Marjanna
Utente di lunga data
Chiesi Brunetta. Mi autocensuro perchè non voglio scrivere gli affari personali di una terza persona. Certo che volevo sapere tante cose, la sua storia, anche vedere la sua casa per capire i suoi gusti, vedere una stanza arredata rispetto ad un racconto, ad una preferenza di colore. Lei era come una ex pur non essendo ex. Nessuna serata sul divano. Ma poi non insisti, lasci all'altro i suoi tempi. Non ci pensi sempre, ripeto che perlopiù pensi alla tua vita, ai tuoi problemi, a quello che è il tuo quotidiano. All'altro pensi nei termini in cui entra nel tuo di quotidiano.Anche quando ci si frequenta da ragazzi si vuole sapere a cosa giocava da piccolo, che rapporto ha con i genitori, se non la su vede ci si immagina la cameretta, gli oggetti.
Quando ci si relaziona con una persona sposata come si fa a non immaginare la sua serata sul divano, le parole che dice o nom dice?
Come si fa a parlarsi mantenendo un tabù di una persona innominabile che esiste e che ha fatto parte della sua vita per anni o decenni?
Capisco bene che è di cattivo gusto entrare in quella relazione che non riguarda, ma ci si pensa? Non si dice, ma ci si pensa?
Si pensa a quando si sono conosciuti, alla storia che hanno avuto, alle esperienze comuni che hanno contribuito a fare della persona con cui parliamo quella che è.
Non penso né a gelosie, né rivalità, né desiderio di sostituzione.
Penso che si possa agevolmente accantonare la colpa.
Ma il pensiero di un pezzo di vita attuale di cui non si fa parte ci sarà.
Io, mi pare di averlo scritto, vidi lei la prima volta non nei racconti, nel pensiero di lui sposato, ma in una maglia in una sera di primavera di molti anni fa, una maglia che lui aveva messo nel sedile posteriore (sai di sera se hai freddo ti porti dietro qualcosa per coprirti). Vidi com'era perfettamente piegata e stirata. Con cura.
In quei tempi non c'era fb (o era appena agli esordi), come ora che uno va a vedere on line e cerca prove.
Un'altra volta -non posso entrare nel dettaglio per motivo di cui sopra- ricordo una rivista di natura. La notai, amando la natura. E' tua? No. Mi colpì quella scelta, scegliere di comprare quella rivista. Io avevo chiesto pensando fosse una parte di lui, invece era parte di lei.
Ma i pensieri sono di questo tipo. Pensieri tosti, di un determinato livello di dolore e sofferenza, se li cogli te li senti addosso e chiudi. O vivi nel tormento totale. A me è successo nell'ultimo periodo, sentire proprio quel tormento dove ciò che succedeva a lei cadeva di riflesso in me.