L ho scoperta

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stany

Utente di lunga data
Che bello ! Mi sono alzato alle 2 ho preso l auto e guidato sino ad un monte da cui si vede sino a Milano . Al buio tante luci le città e i paesi illuminati . Poi il tornare a casa senza averne voglia . Per fortuna lei lavora sino a sera e ci sono i figli
Ciao Franco, ti capisco... Io passai una Serata del genere quando ero alla frutta con la mia prima moglie: ricordo che andai in montagna, in valdisusa, a 1400metri, e assistetti ad un surreale ed irripetibile passaggio al terzo millennio....era il 31 dicembre! L'emozione di essere in quel luogo,in quel momento,vedere una moltitudine di luci nella pianura illuminata a giorno, mi diede un'emozione unica. Il sentirsi parte del tutto e , nello stesso momento percepire che il problema che mi struggeva (neanche troppo,in quanto lì ero io a lasciare) era ridicolamente meschino nei confronti di quelli spettacolo in cui, migliaia di cuori e cervelli all'unisono stavano esorcizzando i loro problemi grandi o piccoli,futili o invalicabili. Lo stesso sicuramente lo si prova nel fare un'attività che ci emoziona, come andare sulle vette, sciare, fare subacquea.Ti dico questo perché, sicuramente ci saranno attività che condividevi con lei, ma altre forse no, e come avveniva per me , accantonate per il l'armonia familiare.....ebbene, questo è il momento di riscoprire quelle attività,interessi,passioni; non più subordinarle ad un equilibrio familiare che, ancorché ripristinabile, ora come ora, è compromesso.E questo, con un sano egoismo, anche se ci pare che tale atteggiamento possa pregiudicare una ripartenza che, semmai, è influenzata da ben altri aspetti e valori. Certo, tu essendo sempre in trasferta dedicherai il tempo libero alla tua famiglia e , ti parrà stridente e incoerente occuparti prima di te stesso che del rapporto con tua moglie e , naturalmente coi figli (che potrai sempre coinvolgere se necessario). Capisco il tuo stato d'animo, non senti più l'empatia e la voglia di starle vicino; a me è successo il contrario.. all'inizio pur combattuto, in modo altalenante, cercavo l'abbraccio, ora, dopo quasi un anno, vista la mancanza di "collaborazione" e del fatto che , sono sicuro si senta ancora, almeno attraverso i social, (mi dice di metterle un investigatore dietro) sto desistendo e riflettendo su circostanze ,episodi,parole dette in tempi non sospetti , e purtroppo mi convinco ogni giorno di più che non valga la pena pere, per lei e per il bambino (anche se quest'ultimo mi frena molto, evidentemente più dell'aspetto economico, nel mettere il punto finale a questa storia). Ma, ripeto le variabili sono molte, compreso l'approccio nel momento della scoperta del fattaccio; e sicuramente essendo tu stato più civile di me, può essere che costituisca un viatico migliore. Come invece, potrebbe essere che la tua calma,razionalità e lucidità, invece, ti diano un distacco asettico dalla faccenda ebri faccia capire subito il da farsi. Ma....stiamo congetturando senza sapere e capire la variabile più importante: loro ci amano ancora?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ieri sera prima sbroccata . Inavvertitamente mi sfiora i capelli , io penso ad una carezza e sbotto di non provarci più a toccarmi . Poi faccio una considerazione ad alta voce offendendola . Boh iniziamo bene . Ad ogni modo si rende conto cosa ci aspetta , così può decidere meglio .
Io ricordo ancora il fastidio di una carezza alla schiena per consolarmi.
Dipende però solo da noi percepire una falsità che non è molto probabilmente nelle intenzioni di chi vuole ripristinare un contatto.
 

