stipendio? (circa 500 euro).
Come reagiresti? E sopratutto cosa faresti se ti trovassi con l'influenza e 40 di febbre o con un bel raffreddore serio o con l'influenza A?
 
O

Old libertà di scelta

Guest
1. con le SSIS ufficialmente si sfornavano docenti che avrebbero sostituito i pensionamenti, non a caso erano a numero chiuso.
2. un punteggio in una graduatoria, ahimè, non indica se si è qualificati o meno.
Le classi non sono mai rimaste scoperte, quindi il posto c'era per molti più docenti. Quest'anno si è seguita una politica tesa a ridurre il numero delle classi creando classi da 30-32 alunni. Per non parlare della riduzione delle ore di italiano...
Mi dispiace deluderti, ma con questa riforma e questi tagli la situazione della nostra scuola peggiora.
Le SSIS potevano essere una buona idea. Sono state gestite molto malissimo e non hanno risolto il problema dei precari che io preferisco vedere come problema dalla parte dello studente che ad ogni round di nomine cambia insegnante, alla faccia della continuità didattica.

Non sostengo che questa riforma sia positiva o efficace. Sostengo che la scuola ha bisogno di una VERA riforma fuori dalla logica del risparmio da una parte e della difesa degli interessi corporativi degli insegnanti dall'altra.

Tutti si dovrebbero mettere a ragionare di una vera riforma qualitativa dell'intero sistema a beneficio della qualità della scuola e della formazione dello studente.

tutto qua.
 
O

Old libertà di scelta

Guest
il problema della gelmini è che non è nemmeno mossa da buone intenzioni.
ma solo dal desiderio di compiacere il pres del cons con un pò di tagli economici che non facciano troppi danni immediati, e dalla volontà di fare riforme, come quelle di brunetta, populistiche, che la gente acclama come fossero la risposta alle preghiere senza riflettere sull'impatto effettivo.

Dimmi cosa significherebbe per te se il tuo datore di lavoro ti dicesse che per i primi 15gg di malattia ogni anno ti verranno decurtati soldi dallo stipendio? (circa 500 euro).
Come reagiresti? E sopratutto cosa faresti se ti trovassi con l'influenza e 40 di febbre o con un bel raffreddore serio o con l'influenza A?
Peccato che magari il populismo nasca dal fatto che come dipendente privato prima di metterti in malattia magari ci pensi bene mentre come dipendente privato al primo starnuto presenti il certificato. E' una generalizzazione, certo, ma non facciamo finta di non conoscere questi dipendenti pubblici o di non sapere che ci fanno arrabbiare quando di fronte a loro non c'è "l'utente" ma noi, che abbiamo fretta, che non riceviamo risposte, che perdiamo i pacchi postali e non abbiamo nessuno a cui far valere le nostre ragioni....etc.

Anche le tue affermazioni sono populismo ....al contrario!
 

Old Giusy

Utente di lunga data
Le SSIS potevano essere una buona idea. Sono state gestite molto malissimo e non hanno risolto il problema dei precari che io preferisco vedere come problema dalla parte dello studente che ad ogni round di nomine cambia insegnante, alla faccia della continuità didattica.

Non sostengo che questa riforma sia positiva o efficace. Sostengo che la scuola ha bisogno di una VERA riforma fuori dalla logica del risparmio da una parte e della difesa degli interessi corporativi degli insegnanti dall'altra.

Tutti si dovrebbero mettere a ragionare di una vera riforma qualitativa dell'intero sistema a beneficio della qualità della scuola e della formazione dello studente.

tutto qua.
Guarda che noi insegnanti chiediamo da tempo che lo Stato sostenga la continuità didattica, soprattutto per i disabili, per i quali è indispensabile. Proprio perchè non si garantisce il ruolo c'è un continuo cambio di insegnanti, credi che sia facile per un precario cambiare scuola, classi, alunni ogni anno???? La verità è che non si ascoltano assolutamente le proposte che partono da noi docenti, ma si gestisce il tutto come se la scuola fosse un'industria che mette in cassa integrazione e licenzia. Un altro tipo di mentalità è ignoto al nostro governo. Oggi pensavo all'indennità di disoccupazione: chi non lavorerà quest'anno e ne godrà, l'anno prossimo dovrà ancora averla, come anche fra due anni, fra tre anni e così via...finchè non trova un altro lavoro o muore, perchè andando avanti così non potrà accumulare punteggio e quindi non prenderà la cattedra l'anno prossimo, fra due anni e così via. Bella idea!
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
a)Attraverso "commissioni" di valutazioni interne, per esempio. Meglio ancora "commissioni" super partes fatte da docenti di altri istituti.

