a)Attraverso "commissioni" di valutazioni interne, per esempio. Meglio ancora "commissioni" super partes fatte da docenti di altri istituti.
b)Test di soddisfazione anonimi diffusi fra gli studenti e le loro famiglie. Non sottovalutiamo i nostri ragazzi, sanno giudicare e sanno rispondere bene a chi si propone loro dimostrando competenza "tecnica" e dedizione al proprio lavoro.
c) Aggiornamento continuo e mirato degli insegnanti, sottoposto ad un esame finale serio che certifichi non solo la partecipazione ma anche l'apprendimento da parte dell'insegnate.
Le modalità sono tante e lo sappiamo tutti. Basterebbero molta buona volontà ed un po' di buonsenso da parte di tutti.
Vedi ti chiedevo perché ho fatto parte di commissioni per la valutazione da ventanni, sia della qualità del servizio, sia dell'apprendimento degli alunni, sia del lavoro svolto a scuola, ma il problema non è valutare, ma cosa e come.
a)Chi aveva proposto un sistema di valutazioni degli insegnanti che considerava molteplici indicatori è stato Berlinguer e è stato contestato perché pur essendo vari gli aspetti considerati non era certo che fossero validi per valutare la competenza e l'efficienza degli insegnati.
Ad esempio vi era la partecipazione a commissioni, ma poi sorge il problema di valutare il lavoro complessivo della commissione e il contributo dei singoli membri.
La Commissione interna della scuola con gli insegnanti che creassero criteri per autovalutarsi è stata scartata per la sfiducia di base che fa immaginare che per spirito corporativo nessuno si potesse valutare negativamente e così è lo stesso fatto da scuole diverse per la macchinosità.
Inoltre è un lavoro che non si può svolgere in poche ore di commissione e che andrebbe retribuito a parte (ammesso di trovare diponibilità e competenze per farlo) e i fondi non non si vogliono trovare.
b)I test per le famiglie (e poi per gli studenti, in forme diverse anche per i piccoli) sono diffusi da moltissimo tempo in quasi tutte le scuole (nella mia da più di 15 anni) e lo scopo non può essere, come comunemente si crede, (spiego non a te, che sei esperta e certamente già lo sai, ma chi non fosse informato) avere una valutazione del gradimento dell'insegnamento, che è appunto cosa molto difficile da valutare anche per gli esperti, figuriamoci da parte dei genitori (generalmente valutano ottima la scuola in cui i loro figli ottengono voti alti...), ma ha lo scopo di verificare se la comunicazione degli obiettivi e delle modalità adottate per perseguirli sono chiari.
c) L'aggiornamento degli insegnanti è un diritto dovere, ma i fondi destinati ad esse sono sempre più scarsi. Era stato riconosciuto il valore dell'autoaggiornamento (essendo insegnanti dovrebbero essere in grado di apprendere da dei testi senza aver bisogno necessariamente di un corso in presenza), ma ultimamente la riduzione dei fondi non consente più il rimborso dei libri.
I corsi di aggiornamento ormai hanno quasi tutti una struttura sperimentale, ma non vi è alcuna garanzia che chi ha sperimentato una tecnica (e abbia ottenuto una certificazione in merito) poi la apllichi, né che la tecnica appresa sia quelli più adatta per ottenere il miglioramento dell'apprendimento.
Però se lo scopo della valutazione è migliorare l'apprendimento nessuno delle cose da te elencate è finalizzato a questo, ma solo a valutare la presenza degli insegnanti nelle varie attività.
Non era una provocazione la mia, ma un'osservazione di come a certe dichiarazioni di voler migliorare la scuola non corrispondano interventi seri di miglioramento.
L'Invalsi ha lavorato a lungo su questo argomento, poi sono stati cambiati dirigenti e il sistema di valutazione degli apprendimenti si è rivelato inaffidabile, secondo lo stesso ministro che l'ha voluto.