stany

Utente di lunga data
Domanda retorica la mia: "loro ci amano ancora?".....
Ho sempre pensato che chi tradisce non ama! Ho appena finito cin mia moglie una discussione sul fatto che si sentano (ne sono sicuro) e, addirittura, complice il tempo che è passato dalla mia scoperta, adesso mette in discussione che vi sia stata una storia.....robe da pazzi! Le ammissioni implicite ci furono.. Anche i tabulati da cui si evinceva la tresca. Poi dice che sono altalenante! Quando mi disse che sarebbe rimasta solo per il bambino.Certo....non lavorava....e dove poteva andare? Onore al merito che non abbia scambiato tutto ciò con "concessioni" sessuali ma, comunque, subdolamente attribuisce la mancanza di capacità di riprendere il rapporto a me! Per come mi comporto nel quotidiano....certo lei nega di sentirsi ancora con quello! Ed io come mi dovrei comportare?
 

Brunetta

Utente di lunga data
Domanda retorica la mia: "loro ci amano ancora?".....
Ho sempre pensato che chi tradisce non ama! Ho appena finito cin mia moglie una discussione sul fatto che si sentano (ne sono sicuro) e, addirittura, complice il tempo che è passato dalla mia scoperta, adesso mette in discussione che vi sia stata una storia.....robe da pazzi! Le ammissioni implicite ci furono.. Anche i tabulati da cui si evinceva la tresca. Poi dice che sono altalenante! Quando mi disse che sarebbe rimasta solo per il bambino.Certo....non lavorava....e dove poteva andare? Onore al merito che non abbia scambiato tutto ciò con "concessioni" sessuali ma, comunque, subdolamente attribuisce la mancanza di capacità di riprendere il rapporto a me! Per come mi comporto nel quotidiano....certo lei nega di sentirsi ancora con quello! Ed io come mi dovrei comportare?
Il tradimento è sempre sbagliato perché non è la reazione corretta a qualsiasi situazione.
Premesso ciò.
Tu riconosci dei problemi tra voi in cui tu hai un concorso di responsabilità?
 

