Dubbi...

Foglia

utente viva e vegeta
Dipende come mi arriva quello che dice. Presa nella lettura che mi pare dai tu, diventa una perversione. Ma probabilmente se il rapporto dura da tempo sarebbe un punto già toccato (quello di eventuali perversioni). Se arriva dal niente come qualcosa che destabilizza, non riconosco nella richiesta la persona con cui credevo di avere rapporti. Se colgo pericolo chiudo ma anche se non chiudessi alzo un muro all'istante.
Concordo.
 

Lostris

Utente Ludica
Non ho capito l’ultima frase
Non mi sono espressa correttamente, intendevo tutto il mondo interiore delle intensità del sentire.

Io parto da una premessa.
Che sono rapporti di "svago". Come andare alla spa e rilassarsi. E chiunque non ha bene in chiaro questo punto e' destinato a fregature, secondo me. Ci sarà sempre "chi si affeziona di più", chi ha maggior disponibilità, e chi "pesa" di più nel dare equilibrio. Finché mi dà benessere diretto, però. Altrimenti e' come giocare una partita a calcio senza sapere le regole. Io trovo veramente assurde le storie di amanti che se li senti parlare "soffrono". Se poi (beati loro) la vita non li mette abbastanza a contatto con la sofferenza, sicché hanno bisogno di soffrire le pene dell'amore fini praticamente a se stesse, che devo dire... Io dico che ad un certo punto se sento che soffro in un tipo di relazione finalizzato per sua natura ad essere uno svago, sarebbe come se al luna park mi ostinassi a salire sulle montagne russe sapendo che ne scendo sfasata. Anche lo facessi nell'ottica del chiodo scaccia chiodo (scendo che sto da schifo ma almeno non penso a roba peggiore) direi che non sarebbe il massimo. E' una questione di barriere tra sé e l'altro. Uno sposato che da me ambisce alla fedeltà PER ME resta il peggiore dei traditori. Ma non perché io sono diversa da sua moglie (che lui tradisce). Ma perché se a lui da' fastidio quello che lui per primo fa non è certo un bel segnale, quello che mi manda. E' un mancare di rispetto a me. Che ad un certo punto lo rispetto a mia volta se non gli presento "lagne". Che non equivale a dire "non vorrei manco fedeltà. / che fosse single". Perché lì si ricade nell'umano. Come e' umano desiderare altri anche in presenza di un impegno. O augurare al ladro che ti ha appena svaligiato casa di cadere e rompersi una gamba in tempo utile perché arrivino i carabinieri. Poi c'è il fare, o il non fare, esplicitato nelle dinamiche di tutti i giorni. Io ad esempio credo eviterei di raccontare all'amante delle mie storie in contemporanea. Per buon gusto di non colpire l'umano, che comunque e' umano. Ma non le occulterei nemmeno. Tanto meno mi offrirei di restare fedele a uno impegnato. E se lo fossi di fatto non andrei certo a offrirglielo come premio. Capisco anche (e bene!) l'esigenza di "impegnarsi". Ma se gli "impegni" sono quelli direi che posso tranquillamente soffrire per altro.
La premessa dello svago va bene, ma non capisco che c'entra col discorso.

Ognuno valuta la misura del suo svago e del suo benessere in relazione all'altro e al tipo di rapporto che si instaura, un pò per intenzione un pò per affinità, strada facendo.
E strada facendo si rinegozia, eventualmente.

A me piace ricevere quello che ritengo di dare, più o meno come tutti immagino, e sto bene quando sento questo tipo di reciprocità.
La fedeltà, dici bene, non è un premio. E' qualcosa che ti senti di dare e che puoi considerare importante o meno.

Quello che conta è parlarsi. E se non si sta più bene, tanti saluti.
 

Foglia

utente viva e vegeta
Non mi sono espressa correttamente, intendevo tutto il mondo interiore delle intensità del sentire.



La premessa dello svago va bene, ma non capisco che c'entra col discorso.

Ognuno valuta la misura del suo svago e del suo benessere in relazione all'altro e al tipo di rapporto che si instaura, un pò per intenzione un pò per affinità, strada facendo.
E strada facendo si rinegozia, eventualmente.

A me piace ricevere quello che ritengo di dare, più o meno come tutti immagino, e sto bene quando sento questo tipo di reciprocità.
La fedeltà, dici bene, non è un premio. E' qualcosa che ti senti di dare e che puoi considerare importante o meno.

