La scelta

Brunetta

Utente di lunga data
Adesso sull'altra finestra aggancio una su Tinder poi vado stasera, siccome morosa é impegnata, poi a morosa dico che ho agito in questo modo, ma non so perché, non era meditato! Poi se domani sono senza domicilio mi trovi tu un mono/bilocale a Parma e mi paghi affitto a tempo indeterminato. Ok?
Hai ben capito cosa intendevo.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Risalire a like di anni è penoso.
e condivido la conta penosa dei likes. Lui mi pare anelastico e controllante per molti aspetti)
Ma non e' che i like fossero di anni fa.
I like sono di adesso: lei ha poche foto profilo, quindi scrollando le prime due o tre e' stato immediato vedere che quest'uomo aveva messo i cuori a ogni foto risalendo in breve tempo fino ad anni fa (e lo ha fatto per esplicitare il suo interesse, che va benissimo).

Non e' l'interesse che mi ha infastidito, e' il mettere in mezzo le bambine a una situazione ambigua in un momento delicato raccontando loro che stiamo uscendo per "far giocare i bambini insieme".
E la situazione e' cosi evidente che mi preoccupa di più' il dire "non l'avevo riconosciuta" rispetto al "me ne sono fregata".

Io non ho proprio controllato un bel niente, pur avendo capito benissimo e' stata la mia figlia più' grande (7 anni) che quando l'ho messa a letto si e' sentita in dovere di dirmi: "quei bambini non li conoscevo, ci hanno invitati perché' il loro papa' e' un amico di mamma".
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ma non e' che i like fossero di anni fa.
I like sono di adesso: lei ha poche foto profilo, quindi scrollando le prime due o tre e' stato immediato vedere che quest'uomo aveva messo i cuori a ogni foto risalendo in breve tempo fino ad anni fa (e lo ha fatto per esplicitare il suo interesse, che va benissimo).

Non e' l'interesse che mi ha infastidito, e' il mettere in mezzo le bambine a una situazione ambigua in un momento delicato raccontando loro che stiamo uscendo per "far giocare i bambini insieme".
E la situazione e' cosi evidente che mi preoccupa di più' il dire "non l'avevo riconosciuta" rispetto al "me ne sono fregata".

Io non ho proprio controllato un bel niente, pur avendo capito benissimo e' stata la mia figlia più' grande (7 anni) che quando l'ho messa a letto si e' sentita in dovere di dirmi: "quei bambini non li conoscevo, ci hanno invitati perché' il loro papa' e' un amico di mamma".
Io metto like a caso e a caso li mettono a me.
Vedere una partita di tennis, per chi gioca a tennis, è un passatempo piacevole. Mi pare che tu voglia aggiungere comportamenti perfidi, come se non bastasse il tradimento.
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
E durante la terapia di coppia sono emerse le ragioni che l'hanno portata alle corna?
Quello che e’ emerso e’ stata una maternita’ vissuta con molta fatica e anche dolore, tutto questo accadeva qualche anno fa. Non abbiamo fatto il salto necessario per ricongiungerlo ai giorni nostri, ma penso che la perdita di identita’ all’interno del ruolo di madre/moglie sia stato il primo tassello del domino.

Per me il dispiacere piu’ grande e’ stato che non siamo riusciti a parlarne quando eravamo ancora in tempo, che lei non si sia sentita di chiedermi aiuto e che io non sia riuscito a vedere che lei lo aveva.

Tu… ho avuto difficoltà a trovare un interprete così gelido, teso più che a ricostruire e chiedere limiti e sanzioni come precondizioni. Insomma più preoccupato di ottenere un risarcimento (questo spiega anche il ricorso alla giudiziale, come strumento di condanna simbolico, che per non dare un mantenimento economico.)
Per carità tu sei mosso da una ferita profonda, quindi il tuo atteggiamento è comprensibile.
Ma non pensare di avere fatto il possibile.
Il mio linguaggio emotivo e’ in costruzione, per storia familiare e personale mi manca e ho iniziato a lavorarci da poco in terapia individuale. Non mi stupisce quindi non essere riuscito a farlo passare: ma il mio intento in terapia era proprio la ricostruzione di un rapporto nuovo, piu’ libero e consapevole - ben sapendo che la mia parte di cambiamento sarebbe stata necessaria.

