Come va?!?

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MK

Utente di lunga data
E' un atto creativo mettere al mondo un figlio. Anzi, è l'atto creativo per eccellenza. E quando l'istinto materno è innato è facile incontrare uomini che si attacchino, che dipendano, che prendano l'energia del partner. E il padre di tua figlia infatti continua a cercare la tua approvazione, per quel progetto che come dicevi giustamente, è il SUO progetto. Lui è rimasto fermo, anzi è tornato indietro, e pagherà col senso di colpa il suo allontanamento. Ora sei alla ricerca di sicurezza, anche. Per te e per la tua bambina. Ma la paura non deve togliere lo spazio alle emozioni, alla passione. Quella passione che è dentro di te e che prima o poi troverà la sua giusta collocazione.
 

ellina69

Utente di lunga data
ieri sera non era serata "libera" ma, visto il mio silenzio e la mia pensosità degli ultimi giorni, ha lasciato i ragazzi a casa e si è presentato da me, senza avviso, per "stare un po' insieme". io alla fine i miei pensieri glieli ho detti, non solo quelli che ho scritto a voi, che lui conosce bene, ma anche cose più delicate e mai espresse per pudore e rispetto, tipo che i suoi figli non si filano minimamente ilaria quando vengono a casa mia, la piccola (13 anni) almeno la saluta distrattamente all'ingresso e all'uscita, il grande (quasi 17 anni) nemmeno quello, la trattano come una pianta d'appartamento. Gli ho detto che è un'ingenuità in queste condizioni pensare a una convivenza, che a me come madre questa cosa non può fare piacere, anche se non ne parlo, che dovrebbe essere lui ad agevolare e guidare una relazione. mi ha detto che lui parla sempre di noi con i ragazzi, che li guida ma se agiscono così "cosa ci posso fare?", che ci vuole tempo, e che ci frequentiamo poco, e allora gli ho ricordato che se ci frequentiamo poco è perchè lui lascia sempre ai ragazzi fino all'ultimo la gestione dei programmi, che se li invito il sabato per la domenica sera o altra data, la risposta è sempre "vediamo cosa vogliano fare i ragazzi domani" e non si può avere risposta fino alla domenica pomeriggio o poche ore prima. Gli ho detto che sabato loro sono andati tutti e tre a fare shopping, hanno fatto a piedi chilometri di vetrine, e che almeno potevano prendere un regalino per i tre anni di ilaria, tutti e tre insieme, un pensierino, visto che ilaria compiva gli anni due giorni dopo, il lunedì. E che questa non è una mancanza dei ragazzi, ma sua. mi ha risposto che lui si è dimenticato, che a malapena si è ricordato il lunedì stesso di correre a prenderle un vestitino, perchè lui è fatto così, non si ricorda in compleanni (non è vero, il mio e dei suoi figli lo ricorda bene, e organizza feste, ecc).
ma questa cosa l'ha ferito, l'ho visto. Per la prima volta l'ho visto sulla difensiva vera. Ci ho pensato tutta notte. gli ho appena scritto. che non sto bene. Che voglio che stiamo un po' lontani, senza più parlare, sviscerare, ecc perchè non c'è più niente da dire. devo solo riflettere, ascoltarmi e decidere, da sola. ora mi ha appena chiamato. Fra poco scendo (sono in ufficio) e ...ribadirò questa esigenza. Sono stanca ragazzi, stanca.
 

Mari'

Utente di lunga data
Cacchio! :eek: pensavo fossero ragazzini tra i sei e gli otto anni i suoi figli ... il ragazzo (17) l'hanno prossimo e' maggiorenne, va a votare, e la ragazza 15, eta' pericolosa/difficile, a volte anche antipatica ... ma poi Ellina con tutti i tuoi problemi, vai a metterti con un cosi impegnato?