b)Test di soddisfazione anonimi diffusi fra gli studenti e le loro famiglie. Non sottovalutiamo i nostri ragazzi, sanno giudicare e sanno rispondere bene a chi si propone loro dimostrando competenza "tecnica" e dedizione al proprio lavoro.

c) Aggiornamento continuo e mirato degli insegnanti, sottoposto ad un esame finale serio che certifichi non solo la partecipazione ma anche l'apprendimento da parte dell'insegnate.

Le modalità sono tante e lo sappiamo tutti. Basterebbero molta buona volontà ed un po' di buonsenso da parte di tutti.
Vedi ti chiedevo perché ho fatto parte di commissioni per la valutazione da ventanni, sia della qualità del servizio, sia dell'apprendimento degli alunni, sia del lavoro svolto a scuola, ma il problema non è valutare, ma cosa e come.
a)Chi aveva proposto un sistema di valutazioni degli insegnanti che considerava molteplici indicatori è stato Berlinguer e è stato contestato perché pur essendo vari gli aspetti considerati non era certo che fossero validi per valutare la competenza e l'efficienza degli insegnati.
Ad esempio vi era la partecipazione a commissioni, ma poi sorge il problema di valutare il lavoro complessivo della commissione e il contributo dei singoli membri.
La Commissione interna della scuola con gli insegnanti che creassero criteri per autovalutarsi è stata scartata per la sfiducia di base che fa immaginare che per spirito corporativo nessuno si potesse valutare negativamente e così è lo stesso fatto da scuole diverse per la macchinosità.
Inoltre è un lavoro che non si può svolgere in poche ore di commissione e che andrebbe retribuito a parte (ammesso di trovare diponibilità e competenze per farlo) e i fondi non non si vogliono trovare.
b)I test per le famiglie (e poi per gli studenti, in forme diverse anche per i piccoli) sono diffusi da moltissimo tempo in quasi tutte le scuole (nella mia da più di 15 anni) e lo scopo non può essere, come comunemente si crede, (spiego non a te, che sei esperta e certamente già lo sai, ma chi non fosse informato) avere una valutazione del gradimento dell'insegnamento, che è appunto cosa molto difficile da valutare anche per gli esperti, figuriamoci da parte dei genitori (generalmente valutano ottima la scuola in cui i loro figli ottengono voti alti...), ma ha lo scopo di verificare se la comunicazione degli obiettivi e delle modalità adottate per perseguirli sono chiari.
c) L'aggiornamento degli insegnanti è un diritto dovere, ma i fondi destinati ad esse sono sempre più scarsi. Era stato riconosciuto il valore dell'autoaggiornamento (essendo insegnanti dovrebbero essere in grado di apprendere da dei testi senza aver bisogno necessariamente di un corso in presenza), ma ultimamente la riduzione dei fondi non consente più il rimborso dei libri.
I corsi di aggiornamento ormai hanno quasi tutti una struttura sperimentale, ma non vi è alcuna garanzia che chi ha sperimentato una tecnica (e abbia ottenuto una certificazione in merito) poi la apllichi, né che la tecnica appresa sia quelli più adatta per ottenere il miglioramento dell'apprendimento.

Però se lo scopo della valutazione è migliorare l'apprendimento nessuno delle cose da te elencate è finalizzato a questo, ma solo a valutare la presenza degli insegnanti nelle varie attività.

Non era una provocazione la mia, ma un'osservazione di come a certe dichiarazioni di voler migliorare la scuola non corrispondano interventi seri di miglioramento.
L'Invalsi ha lavorato a lungo su questo argomento, poi sono stati cambiati dirigenti e il sistema di valutazione degli apprendimenti si è rivelato inaffidabile, secondo lo stesso ministro che l'ha voluto.
 