trilobita

Utente di lunga data
Ciao Franco, ti capisco... Io passai una Serata del genere quando ero alla frutta con la mia prima moglie: ricordo che andai in montagna, in valdisusa, a 1400metri, e assistetti ad un surreale ed irripetibile passaggio al terzo millennio....era il 31 dicembre! L'emozione di essere in quel luogo,in quel momento,vedere una moltitudine di luci nella pianura illuminata a giorno, mi diede un'emozione unica. Il sentirsi parte del tutto e , nello stesso momento percepire che il problema che mi struggeva (neanche troppo,in quanto lì ero io a lasciare) era ridicolamente meschino nei confronti di quelli spettacolo in cui, migliaia di cuori e cervelli all'unisono stavano esorcizzando i loro problemi grandi o piccoli,futili o invalicabili. Lo stesso sicuramente lo si prova nel fare un'attività che ci emoziona, come andare sulle vette, sciare, fare subacquea.Ti dico questo perché, sicuramente ci saranno attività che condividevi con lei, ma altre forse no, e come avveniva per me , accantonate per il l'armonia familiare.....ebbene, questo è il momento di riscoprire quelle attività,interessi,passioni; non più subordinarle ad un equilibrio familiare che, ancorché ripristinabile, ora come ora, è compromesso.E questo, con un sano egoismo, anche se ci pare che tale atteggiamento possa pregiudicare una ripartenza che, semmai, è influenzata da ben altri aspetti e valori. Certo, tu essendo sempre in trasferta dedicherai il tempo libero alla tua famiglia e , ti parrà stridente e incoerente occuparti prima di te stesso che del rapporto con tua moglie e , naturalmente coi figli (che potrai sempre coinvolgere se necessario). Capisco il tuo stato d'animo, non senti più l'empatia e la voglia di starle vicino; a me è successo il contrario.. all'inizio pur combattuto, in modo altalenante, cercavo l'abbraccio, ora, dopo quasi un anno, vista la mancanza di "collaborazione" e del fatto che , sono sicuro si senta ancora, almeno attraverso i social, (mi dice di metterle un investigatore dietro) sto desistendo e riflettendo su circostanze ,episodi,parole dette in tempi non sospetti , e purtroppo mi convinco ogni giorno di più che non valga la pena pere, per lei e per il bambino (anche se quest'ultimo mi frena molto, evidentemente più dell'aspetto economico, nel mettere il punto finale a questa storia). Ma, ripeto le variabili sono molte, compreso l'approccio nel momento della scoperta del fattaccio; e sicuramente essendo tu stato più civile di me, può essere che costituisca un viatico migliore. Come invece, potrebbe essere che la tua calma,razionalità e lucidità, invece, ti diano un distacco asettico dalla faccenda ebri faccia capire subito il da farsi. Ma....stiamo congetturando senza sapere e capire la variabile più importante: loro ci amano ancora?
Qualche anno fa,nel panico post-separazione,cioè dopo pranzo ci eravamo incontrati,lei accettò la mia richiesta di separazione senza fiatare e se ne andò,presi la moto,val di susa,colle del lys.sopra trovai altri motociclisti,un banchetto che vendeva formaggi e miele,mi misi a chiacchierare con i miei co-centauri delle solite cazzate,due parole con il venditore di tome,mi servirono a capire che io esistevo anche senza di lei,lei era stata una parte di me,ma non irrinunciabile,intravidi la possibilità di un "dopo"senza di lei.
Mi chinai sotto uno dei tubi da cui sgorga sempre acqua fresca e pulita,e l'assaporai come il miglior aperitivo per la mia vita futura.
Per questo,anche se ora vivo a galla,tra i canali,amo e amerò sempre quella zona della provincia di Torino.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Qualche anno fa,nel panico post-separazione,cioè dopo pranzo ci eravamo incontrati,lei accettò la mia richiesta di separazione senza fiatare e se ne andò,presi la moto,val di susa,colle del lys.sopra trovai altri motociclisti,un banchetto che vendeva formaggi e miele,mi misi a chiacchierare con i miei co-centauri delle solite cazzate,due parole con il venditore di tome,mi servirono a capire che io esistevo anche senza di lei,lei era stata una parte di me,ma non irrinunciabile,intravidi la possibilità di un "dopo"senza di lei.
Mi chinai sotto uno dei tubi da cui sgorga sempre acqua fresca e pulita,e l'assaporai come il miglior aperitivo per la mia vita futura.
Per questo,anche se ora vivo a galla,tra i canali,amo e amerò sempre quella zona della provincia di Torino.
Che bello!
 

stany

Utente di lunga data
Il tradimento è sempre sbagliato perché non è la reazione corretta a qualsiasi situazione.
Premesso ciò.
Tu riconosci dei problemi tra voi in cui tu hai un concorso di responsabilità?
Certo.....molte responsabilità; anche nella relazione col bambino. Ho avuto un'educazione molto rigida e poco o per nulla empatica e, forse, l'ho riproposta e riversata sui miei figli (ne ho un altro con la prima moglie di trent'anni).
E, sono anche un poco misogino, non avendo ancora compreso ed integrato l'universo femminile.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Certo.....molte responsabilità; anche nella relazione col bambino. Ho avuto un'educazione molto rigida e poco o per nulla empatica e, forse, l'ho riproposta e riversata sui miei figli (ne ho un altro con la prima moglie di trent'anni).
E, sono anche un poco misogino, non avendo ancora compreso ed integrato l'universo femminile.
Non è mai troppo tardi :)
 