MAH!
 
ieri sera non era serata "libera" ma, visto il mio silenzio e la mia pensosità degli ultimi giorni, ha lasciato i ragazzi a casa e si è presentato da me, senza avviso, per "stare un po' insieme". io alla fine i miei pensieri glieli ho detti, non solo quelli che ho scritto a voi, che lui conosce bene, ma anche cose più delicate e mai espresse per pudore e rispetto, tipo che i suoi figli non si filano minimamente ilaria quando vengono a casa mia, la piccola (13 anni) almeno la saluta distrattamente all'ingresso e all'uscita, il grande (quasi 17 anni) nemmeno quello, la trattano come una pianta d'appartamento. Gli ho detto che è un'ingenuità in queste condizioni pensare a una convivenza, che a me come madre questa cosa non può fare piacere, anche se non ne parlo, che dovrebbe essere lui ad agevolare e guidare una relazione. mi ha detto che lui parla sempre di noi con i ragazzi, che li guida ma se agiscono così "cosa ci posso fare?", che ci vuole tempo, e che ci frequentiamo poco, e allora gli ho ricordato che se ci frequentiamo poco è perchè lui lascia sempre ai ragazzi fino all'ultimo la gestione dei programmi, che se li invito il sabato per la domenica sera o altra data, la risposta è sempre "vediamo cosa vogliano fare i ragazzi domani" e non si può avere risposta fino alla domenica pomeriggio o poche ore prima. Gli ho detto che sabato loro sono andati tutti e tre a fare shopping, hanno fatto a piedi chilometri di vetrine, e che almeno potevano prendere un regalino per i tre anni di ilaria, tutti e tre insieme, un pensierino, visto che ilaria compiva gli anni due giorni dopo, il lunedì. E che questa non è una mancanza dei ragazzi, ma sua. mi ha risposto che lui si è dimenticato, che a malapena si è ricordato il lunedì stesso di correre a prenderle un vestitino, perchè lui è fatto così, non si ricorda in compleanni (non è vero, il mio e dei suoi figli lo ricorda bene, e organizza feste, ecc).
ma questa cosa l'ha ferito, l'ho visto. Per la prima volta l'ho visto sulla difensiva vera. Ci ho pensato tutta notte. gli ho appena scritto. che non sto bene. Che voglio che stiamo un po' lontani, senza più parlare, sviscerare, ecc perchè non c'è più niente da dire. devo solo riflettere, ascoltarmi e decidere, da sola. ora mi ha appena chiamato. Fra poco scendo (sono in ufficio) e ...ribadirò questa esigenza. Sono stanca ragazzi, stanca.
imbarazzo, non saper bene come muoversi , cosa dire, cosa fare..paura di sbagliare e ferire....l'approccio in queste situazioni non è facile .
sinceramente ellina, a quest'uomo non riesco a trovare troppi difetti, anzi. tranne che tu chiedi altro e lui non è in condizioni di dartelo
 

ellina69

Utente di lunga data
i suoi ragazzi sono aperti, disponibili, stanno bene in mia compagnie io con loro, sono molto più avanti di lui, di tutte le sue menate. quando ci siamo conosciuti lui si definì non "padre" ma "mammo", sorrisi, credevo fosse una battuta, ma quanto era vero. io sono una persona che lascia vivere, molto autonoma, mi stanno benissimo le agende (tendiazialmente regolari però , non mobili), mi sta benissimo che segua i suoi figli, che stia con loro, che isa serio e presente, ci mancherebbe, che uomo sarebbe altrimenti?..ma con due ragazzi così grandi (quasi 14 e quasi 17) mi lascia perplessa che li segua ancora nei compiti, che li porti a comprare vestiti, che li accompagni dagli amici, li vada a riprendere, dagli amici, agli scout, all'oratorio, ovunque e a qualsiasi ora, è tutto un avanti e indietro, incastri di orari, di date, di giorni, prendi uno lascia l'altro, e io nel mezzo, che lasci loro il computer per chattare dopocena quando lui dovrebbe lavorare e poi lavora fino al mattino quando loro lo lasciano libero alle 23 perchè vanno a letto, che si alzi alle due di notte e nel gelo aspetti il figlio fuori dalla discoteca o dai locali delle feste, che li lasci organizzare il suo e nostro tempo in base ai loro desideri, ai loro impegni, ovviamente nemmeno fissati due giorni prima ma il giorno stesso ....tutto questo è anche comprensibile, visto l'indole spiccatamente paterna e la separazione difficile, però mi avvelena la vita, perchè viviamo in ostaggio di due adolescenti, dei loro impegni, del loro tempo, quando questi ragazzi, secondo me, sarebbero molto responsabili e tranquilli e magari non farebbe loro male sapere che il padre è a disposizione per le loro esigenze ma magari con un preavviso ragionevole di un giorno. ma che ne so io poi? che ho una bambina piccola e disabile? Forse non ho nemmeno idea di cosa sia avere due adolescenti, so solo che sono stufa ...
 