Anche cio’ che tu chiami limiti e sanzioni come precondizioni, non avevano un intento punitivo ma erano un mio bisogno di sentirmi al sicuro, sapendo di non essere preso in giro nel frattempo che la fiducia si ricostruiva. Sarebbero poi facilmente venute meno a fiducia ricostruita.

Ma nel frattempo che un percorso cosi fragile si stava ricomponendo, era necessario proteggerlo. Se il mio spazio mentale viene occupato interamente dai pensieri negativi di saperti fuori con anche l’ex-amante oppure sapendoti mentre lo guardi durante il corso (e’ l’insegnante) – come posso pensare di fare spazio a quei pensieri e quelle emozioni che possono guidare un percorso di ricostruzione?

Io ho fatto tutto cio’ che (mi) era possibile, con i miei limiti umani.

Non ho fatto cio’ che (mi) era impossibile: rimanere nel percorso, rinunciare alla giudiziale senza vedere del movimento che mi confermasse la volonta’ e l’impegno dell’altra persona alla ricostruzione.

Ed effettivamente questa volonta’ non c’era o quantomeno, per dirlo con parole sue: “Lo vorrei ma non ci riesco”. E quindi a quel punto io ho scelto di fermarmi.

Io non volevo semplicemente “tenere insieme” una relazione. Volevo costruirne una nuova, diversa, migliore. Non cambiare persona, ma cambiare le dinamiche tra noi. Crescere entrambi dentro qualcosa che avevamo scelto profondamente e che, proprio per questo, pensavo meritasse di essere difeso fino in fondo.

Questo e’ il motivo per il quale sono entrato in terapia con lei quando me lo ha proposto e sono contento di averlo fatto – nonostante l’esito non sia stato quello che avevo desiderato.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Quello che e’ emerso e’ stata una maternita’ vissuta con molta fatica e anche dolore, tutto questo accadeva qualche anno fa. Non abbiamo fatto il salto necessario per ricongiungerlo ai giorni nostri, ma penso che la perdita di identita’ all’interno del ruolo di madre/moglie sia stato il primo tassello del domino.

Per me il dispiacere piu’ grande e’ stato che non siamo riusciti a parlarne quando eravamo ancora in tempo, che lei non si sia sentita di chiedermi aiuto e che io non sia riuscito a vedere che lei lo aveva.



Il mio linguaggio emotivo e’ in costruzione, per storia familiare e personale mi manca e ho iniziato a lavorarci da poco in terapia individuale. Non mi stupisce quindi non essere riuscito a farlo passare: ma il mio intento in terapia era proprio la ricostruzione di un rapporto nuovo, piu’ libero e consapevole - ben sapendo che la mia parte di cambiamento sarebbe stata necessaria.

Anche cio’ che tu chiami limiti e sanzioni come precondizioni, non avevano un intento punitivo ma erano un mio bisogno di sentirmi al sicuro, sapendo di non essere preso in giro nel frattempo che la fiducia si ricostruiva. Sarebbero poi facilmente venute meno a fiducia ricostruita.

Ma nel frattempo che un percorso cosi fragile si stava ricomponendo, era necessario proteggerlo. Se il mio spazio mentale viene occupato interamente dai pensieri negativi di saperti fuori con anche l’ex-amante oppure sapendoti mentre lo guardi durante il corso (e’ l’insegnante) – come posso pensare di fare spazio a quei pensieri e quelle emozioni che possono guidare un percorso di ricostruzione?

