La scelta

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Ma te ne fai poco della probabilità, se hai calcolato una probabilità del 80% di essere tradito, potresti non venire tradito mai. È appunto una probabilità, non un dato
Una gestione del rischio si basa sempre su probabilità, la cui stima non può prescindere dai dati osservati nel passato
 

danny

Utente di lunga data
N

Non sarà etico ma non certo immaturo.
La maturità è dire sempre e comunque la verità?
La maturità e l'intelligenza sono determinate dal riuscire a fare il proprio bene, sempre.
Ovviamente senza fare il male altrui.
Ma sfido chiunque a dire che a un'amante si faccia del male.
Perché il discorso è che un traditore costruisce una realtà parallela ove ciò che accade è bene e da cui l'esclusione degli altri impedisce di solito il male altrui.
Noi stiamo stigmatizzando il rischio, non l'intenzione.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Eh ma nella vita il calcolo delle probabilità non è possibile. Quindi ti devi basare solo sulle sensazioni...
Dire che nella vita non è possibile il calcolo delle probabilità è un po’ forte, secondo me le usiamo in modo implicito. Le "sensazioni" spesso sono proprio stime rapide basate su pattern già visti. Il punto è non fidarsi ciecamente, ma neanche ignorarle quando iniziano a suonare come campanelli d'allarme
 
Ultima modifica:

ologramma

Utente di lunga data
Trovavo parcheggio sempre vicino alla sua statua messa , nella piazzetta ,dopo molti anni.
Li vicino c'è un famoso ristorante dive mangiavano Fini e Rutelli con le signore
 

Nicky

Utente di lunga data
E qui concordo. Ma torniamo a un problema neanche di etica, ma di morale. Non di autenticità
Non ho nulla da obiettare sul fatto che non raccontare la verità agli altri sia una forma di manipolazione. La verità, per quanto non sia né immutabile, né del tutto conoscibile, è un fondamento dell'esercizio della libertà. Anche della libertà di chi mente.
Ma io non sono una "pura", nel prendere decisioni ho anche, in parte, un approccio consequezialista. Valuto anche l'esito, attuale e potenziale.
Tra l'altro è anche l'approccio di mio marito.
 

danny

Utente di lunga data
Non ho nulla da obiettare sul fatto che non raccontare la verità agli altri sia una forma di manipolazione. La verità, per quanto non sia né immutabile, né del tutto conoscibile, è un fondamento dell'esercizio della libertà. Anche della libertà di chi mente.
Ma io non sono una "pura", nel prendere decisioni ho anche, in parte, un approccio consequezialista. Valuto anche l'esito, attuale e potenziale.
Tra l'altro è anche l'approccio di mio marito.
Nascondere il tradimento al partner altera la sua percezione della coppia e del reale, in pratica gli si fornisce una versione di comodo funzionale ai nostri bisogni.
Quindi, si, è manipolazione.
Eticamente la menzogna è sbagliata, su questo non ho dubbi. Pone la persona che la subisce in una posizione di inferiorità.
Detto ciò, se si tradisce, evidentemente si è ragionato per poter scegliere un percorso piuttosto che un altro.
Il recupero dopo non può prescindere dal cancellare lo schermo dell'invenzione
Ci si deve trovare di fronte a una situazione finalmente reale.
Il trauma del tradito deriva proprio dalla presa di coscienza di aver vissuto, questo sì, in una specie di Truman Show.

Ciò non sempre accade: chi tradisce non smette di creare una situazione vantaggiosa, raccontando menzogne e minimizzando l'accaduto.
Non credo sia l'opzione migliore, perché prolunga una situazione di manipolazione rendendola parte integrante del rapporto.

Tradire richiede la sospensione dell'etica, necessariamente, che è l'unico baluardo per non tradire.
Questo può avvenire se vi sono delle ragioni, personali e di coppia, che permettono di farlo.
Non è così scontato.
 
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