O

Old libertà di scelta

Guest
Guarda che noi insegnanti chiediamo da tempo che lo Stato sostenga la continuità didattica, soprattutto per i disabili, per i quali è indispensabile. Proprio perchè non si garantisce il ruolo c'è un continuo cambio di insegnanti, credi che sia facile per un precario cambiare scuola, classi, alunni ogni anno???? La verità è che non si ascoltano assolutamente le proposte che partono da noi docenti, ma si gestisce il tutto come se la scuola fosse un'industria che mette in cassa integrazione e licenzia. Un altro tipo di mentalità è ignoto al nostro governo. Oggi pensavo all'indennità di disoccupazione: chi non lavorerà quest'anno e ne godrà, l'anno prossimo dovrà ancora averla, come anche fra due anni, fra tre anni e così via...finchè non trova un altro lavoro o muore, perchè andando avanti così non potrà accumulare punteggio e quindi non prenderà la cattedra l'anno prossimo, fra due anni e così via. Bella idea!
Non dico che il sistema funzioni bene. A furia di voler garantire qualcosa a tutti nel corso degli anni si è sfasciato. NOn funziona e siamo d'accordo ma la sua riforma non avverrà mai se ognuno difenderà il proprio orto. La scuola deve prima di tutto essere concepita come bene comune.
Ora è solo un carrozzone costoso e mal gestito. Da molti.
 

Grande82

Utente di lunga data
Peccato che magari il populismo nasca dal fatto che come dipendente privato prima di metterti in malattia magari ci pensi bene mentre come dipendente privato al primo starnuto presenti il certificato. E' una generalizzazione, certo, ma non facciamo finta di non conoscere questi dipendenti pubblici o di non sapere che ci fanno arrabbiare quando di fronte a loro non c'è "l'utente" ma noi, che abbiamo fretta, che non riceviamo risposte, che perdiamo i pacchi postali e non abbiamo nessuno a cui far valere le nostre ragioni....etc.

Anche le tue affermazioni sono populismo ....al contrario!
dici? Io mi indigno che anche un solo innocente debba pagare solo perchè non si VUOLE fare un controllo serio.
Tornando al mio esempio: controllare i medici, fare verifiche, dare il potere ai medici dell'inps di fare visite anche loro... hanno accorciato gli orari di visita (pagano meno i medici appositi), non controllano i medici di famiglia e chi prescrive lunghe malattie per nulla, ma hanno tolto lo stipendio ai primi 15 gg di malattia (così risparmiano ancora). non vedi che sono scelte mirate SOLO al guadagno economico e NON alla porduttività? Se no farebbero controlli anche sulle capacità di chi lavora....
lo fanno? no, prima le riforme facili, poi forse..... il resto.
(oltretutto non garantire la malattia è anticostituzionale).
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Scusate la durezza, ma una scuola migliore significherebbe una società migliore ed un futuro più sicuro per i nostri ragazzi.

Questo non significa che ciò che viene dal Ministero della Pubblica Istruzione sia sempre da positivo. Gli ultimi ministri hanno fatto più danni che altro con le loro pretese di riforma. Magari sono stati mossi da buone intenzioni ma i risultati sono stati spesso devastanti.
E pensi che la scuola possa migliorare diminuendo le ore di scuola e aumentando gli alunni per classe?
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Le SSIS potevano essere una buona idea. Sono state gestite molto malissimo e non hanno risolto il problema dei precari che io preferisco vedere come problema dalla parte dello studente che ad ogni round di nomine cambia insegnante, alla faccia della continuità didattica.

Non sostengo che questa riforma sia positiva o efficace. Sostengo che la scuola ha bisogno di una VERA riforma fuori dalla logica del risparmio da una parte e della difesa degli interessi corporativi degli insegnanti dall'altra.

Tutti si dovrebbero mettere a ragionare di una vera riforma qualitativa dell'intero sistema a beneficio della qualità della scuola e della formazione dello studente.

tutto qua.
Com'è il modo di dire?
Non si fanno le nozze con i fichi secchi.
 

