Dopo l'epidemia.

giorgiocan

Utente prolisso
Forse dove è arrivata la fibra!
Non dove ancora non si vede il terzo canale televisivo nazionale.
Sono d'accordo. Inutile la digitalizzazione senza infrastrutture (poi, spesso non serve chissà che banda perchè un servizio sia utilizzabile).
Ciononostante, è anche vero che la diffusione della fibra non viaggia all'unisono con la capacità di utilizzare le risorse. In questo paese sfoggiamo una cultura di bellicosa resistenza all'innovazione degna del più becero oscurantismo.
 

ologramma

Utente di lunga data
vi ricordate che se ne parlò di far raggiungere la fibra nei sperduti posti dell'italia e chi prese l'appalto disse che in posti remoti come le vallate occupate da poche persone non gli conveniva fare gli scavi mi sembra che era il governo Renzi , da noi gli scavi ultimati due anni fa e pensare che l'avevamo vicinissima , ricordate i mondiali di calcio 1990 credo ? Ci sono voluti quanti anni
 

stany

Utente di lunga data
credo che non cambierà molto perchè tanto chi andrà su si farà sempre i calzoncini allo sport per dire si fa sempre gli affari suoi o c..i loro, l'unico che ha fatto della correttezza la sua bandiera sarà sempre boicottato avete visto quanti interessi ha toccato?
Pagheranno lo scotto che la gente non li vota perchè non fanno mangiare i soliti papponi , vedete se i giornali parlano di quello che stanno facendo a roma con le strade nuove e non con la solita leccatina ma parlano di buche come se le avessero fatte loro , l'immondizia che era al tracollo ci stanno provando a fare la differenziata ma viene ostacolata sia dall'Ama che è insufficiente per una citta di quasi 4 milioni di abitanti e non ci sono le discriche che la regione dice che farà ma quando dicono qualcosa ci sono tanti impedimenti della gente che ci abita vicino e oltre tutto posti di stoccaggio dati regolarmente a fuoco solo qualcuno amico dell'amico no.
E intanto paghiamo per smaltire la monnezza che qualcuno fa rendere in termini energetici.
Ma qui si aprirebbe un dibattito infinito su costi benefici nell'impiego di : inceneritori, termovalorizzatori,decarbonizzatori....
 

stany

Utente di lunga data
vi ricordate che se ne parlò di far raggiungere la fibra nei sperduti posti dell'italia e chi prese l'appalto disse che in posti remoti come le vallate occupate da poche persone non gli conveniva fare gli scavi mi sembra che era il governo Renzi , da noi gli scavi ultimati due anni fa e pensare che l'avevamo vicinissima , ricordate i mondiali di calcio 1990 credo ? Ci sono voluti quanti anni
Io per alcuni anni ho lavorato per una multinazionale francese che si era attrezzata con uno stabilimento nel Lazio per produrre la fibra ottica ,relativa al progetto Socrate.
Progetto che poi venne accantonato dopo che furono investiti cinquemila miliardi di lire,con la giustificazione che la tecnologia Adsl (oggi obsoleta) fosse migliore e più veloce.
In molti ci mangiarono sopra miliardi di lire; ma di buono ci fu che predispose le linee di passaggio di quella che poi sarebbe diventata la trasmissione effettiva con fibra ottica dalle centraline (dove c'è) vent'anni dopo; ed il non trascurabile aspetto occupazionale il linea keynesiana che stimolò in quegli anni.
 

ologramma

Utente di lunga data
E intanto paghiamo per smaltire la monnezza che qualcuno fa rendere in termini energetici.
Ma qui si aprirebbe un dibattito infinito su costi benefici nell'impiego di : inceneritori, termovalorizzatori,decarbonizzatori....
a roma ne aveva uno sai come è finita la cosa c'hanno costruito introno una marea di case dove prima era il deserto tutte abusive e sanate con il primo condono , si lamentarono quindi fu chiuso , un altro doveva essere fatto ma anche li il comitato che si formo blocco tutto , si parlò di portarlo a colleferro che gli nego il consenso non so perchè ma io penso perchè dato che noi le cose le facciamo per fregare il prossimo l'inceneritore sarebbe servito solo per bruciare di tutto e come ben sai la diossina e le altre cose chi le. ferma ?
 

