La scuola: uno sfogo

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Lettrice

Utente di lunga data
generalmente sono più aridi di quelli di matematica...
Ecco il mio prof di matematica era un po'un coglione... anche perche' mi fece fare una tesina sulla fisica quantistica e da li' e' andato tutto a rotoli!
 

Grande82

Utente di lunga data
Primo chi dice che gli impiegati, gli operai, i muratori, le commesse o i camionisti stanno bene e sono tutelati?
Nessuno!
O quasi

Però se si apre un thread su i problemi degli operai (ben più gravi perché ci rimettono talvolta la vita) nessuno commenta, che so, che quelli della INNSE avrebbero potuto riciclarsi come piastrellisti e far concorrenza ai rumeni nelle imprese bergamasche.

Non capisco perché se ci si preoccupa dei lavoratori della scuola venga spontaneo il pensiero di quegli insegnanti o bidelli lazzaroni che si sono conosciuti e da questo pensiero, nato da un'esperienza reale (e purtroppo comune :nuke
si passi (per me incoerentemente) a affermazioni che rivelano un astio generalizzato nei confronti della categoria che fa intuire pensieri di soddisfazione (...e che vadano a lavorare ...a zappare!) senza rendersi conto che si fa un passaggio del tutto sbagliato perché se in un settore vi sono lavoratori che non sono competenti o non vogliono lavorare (per me dal primo fatto deriva la seconda cosa) si deve trovare un modo per: migliorare la formazione (eh bisogna migliorare la scuola....), selezionare l'ingresso nella lavoro, migliorare la formazione continua, migliorare i sistemi di controllo.
Che siano sistemi efficaci per migliorare un servizio diminuire le ore dello stesso, diminuire le opportunità offerte, diminuire il numero degli addetti mi risulta difficile crederlo.
Se andando in un grande magazzino si trovano commesse sgradevoli non credo che nessuno potrebbe pensare come soluzione di: chiudere reparti, diminuire la varietà dei prodotti offerti, ridurre l'orario di apertura e diminuire il numero delle commesse licenziando le giovani (non più necessarie visto i provvedimenti precedenti) senza neanche verificare se quelle sgradevoli erano tra queste ultime.
In un grande magazzino è però possibile diminuire il numero degli addetti introducendo il self service e introducendo sistemi automatizzati di controllo per evitare i furti e risparmiando addetti per fascia oraria per estenderla.
Ma nella scuola il self service (ovvero studiate a casa) si era rivelato inadeguato prima per le classi sociali meno attrezzate socialmente, poi per chi aveva la madre lavoratrice, poi per pressoché tutti perché la richiesta di istruzione è aumentata. Ora il ministro (e chi diffonde queste idee) vuol far credere che i bambini e i ragazzi a casa avranno modo di studiare meglio. Ma dove? Ma in quale casa? Andando al cepu fin dalla primaria?
Nessuno nega la necessità di migliorare la scuola e di eliminare gli incompetenti, ma il metodo usato è quello giusto?
QUOTOLANDO...
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data

Rebecca

Utente di lunga data
persa non prendiamoci in giro. mio fratello dovrebbe essere insegnante, ma non trova, e fa il magazziniere.
e thò, non c'è stato bisogno che nessuno glielo dicesse, ha fatto tutto da solo. che la crisi investe tutti i settori è vero, che ci sono i lavori che la gente non vuole fare perché può fare di meglio, è altrettanto vero. tra l'altro, abbi pazienza, ma il paragone che mi fai è ben diverso. io non ho certo detto a giusy che avrebbeo dovuto fare di più ma le sto dicendo che pur avendo fatto (lei è laureata, se non sbaglio) fino a che non trova altro dovrebbe accontentarsi anche del lavoro che può fare chi ha la licenza media.

scusa che c'entra la malasanità? stiamo parlando di insegnanti


io non ho pregiudizi nei confronti dei lavoratori pubblici e nello specifico del corpo insegnante. parlo per quello che ho visto e vissuto sulla mia pelle: metà dei miei insegnanti non facevano un cazzo. ma nulla di nulla.
Io sono una aspirante insegnante che attende l'immissione in ruolo ma intanto fa altro (lavoro da impiegata-diplomata) da 12 anni perchè non riteneva di fare la precaria.
Ma credete che a me sia piaciuto andare a fare scartoffie e avere dei capi col fiato sul collo invece di insegnare? Però da sola, senza un marito/compagno che mi desse una mano, se volevo uscire da casa, prendermene una, comunque garantirmi una strada alternativa, non potevo stare ad aspettare le supplenze. Forse sono stata meno coraggiosa di chi per inseguire un sogno ha accettato la precarietà. Ma di questi tempi (io per lavoro mi ritrovo tantissimi cv di giovani), vi dico che ci sono tanti laureati con master e specializzazioni che fanno lavori da diplomati. Per questo sinceramente, pur capendo e condividendo le aspirazioni di Giusy (anche io voglio che immettano in ruolo), mi dà un po' fastidio sentirla dire che lei con la sua laurea in materie umanistiche, non può fare se non le ripetizioni... Con affetto, eh?
 