Grande82

Utente di lunga data
Io ci sono cresciuta con il maestro unico e francamente non aveva niente da invidiare ai vari moduli!
ommioddio, pure io avevo il maestro unico.
i tuoi figli sono uguali a te? fanno gli stessi orari di scuola/casa/attività sportive/gioco in strada con gli amici?
quelli che vedo io no, sono cambiati.
cambiano i bambini e il nostro modo di essere genitori, deve cambiare pure la scuola, garantendo una pluralità di volti e attività.
Se è per questo al tempo del libro Cuore c'era un solo maestro per 50studenti e più. E solo se avevi soldi facevi il liceo, se no le scuole professionali.
Torniamo lì????
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Io ci sono cresciuta con il maestro unico e francamente non aveva niente da invidiare ai vari moduli!
Voler confrontare la scuola e gli alunni di ventanni fa non ha molto senso soprattutto sul piano personale di chi comunque era un alunno senza perticolari difficoltà, visto che poi ha proseguito gli studi.
I moduli sono nati con il chiaro intento di essere avvio al tempo pieno diffuso (per superare la diffidenza di parte delle famiglie di alcune zone d'Italia e per lasciare il tempo agli enti locali di adeguare le strutture -se non vi erano spazi per laboratori come si sarebbe potuto attuare il tempo pieno che non fosse solo scuola lunga?) e poi sono stati congelati per questioni di risparmio.
 
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Old libertà di scelta

Guest
Vedi ti chiedevo perché ho fatto parte di commissioni per la valutazione da ventanni, sia della qualità del servizio, sia dell'apprendimento degli alunni, sia del lavoro svolto a scuola, ma il problema non è valutare, ma cosa e come.
a)Chi aveva proposto un sistema di valutazioni degli insegnanti che considerava molteplici indicatori è stato Berlinguer e è stato contestato perché pur essendo vari gli aspetti considerati non era certo che fossero validi per valutare la competenza e l'efficienza degli insegnati.
Ad esempio vi era la partecipazione a commissioni, ma poi sorge il problema di valutare il lavoro complessivo della commissione e il contributo dei singoli membri.
La Commissione interna della scuola con gli insegnanti che creassero criteri per autovalutarsi è stata scartata per la sfiducia di base che fa immaginare che per spirito corporativo nessuno si potesse valutare negativamente e così è lo stesso fatto da scuole diverse per la macchinosità.
Inoltre è un lavoro che non si può svolgere in poche ore di commissione e che andrebbe retribuito a parte (ammesso di trovare diponibilità e competenze per farlo) e i fondi non non si vogliono trovare.
b)I test per le famiglie (e poi per gli studenti, in forme diverse anche per i piccoli) sono diffusi da moltissimo tempo in quasi tutte le scuole (nella mia da più di 15 anni) e lo scopo non può essere, come comunemente si crede, (spiego non a te, che sei esperta e certamente già lo sai, ma chi non fosse informato) avere una valutazione del gradimento dell'insegnamento, che è appunto cosa molto difficile da valutare anche per gli esperti, figuriamoci da parte dei genitori (generalmente valutano ottima la scuola in cui i loro figli ottengono voti alti...), ma ha lo scopo di verificare se la comunicazione degli obiettivi e delle modalità adottate per perseguirli sono chiari.
c) L'aggiornamento degli insegnanti è un diritto dovere, ma i fondi destinati ad esse sono sempre più scarsi. Era stato riconosciuto il valore dell'autoaggiornamento (essendo insegnanti dovrebbero essere in grado di apprendere da dei testi senza aver bisogno necessariamente di un corso in presenza), ma ultimamente la riduzione dei fondi non consente più il rimborso dei libri.
I corsi di aggiornamento ormai hanno quasi tutti una struttura sperimentale, ma non vi è alcuna garanzia che chi ha sperimentato una tecnica (e abbia ottenuto una certificazione in merito) poi la apllichi, né che la tecnica appresa sia quelli più adatta per ottenere il miglioramento dell'apprendimento.

Però se lo scopo della valutazione è migliorare l'apprendimento nessuno delle cose da te elencate è finalizzato a questo, ma solo a valutare la presenza degli insegnanti nelle varie attività.

Non era una provocazione la mia, ma un'osservazione di come a certe dichiarazioni di voler migliorare la scuola non corrispondano interventi seri di miglioramento.
L'Invalsi ha lavorato a lungo su questo argomento, poi sono stati cambiati dirigenti e il sistema di valutazione degli apprendimenti si è rivelato inaffidabile, secondo lo stesso ministro che l'ha voluto.
Non è una provocazione certo e il lavoro da fare è duro e difficile. Personalmente ho un atteggiamento molto anglosassone (per formazione e per mia forma mentale) nei confronti della scola e del lavoro. Per quanto mi riguarda l'etica è uno stile di vita e le contorsioni del sistema Italia, sempre pronto a trovare la sfumatura di grigio che non scontenti nessuno, mi irritano.

