Genitori

Martina Bianchi

Hallowed be thy name
Evidentemente mi spiego male.

Scienze motorie sarà anche di livello infimo ma ti permette di andare fuori corso perché la valutazione dell'esame è slegata dalla didattica dell'esame stesso. Idem per (quasi) tutte le altre materie. Tu l'esame lo puoi dare quando vuoi, in appelli sparpagliati nel corso dell'anno e slegati dalla didattica. E l'esame consiste solo in quel momento di valutazione dell'appello. Niente altro.

All'estero è diverso: spesso gli esami li puoi dare solo in determinati momenti, legati alla didattica, e a pezzi.
Se, per esempio, l'esame è fatto per il 25% con un test dopo 1/3 del corso, per un altro 25% con un altro test dopo 2/3 del corso, per un altro 25% con una prova pratica di qualche tipo (generalmente legata alla frequenza del corso) e per un 25% finale con un test finale, capisci che il discorso cambia sensibilmente: facendo così di fatto obblighi la gente a frequentare. Se invece non frequenti, non supererai mai quell'esame, fuoricorso o no, mentre invece se frequenti, è quasi automatico che tu lo superi.

È questo meccanismo che elimina i fuori corso, molto più delle tasse.
Verissimo. Nel mio corso c'è stato l'esame di emergenze medico-chirurgiche che consisteva in 3 settimane di tirocinio+esame finale per ogni materia. Guarda caso nessuno ha avuto problemi con quell'esame. Oltre al fatto che aveva molto più un approccio pratico, molto meno nozionistico rispetto a esami già dati (era più un esame di riepilogo al 6 anno) e con l'asticella molto più bassa per passarlo. Lo hanno passato tutti e subito. All'estero hanno un sistema simile. Infatti la gente non va fuoricorso.
Medicina di laboratorio del 3 anno era a crocette. Guarda caso lo hanno passato tutti subito.
Le stesse persone che sono finite fuoricorso in italia, poi hanno recuperato anni accademici andando in erasmus. Coincidenze? non credo.
 

Spat

Utente di lunga data
Evidentemente mi spiego male.

Scienze motorie sarà anche di livello infimo ma ti permette di andare fuori corso perché la valutazione dell'esame è slegata dalla didattica dell'esame stesso. Idem per (quasi) tutte le altre materie. Tu l'esame lo puoi dare quando vuoi, in appelli sparpagliati nel corso dell'anno e slegati dalla didattica. E l'esame consiste solo in quel momento di valutazione dell'appello. Niente altro.

All'estero è diverso: spesso gli esami li puoi dare solo in determinati momenti, legati alla didattica, e a pezzi.
Se, per esempio, l'esame è fatto per il 25% con un test dopo 1/3 del corso, per un altro 25% con un altro test dopo 2/3 del corso, per un altro 25% con una prova pratica di qualche tipo (generalmente legata alla frequenza del corso) e per un 25% finale con un test finale, capisci che il discorso cambia sensibilmente: facendo così di fatto obblighi la gente a frequentare. Se invece non frequenti, non supererai mai quell'esame, fuoricorso o no, mentre invece se frequenti, è quasi automatico che tu lo superi.

È questo meccanismo che elimina i fuori corso, molto più delle tasse.
Scusa ma non ha senso quello che dici. Mediamente anche qui se uno studente frequenta passa l'esame e se non lo frequenta non lo passa. Ed anche in Italia ormai è pieno di prove intermedie in diversi esami.
Però all'estero la gente frequenta e in Italia no a sentire quello che dici tu. Perchè?

Verissimo. Nel mio corso c'è stato l'esame di emergenze medico-chirurgiche che consisteva in 3 settimane di tirocinio+esame finale per ogni materia. Guarda caso nessuno ha avuto problemi con quell'esame. Oltre al fatto che aveva molto più un approccio pratico, molto meno nozionistico rispetto a esami già dati (era più un esame di riepilogo al 6 anno) e con l'asticella molto più bassa per passarlo. Lo hanno passato tutti e subito. All'estero hanno un sistema simile. Infatti la gente non va fuoricorso.
Medicina di laboratorio del 3 anno era a crocette. Guarda caso lo hanno passato tutti subito.
Le stesse persone che sono finite fuoricorso in italia, poi hanno recuperato anni accademici andando in erasmus. Coincidenze? non credo.
Sappiamo tutti che l'erasmus non conta come studiare all'estero. Gli stessi che hanno passato gli esami in erasmus non li avrebbero passati se avessero fatto tutto il corso di studi all'estero.
Vuoi che ti dica come un prof valuta un studente erasmus? "dagli trenta che si toglie dai coglioni ci penseranno poi a casa sua". Ecco come.