stany

Utente di lunga data
Qualche anno fa,nel panico post-separazione,cioè dopo pranzo ci eravamo incontrati,lei accettò la mia richiesta di separazione senza fiatare e se ne andò,presi la moto,val di susa,colle del lys.sopra trovai altri motociclisti,un banchetto che vendeva formaggi e miele,mi misi a chiacchierare con i miei co-centauri delle solite cazzate,due parole con il venditore di tome,mi servirono a capire che io esistevo anche senza di lei,lei era stata una parte di me,ma non irrinunciabile,intravidi la possibilità di un "dopo"senza di lei.
Mi chinai sotto uno dei tubi da cui sgorga sempre acqua fresca e pulita,e l'assaporai come il miglior aperitivo per la mia vita futura.
Per questo,anche se ora vivo a galla,tra i canali,amo e amerò sempre quella zona della provincia di Torino.
Proprio li andai!!
La situazione surreale venne implementata dagli unici due esseri umani che , usciti dall'albergo, sul piazzale, unendosi in una simbiosi emotiva del fermento pirotecnico del fondo valle, fecero esplodere stralunati alcuni mortaretti....
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
scusa ipazia ma non ho capito il sottolineato
io in questi giorni non sono in grado né di intendere né volere...ma quello che ho maturato anche riflettendo su cose scritte qui sul forum è che io non voglio " salvare" il mio matrimonio, voglio capire se potremo essere nuovamente felici, lo siamo stati per anni..qualche mese per capirci per guardarci dentro penso lo si possa affrontare. Se ieri sera le avessi detto puttana di qua puttana di là magari cercando di darle uno schiaffone cosa avrei risolto? ti dico che ne avrei avuto moolta voglia! Salvo il mio onore? No avrei solo chiuso quel piccolo spiraglio necessario per reimpostare un dialogo. Poi ci porterà dove dovrà portarci questo dialogo... Mi pare Ipazia o Farfalla non ricordo han scritto ad un altro utente che la persona più importante sono io.ed è vero , devo pensare a me, non a lei, lei è in funione del mio stare bene con lei...d accordo ci sono i figli ma se dialoghiamo , anche nel caso di un divorzio, sarà un divorzio tra 2 persone che non si massacreranno e i figli tra le macerie. forse ho scritto confusionariamente
sto cedendo...oggi sto litigando con tutti qui al lavoro...senza un motivo specifico...ma ho dentro una grande ansia
Ieri sera prima sbroccata . Inavvertitamente mi sfiora i capelli , io penso ad una carezza e sbotto di non provarci più a toccarmi . Poi faccio una considerazione ad alta voce offendendola . Boh iniziamo bene . Ad ogni modo si rende conto cosa ci aspetta , così può decidere meglio .
riprendo da dove non sono riuscita a rispondere...su quell'accenno al tumore che hai fatto. E' una similitudine interessante quella che hai dato. :)

Il tumore è, per dirla male, una sovraproduzione cellulare. La si sente come una invasione anche fisica di un qualcosa di esterno che entra ed invade...ma è dentro. Nel senso che le cellule sovraprodotte sono le proprie.

Si può affrontare, a livello emotivo, in diversi modi. O sentendosi vittima, e finendo in quei circoli che sono fra l'altro anche sconsigliati dai medici perchè portano per direttissima nella sindrome da fatigue, oppure si sceglie una strada un po' più in salita, ma che una volta preso il passo rende "padroni" di quel che sta accadendo.

Ossia ci si appropria emotivamente del tumore. Lo si rende una cosa di proprietà. Su cui si decide.
Quel che si può.
Che è la variabile dolorosa...e spaventosa. Perchè c'è sempre una parte di incognita.

E allora si discute coi medici delle condizioni, della cura, dei sostegni, delle difficoltà, del dolore, della paura...e ci si rende protagonisti di un avvenimento che essendo dentro, non può essere semplicemente buttato fuori mettendolo nelle mani di qualcun altro.

Questo intendevo con quello che ti ho scritto.
E' tua la decisione riguardo il "subire" il tumore oppure "prenderlo" e decidere la tua cura.
Tenendo conto delle variabili indipendenti di questo tipo di cure.

Io credo che la questione fondamentale del tradimento sia la non consensualità. Insieme alla menzogna...e la non consensualità mina profondamente la fiducia non solo nell'altro, ma anche in se stessi...proprio perchè, volenti o nolenti, ci si è in quella situazione. E non si può semplicemente decidere di chiudere il vaso delle emozioni che ha aperto e tirare dritto.
@twinpeaks ha parlato dell'ombra. Sono d'accordo. Questa sei costretto ad affrontare. La tua.
Prima ancora della sua.
Poi potrete decidere se condividere, ma prima di tutto ognuno deve guardarsi nello specchio e vedere il mostro.