ologramma

Utente di lunga data
Io per alcuni anni ho lavorato per una multinazionale francese che si era attrezzata con uno stabilimento nel Lazio per produrre la fibra ottica ,relativa al progetto Socrate.
Progetto che poi venne accantonato dopo che furono investiti cinquemila miliardi di lire,con la giustificazione che la tecnologia Adsl (oggi obsoleta) fosse migliore e più veloce.
In molti ci mangiarono sopra miliardi di lire; ma di buono ci fu che predispose le linee di passaggio di quella che poi sarebbe diventata la trasmissione effettiva con fibra ottica dalle centraline (dove c'è) vent'anni dopo; ed il non trascurabile aspetto occupazionale il linea keynesiana che stimolò in quegli anni.
lo dici a me che facevo lavori a roma dove la portavano fino a casa e quindi il mio lavoro avrebbe avuto più opportunità ma bloccarono tutto era meglio per strada e con il doppino , ora abbiamo la fibra e la chiamano veloce madechè😡
 

stany

Utente di lunga data
a roma ne aveva uno sai come è finita la cosa c'hanno costruito introno una marea di case dove prima era il deserto tutte abusive e sanate con il primo condono , si lamentarono quindi fu chiuso , un altro doveva essere fatto ma anche li il comitato che si formo blocco tutto , si parlò di portarlo a colleferro che gli nego il consenso non so perchè ma io penso perchè dato che noi le cose le facciamo per fregare il prossimo l'inceneritore sarebbe servito solo per bruciare di tutto e come ben sai la diossina e le altre cose chi le. ferma ?
Basta vedere la vicenda dell'ex Ilva di Taranto: la più grande produttrice di acciaio d'Europa; prima del contingentamento di Bruxelles.
Altre realtà in Germania ,in Austria sono state aggiornate coi metodi antinquinamento più efficaci; tant'è che continuano a produrre a trecento metri dai centri abitati.
Riva invece l'ha spolpata ,l'ilva,non investendo nella riconversione ; poi è arrivato l'indiano che s'è preso il portafoglio clienti e, by by...
Era molto meglio quando era statale.Diciamo che la politica avrebbe dovuto già in quei tempi sensibilizzare sulla questione della nocività ambientale di quegli impianti. Così come anche a Porto Marghera per altri tipi di lavorazioni.
Un fatto è certo :tutti i nodi vengono al pettine.
 

ologramma

Utente di lunga data
Basta vedere la vicenda dell'ex Ilva di Taranto: la più grande produttrice di acciaio d'Europa; prima del contingentamento di Bruxelles.
Altre realtà in Germania ,in Austria sono state aggiornate coi metodi antinquinamento più efficaci; tant'è che continuano a produrre a trecento metri dai centri abitati.
Riva invece l'ha spolpata ,l'ilva,non investendo nella riconversione ; poi è arrivato l'indiano che s'è preso il portafoglio clienti e, by by...
Era molto meglio quando era statale.Diciamo che la politica avrebbe dovuto già in quei tempi sensibilizzare sulla questione della nocività ambientale di quegli impianti. Così come anche a Porto Marghera per altri tipi di lavorazioni.
Un fatto è certo :tutti i nodi vengono al pettine.
hai ragione ma sempre persone paracule con i soldi del nord , non mi far parlare della cassa del mezzogiorno che scandalo e che mangiata si so fatti i grandi imprenditori del nord ma anche del su compresa mafia che ci sguazzava negli intrallazzi vedi il berlusca con le sntenne garantite da chi......
 

