ma vedi, Nau, se uno non riesce a governare le tentazioni, è semplicemente perchè ha delle motivazioni per non farlo.
A quel punto, se lo fai sempre, non sono manco più tentazioni: tentazioni de che? rispetto a quale impegno?
Chiamarle tentazioni, se non si combattono, è un pararsi il culo.
In realtà è un non voler mai perdere un'occasione.
E bisognerebbe capire perchè si ha così paura di perdere chissà cosa.
Se invece in un determinato momento della tua vita senti il bisogno di appagare un tuo egoistico bisogno, bisognerebbe capire da cosa è nato quel bisogno.
Perchè il tipo che ti ascolta con orecchio nuovo, lo trovi mediamente spesso.
Ma il più delle volte vedi attraverso, per quanto poco te ne cale.
Se invece ti soffermi a prestare attenzione a quell'ascolto, è perchè ne hai bisogno, in quel momento.
E ci sono momenti in cui decidiamo di dare la priorità ai nostri bisogni, a discapito del resto.
Magari pensando che, tanto, non lo verrà mai a sapere nessuno e nessuno ne soffrirà.
E' una scorciatoia, però. Perchè quel bisogno ha un'altra origine.
Ma curare l'origine è problematico: intanto bisogna capire quale sia, e non sempre è una sola.
Ed è un lavoro faticoso, di cui spesso non capiamo bene la necessità: d'altra parte c'è l'evasione e l'immediato appagamento del bisogno.
A quel punto abbiamo in mano una bilancia.
Adrenalina ed endorfine probabilmente la starano un po', ma la bilancia l'abbiamo sempre in mano noi.
Quando facciamo cose e siamo costretti a farle di nascosto, non alla luce del sole, dovremmo almeno prendere un respiro e chiederci come mai, se quella cosa in quel momento ci sembra quella giusta per noi, dobbiamo nasconderla.