Si ma il fuoricorso può essere anche di un solo semestre, per questo stavi generalizzando dicendo che in Italia ci sono fuoricorso perchè tanto costa poco, quindi non abbandonano come all estero.

Penso che la maggior parte dei fuori corso lo sono per 1-3 anni.

Un altro problema è valutare i fuoricorso nei corsi a libero accesso, senza alcuna selezione. Guarda il tasso di FC nei corsi a accesso programmato e paragonali a quelli ad accesso libero.
E all'estero sarebbero circa 100k € buttati.
Voi potete pensarla come volete, raccontarvela che qui l'università è super difficile e cattiva, ma dal 2002 al 2012 (gli anni in cui soo stato dentro io) il livello è calato in maniera TERRIBILE, pur di prendere i soldi si facevano appelli in cui promuovere tutti quelli che sapessero rispondere a cosa fa 2+2.

Sinceramente si poteva laureare pure un macaco

Nel 2026 non oso immaginare come sia diventata.

Quindi sinceramente io non ci credo, che uno va fuoricorso perché non riesce a stare in pari. Va fuoricorso perché gli ruga il culo studiare e può economicamente permettersi di rimandare.

Poi ognuno rimanga della sua idea.
 

Martina Bianchi

Hallowed be thy name
Scusa ma non ha senso quello che dici. Mediamente anche qui se uno studente frequenta passa l'esame e se non lo frequenta non lo passa. Ed anche in Italia ormai è pieno di prove intermedie in diversi esami.
Però all'estero la gente frequenta e in Italia no a sentire quello che dici tu. Perchè?


Sappiamo tutti che l'erasmus non conta come studiare all'estero. Gli stessi che hanno passato gli esami in erasmus non li avrebbero passati se avessero fatto tutto il corso di studi all'estero.
Vuoi che ti dica come un prof valuta un studente erasmus? "dagli trenta che si toglie dai coglioni ci penseranno poi a casa sua". Ecco come.


E all'estero sarebbero circa 100k € buttati.
Voi potete pensarla come volete, raccontarvela che qui l'università è super difficile e cattiva, ma dal 2002 al 2012 (gli anni in cui soo stato dentro io) il livello è calato in maniera TERRIBILE, pur di prendere i soldi si facevano appelli in cui promuovere tutti quelli che sapessero rispondere a cosa fa 2+2.

Sinceramente si poteva laureare pure un macaco

Nel 2026 non oso immaginare come sia diventata.

Quindi sinceramente io non ci credo, che uno va fuoricorso perché non riesce a stare in pari. Va fuoricorso perché gli ruga il culo studiare e può economicamente permettersi di rimandare.

Poi ognuno rimanga della sua idea.
No, il tuo ragionamento è: "Siccome io sono rimasto in pari, allora non vedo il motivo per cui non lo possano fare gli altri. Quindi gli altri non vogliono studiare". Come se nella vita non succede anche altro oltre a verbalizzare voti.
 

Spat

Utente di lunga data
No, il tuo ragionamento è: "Siccome io sono rimasto in pari, allora non vedo il motivo per cui non lo possano fare gli altri. Quindi gli altri non vogliono studiare". Come se nella vita non succede anche altro oltre a verbalizzare voti.
Martina io non sono rimasto in pari, io ho fatto il l'assistente del prof, il che voleva dire che i corsi me li smazzavo io, mentre lui andava a fare raccolta fondi presso le aziende.
Ho visto livelli di idozia che neanche nei cartoni animati sarcastici.

Non riuscivano a fare a casa in 3 settimane prove che quelli del vecchio ordinamento risolvevano in 4 ore come esame finale, con stress correlato.

Ho dovuto ripetutamente tagliare il programma e facilitare le prove perché da un anno all'altro i nuovi studenti erano sempre più cretini, ma c'era da promuovere perché "se no qui si chiude".
 

ivanl

Utente di lunga data
Martina io non sono rimasto in pari, io ho fatto il l'assistente del prof, il che voleva dire che i corsi me li smazzavo io, mentre lui andava a fare raccolta fondi presso le aziende.
Ho visto livelli di idozia che neanche nei cartoni animati sarcastici.

Non riuscivano a fare a casa in 3 settimane prove che quelli del vecchio ordinamento risolvevano in 4 ore come esame finale, con stress correlato.

