La relazione extraconiugale non dipende mai dal tradito.
E' un bisogno esclusivo di chi la intraprende, con una disposizione verso l'amante.
Il traditore deve necessariamente mentire al marito sul tradimento - che altro può fare - ma non è detto che menta sul resto, anzi, potrei pensare che per il resto generalmente sia sincero.
Anche perché spesso chi tradisce non lo fa cercando un'alternativa a qualcosa che non c'è più, ma per trovare qualcosa d'altro che non può avere o ha perso nel matrimonio, o che non ha mai avuto (per alcuni gioca il "brivido del proibito", perché no?).
Il traditore si comporta come chi viaggia infrangendo i limiti di velocità.
Non lo fa per avere un incidente, ma per fretta o indole, nella più totale incoscienza delle conseguenze.
Il problema emerge solo quando accade l'incidente.
Se il traditore non viene scoperto la relazione ufficiale non viene in alcun modo scalfita.
Tutti noi credo si sia a conoscenze di relazioni extraconiugali che intraprendono colleghi, amici, conoscenti: ci turbano forse?
No.
A volte ci fanno sorridere, solleticano la nostra predisposizione al pettegolezzo, sono oggetto di commenti maliziosi, ma non provocano - se non ne abbiamo esperienza diretta - alcuna emozione forte, insostenibile.
Quando accade a noi, tutto invece sembra crollarci addosso.
La prima domanda che credo sia opportuno porsi è proprio questa, perché accade questo?
Come risposta, semplificando molto, è perché con la scoperta del tradimento vengono meno le fondamenta sulle quali abbiamo costruito la nostra famiglia e noi stessi.
La nostra autostima, che crolla.
La fiducia negli altri.
Già solo il venir meno di queste due componenti produce attacchi di ansia che ci rendono estremamente incapaci di valutare quanto sta accadendo e di prendere decisioni adeguate.
Io consiglio, per mia esperienza, di rimandare a una fase successiva le decisioni importanti.
Se non si è abbastanza forti, ovviamente, per andarsene.
Andarsene è una reazione che compensa l'autostima parzialmente (illudendoci di punire chi ci ha fatto male e quindi di avere autorità su di lui) e tenta di ristabilire l'ordine allontanandosi dal caos.
Non è una soluzione, ma è una scelta differente, dettata da necessità differenti.
Se si rimane, occorre molta più forza per superare le crisi che inevitabilmente dovremo attraversare.
Dopo anni, però, a disincanto avvenuto, lo sguardo torna a essere sereno.
Attenzione, non sto parlando di ritrovata serenità nella coppia, ma di ritrovata serenità dentro noi.
Che è indispensabile per ridefinire un nuovo e diverso (nella funzionalità) legame nella coppia.