Anna A

Utente di lunga data
sai, forse la soluzione migliore per tutti sarebbe quella di non sforzarsi di essere una famiglia allargata ..

magari è solo troppo presto per tutto e, oltretutto, continuando così vi nutrite più di ansia e aspettative che di altro..
 

ellina69

Utente di lunga data
sai, forse la soluzione migliore per tutti sarebbe quella di non sforzarsi di essere una famiglia allargata ..

magari è solo troppo presto per tutto e, oltretutto, continuando così vi nutrite più di ansia e aspettative che di altro..
esatto anna, infatti io gli ho proposto di lasciarmi organizzare, di poter avere anch'io le mie agende, in base alle mie esigenze, di farmi uscire da questo gioco di incastri che può funzionare solo perchè mi adeguo io agli impegni di tutti, perchè sto lì ad aspettare. abbiamo provato ed è bastato che io mettessi una cena con le amiche in una sua serata libera che poi non ci siamo visti per 5 giorni (perchè prima e dopo lui aveva i figli, per altro con agende cambiate pochi giorni prima dalla moglie)...prima gliel'ho chiesto, ora lo sto facendo. ma lui non è contento, la qualità della nostra relazione in effetti è peggiorata, semplicemente perchè non c'è più tempo per stare insieme ...ma così non può andare. Ma le altre coppie ricostituite come fanno? sono io che sono così insofferente? gli altri ci stanno dentro?
 

Mari'

Utente di lunga data
i suoi ragazzi sono aperti, disponibili, stanno bene in mia compagnie io con loro, sono molto più avanti di lui, di tutte le sue menate. quando ci siamo conosciuti lui si definì non "padre" ma "mammo", sorrisi, credevo fosse una battuta, ma quanto era vero. io sono una persona che lascia vivere, molto autonoma, mi stanno benissimo le agende (tendiazialmente regolari però , non mobili), mi sta benissimo che segua i suoi figli, che stia con loro, che isa serio e presente, ci mancherebbe, che uomo sarebbe altrimenti?..ma con due ragazzi così grandi (quasi 14 e quasi 17) mi lascia perplessa che li segua ancora nei compiti, che li porti a comprare vestiti, che li accompagni dagli amici, li vada a riprendere, dagli amici, agli scout, all'oratorio, ovunque e a qualsiasi ora, è tutto un avanti e indietro, incastri di orari, di date, di giorni, prendi uno lascia l'altro, e io nel mezzo, che lasci loro il computer per chattare dopocena quando lui dovrebbe lavorare e poi lavora fino al mattino quando loro lo lasciano libero alle 23 perchè vanno a letto, che si alzi alle due di notte e nel gelo aspetti il figlio fuori dalla discoteca o dai locali delle feste, che li lasci organizzare il suo e nostro tempo in base ai loro desideri, ai loro impegni, ovviamente nemmeno fissati due giorni prima ma il giorno stesso ....tutto questo è anche comprensibile, visto l'indole spiccatamente paterna e la separazione difficile, però mi avvelena la vita, perchè viviamo in ostaggio di due adolescenti, dei loro impegni, del loro tempo, quando questi ragazzi, secondo me, sarebbero molto responsabili e tranquilli e magari non farebbe loro male sapere che il padre è a disposizione per le loro esigenze ma magari con un preavviso ragionevole di un giorno. ma che ne so io poi? che ho una bambina piccola e disabile? Forse non ho nemmeno idea di cosa sia avere due adolescenti, so solo che sono stufa ...


La peggiore delle categorie.


Scusa sono stata disattenta nel leggere, ma fa poca differenza.

Come gia' ti ho scritto/detto: E' impegnato! ... e' il classico caso "figli dipendente" ... situazione diversa dalla tua ... 2 sono le cose: o bere (ti prendi quel che resta del suo tempo) , o affogare (affronti la momentanea perdita di quello che ti da e volgi il tuo sguardo/attenzione altrove) ... quest'uomo ne avra' almeno per altri 10 anni con i figli, e non e' detto che non possa poi iniziare con i nipoti ;) ... cambia aria Ellina, tu e tua figlia avete bisogno di spazio e non di un ripostiglio.
 

Mari'

Utente di lunga data
sai, forse la soluzione migliore per tutti sarebbe quella di non sforzarsi di essere una famiglia allargata ..

magari è solo troppo presto per tutto e, oltretutto, continuando così vi nutrite più di ansia e aspettative che di altro..