Io ho fatto tutto cio’ che (mi) era possibile, con i miei limiti umani.

Non ho fatto cio’ che (mi) era impossibile: rimanere nel percorso, rinunciare alla giudiziale senza vedere del movimento che mi confermasse la volonta’ e l’impegno dell’altra persona alla ricostruzione.

Ed effettivamente questa volonta’ non c’era o quantomeno, per dirlo con parole sue: “Lo vorrei ma non ci riesco”. E quindi a quel punto io ho scelto di fermarmi.

Io non volevo semplicemente “tenere insieme” una relazione. Volevo costruirne una nuova, diversa, migliore. Non cambiare persona, ma cambiare le dinamiche tra noi. Crescere entrambi dentro qualcosa che avevamo scelto profondamente e che, proprio per questo, pensavo meritasse di essere difeso fino in fondo.

Questo e’ il motivo per il quale sono entrato in terapia con lei quando me lo ha proposto e sono contento di averlo fatto – nonostante l’esito non sia stato quello che avevo desiderato.
E se avessi visto quello che volevi vedere, come avresti fatto a sapere se era sincero e non conseguenza ad esempio della paura da minaccia di una giudiziale?
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Perché a forza di chiamare “progetto” una macchina che divora identità, poi non puoi stupirti se qualcuno, a un certo punto, cerca fuori una stanza dove tornare persona.
Sono d'accordo con l'intero commento, penso che hai fatto un'analisi molto vera.

Però credo anche che quella “stanza” non debba necessariamente esistere fuori dalla relazione o contro di essa.
Penso possa esistere dentro la relazione stessa.

Per me il “progetto” non dovrebbe essere una macchina che divora identità, ma qualcosa che include anche il sostegno reciproco all’auto-realizzazione, alla crescita individuale e allo stare bene. Una coppia sana dovrebbe riuscire ad affiancare una vita passionale, libertà personali e un progetto condiviso, senza che queste dimensioni si escludano a vicenda.

Anzi, credo che le esperienze più profonde e rare nascano proprio lì: quando due persone riescono contemporaneamente a scegliersi, sostenersi e lasciarsi spazio per diventare pienamente sé stesse.

Questo pero' richiede maturità, comunicazione e una capacità enorme di stare nelle difficoltà senza scappare o nascondersi.
"Il vero amore è eccezionale, due o tre volte in un secolo all'incirca. Per il resto, vanità o noia. - Albert Camus"
 
Ultima modifica:

PrimaVoce

Utente di lunga data
E se avessi visto quello che volevi vedere, come avresti fatto a sapere se era sincero e non conseguenza ad esempio della paura da minaccia di una giudiziale?
Se avessi sentito quello che desideravo, ci avrei creduto - magari sbagliando.
La certezza della sincerita' di un'altra persona non possiamo averla, ma possiamo sentirci o meno di darla
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Sono d'accordo con l'intero commento, penso che hai fatto un'analisi molto vera.

Però credo anche che quella “stanza” non debba necessariamente esistere fuori dalla relazione o contro di essa.
Penso possa esistere dentro la relazione stessa.

Per me il “progetto” non dovrebbe essere una macchina che divora identità, ma qualcosa che include anche il sostegno reciproco all’auto-realizzazione, alla crescita individuale e allo stare bene. Una coppia sana dovrebbe riuscire ad affiancare una vita passionale, libertà personali e un progetto condiviso, senza che queste dimensioni si escludano a vicenda.

Anzi, credo che le esperienze più profonde e rare nascano proprio lì: quando due persone riescono contemporaneamente a scegliersi, sostenersi e lasciarsi spazio per diventare pienamente sé stesse.