stany

Utente di lunga data
hai ragione ma sempre persone paracule con i soldi del nord , non mi far parlare della cassa del mezzogiorno che scandalo e che mangiata si so fatti i grandi imprenditori del nord ma anche del su compresa mafia che ci sguazzava negli intrallazzi vedi il berlusca con le sntenne garantite da chi......
Io so che imprenditori che non volevano coinvolgimenti con le organizzazioni malavitose del Mezzogiorno Non ci andavano proprio in quei posti.
Il debito pubblico è cresciuto in quegli anni proprio per questa dinamica; che fin che c'era la lira e la banca d'Italia si poteva sopportare.
Comunque lo sfruttamento dei finanziamenti della comunità Europea sono continuati per anni e anni ugualmente, da parte delle varie mafie. Così come molti finanziamenti non sono stati presi perché non c'era personale adeguato per saperli gestire all'interno dello stato.
Io l'ho già ripetuto molte volte anche qua dentro : quando lavoravo in un'azienda capo settore del gruppo Eni ,il nostro presidente che divenne poi vice presidente della stessa Eni ,venne convocato da di Pietro per il processo mani pulite. DI Pietro glì contestò che lui avesse preso una tangente di un miliardo di quei tempi! Di Pietro lo sapeva perché aveva per le palle Severino citaristi e balzamo , i due tesorieri della DC e del PSI; i quali sostenevano , non ricordo più chi fosse, che avevano ricevuto una tangente dall'eni , o per meglio dire un finanziamento illecito, in quanto all'epoca le partecipazioni statali erano collettori di tangenti per i partiti. Ebbene di Pietro contestò a questo manager dell'ENI di aver trattenuto un miliardo sui 13 che doveva consegnare ai partiti. La risposta fu che in quel momento stava ristrutturando una villa e aveva bisogno di soldi e pertanto trattenne per sé il miliardo.
Questo è solo un esempio del magna magna che c'era.
Ma non solo in Italia eh!
La stessa azienda venne rilevata dai francesi, quando ci fu la deregulation sul controllo statale delle partecipazioni pubbliche; dopo qualche anno l'azienda francese dovete licenziare 20.000 dipendenti in Europa perché il bilancio era fallimentare. In quel frangente Si venne a sapere che il presidente della società multinazionale Pierre Suard , che allora era il manager più pagato d'Europa (guadagnava quanto Maradona), approfittava dell'azienda per fatturare lavori nelle sue proprietà: ville e case sparse per la Francia, al che venne spodestato e sostituito da un turco, tale sergej Tchuruk.

Questo per dire è tutto il mondo è paese; ma il nostro naturalmente è più paese degli altri.
 

bluestar02

Utente di lunga data
Io penso che le cose siano già cambiate.
Cambiate nel modo in cui la terra subisce il sole.

Non ho previsioni. Ma parecchie domande.
Socialmente parlando.
Le famiglie italiane per buona parte si basano sui nonni per la gestione dei figli. E anche della casa in alcuni situazioni.
I nonni stanno morendo. Ci sarà un minimo guadagno in termini pensionistici.
Mi chiedo però come si arrangeranno le famiglie che contavano sui nonni, magari anche impoverite.

Penso alle situazioni della disabilità e della psichiatria.
fin tanto che è possibile in carico alle famiglie.
Parlo di adulti eh, disabili e psichiatrici. Quindi con genitori anziani.
tutta questa gente ricadrà sul sistema sociale che era allo stremo da ben prima della pandemia.

Penso alla forma della famiglia. Anche ai tradimenti.

E' chiaro che i numeri non corrispondono alla realtà.
quindi in giro ci sono asintomatici non rilevati. E fra l'altro non si sa, visto che non sono rilevati ed è presto per saperlo, che tipo di evoluzione può avere un asintomatico sulla lunga distanza.
Si fa gli anticorpi? Oppure esplode con una virulenza anche superiore?

Questo significa che in realtà niente è in controllo.
Epidemiologicamente parlando.

Come la si mette con la socialità?
Che conseguenza ha sul lungo termine una presenza massiva di asintomatici non rilevati nelle relazioni, nei posti di lavoro, etcetc?

Vero che dopo i periodi di peste i giovani ereditavano dagli anziani.
Ma non è che il nostro tessuto sociale sia particolarmente ricco.
E io sono in un territorio tendenzialmente benestante che tutto sommato ha sfangato anche la crisi del 2008.
Ma altri territori non sono mica messi così bene.

Cosa ereditano a questo giro i giovani?

Non sono capace di addentrarmi neppure io nelle questioni economiche complesse e aziendali.
A naso, penso che tutto l'indotto crollerà.
O se non crollerà, ne uscirà colpito profondamente.

Penso al turismo.
Qui la stagione è saltata.
Questo povertà ad un aumento non indifferente della povertà. Tutti gli stagionali rischiano di saltare.
Le strutture che già arrancavano, non credo che potranno superare indenni questa stagione.

La cosa che mi fa paura, è che tutti questi cambiamenti saranno fondamentalmente subiti.
come la terra subisce il sole.

Quindi non oso immaginare la ridirezione della rabbia.
E l'unico modo per ridirezionare la rabbia è agire nella rabbia usando quell'energia.

Non oso neppure immaginare quando i contagi inizieranno a salire al sud. E' passato troppo poco dagli spostamenti

E ancor di meno oso pensare all'africa.
Ho il sospetto che la risolveranno col machete.