Tu sei stato bravo. Ti sei gestito, hai controllato...adesso arriva il contraccolpo..perchè sei umano. E stai soffrendo. E il passaggio adesso è questo...accogliere il tuo dolore in te...accettare il tumore. (mi colpisce moltissimo questa tua similitudine).

Puoi decidere se quella rabbia, sotto cui c'è il dolore, la vuoi lasciar uscire o la vuoi schiacciare.
Schiacciarla è pericoloso. Per te innanzitutto, ma non soltanto. Che prima o poi, come una pentola a pressione, deve sfiatare...o esplodere...
Lasciarla uscire non è facile, ma è un buon modo per non soffocarsi da soli. Decidere come lasciarla uscire è un modo per far sfiatare in modo controllato, senza far esplodere la pentola.

Il modo per lasciarla uscire è verbalizzarla. Parlarne. Raccontarla. Anche a lei. Insieme al dolore.
Senza farle sconti. Anche duramente. Ma dicendo. Se tieni dentro...ti fai male tu.

Ed è anche questo un modo per valutare chi hai davanti.

Quanto è capace di prendersi cura del dolore che ti ha inferto?
Quanto è affidabile in questo passaggio?
Quanto ti sa stare vicino e ti sa prendere e tenere dopo averti fatto male?

In questo misuri la sua effettiva capacità di cura, senso di responsabilità.

Io di mio lascerei fuori i giudizi e le prove di forza...nessuno dei due è uno zerbino.

E' un giudizio del cazzo. Che sia rivolto ad un uomo o ad una donna.
Ed è uno di quei condizionamenti per cui se uno soffre non è forte.

E invece soffrire richiede una grande forza. E una grande resistenza. Non è da tutti, saper soffrire trasformando il dolore in opportunità di crescita. Aver cura e rispetto del proprio dolore, non averne vergogna...richiede fierezza, senso di responsabilità e anche onore.

Lei ti ha preso a sprangate. Indirettamente. Ma l'ha fatto. E si è presa il suo divertimento e il suo piacere.
Adesso valuta quanto sa farsi carico di averlo fatto, infliggerti dolore intendo, e quanto è affidabile nell'aftercare.

Perchè è in questo primo passaggio che una qualche forma della fiducia può trovare nutrimento e non morire completamente di fame.

Non è un passaggio facile...farvi magari aiutare nelle prime fasi, in cui è tutto confuso, da qualcuno che faccia "passerella" e traduzione quando voi non riuscite a sentirvi, potrebbe essere un modo per attutire e riprendere un po' di lucidità e di fiato.

Anche per condividere quel puttana che pensi. Che pensi urlato. Pieno di sdegno e disprezzo per lei.
Se non trovi il modo per condividerlo...mah...diventa difficile ricomporre una puttana (non con te) con la moglie e la madre. Pensaci...
 
Ultima modifica:

trilobita

Utente di lunga data
riprendo da dove non sono riuscita a rispondere...su quell'accenno al tumore che hai fatto. E' una similitudine interessante quella che hai dato. :)

Il tumore è, per dirla male, una sovraproduzione cellulare. La si sente come una invasione anche fisica di un qualcosa di esterno che entra ed invade...ma è dentro. Nel senso che le cellule sovraprodotte sono le proprie.

Si può affrontare, a livello emotivo, in diversi modi. O sentendosi vittima, e finendo in quei circoli che sono fra l'altro anche sconsigliati dai medici perchè portano per direttissima nella sindrome da fatigue, oppure si sceglie una strada un po' più in salita, ma che una volta preso il passo rende "padroni" di quel che sta accadendo.