Questo pero' richiede maturità, comunicazione e una capacità enorme di stare nelle difficoltà senza scappare o nascondersi.
"Il vero amore è eccezionale, due o tre volte in un secolo all'incirca. Per il resto, vanità o noia. - Albert Camus"
Ce mancava Camus :LOL: :LOL: :LOL:
Ma la pianti? Sei un povero stronzo che ha fatto il giro che fanno tutti. E tua moglie è una poraccia con un cervello da criceto.
Sempre per come la gestito il tradimento e continua a gestirlo nel post.
Sul fatto del tradimento in sè, se piove ti bagni. Fine.
Hai voglia a dire, ma io non piovevo...
 

PrimaVoce

Utente di lunga data
Ce mancava Camus :LOL: :LOL: :LOL:
Ma la pianti? Sei un povero stronzo che ha fatto il giro che fanno tutti. E tua moglie è una poraccia con un cervello da criceto.
Sempre per come la gestito il tradimento e continua a gestirlo nel post.
Sul fatto del tradimento in sè, se piove ti bagni. Fine.
Hai voglia a dire, ma io non piovevo...
Penso che tutti piovano - anche io.
E anche la mia quasi-ex-moglie ha i suoi limiti.
Noi come tanti non siamo riusciti a farla funzionare e siamo finiti malamente come siamo finiti.

Rispetto alla tua analisi e visione della vita / rapporto di coppia, abbiamo visioni diverse e lo accetto.
Ma qui mi fermo perché battagliare sul nulla a colpi di insulti da tastiera non fa per me.

1779576025671.png
 
Ultima modifica:

Delfi1999

Utente di lunga data
Se avessi sentito quello che desideravo, ci avrei creduto - magari sbagliando.
.... e putroppo non hai sentito quello che desideravi e mi dispiace per te. Ero curioso di vedere se con la terapia di coppia sareste riusciti a ricucire un rapporto, perchè sindalle prime battute di questo 3D mi sembrava evidente che il comportamemto di tua moglie non fosse in sintonia con il comportamento di chi vuole ricucire un rapporto con il partner tradito. E' una persona in perfetta crisi identitaria che farebbe bene ad andare lei sola in terapia. Penso che, come altri utenti hanno scritto, ti debba preoccupare delle tue figlie che rischiano di rimanere in balia di una madre fuori di testa e ti faccio i miei migliori auguri di uscire da questa suituazione al più presto, per te e per le tue figlie che non meritano una situazione del genere.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Quello che e’ emerso e’ stata una maternita’ vissuta con molta fatica e anche dolore, tutto questo accadeva qualche anno fa. Non abbiamo fatto il salto necessario per ricongiungerlo ai giorni nostri, ma penso che la perdita di identita’ all’interno del ruolo di madre/moglie sia stato il primo tassello del domino.

Per me il dispiacere piu’ grande e’ stato che non siamo riusciti a parlarne quando eravamo ancora in tempo, che lei non si sia sentita di chiedermi aiuto e che io non sia riuscito a vedere che lei lo aveva.



Il mio linguaggio emotivo e’ in costruzione, per storia familiare e personale mi manca e ho iniziato a lavorarci da poco in terapia individuale. Non mi stupisce quindi non essere riuscito a farlo passare: ma il mio intento in terapia era proprio la ricostruzione di un rapporto nuovo, piu’ libero e consapevole - ben sapendo che la mia parte di cambiamento sarebbe stata necessaria.

Anche cio’ che tu chiami limiti e sanzioni come precondizioni, non avevano un intento punitivo ma erano un mio bisogno di sentirmi al sicuro, sapendo di non essere preso in giro nel frattempo che la fiducia si ricostruiva. Sarebbero poi facilmente venute meno a fiducia ricostruita.

Ma nel frattempo che un percorso cosi fragile si stava ricomponendo, era necessario proteggerlo. Se il mio spazio mentale viene occupato interamente dai pensieri negativi di saperti fuori con anche l’ex-amante oppure sapendoti mentre lo guardi durante il corso (e’ l’insegnante) – come posso pensare di fare spazio a quei pensieri e quelle emozioni che possono guidare un percorso di ricostruzione?