A volte le soluzione pragmatiche sono le migliori. Ma in Italia non funziona mai così!
 

Old Giusy

Utente di lunga data
Non è una provocazione certo e il lavoro da fare è duro e difficile. Personalmente ho un atteggiamento molto anglosassone (per formazione e per mia forma mentale) nei confronti della scola e del lavoro. Per quanto mi riguarda l'etica è uno stile di vita e le contorsioni del sistema Italia, sempre pronto a trovare la sfumatura di grigio che non scontenti nessuno, mi irritano.

A volte le soluzione pragmatiche sono le migliori. Ma in Italia non funziona mai così!
Io non ho chiara in testa una possibile soluzione, ma mi piaceva l'idea di Fioroni: entro un tot di anni dare il ruolo a tutti i docenti precari e contemporaneamente chiudere l'accesso alle graduatorie finchè non fossero stati del tutto eliminati i precari. Soluzione che avrebbe richiesto del tempo, ma almeno avrebbe risolto il problema del precariato! Mi dici ora come si risolverà?
 
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Old libertà di scelta

Guest
ommioddio, pure io avevo il maestro unico.
i tuoi figli sono uguali a te? fanno gli stessi orari di scuola/casa/attività sportive/gioco in strada con gli amici?
quelli che vedo io no, sono cambiati.
cambiano i bambini e il nostro modo di essere genitori, deve cambiare pure la scuola, garantendo una pluralità di volti e attività.
Se è per questo al tempo del libro Cuore c'era un solo maestro per 50studenti e più. E solo se avevi soldi facevi il liceo, se no le scuole professionali.
Torniamo lì????
Non torniamo lì...facciamo tutti il liceo scientifico perchè fa figo...poi cerchiamo saldatori o manutentori (che non troviamo) a 4000 euro al mese! Però intanto inculchiamo ai ragazzi che il lavoro che sporca le mani è umiliante e che quindi è meglio se lo fa un extracomunitario. Noi preferiamo fare il sit-in da precario davanti al provveditorato.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Non è una provocazione certo e il lavoro da fare è duro e difficile. Personalmente ho un atteggiamento molto anglosassone (per formazione e per mia forma mentale) nei confronti della scola e del lavoro. Per quanto mi riguarda l'etica è uno stile di vita e le contorsioni del sistema Italia, sempre pronto a trovare la sfumatura di grigio che non scontenti nessuno, mi irritano.

A volte le soluzione pragmatiche sono le migliori. Ma in Italia non funziona mai così!
In Italia si è scelto di abbandonare tutte le esperienze positive (prima fa tutti il tentativo di distruggere la scuola elementare ammirata in tutto il mondo...) e mantenerle solo dove altrimenti vi sarebbe stata una sollevazione delle famiglie (che vi era stata negli anni scorsi, con petizioni, manifestazioni e proteste varie) con il solo obiettivo di risparmiare.
 

Grande82

Utente di lunga data
Non torniamo lì...facciamo tutti il liceo scientifico perchè fa figo...poi cerchiamo saldatori o manutentori (che non troviamo) a 4000 euro al mese! Però intanto inculchiamo ai ragazzi che il lavoro che sporca le mani è umiliante e che quindi è meglio se lo fa un extracomunitario. Noi preferiamo fare il sit-in da precario davanti al provveditorato.
ma io sono favorevolissima a istituti professionalizzanti seri (di cui purtroppo c'è enorme carenza al sud), il problema è che la soluzione NON è far fuori chi non ce la fa, ma motivare le persone secondo le attitudini e non le possibilità economiche.
non è quello che si vive oggi.
 

Old Giusy

Utente di lunga data
Non torniamo lì...facciamo tutti il liceo scientifico perchè fa figo...poi cerchiamo saldatori o manutentori (che non troviamo) a 4000 euro al mese! Però intanto inculchiamo ai ragazzi che il lavoro che sporca le mani è umiliante e che quindi è meglio se lo fa un extracomunitario. Noi preferiamo fare il sit-in da precario davanti al provveditorato.

In realtà c'è stato un boom degli istituti professionali....e ti garantisco che alcuni qui da noi sono veramente formativi.
Io il sit-in lo faccio e continuerò a farlo perchè mi sento presa in giro.
Questo governo vuol togliermi anche questa libertà????
 
Stato
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