Ho dovuto ripetutamente tagliare il programma e facilitare le prove perché da un anno all'altro i nuovi studenti erano sempre più cretini, ma c'era da promuovere perché "se no qui si chiude".
Evidentemente al Polimi non seguono questa politica, da quel che sento da mio figlio. Seppur io concordi con il fatto che la didattica sia infinitamente scaduta rispetto a quando l'ho fatta io
 

Spat

Utente di lunga data
Evidentemente al Polimi non seguono questa politica, da quel che sento da mio figlio. Seppur io concordi con il fatto che la didattica sia infinitamente scaduta rispetto a quando l'ho fatta io
Io miei amici dell'epoca sono rimasti in ambiente universitario e sono sparsi un po' ovunque. L'andazzo è generale è quello, chi più chi meno.
Molto dipende da quanti soldi pigliano dalle ditte facendo consulenze collaborazioni ecc.
Più sono indipendenti dai finanziamenti statali più riescono a tenere un po' alto il livello.
Però i parametri di valutazione delle universtià sono quelli:
- laureati in corso
- voti dei laureati
- iscritti
- tempo di impiego dopo la laurea
E capisci che i primi 3 sono facilmente gestibili.. sai ai miei tempi chi aveva la valutazione più alta? (e quindi incassava più soldi?) Un corso di laurea in qualcosa tipo "rivalorizzazione del patrimonio mediterraneo".
Cioè un corso fuffa dove non si studiava niente e venivano tutti promossi.
 

Martina Bianchi

Hallowed be thy name
Martina io non sono rimasto in pari, io ho fatto il l'assistente del prof, il che voleva dire che i corsi me li smazzavo io, mentre lui andava a fare raccolta fondi presso le aziende.
Ho visto livelli di idozia che neanche nei cartoni animati sarcastici.

Non riuscivano a fare a casa in 3 settimane prove che quelli del vecchio ordinamento risolvevano in 4 ore come esame finale, con stress correlato.

Ho dovuto ripetutamente tagliare il programma e facilitare le prove perché da un anno all'altro i nuovi studenti erano sempre più cretini, ma c'era da promuovere perché "se no qui si chiude".
Che ci sia un abbassamento della difficoltà sono d'accordo. Questo succede perchè si preferisce la quantità di studenti alla qualità e bisogna far laureare tutti per forza, prima o poi. Nel caso dei medici si è passati da 9 mila posti l'anno nel 2018 a 24 mila nel 2025. Ho letto un articolo che parla di 31 mila posti per il prossimo anno addirittura.
Allargando sempre di più il campione chiaramente includi sempre più persone che magari allo scendere del punteggio sono via via meno bravi (facendo finta che ci sia una corrispondenza tra punteggio e bravura...), o meno interessati/motivati.

Però il problema non è solo degli studenti, ma anche dei docenti. Ora lasciamo stare la didattica pura, cioè le lezioni frontali.
Se parliamo di pratica clinica, in passato il giro visite durava un sacco di tempo, a volte pure tutta la mattinata, e c'erano i professori universitari a guidare il giro visite. Questo voleva dire che l'esperienza era complessivamente migliore. Non si può paragonare l'esperienza di un docente navigato con quella di un assistente/specializzando, seppur bravo. Infatti le conseguenze si sono viste. Adesso grasso che cola se becchi uno specializzando volenteroso che ti fa questo gran favore ad insegnarti due cose in 1 mese. E questo a sua volta riceve lo stesso supporto dallo strutturato.
Una volta mi sono trovata io, al 5 anno, a spiegare le cose a gente del 3.

Un'altra volta mi trovavo in un reparto chirurgico. Siccome i chirurghi prima delle 11 di mattina non si fanno vivi e mi ero stufata di girarmi i pollici, ho pensato di seguire il giro visite dei colleghi clinici che stavano sullo stesso piano. In pratica sono stata cacciata perchè "dovevo seguire il reparto chirurgico e non quello medico". Io sinceramente sono rimasta sbalordita perchè ero solo una persona in più di quelle pianificate. Non davo fastidio a nessuno, anzi semmai ero interessata. E il totale di studenti che erano lì non era 20 ma 5 con me compresa...
Allora poi mi sono infiltrata in un ambulatorio ma mi è stato chiesto perchè stavo lì. Al che li ho mandati a cagare e me ne sono tornata a casa a studiare. E meno male che poi mi sono scelta med urgenza dove le cose sono andate molto diversamente e c'era veramente voglia di insegnare qualcosa.

Tu dirai: ma cosa c'entra tutto questo? Bè secondo me c'entra molto, perchè è dall'alto che si deve decidere di tenere un livello decente, altrimenti diventa tutta sciatteria. Se non c'è volontà di mantenere una certa qualità, perchè ti assicuro che non c'è quasi più nemmeno la voglia di insegnare, l'università viene resa un diplomificio da chi la gestisce, non dagli studenti. Se non viene trasmessa passione ma si insegna solo perchè va fatto i risultati si vedono.
E a medicina i risultati sarebbero che poi le specializzazioni chirurgiche vanno deserte perchè tutti si sono rotti le balle a essere presi a pesci in faccia 12 ore al giorno per non avere nulla in cambio.
 
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