Io ho fatto tutto cio’ che (mi) era possibile, con i miei limiti umani.

Non ho fatto cio’ che (mi) era impossibile: rimanere nel percorso, rinunciare alla giudiziale senza vedere del movimento che mi confermasse la volonta’ e l’impegno dell’altra persona alla ricostruzione.

Ed effettivamente questa volonta’ non c’era o quantomeno, per dirlo con parole sue: “Lo vorrei ma non ci riesco”. E quindi a quel punto io ho scelto di fermarmi.

Io non volevo semplicemente “tenere insieme” una relazione. Volevo costruirne una nuova, diversa, migliore. Non cambiare persona, ma cambiare le dinamiche tra noi. Crescere entrambi dentro qualcosa che avevamo scelto profondamente e che, proprio per questo, pensavo meritasse di essere difeso fino in fondo.

Questo e’ il motivo per il quale sono entrato in terapia con lei quando me lo ha proposto e sono contento di averlo fatto – nonostante l’esito non sia stato quello che avevo desiderato.
Mi hai risposto come un robot…
 

Nicky

Utente di lunga data
Sono d'accordo con l'intero commento, penso che hai fatto un'analisi molto vera.

Però credo anche che quella “stanza” non debba necessariamente esistere fuori dalla relazione o contro di essa.
Penso possa esistere dentro la relazione stessa.

Per me il “progetto” non dovrebbe essere una macchina che divora identità, ma qualcosa che include anche il sostegno reciproco all’auto-realizzazione, alla crescita individuale e allo stare bene. Una coppia sana dovrebbe riuscire ad affiancare una vita passionale, libertà personali e un progetto condiviso, senza che queste dimensioni si escludano a vicenda.

Anzi, credo che le esperienze più profonde e rare nascano proprio lì: quando due persone riescono contemporaneamente a scegliersi, sostenersi e lasciarsi spazio per diventare pienamente sé stesse.

Questo pero' richiede maturità, comunicazione e una capacità enorme di stare nelle difficoltà senza scappare o nascondersi.
"Il vero amore è eccezionale, due o tre volte in un secolo all'incirca. Per il resto, vanità o noia. - Albert Camus"
Premesso che il mio caro Albert amavz fin troppo 😄 ma, in ogni caso, dalle tue parole emerge molto il tuo.progetto e poco lo.spazio per l'identità di tua moglie.
Probabilmente è uo riflesso dello smarrimento di questa identità anche da parte sua.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Penso che tutti piovano - anche io.
E anche la mia quasi-ex-moglie ha i suoi limiti.
Noi come tanti non siamo riusciti a farla funzionare e siamo finiti malamente come siamo finiti.

Rispetto alla tua analisi e visione della vita / rapporto di coppia, abbiamo visioni diverse e lo accetto.
Ma qui mi fermo perché battagliare sul nulla a colpi di insulti da tastiera non fa per me.

View attachment 22325
Per riuscire basta volere, ma per volere servono le motivazioni
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Penso che tutti piovano - anche io.
E anche la mia quasi-ex-moglie ha i suoi limiti.
Noi come tanti non siamo riusciti a farla funzionare e siamo finiti malamente come siamo finiti.

Rispetto alla tua analisi e visione della vita / rapporto di coppia, abbiamo visioni diverse e lo accetto.
Ma qui mi fermo perché battagliare sul nulla a colpi di insulti da tastiera non fa per me.

View attachment 22325
No, non piovono tutti.
Qualcuno i paraocchi se li leva.
Comunque nel momento in cui hai postato sta roba per me ti sei autoeliminato.
Parla con gpt, lui ti darà ragione.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Per riuscire basta volere, ma per volere servono le motivazioni
La volontà conta poco se prima non ripulisci il campo di gioco. Se lanci un treno a tutta forza su i binari storti dederaglia solo più forte.
È un processo di ripulitura dei bias cognitivi che fa la differenza tra una persona che insiste nel farsi male è una che punta a star bene.
 