Rebecca

Utente di lunga data
Un conto è avere i titoli per fare un lavoro (qualsiasi lavoro), non trovarlo e trovarsene un altro.
Un altra situazione è riuscire a fare un lavoro e poi perderlo per questioni reali. Un altro ancora è fare un lavoro e non poterlo fare più perché si è fatta una ristrutturazione distruttiva del settore.
Ma Persa, qui non hanno licenziato nessuno! Hanno solo assunto meno "stagionali", chiamiamoli così. Una supplenza non può essere vista come un'assunzione che in qualche modo ti deve poi garantire un posto a vita! Non si può accettare di intraprendere una strada così e poi sentire come ingiustizia la mancata assunzione! Poi siamo d'accordo che se facessero immissioni in ruolo sarebbe meglio che reggere la scuola sulle supplenze. Ma da questo a pensare che TUTTI i supplenti debbano essere per forza inseriti con un ruolo o che gli si debba garantire una supplenza ogni anno e che comunque non ritengano di poter fare altri lavori, non inerenti la loro laurea, mi pare un po' difficile da sostenerlo...

Il fatto che ci siano stati nella tua esperienza (come in quella di tanti) insegnanti incapaci o nullafacenti non giustifica la distruzione di un settore, ma la sua ristrutturazione.
L'esempio della sanità c'entra perché il prossimo settore in cui si dovrà ristrutturare e "tornare al merito" sarà quello.

E' un po' come quando la buonanima diceva che io non era casalinga e il marito dell'amante nonmetteva su il lampadario ...invece di chiamare una cameriera e un elettricista erano andati a letto.
Voglio dire che le soluzioni per i problemi devono essere adeguate.
Si vuol far credere che per migliorare la scuola bisogna aumentare gli alunni per classe e offrire meno opportunità oraria e strumentale ...è una manipolazione dei fatti.
E' stata fatta una campagna elettorale su inglese e informatica (e impresa...) e sono state ridotte le ore di inglese e i finanziamenti per i laboratori... c'è rapporto tra il problema individuato (reale o no è da discutere) e la soluzione attuata? No.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Ma Persa, qui non hanno licenziato nessuno! Hanno solo assunto meno "stagionali", chiamiamoli così. Una supplenza non può essere vista come un'assunzione che in qualche modo ti deve poi garantire un posto a vita! Non si può accettare di intraprendere una strada così e poi sentire come ingiustizia la mancata assunzione! Poi siamo d'accordo che se facessero immissioni in ruolo sarebbe meglio che reggere la scuola sulle supplenze. Ma da questo a pensare che TUTTI i supplenti debbano essere per forza inseriti con un ruolo o che gli si debba garantire una supplenza ogni anno e che comunque non ritengano di poter fare altri lavori, non inerenti la loro laurea, mi pare un po' difficile da sostenerlo...
Non hanno immesso in ruolo e non hanno assunto stagionali per posti che che erano previsti e che non ci sono più non perché siano diminuiti gli alunni (sono aumentati), ma perché è stata fatta una ristrutturazione che non solo ha fatto perdere posti di lavoro, ma ha diminuito l'offerta formativa.
Certo che poi Giusy si darà da fare e andrà a lavorare in un call center o emigrerà per fare la cassiera al supermercato (se non riuscirà a fare supplenze) ...ma almeno lasciarla sfogare sulla delusione di sentirsi espulsa dal lavoro che fa da anni con impegno e competenza, quando era prevista la sua immissione in ruolo credo che le dovrebbe essere concesso.
Io non potrò andare in pensione non secondo la legge in vigore quando sono stata assunta (quell'assurdità che permetteva di farlo dopo 14 anni 6 mesi e un giorno e poi a 19 anni 6 mesi e un giorno -però la pensione era ridicola- ma giustamente abolità perché veniva erogata per cinquantanni, ), ma neppure a 60 anni come possono le lavoratrici del privato. Personalmente non me ne frega nulla, non volevo andarci, ma potrà una mia coetanea essere lievemente, almeno lievemente, indispettita?
Se a chiunque perda il posto di lavoro si esprime solidarietà (anche se è un operaio che produceva televisori col tubo catodico) perché la stessa solidarietà non la si esprime verso gli insegnanti?
Perché non si tiene conto che se possiamo comprarci un televisore a cristalli liquidi, non possiamo avere alternativa a una scuola di bassa qualità che formerà future generazioni sempre più ignoranti e consapevoli che si faranno una cultura guardando televisori a cristalli liquidi, ad alta definizione, per vedere meglio la biancheria delle donne?
Tutto questo non va a svantaggio dell'intera società?
 