Ossia ci si appropria emotivamente del tumore. Lo si rende una cosa di proprietà. Su cui si decide.
Quel che si può.
Che è la variabile dolorosa...e spaventosa. Perchè c'è sempre una parte di incognita.

E allora si discute coi medici delle condizioni, della cura, dei sostegni, delle difficoltà, del dolore, della paura...e ci si rende protagonisti di un avvenimento che essendo dentro, non può essere semplicemente buttato fuori mettendolo nelle mani di qualcun altro.

Questo intendevo con quello che ti ho scritto.
E' tua la decisione riguardo il "subire" il tumore oppure "prenderlo" e decidere la tua cura.
Tenendo conto delle variabili indipendenti di questo tipo di cure.

Io credo che la questione fondamentale del tradimento sia la non consensualità. Insieme alla menzogna...e la non consensualità mina profondamente la fiducia non solo nell'altro, ma anche in se stessi...proprio perchè, volenti o nolenti, ci si è in quella situazione. E non si può semplicemente decidere di chiudere il vaso delle emozioni che ha aperto e tirare dritto.
@twinpeaks ha parlato dell'ombra. Sono d'accordo. Questa sei costretto ad affrontare. La tua.
Prima ancora della sua.
Poi potrete decidere se condividere, ma prima di tutto ognuno deve guardarsi nello specchio e vedere il mostro.

Tu sei stato bravo. Ti sei gestito, hai controllato...adesso arriva il contraccolpo..perchè sei umano. E stai soffrendo. E il passaggio adesso è questo...accogliere il tuo dolore in te...accettare il tumore. (mi colpisce moltissimo questa tua similitudine).

Puoi decidere se quella rabbia, sotto cui c'è il dolore, la vuoi lasciar uscire o la vuoi schiacciare.
Schiacciarla è pericoloso. Per te innanzitutto, ma non soltanto. Che prima o poi, come una pentola a pressione, deve sfiatare...o esplodere...
Lasciarla uscire non è facile, ma è un buon modo per non soffocarsi da soli. Decidere come lasciarla uscire è un modo per far sfiatare in modo controllato, senza far esplodere la pentola.

Il modo per lasciarla uscire è verbalizzarla. Parlarne. Raccontarla. Anche a lei. Insieme al dolore.
Senza farle sconti. Anche duramente. Ma dicendo. Se tieni dentro...ti fai male tu.

Ed è anche questo un modo per valutare chi hai davanti.

Quanto è capace di prendersi cura del dolore che ti ha inferto?
Quanto è affidabile in questo passaggio?
Quanto ti sa stare vicino e ti sa prendere e tenere dopo averti fatto male?

In questo misuri la sua effettiva capacità di cura, senso di responsabilità.

Io di mio lascerei fuori i giudizi e le prove di forza...nessuno dei due è uno zerbino.

E' un giudizio del cazzo. Che sia rivolto ad un uomo o ad una donna.
Ed è uno di quei condizionamenti per cui se uno soffre non è forte.

E invece soffrire richiede una grande forza. E una grande resistenza. Non è da tutti, saper soffrire trasformando il dolore in opportunità di crescita. Aver cura e rispetto del proprio dolore, non averne vergogna...richiede fierezza, senso di responsabilità e anche onore.

Lei ti ha preso a sprangate. Indirettamente. Ma l'ha fatto. E si è presa il suo divertimento e il suo piacere.
Adesso valuta quanto sa farsi carico di averlo fatto, infliggerti dolore intendo, e quanto è affidabile nell'aftercare.

Perchè è in questo primo passaggio che una qualche forma della fiducia può trovare nutrimento e non morire completamente di fame.

Non è un passaggio facile...farvi magari aiutare nelle prime fasi, in cui è tutto confuso, da qualcuno che faccia "passerella" e traduzione quando voi non riuscite a sentirvi, potrebbe essere un modo per attutire e riprendere un po' di lucidità e di fiato.