Anna, quest'uomo somiglia vagamente a K..K :D
 

Anna A

Utente di lunga data
esatto anna, infatti io gli ho proposto di lasciarmi organizzare, di poter avere anch'io le mie agende, in base alle mie esigenze, di farmi uscire da questo gioco di incastri che può funzionare solo perchè mi adeguo io agli impegni di tutti, perchè sto lì ad aspettare. abbiamo provato ed è bastato che io mettessi una cena con le amiche in una sua serata libera che poi non ci siamo visti per 5 giorni (perchè prima e dopo lui aveva i figli, per altro con agende cambiate pochi giorni prima dalla moglie)...prima gliel'ho chiesto, ora lo sto facendo. ma lui non è contento, la qualità della nostra relazione in effetti è peggiorata, semplicemente perchè non c'è più tempo per stare insieme ...ma così non può andare. Ma le altre coppie ricostituite come fanno? sono io che sono così insofferente? gli altri ci stanno dentro?

ma guarda.. io non ho esperienza di famiglie allargate..
ma per quel che può valere, ho notato che è abbastanza frequente in questo tipo di uomini (parlo di quelli che si accollano su di loro tutto e di più) il fatto di voler accontentare tutti, non a caso la moglie gli rompe di continuo i maroni andando in escalation, no?
e i figli si fanno scorazzare in ogni dove e lui accontenta anche loro... però poi è con te che si sfoga quando è al collasso emotivo e fisico..
bon era per dirti di prendere la cosa con più leggerezza e di mettere dei punti fermi su voi due, tipo che se decidete per una cena o un we fuori, non esiste al mondo che i figli o la ex possano intrufolarsi a meno di una catastrofe naturale.. questo puoi sì pretenderlo.
 

Verena67

Utente di lunga data
Ellina,
non ho esperienza di famiglie allargate, a naso la coperta è sempre troppo corta, qualcuno (i figli o, nel tuo caso, tu e tua figlia) rischia di rimanere con i piedi freddi, ma dipende da tante cose.

Il discorso che facevo l'altro giorno era piu' legato a te, al tuo percorso di vita.

Ho la sensazione che tu punti molto su una dimensione "da compagna", che sei dentro di te "La tua ragazza sempre" (poi se dell'ex, degli ex, dell'attuale o di un uomo che verrà, credo conti poco).

Un po' come l'archetipo di Proserpina, l'eterna "figlia", sposa del signore degli Inferi.

Forse è ora che diventi DEMETRA, la madre. Per far ciò la vita ti ha messo (coincidenza o fato) proprio di fronte ad una maternità DIFFICILE, che non ti ha riservato nessuna delle "Gioie" comunemente legate a questa scelta.

Penso non sia casuale...
 

Grande82

Utente di lunga data
ellina, mi ritrovo a domandarmi e domandarti: cosa vuoi da un uomo?
PErchè io penso che, soprattutto nelle tue condizioni, è importante aver chiaro di cosa si ha bisogno. Sei una donna diversa da prima. Diversa dalla compagna del musicista. Sei la madre, sei la donna organizzata. E al tuo fianco chi vedi?
E' un percorso, quello che stai facendo. E forse lui è arrivato nel momento sbagliato. Credo che prendersi un pochino di tempo sia una buona cosa...
 

ellina69

Utente di lunga data
ellina, mi ritrovo a domandarmi e domandarti: cosa vuoi da un uomo?
PErchè io penso che, soprattutto nelle tue condizioni, è importante aver chiaro di cosa si ha bisogno. Sei una donna diversa da prima. Diversa dalla compagna del musicista. Sei la madre, sei la donna organizzata. E al tuo fianco chi vedi?
E' un percorso, quello che stai facendo. E forse lui è arrivato nel momento sbagliato. Credo che prendersi un pochino di tempo sia una buona cosa...
voglio dare una direzione e pienezza alla mia vita, con un progetto concreto e soddisfacente per me, per ilaria.
Vorrei poterlo fare insieme ad un compagno, sarebbe un plus, ma il compagno giusto davvero, capace di aderire a questo progetto condiviso, perchè ci si ritrova. Altrimenti no.
e poi - per la prima volta ho il coraggio di ammetterlo - vorrei un po' di protezione, potermi un po' affidare, solo un pochino.
 