.
poi si sono riuniti assieme al re nel luogo detto Armageddon (Apocalisse 16:16).
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
poi si sono riuniti assieme al re nel luogo detto Armageddon (Apocalisse 16:16).
E dove sarebbero i re da radunare? :D
Non ne vedo.

La grande città si squarciò in tre parti e crollarono le città delle nazioni. Dio si ricordò di Babilonia la grande, per darle da bere la coppa di vino della sua ira ardente. (Ap. 16:19)
 

isabel

Utente di lunga data
Propongo un altro spunto, anzi 3: smart working, commercio elettronico, didattica a distanza.
Conosco a livello professionale i primi due, conosco alcuni degli strumenti che si utilizzano per la terza.

Sono piuttosto certo che almeno il 70% della popolazione non sappia cosa farsene. E credo sia un altro aspetto che non cambierà.
Beh, smart working e didattica a distanza per essere praticati in certi contesti richiederebbero una profonda revisione di alcune procedure.
Servirebbe progettazione.
Io con lo smart working mi sto trovando benissimo, ho un rendimento migliore, arrivo a fine giornata serena e con zero stanchezza.
Non solo io, tutto il mio gruppo di lavoro sta producendo moltissimo.

Ma sento amici e amiche che letteralmente non sanno cosa fare. E' straniante, dicono.
E temo anche io che non cambierà.
Non per cattiva volontà o semplice "ignoranza" della popolazione sull'uso dello strumento, più che altro per inerzia di chi sarebbe chiamato a investire nella riprogettazione del processo e nella formazione su processi/strumenti.

In generale però, io non so cosa avverrà dopo.
E' un tempo sospeso.
So che al momento mi sento bene, ricavo tempo per me sottraendolo ad inutili ed estenuanti spostamenti.
Riesco ad allenarmi mattina e sera, non mi succedeva da una decina di anni.
Ed altre abitudini che ho acquisito cercherò di non perderle, perché ne sento i benefici.

Ma se sposto lo sguardo da me, vedo molta insofferenza, incomprensibile.
E rabbia, comprensibile.
Che per ora "sobbolle"...poi non so che fine farà.

Potremmo sfruttare questa sospensione per riflettere e riprogettare, infrastrutture, lavoro e anche noi stessi.
Ma a me non sembra che si stia prendendo questa direzione.
Mi sembra ci si limiti a sperare che "finisca il prima possibile" rincoglioniti dal mantra "andrà tutto bene".
Se siamo con più di 6000 morti significa che non andava per nulla "tutto bene" neppure prima.
E se c'è gente che non sa sfruttare la tecnologia per produrre ma solo per rimbalzare contenuti su fb, "nulla stava andando bene".
 

spleen

utente ?
Dopo il virus:

Andrò dal barbiere, che in testa la situazione si è fatta insostenibile.

Andrò a correre, che è un mese che non posso.

Andrò a bere una birra al bar, con gli amici, che un conto è sentirsi su w.a. un conto è guardarli in faccia.

Andrò di nuovo in ufficio, che ste mura di casa non mi fanno lavorare.

Andrò a dormire la sera stanco e non preoccupato .

Un buon caffè, al bar, la mattina presto.

Mi metterò a dieta per calare i chili che questa stagione di “prove gastronomiche” mi ha fatto prendere.

Ricomincerò finalmente a fare progetti e non a pensare a situazioni in difesa.

Sarò più tranquillo quando vedrò i miei figli che partono per il loro lavoro.

Ricomincerò ad annoiarmi quando guardo la tv.

Ecco, sono tutte piccole cose insignificanti per la vita di noi tutti ma adesso mancano e mancheranno ancora per un bel po’ . Me le godrò, almeno per i primi, tempi come quando si gusta un bicchiere di buon vino, centellinandole.

Chiaramente se non ci lascio le penne.

E poi dimenticavo… andrò sul lungomare, al mio posto del cuore e mi siederò sul muretto a guardare il mare, come ho fatto per anni, appena potevo, con mia moglie.

Perchè penso che al di là di tutte le cose che potremmo e dovremo imparare ce n'è una importantissima, quella di non dare mai per scontato che quello che facciamo o abbiamo sia a nostra disposizioni gratis e per sempre.
 