Quello che conta è parlarsi. E se non si sta più bene, tanti saluti.
La fedeltà, in questo tipo di relazioni, per me è esclusa in partenza. Parlo di relazioni tra una parte single, e una parte impegnata. E anche se per assurdo il single non avesse altre frequentazioni con sesso annesso. A MENO CHE (e in questo capisco il tuo discorso) il single non stesse bene proprio nell'avere una persona a cui essere fedele. Però capiamoci: e' una ipotesi reale, o e' una favola? Ma comunque no. Non credo che la fedeltà di uno sia una cosa che si possa "negoziare", in questo tipo di rapporti. Verissimo il discorso del parlare. Ma non penso che mi sentirei di doverti chiarire perché - io single - non devo spiegazioni su chi frequento a te impegnata. Poi certamente, le relazioni si costruiscono e si rinegoziano anche in due. Ma non basta certo che tu mi dica "non vedo l'ora di separarmi" perché io sia lì ad aspettarti con il mio bel vincolino di fedeltà. Manco i cani, a momenti. E del resto, se aspettare significa ridursi a "fare fretta" a chi dice di volersi separare, spererei bene di non perdere la razionalità per affidarmi a un "sentire" che in fin dei conti può solo mettermi le fette di salame sugli occhi...
 
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Lostris

Utente Ludica
La fedeltà, in questo tipo di relazioni, per me è esclusa in partenza. Parlo di relazioni tra una parte single, e una parte impegnata. E anche se per assurdo il single non avesse altre frequentazioni con sesso annesso. A MENO CHE (e in questo capisco il tuo discorso) il single non stesse bene proprio nell'avere una persona a cui essere fedele. Però capiamoci: e' una ipotesi reale, o e' una favola? Ma comunque no. Non credo che la fedeltà di uno sia una cosa che si possa "negoziare", in questo tipo di rapporti. Verissimo il discorso del parlare. Ma non penso che mi sentirei di doverti chiarire perché - io single - non devo spiegazioni su chi frequento a te impegnata. Poi certamente, le relazioni si costruiscono e si rinegoziano anche in due. Ma non basta certo che tu mi dica "non vedo l'ora di separarmi" perché io sia lì ad aspettarti con il mio bel vincolino di fedeltà. Manco i cani, a momenti. E del resto, se aspettare significa ridursi a "fare fretta" a chi dice di volersi separare, spererei bene di non perdere la razionalità per affidarmi a un "sentire" che in fin dei conti può solo mettermi le fette di salame sugli occhi...
Non parlavo di un’eventuale separazione... se si mette sul piatto il discorso cambia ancora.

Anche perché le separazioni dovrebbero avvenire a prescindere. E qui sono perfettamente d’accordo che certe dinamiche siano quasi aberranti.

Ho detto negoziazione ma non lo intendevo certo come un mercanteggiare gli apporti di ciascuno in un rapporto in termini di dare/avere.
È più nel senso di ridefinizione.
Per dirsi chi si è l’uno per l’altro, per capire se c’è consapevolezza del punto in cui si è e di quello che si ha, in termini di relazione.

Ché quando cominci una storia con qualcuno non solo per molti aspetti non sai chi hai davanti (e a volte nemmeno dopo tempo), il livello di intesa che potrete raggiungere, se ti innamorerai o no, ma tante volte non sai nemmeno bene quello che vuoi o non vuoi.

E se anche pensi di saperlo, a volte si corregge il tiro.
Perché quando in un ideale di rapporto, oltre a te stesso, cacci dentro qualcun altro di vero è dura che il tutto combaci alla perfezione.

Allora o cambi persona o ritocchi l’ideale.
E di solito si fa la cosa che comporta meno “costi” (per se stessi, ovvio)
 

Foglia

utente viva e vegeta
Non parlavo di un’eventuale separazione... se si mette sul piatto il discorso cambia ancora.

Anche perché le separazioni dovrebbero avvenire a prescindere. E qui sono perfettamente d’accordo che certe dinamiche siano quasi aberranti.

Ho detto negoziazione ma non lo intendevo certo come un mercanteggiare gli apporti di ciascuno in un rapporto in termini di dare/avere.
È più nel senso di ridefinizione.
Per dirsi chi si è l’uno per l’altro, per capire se c’è consapevolezza del punto in cui si è e di quello che si ha, in termini di relazione.

Ché quando cominci una storia con qualcuno non solo per molti aspetti non sai chi hai davanti (e a volte nemmeno dopo tempo), il livello di intesa che potrete raggiungere, se ti innamorerai o no, ma tante volte non sai nemmeno bene quello che vuoi o non vuoi.