Anna A

Utente di lunga data
voglio dare una direzione e pienezza alla mia vita, con un progetto concreto e soddisfacente per me, per ilaria.
Vorrei poterlo fare insieme ad un compagno, sarebbe un plus, ma il compagno giusto davvero, capace di aderire a questo progetto condiviso, perchè ci si ritrova. Altrimenti no.
e poi - per la prima volta ho il coraggio di ammetterlo - vorrei un po' di protezione, potermi un po' affidare, solo un pochino.
cara Ellina, gli uomini son strani.. quelli buoni di cuore poi..
loro ti danno il cuore, tanto che sembrano esagerare in tutto..
ma vedi, eri tu che non eri abituata a prendere.. e per certi versi probabilmente lui si sarà sentito inadeguato. adesso che tu vorresti di più lo mandi in crisi perché forse si era già abituato a te che sei forte per tutti.
impara a chiedere, Ellina!
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Alla luce di tutto quello che ci hai raccontato viene proprio da pensare che il rapporto con il tuo compagno avrebbe certo potuto funzionare, ma solo dopo che tu avessi già trovato una tua stabilità, risolto in qualche modo i problemi con l'ex e trovato per conto tuo un equilibrio interiore. In tal caso questioni come quelle che adesso lo tengono impegnato sarebbero apparse molto meno pressanti, e la sua presenza sarebbe stata sufficiente.
Ora no, in queste condizioni no davvero, perchè ci mostri un uomo senza dubbio ricco di qualità, ma troppo succube del proprio ruolo famigliare, ed in particolare della figura paterna, in modo addirittura deleterio per i suoi stessi figli: ci sono molti modi di viziare i figli, e l'eccessiva presenza, senza la giusta responsabilizzazione, è uno di questi.
Tu, malgrado la tua grande forza, non puoi esimerti dal provare un più che giustificato senso di bisogno, personale, diretto, immediato, e questo lui non lo può in alcun modo soddisfare.
Da quanto dici non c'è sinergia, non c'è complicità, non c'è visione prospettica, solo una sorta di vicinanza, quasi....... formale. L'idea di una convivenza, senza la profondità di rapporto di cui senti bisogno, può davvero venire solo a lui che, senza volerlo, non si rende conto di avere una visione del vivere insieme troppo limitata, troppo standardizzata e quindi del tutto inadeguata alla situazione.
Rinunciare alla sua presenza, a questo punto, non appare più un atto puramente egoistico, ma una questione di "economia" che riguarda entrambi.
Vorrei, vorremmo tutti avere la certezza che tu un bel giorno possa incontrare quel, diciamolo, "superuomo" che meriteresti, ma come in molte altre storie di vita, credo attualmente che tu possa fare ancora conto unicamente (e non è poco!) sulla "superdonna" che sei già tu.
Coraggio Donna!
 

Grande82

Utente di lunga data
voglio dare una direzione e pienezza alla mia vita, con un progetto concreto e soddisfacente per me, per ilaria.
Vorrei poterlo fare insieme ad un compagno, sarebbe un plus, ma il compagno giusto davvero, capace di aderire a questo progetto condiviso, perchè ci si ritrova. Altrimenti no.
e poi - per la prima volta ho il coraggio di ammetterlo - vorrei un po' di protezione, potermi un po' affidare, solo un pochino.
credo che tu debba partire col tuo progetto, indipendente da tutti, e poi, se un uomo arriverà, lui potrà condividerlo, eventualmente, ma dopo!
Sarà lui, quell'uomo? Forse, ma dopo. Dopo che avrà imparato a non stare sulle spine (cosa probabile) sul filo di lana, incapace di decidere se agire e prendere l'iniziativa oppure.. lasciarsi trascinare dagli eventi.
Sulla seconda cosa: fai bene a pretendere protezione, a pretendere un uomo cui affidarti, quando serve. Temo tu non l'abbia in fondo mai chiesto finora. Il tuo ex era un uomo che dava molto, ma solo quando voleva lui e come voleva lui. Come i bambini. A te serve un uomo. Sapere cosa serve è già mezza strada!! L'altra mezza è nel non accettare compromessi.
Ti abbraccio.
 