Ultima modifica:

feather

Utente tardo
Sono d'accordo. Inutile la digitalizzazione senza infrastrutture (poi, spesso non serve chissà che banda perchè un servizio sia utilizzabile).
Ciononostante, è anche vero che la diffusione della fibra non viaggia all'unisono con la capacità di utilizzare le risorse. In questo paese sfoggiamo una cultura di bellicosa resistenza all'innovazione degna del più becero oscurantismo.
E non solo in Italia, l'umanità in genere ha una bellicosa resistenza all'innovazione, almeno a quella che richiede uso di materia grigia.
Alla fine è sempre la pigrizia mentale che sega le gambe al cambiamento. Meglio restare nella conosciuta e famigliare palude piuttosto che dover affrontare la fatica di imparare a vivere altrove.
 

Martes

Utente di lunga data
Più di 20 visualizzazioni, solo 3 risposte (tutte di Ipazia, in picco produttivo).
Fa così paura pensare al futuro, oggi?
Sì.
Perché dire che le cose non andassero già per nulla bene e che fossimo avviati su un'evidente china involutiva è scoprire l'acqua calda, ma vedere le reazioni di chi ama brillare nel disastro o sfodera per l'occasione rivalsa nei confronti del prossimo a me fa solo che prender distanza.
 

bluestar02

Utente di lunga data
E dove sarebbero i re da radunare? :D
Non ne vedo.

La grande città si squarciò in tre parti e crollarono le città delle nazioni. Dio si ricordò di Babilonia la grande, per darle da bere la coppa di vino della sua ira ardente. (Ap. 16:19)
Penitenziagite! Flagellati sorella la fine dei tempi è vicina...ah no...aspetta...potrebbe anche piacerti🤣🤣🤣🤣🤣
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Beh, smart working e didattica a distanza per essere praticati in certi contesti richiederebbero una profonda revisione di alcune procedure.
Servirebbe progettazione.
Io con lo smart working mi sto trovando benissimo, ho un rendimento migliore, arrivo a fine giornata serena e con zero stanchezza.
Non solo io, tutto il mio gruppo di lavoro sta producendo moltissimo.

Ma sento amici e amiche che letteralmente non sanno cosa fare. E' straniante, dicono.
E temo anche io che non cambierà.
Non per cattiva volontà o semplice "ignoranza" della popolazione sull'uso dello strumento, più che altro per inerzia di chi sarebbe chiamato a investire nella riprogettazione del processo e nella formazione su processi/strumenti.

In generale però, io non so cosa avverrà dopo.
E' un tempo sospeso.
So che al momento mi sento bene, ricavo tempo per me sottraendolo ad inutili ed estenuanti spostamenti.
Riesco ad allenarmi mattina e sera, non mi succedeva da una decina di anni.
Ed altre abitudini che ho acquisito cercherò di non perderle, perché ne sento i benefici.

Ma se sposto lo sguardo da me, vedo molta insofferenza, incomprensibile.
E rabbia, comprensibile.
Che per ora "sobbolle"...poi non so che fine farà.

Potremmo sfruttare questa sospensione per riflettere e riprogettare, infrastrutture, lavoro e anche noi stessi.
Ma a me non sembra che si stia prendendo questa direzione.
Mi sembra ci si limiti a sperare che "finisca il prima possibile" rincoglioniti dal mantra "andrà tutto bene".
Se siamo con più di 6000 morti significa che non andava per nulla "tutto bene" neppure prima.
E se c'è gente che non sa sfruttare la tecnologia per produrre ma solo per rimbalzare contenuti su fb, "nulla stava andando bene".
Sono d'accordo con te.

La riprogettazione richiede "fantasia". Il sogno. La visione.
Richiederebbe il saper guardare dentro le cose, metterci dentro le mani, sporcarsi per certi versi.
Immaginare come potrebbe essere e farlo.
Una forma di ricerca-azione.

E richiede tecnica e preparazione.
E costane e continua formazione.

Se ci si butta nell'andrà tutto bene, teso alla ricerca del "come prima", tutti questi elementi non emergono.

Ed è quello che sta accadendo.
In generale.

Buone pratiche. Tante.
Ma NON buone prassi.

Riprogettare significherebbe prendere atto che non solo non va tutto bene, ma non andava bene nemmeno prima.
E inserirlo in una "linea" di continuità.
Per muoversi in termini tecnici e pratici.

La mia sensazione invece è che se ne prenda atto in termini prettamente emotivi.
Con quel che ne consegue in termini di riprogettazione (necessaria fra l'altro da decenni).
 
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