E se anche pensi di saperlo, a volte si corregge il tiro.
Perché quando in un ideale di rapporto, oltre a te stesso, cacci dentro qualcun altro di vero è dura che il tutto combaci alla perfezione.

Allora o cambi persona o ritocchi l’ideale.
E di solito si fa la cosa che comporta meno “costi” (per se stessi, ovvio)
Ritoccare l'ideale. Non saprei.
L'ideale come dicevi anche tu per me sarebbe la miglior coincidenza possibile di condizioni per così dire "paritetiche". Il che nella pratica non sempre accade.
Ma c'è bisogno davvero di usare l'artificio del "ritocco"? Cioè... L'ideale mio lo tengo in testa, poi scendo caso mai al compromesso con la realtà. Serenamente, che se in me prevale il "chi me lo fa fare?", a quel punto giustamente tanti saluti. Mondo interno, mondo esterno... Boh. E' proprio vero che in questa discussione, un po' "avara" di particolari, siamo saltati in tanti allegramente tra realtà e fantasie. Fantasie, perversioni, follie tra innamorati. Giochi. Che vanno bene quando condivisi. Quando una volta chiusa la porta questi giochi non esistono finché non li si rispolvera all'incontro dopo. Che poi, non è una dimensione preclusa nemmeno alle coppie ufficiali. Finito il gioco, la perversione, tutto sta al di là della porta chiusa. @Guendalina 78 alcuni giochi se li trova invece all'esterno, in mezzo alle balle. Il che, a prescindere dal fatto che per il suo amante siano giochi oppure lagne, le provoca una sensazione non certo bella. La sente certo, ma credo che come prima reazione ci sia quella di spostare questi giochi in modo che non la facciano inciampare. In un posto comodo, che quando uno dei due è sposato significa fuori dalla porta. Se per lei questa roba non è una fantasia, non è una fantasia :). Il problema è che dubito che finiscano al di là della porta definendo l'amante immaturo, e guardandolo per "quel che sarà ma non è".
La fantasia tale non è nel momento stesso in cui non la condivide. E ho la sensazione che tra loro invece sia finita la fantasia del "insieme dopo". Quella forse di lui, più "piccola" anche, se vogliamo, la disturba, le sta sui coglioni. Non riesce a chiuderla. Se la porta nella sua vita. E non sono bei pensieri da importare. Non sono quel che di bello vorremmo "filtrasse" da sotto la porta. Uno che sostanzialmente ti dice che sarebbe contento di vederti in difficoltà pur di accelerare la tua separazione non lo sistemi limando un ideale, ma mettendolo al suo posto, con il rischio di fare i conti con il proprio, di comportamento fuori luogo. Perché sei una donna sposata che SEPARAZIONE O NO, INNAMORATA O NO, anzitutto i conti con il marito deve fare. E il resto chiusa la porta... Fuori dalle palle.
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Ritoccare l'ideale. Non saprei.
L'ideale come dicevi anche tu per me sarebbe la miglior coincidenza possibile di condizioni per così dire "paritetiche". Il che nella pratica non sempre accade.
Ma c'è bisogno davvero di usare l'artificio del "ritocco"? Cioè... L'ideale mio lo tengo in testa, poi scendo caso mai al compromesso con la realtà. Serenamente, che se in me prevale il "chi me lo fa fare?", a quel punto giustamente tanti saluti. Mondo interno, mondo esterno... Boh. E' proprio vero che in questa discussione, un po' "avara" di particolari, siamo saltati in tanti allegramente tra realtà e fantasie. Fantasie, perversioni, follie tra innamorati. Giochi. Che vanno bene quando condivisi. Quando una volta chiusa la porta questi giochi non esistono finché non li si rispolvera all'incontro dopo. Che poi, non è una dimensione preclusa nemmeno alle coppie ufficiali. Finito il gioco, la perversione, tutto sta al di là della porta chiusa. @Guendalina 78 alcuni giochi se li trova invece all'esterno, in mezzo alle balle. Il che, a prescindere dal fatto che per il suo amante siano giochi oppure lagne, le provoca una sensazione non certo bella. La sente certo, ma credo che come prima reazione ci sia quella di spostare questi giochi in modo che non la facciano inciampare. In un posto comodo, che quando uno dei due è sposato significa fuori dalla porta. Se per lei questa roba non è una fantasia, non è una fantasia :). Il problema è che dubito che finiscano al di là della porta definendo l'amante immaturo, e guardandolo per "quel che sarà ma non è".
La fantasia tale non è nel momento stesso in cui non la condivide. E ho la sensazione che tra loro invece sia finita la fantasia del "insieme dopo". Quella forse di lui, più "piccola" anche, se vogliamo, la disturba, le sta sui coglioni. Non riesce a chiuderla. Se la porta nella sua vita. E non sono bei pensieri da importare. Non sono quel che di bello vorremmo "filtrasse" da sotto la porta. Uno che sostanzialmente ti dice che sarebbe contento di vederti in difficoltà pur di accelerare la tua separazione non lo sistemi limando un ideale, ma mettendolo al suo posto, con il rischio di fare i conti con il proprio, di comportamento fuori luogo. Perché sei una donna sposata che SEPARAZIONE O NO, INNAMORATA O NO, anzitutto i conti con il marito deve fare. E il resto chiusa la porta... Fuori dalle palle.
Aggiungiamo che ciò che per una persona o una coppia una cosa può essere una fantasia eccitante, per altri no.
Se nella mia mente mi metti mio marito poi non so se riesco a togliermelo.
È come non pensare all’orso bianco per produrre l’oro dal piombo .
Poi non riesci a non pensarci.
E se la fantasia disturba, disturba.
E questo vale per qualsiasi fantasia.
 