ellina69

Utente di lunga data
sapete ... se mi guardo veramente in fondo al cuore io un progetto ce l'avrei. da quando sono stata forzatamente sbattuta nel mondo della disabilità , che prima mi faceva orrore, ho imparato a conoscerne la ricchezza. Alcuni dei momenti più intensi e struggenti e belli della mia vita li ho passati a xxxxxxx xxxx, un grande centro di ricerca sulla disabilità, siamo state io e xxxx 15 giorni, praticamente isolate dal mondo, in mezzo a così tante disabilità, a innumerevoli storie, dure, persino strazianti, e a un'umanità struggente, fragile ma coraggiosa e tenace e -paradossalmente- leggera e bendetta. Quello era vivere davvero! Grattare a mani nude nel terreno della vita vera. Io sento di aver bisogno di maggiori contatti con questa gente che -a causa di circostanze sfortunata della vita - è diventata la "mia" gente. Avere un figlio gravemente disabile non è un'appendice della vita, diventa un modo di vivere, uno sguardo particolare, una condizione dolorosa ma benedetta che non ti lascia più. io vorrei stringere relazioni con persone del mio mondo, genitori, associazioni, operatori, fare progetti, mettere le mie risorse a disposizione di questa "rivelazione" che ho avuto con mia figlia e con i bambini come lei. ancora non ho ben chiaro come ..ma sento che voglio. Sento che devo schierarmi una volta per tutte, smettere di continuare a fare finta che sia tutto come prima, non è tutto come prima, non lo sarà mai più, io sono mamma di una disabile gravissima, io convivo con questo strazio e con questo dono. Devo entrare nel mondo che oramai è mio. Ma anche riappropriarmi del mio "vecchio" mondo, nei suoi aspetti più veri. ho voglia di trovare tempo per le mie amiche, per le persone più care (e qui troverei spazio anche per lui e i suoi figli, se volessero). tornare a cucinare belle cenette come un tempo, buoni vini, buona musica, chiacchere fino a notte fonda, avere attorno le persone che ci amano, smettere di essere sempre così sommersa di cose e di pensieri, e ritagliare spazi per gli affetti. e tornare a scrivere. che non è vero che non ce l'ho un piccolo, piccolissimo talento, è quello della scrittura. E l'ho abbandonato da anni, ma ora qualcosa da scrivere ce l'avrei. e xxxxx, che la nomino poco, ma lei è il filo conduttore della mia vita.
ecco ..cose così ...
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
sapete ... se mi guardo veramente in fondo al cuore io un progetto ce l'avrei. da quando sono stata forzatamente sbattuta nel mondo della disabilità , che prima mi faceva orrore, ho imparato a conoscerne la ricchezza. Alcuni dei momenti più intensi e struggenti e belli della mia vita li ho passati a xxxxxxx xxxx, un grande centro di ricerca sulla disabilità, siamo state io e xxxxxx 15 giorni, praticamente isolate dal mondo, in mezzo a così tante disabilità, a innumerevoli storie, dure, persino strazianti, e a un'umanità struggente, fragile ma coraggiosa e tenace e -paradossalmente- leggera e bendetta. Quello era vivere davvero! Grattare a mani nude nel terreno della vita vera. Io sento di aver bisogno di maggiori contatti con questa gente che -a causa di circostanze sfortunata della vita - è diventata la "mia" gente. Avere un figlio gravemente disabile non è un'appendice della vita, diventa un modo di vivere, uno sguardo particolare, una condizione dolorosa ma benedetta che non ti lascia più. io vorrei stringere relazioni con persone del mio mondo, genitori, associazioni, operatori, fare progetti, mettere le mie risorse a disposizione di questa "rivelazione" che ho avuto con mia figlia e con i bambini come lei. ancora non ho ben chiaro come ..ma sento che voglio. Sento che devo schierarmi una volta per tutte, smettere di continuare a fare finta che sia tutto come prima, non è tutto come prima, non lo sarà mai più, io sono mamma di una disabile gravissima, io convivo con questo strazio e con questo dono. Devo entrare nel mondo che oramai è mio. Ma anche riappropriarmi del mio "vecchio" mondo, nei suoi aspetti più veri. ho voglia di trovare tempo per le mie amiche, per le persone più care (e qui troverei spazio anche per lui e i suoi figli, se volessero). tornare a cucinare belle cenette come un tempo, buoni vini, buona musica, chiacchere fino a notte fonda, avere attorno le persone che ci amano, smettere di essere sempre così sommersa di cose e di pensieri, e ritagliare spazi per gli affetti. e tornare a scrivere. che non è vero che non ce l'ho un piccolo, piccolissimo talento, è quello della scrittura. E l'ho abbandonato da anni, ma ora qualcosa da scrivere ce l'avrei. e xxxxxx, che la nomino poco, ma lei è il filo conduttore della mia vita.