Nobody

Utente di lunga data
Non hanno immesso in ruolo e non hanno assunto stagionali per posti che che erano previsti e che non ci sono più non perché siano diminuiti gli alunni (sono aumentati), ma perché è stata fatta una ristrutturazione che non solo ha fatto perdere posti di lavoro, ma ha diminuito l'offerta formativa.
Certo che poi Giusy si darà da fare e andrà a lavorare in un call center o emigrerà per fare la cassiera al supermercato (se non riuscirà a fare supplenze) ...ma almeno lasciarla sfogare sulla delusione di sentirsi espulsa dal lavoro che fa da anni con impegno e competenza, quando era prevista la sua immissione in ruolo credo che le dovrebbe essere concesso.
Io non potrò andare in pensione non secondo la legge in vigore quando sono stata assunta (quell'assurdità che permetteva di farlo dopo 14 anni 6 mesi e un giorno e poi a 19 anni 6 mesi e un giorno -però la pensione era ridicola- ma giustamente abolità perché veniva erogata per cinquantanni, ), ma neppure a 60 anni come possono le lavoratrici del privato. Personalmente non me ne frega nulla, non volevo andarci, ma potrà una mia coetanea essere lievemente, almeno lievemente, indispettita?
Se a chiunque perda il posto di lavoro si esprime solidarietà (anche se è un operaio che produceva televisori col tubo catodico) perché la stessa solidarietà non la si esprime verso gli insegnanti?
Perché non si tiene conto che se possiamo comprarci un televisore a cristalli liquidi, non possiamo avere alternativa a una scuola di bassa qualità che formerà future generazioni sempre più ignoranti e consapevoli che si faranno una cultura guardando televisori a cristalli liquidi, ad alta definizione, per vedere meglio la biancheria delle donne?
Tutto questo non va a svantaggio dell'intera società?
Questo discorso è giusto, ma vale per la sanità, per la sicurezza, per lo sport...e per una lunga lista di cose. Invecee a me pare che voi ne facciate un discorso troppo settoriale ed egoistico.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Questo discorso è giusto, ma vale per la sanità, per la sicurezza, per lo sport...e per una lunga lista di cose. Invecee a me pare che voi ne facciate un discorso troppo settoriale ed egoistico.
Si parla di un argomento alla volta.
La scuola è comunque (come altri) un settore nevralgico e decisivo per il futuro di tutti.
E poi si tratta di una perdita di 45.000 posti di lavoro (i sindacati dicono 57.000, mi son tenuta bassa, calcolando che tra questi ci saranno state persone al primo anno di lavoro!) e se licenziassero 45.000 lavoratori della Fiat sarebbero tutti sconvolti. Quando si parlava dell'Alitalia (molti meno) tutti erano preoccupati.
Del resto anche risposte come "trovati un altro lavoro" non sono state né gentili nei confronti di chi non sa se lavorerà, né tenevano conto dei numeri dei lavoratori che hanno perso il lavoro, prevalentemente al sud e che è ben difficile che possano essere riassorbite dal mercato del lavoro ...è anche passata la stagione della raccolta dei pomodori, che è pure un lavoro stagionale...
 

Nobody

Utente di lunga data
Si parla di un argomento alla volta.
La scuola è comunque (come altri) un settore nevralgico e decisivo per il futuro di tutti.
E poi si tratta di una perdita di 45.000 posti di lavoro (i sindacati dicono 57.000, mi son tenuta bassa, calcolando che tra questi ci saranno state persone al primo anno di lavoro!) e se licenziassero 45.000 lavoratori della Fiat sarebbero tutti sconvolti. Quando si parlava dell'Alitalia (molti meno) tutti erano preoccupati.
Del resto anche risposte come "trovati un altro lavoro" non sono state né gentili nei confronti di chi non sa se lavorerà, né tenevano conto dei numeri dei lavoratori che hanno perso il lavoro, prevalentemente al sud e che è ben difficile che possano essere riassorbite dal mercato del lavoro ...è anche passata la stagione della raccolta dei pomodori, che è pure un lavoro stagionale...
Anche tu hai ragione... tutto si riperquote su tutto. Questo intendevo dire, bisognerebbe cambiare politica radicalmente per poter migliorare questo ed altri servizi pubblici.
Lasciamo perdere Alitalia, è stata una vera vergogna. Non capisco come si possano fare queste disparità di trattamenti... 7 anni di copertura finanziaria, mentre altri lavoratori si trovano da subito in mezzo ad una strada.
 
O

Old Iris2

Guest
Mentre stabilite se stia peggio un precario pubblico o un precario privato, mentre dissertate su chi abbia diritto al lavoro..magari rileggiaMOCI la Costituzione: il lavoro è un diritto di tutti.

Leggetevi l'Espresso di oggi.
 

Nobody

Utente di lunga data
Mentre stabilite se stia peggio un precario pubblico o un precario privato, mentre dissertate su chi abbia diritto al lavoro..magari rileggiaMOCI la Costituzione: il lavoro è un diritto di tutti.

Leggetevi l'Espresso di oggi.
La costituzione purtroppo è diventata un guscio vuoto.
 
Stato
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