Jim Cain

Utente di lunga data
@PrimaVoce ci hai ragguagliato in modo ampio e preciso. Leggendo ho avuto la sensazione di leggere una sceneggiatura, anzi un trattamento. Così ho immaginato gli attori, voi due.
Lei l’ho vista emotivamente instabile, tipo una Laura Morante o una Claudia Pandolfi, sempre con gli occhi lucidi e la voce tremante.
Tu… ho avuto difficoltà a trovare un interprete così gelido, teso più che a ricostruire e chiedere limiti e sanzioni come precondizioni. Insomma più preoccupato di ottenere un risarcimento (questo spiega anche il ricorso alla giudiziale, come strumento di condanna simbolico, che per non dare un mantenimento economico.)
Per carità tu sei mosso da una ferita profonda, quindi il tuo atteggiamento è comprensibile.
Ma non pensare di avere fatto il possibile.
Il possibile, e mi riferisco ai separati qui presenti, ma non solo a loro, probabilmente non l'ha fatto nessuno.
Forse neanche tu.
Oltre al fatto che è semplicemente impossibile, oltre che velleitario, immaginare di poter fissare i limiti di un ipotetico 'possibile'.🤔

Per come si è evoluta la situazione, cioè per come lui ce l'ha raccontata, mi pare di poter dire che sia stato soprattutto lui a cercare un componimento e una soluzione positiva.
Quindi il suo l'ha fatto.

Lei ha messo subito in chiaro, mi pare, che al fantomatico corso (di Nonno Nanni, a sto punto immagino su come farsi lo stracchino in casa) e alle uscite coi colleghi (sempre Nonno Nanni) non rinunciava manco morta. Per me il percorso sarebbe stato da abbandonare subito lì e mi pare che @PrimaVoce sia stato più i meno dello stesso avviso. Mi chiedo con tali premesse se fosse possibile un esito diverso e sinceramente credo proprio di no.
A me onestamente pare molto più grave non tanto il tradimento, nel quale si può incappare con colpevole incoscienza, ma soprattutto il flirtino con il sessantenne, per di più utilizzando le figlie come scudo.
Ecco, in una situazione come quella che stavano vivendo, quello secondo me rappresenta davvero un punto di non ritorno.

Quindi è una coppia che ha deciso, più o meno consapevolmente, di smettere di essere coppia (e condivido la conta penosa dei likes. Lui mi pare anelastico e controllante per molti aspetti)
Vorrai scusarlo se, visto che aveva scoperto un tradimento, avviato una giudiziale e contemporaneamente anche una terapia di coppia, abbia voluto controllare anche eventuali nuovi flirt.🤔

Ma in questo caso non ha agito a cazzo, a mio avviso è stato anche provocario uscire con il nuovo papà.
Delittuoso e 'conclusivo'.
Secondo me.

Cioè, devi essere proprio un IMBECILLE anche solo per pensare di fare una cosa del genere.🤔

E ti sembra un comportamento meditato?
Che sia meditato o meno onestamente rileva pochissimo, dice molto della persona, anzi moltissimo.
 

Arcistufo

Papero Talvolta Posseduto
Delittuoso e 'conclusivo'.
Secondo me.

Cioè, devi essere proprio un IMBECILLE anche solo per pensare di fare una cosa del genere.🤔
Dipende: magari visto che è sempre stata accudita e scaccolata da lui, pensa che provocandolo con la possibilità di un nuovo scaccolatore, invece che del maschio-col-pisello-più-lungo-del-tuo lo avrebbe fatto tornare. Sia chiaro, lei non vuole lui, vuole uno che gli faccia da campo base per fare come vuole lei.
Ma non avete letto che ogni volta che provano a formalizzare dei paletti, lei scappa?
 
Top