Diletta

Utente di lunga data
Non parlavo di un’eventuale separazione... se si mette sul piatto il discorso cambia ancora.

Anche perché le separazioni dovrebbero avvenire a prescindere. E qui sono perfettamente d’accordo che certe dinamiche siano quasi aberranti.

Ho detto negoziazione ma non lo intendevo certo come un mercanteggiare gli apporti di ciascuno in un rapporto in termini di dare/avere.
È più nel senso di ridefinizione.
Per dirsi chi si è l’uno per l’altro, per capire se c’è consapevolezza del punto in cui si è e di quello che si ha, in termini di relazione.

Ché quando cominci una storia con qualcuno non solo per molti aspetti non sai chi hai davanti (e a volte nemmeno dopo tempo), il livello di intesa che potrete raggiungere, se ti innamorerai o no, ma tante volte non sai nemmeno bene quello che vuoi o non vuoi.

E se anche pensi di saperlo, a volte si corregge il tiro.
Perché quando in un ideale di rapporto, oltre a te stesso, cacci dentro qualcun altro di vero è dura che il tutto combaci alla perfezione.

Allora o cambi persona o ritocchi l’ideale.
E di solito si fa la cosa che comporta meno “costi” (per se stessi, ovvio)
Scusa, ma a me non torna proprio sta cosa:
che la cominci a fare una storia se non perché ti sei innamorato?!
 

Lostris

Utente Ludica
Scusa, ma a me non torna proprio sta cosa:
che la cominci a fare una storia se non perché ti sei innamorato?!
Ma sei seria?

Tu inizi una relazione solo quando ti innamori?

Cioè la fase prima, quella dove ti conosci frequentando, uscendo, chattando, scopando.. non la definisci una relazione?
 

Diletta

Utente di lunga data
Ma sei seria?

Tu inizi una relazione solo quando ti innamori?

Cioè la fase prima, quella dove ti conosci frequentando, uscendo, chattando, scopando.. non la definisci una relazione?
La fase prima la definisco una frequentazione che serve proprio per conoscersi, dalla conoscenza si può arrivare all'innamoramento oppure può non scattare nulla.
Solo se si scopa allora si può parlare di relazione che può essere anche solo sessuale, peccato che in questi casi di solito c'è qualcuno che si fa male (spesso è la donna, ma non sempre) e si fa male perché è facile che passi dal sesso al coinvolgimento e sono dolori se il 'processo' non avviene di pari passo...quindi sì: diamo tempo al tempo di maturare un innamoramento o qualcosa che gli somigli prima di dare il via al solito scontatissimo sesso!
 

Lostris

Utente Ludica
La fase prima la definisco una frequentazione che serve proprio per conoscersi, dalla conoscenza si può arrivare all'innamoramento oppure può non scattare nulla.
Solo se si scopa allora si può parlare di relazione che può essere anche solo sessuale, peccato che in questi casi di solito c'è qualcuno che si fa male (spesso è la donna, ma non sempre) e si fa male perché è facile che passi dal sesso al coinvolgimento e sono dolori se il 'processo' non avviene di pari passo...quindi sì: diamo tempo al tempo di maturare un innamoramento o qualcosa che gli somigli prima di dare il via al solito scontatissimo sesso!
Boh.
Lego l’innamoramento anche alla passione carnale e all’intesa sessuale da quando ho 17 anni.
(non è sempre stato vero il contrario, invece)

Poi personalmente penso che se il sesso è scontato, la “colpa” è delle persone che lo praticano.
 
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