Anche per condividere quel puttana che pensi. Che pensi urlato. Pieno di sdegno e disprezzo per lei.
Se non trovi il modo per condividerlo...mah...diventa difficile ricomporre una puttana (non con te) con la moglie e la madre. Pensaci...
Ipazia,credo lui prima di appoggiarsi ad un professionista,voglia aspettare la decisione di lei.
Ora,se ho ben capito,sono on stand-by,lei deve decidere se è davvero finita con l'altro,lui ragionarci su per conto proprio.se ho capito male o interpretato,chiedo scusa fin d'ora.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ipazia,credo lui prima di appoggiarsi ad un professionista,voglia aspettare la decisione di lei.
Ora,se ho ben capito,sono on stand-by,lei deve decidere se è davvero finita con l'altro,lui ragionarci su per conto proprio.se ho capito male o interpretato,chiedo scusa fin d'ora.
Capito.

Ma nelle condizioni in cui sono, e con figli, avere uno spazio in cui discutere e con tempi più veloci io penso possa essere buono. Poi ovviamente è un mio pensiero eh. Mica legge :D

In particolare penso ai figli. Che sono in una età delicata.

E metto la mano sul fuoco che si sono già accorti che qualcosa non gira come al solito.

Franco e sua moglie non hanno soltanto la responsabilità di gestire se stessi. Ognuno se stesso e poi vedere cosa fare dello spazio comune del Noi.
Hanno anche la responsabilità di far arrivare messaggi coerenti ai figli.

Tenendoli fuori dai fatti in sè (il tradimento), ma contemporaneamente non facendoli sentire pazzi che immaginano di sentire cose (dolore, rabbia, confusione) che però vengono negate (no, no va tutto bene).
Che poi ci finiscono loro in distorsione.

Sono situazioni delicate.

E dimenticare che i bambini sentono e si accorgono di tutto, e lo ripeto, tutto e che la favola del va tutto bene non funziona, ma spesso diventa terreno per una bugia condivisa a cui i bambini si adeguano per "compiacere" i genitori con quel che ne deriva nei termini di costruzione di realtà, io lo ritengo pericoloso.

Ovviamente ribadisco che il mio è uno sguardo.
Penso soltanto che a volte meglio esagerare con l'aiuto e fare retromarcia accorgendosi che non è necessario, piuttosto che tirare la corda fino all'emergenza per poi dover correre ai ripari.

Per esperienza la tendenza è la seconda. E non è una buona posizione, nelle conseguenza. Stavo sottolineando questo :)
 
Ultima modifica:

trilobita

Utente di lunga data
Capito.

Ma nelle condizioni in cui sono, e con figli, avere uno spazio in cui discutere e con tempi più veloci io penso possa essere buono. Poi ovviamente è un mio pensiero eh. Mica legge :D

In particolare penso ai figli. Che sono in una età delicata.

E metto la mano sul fuoco che si sono già accorti che qualcosa non gira come al solito.

Franco e sua moglie non hanno soltanto la responsabilità di gestire se stessi. Ognuno se stesso e poi vedere cosa fare dello spazio comune del Noi.
Hanno anche la responsabilità di far arrivare messaggi coerenti ai figli.

Tenendoli fuori dai fatti in sè (il tradimento), ma contemporaneamente non facendoli sentire pazzi che immaginano di sentire cose (dolore, rabbia, confusione) che però vengono negate (no, no va tutto bene).
Che poi ci finiscono loro in distorsione.

Sono situazioni delicate.

E dimenticare che i bambini sentono e si accorgono di tutto, e lo ripeto, tutto e che la favola del va tutto bene non funziona, ma spesso diventa terreno per una bugia condivisa a cui i bambini si adeguano per "compiacere" i genitori con quel che ne deriva nei termini di costruzione di realtà, io lo ritengo pericoloso.

Ovviamente ribadisco che il mio è uno sguardo.
Penso soltanto che a volte meglio esagerare con l'aiuto e fare retromarcia accorgendosi che non è necessario, piuttosto che tirare la corda fino all'emergenza per poi dover correre ai ripari.

Per esperienza la tendenza è la seconda. E non è una buona posizione, nelle conseguenza. Stavo sottolineando questo :)
Ha una sua logica,che peraltro condivido
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ha una sua logica,che peraltro condivido
Ma come mai sei diventato così formale???

capisco che farmi le battute non è divertente, che non le capisco...ma mi sembri proprio formale così :(

a me piace il trilobita che prende in giro (anche se nove su dieci non capisco un cazzo!)
 

francoff

Utente di lunga data
Capito.

Ma nelle condizioni in cui sono, e con figli, avere uno spazio in cui discutere e con tempi più veloci io penso possa essere buono. Poi ovviamente è un mio pensiero eh. Mica legge :D

In particolare penso ai figli. Che sono in una età delicata.

E metto la mano sul fuoco che si sono già accorti che qualcosa non gira come al solito.

Franco e sua moglie non hanno soltanto la responsabilità di gestire se stessi. Ognuno se stesso e poi vedere cosa fare dello spazio comune del Noi.
Hanno anche la responsabilità di far arrivare messaggi coerenti ai figli.

Tenendoli fuori dai fatti in sè (il tradimento), ma contemporaneamente non facendoli sentire pazzi che immaginano di sentire cose (dolore, rabbia, confusione) che però vengono negate (no, no va tutto bene).
Che poi ci finiscono loro in distorsione.

Sono situazioni delicate.

E dimenticare che i bambini sentono e si accorgono di tutto, e lo ripeto, tutto e che la favola del va tutto bene non funziona, ma spesso diventa terreno per una bugia condivisa a cui i bambini si adeguano per "compiacere" i genitori con quel che ne deriva nei termini di costruzione di realtà, io lo ritengo pericoloso.

Ovviamente ribadisco che il mio è uno sguardo.
Penso soltanto che a volte meglio esagerare con l'aiuto e fare retromarcia accorgendosi che non è necessario, piuttosto che tirare la corda fino all'emergenza per poi dover correre ai ripari.

Per esperienza la tendenza è la seconda. E non è una buona posizione, nelle conseguenza. Stavo sottolineando questo :)
Hai ragione ma qualche giorno ancora penso sia possibile aspettare . Ora sono a casa solo lei al lavoro i figli in parrocchia e sto pensando . Magari è un errore perché forse vado troppo oltre ma sono aspetti nuovi che mi vengono in mente e che voglio affrontare con lei . Ho pensato che comunque sarà per lei impossibile dimenticarlo . Le emozioni le sensazioni provate in questa cosa solo loro le hanno dato qualcosa , qualcosa di positivo altrimenti non l avrebbe fatto . Quindi nonostante tutto per lei sarà un ricordo piacevole . Per me è solo dolore e schifo . Ecco da due prospettive così opposte come potremo arrivare ad una sintesi comune e condivisa ? Poi il pensare di loro assieme . Immagino quei seni offerti a lui e poi o prima offerti a me . Sono stato come un partecipante a sua insaputa ad un orgia . Non so se riesco a farmi capire . E questo mi fa schifo . Pensare che le nostre salive si sono mischiate alle loro salive . Mi sento violentato .
 

zagor

Utente di lunga data
ad alcune cose sarebbe meglio riuscire a non pensarci. O almeno a non indulgere troppo tempo sul pensiero.
 

trilobita

Utente di lunga data
Ma come mai sei diventato così formale???

capisco che farmi le battute non è divertente, che non le capisco...ma mi sembri proprio formale così :(

a me piace il trilobita che prende in giro (anche se nove su dieci non capisco un cazzo!)
Con il mio basso Q.I. devo evitare di addentrarmi troppo nelle altrui vicende,pena danneggiamento,modifica,distorsione dei percorsi di vita degli stessi.
Ma sono in attesa del nulla-osta di un professionista presente sul forum che,a sua insaputa,tra l'altro,deve dare parere favorevole o contrario....
Scherzo,ovviamente,ma non troppo
 
Stato
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