ecco ..cose così ...
Non ho parole. (molti ne saranno felici;o))
La tua grandezza mi fa sentire piccolo piccolo.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
sapete ... se mi guardo veramente in fondo al cuore io un progetto ce l'avrei. da quando sono stata forzatamente sbattuta nel mondo della disabilità , che prima mi faceva orrore, ho imparato a conoscerne la ricchezza. Alcuni dei momenti più intensi e struggenti e belli della mia vita li ho passati a xxxxxxx xxxxxx, un grande centro di ricerca sulla disabilità, siamo state io e xxxxxx 15 giorni, praticamente isolate dal mondo, in mezzo a così tante disabilità, a innumerevoli storie, dure, persino strazianti, e a un'umanità struggente, fragile ma coraggiosa e tenace e -paradossalmente- leggera e bendetta. Quello era vivere davvero! Grattare a mani nude nel terreno della vita vera. Io sento di aver bisogno di maggiori contatti con questa gente che -a causa di circostanze sfortunata della vita - è diventata la "mia" gente. Avere un figlio gravemente disabile non è un'appendice della vita, diventa un modo di vivere, uno sguardo particolare, una condizione dolorosa ma benedetta che non ti lascia più. io vorrei stringere relazioni con persone del mio mondo, genitori, associazioni, operatori, fare progetti, mettere le mie risorse a disposizione di questa "rivelazione" che ho avuto con mia figlia e con i bambini come lei. ancora non ho ben chiaro come ..ma sento che voglio. Sento che devo schierarmi una volta per tutte, smettere di continuare a fare finta che sia tutto come prima, non è tutto come prima, non lo sarà mai più, io sono mamma di una disabile gravissima, io convivo con questo strazio e con questo dono. Devo entrare nel mondo che oramai è mio. Ma anche riappropriarmi del mio "vecchio" mondo, nei suoi aspetti più veri. ho voglia di trovare tempo per le mie amiche, per le persone più care (e qui troverei spazio anche per lui e i suoi figli, se volessero). tornare a cucinare belle cenette come un tempo, buoni vini, buona musica, chiacchere fino a notte fonda, avere attorno le persone che ci amano, smettere di essere sempre così sommersa di cose e di pensieri, e ritagliare spazi per gli affetti. e tornare a scrivere. che non è vero che non ce l'ho un piccolo, piccolissimo talento, è quello della scrittura. E l'ho abbandonato da anni, ma ora qualcosa da scrivere ce l'avrei. e xxxxxx, che la nomino poco, ma lei è il filo conduttore della mia vita.
ecco ..cose così ...
E' da ieri che penso a quello che hai scritto (talenti e progetti) cercando di capire cosa non mi quadrava.
Concordo con Verena.
Ma questo tuo post mi sembra che chiarisca molte cose.
Tu hai capito cose che non avresti mai immaginato di capire, ma "pretendi" che le capiscano due adolescenti che già debbono reggere l'adolescenza (mica è poco...), la separazione dei genitori, una madre instabile, un padre con sensi di colpa che non sa porre dei limiti (a 16 anni né i miei figli né il loro compagni facevano le 2 in discoteca. Non le facevano perché dei minorenni devono fare quel che i genitori permettono e, dovendo dipendere da questi per gli spostamenti, devono condizionare gli impegni alla loro disponibilità siano divertimenti, sport.), l'accettazione di una nuova compagna. Non "pretendi" troppo?
Dovresti ben sapere com'è difficile relazionarsi con una bambina disabile e gli adolescenti faticano già normalmente a relazionarsi con i bambini (io non sapevo cosa fare ...e ho fatto la maestra!).
Ma non lo "pretendi" da loro, dici, ma da lui che dovrebbe educarli a quella sensibilità, ma lui non è neanche capace di fare il genitore, altro che padre o mammo...fa il maggiordomo dei figli!
Regalagli "I no che aiutano a crescere" o un libro sull'adolescenza di Andreoli o Pietropolli Chermet o Galimberti (lui potrebbe essere anche uno di questi signori in persona, ma affrontare la propria vita, non è come scrivere un articolo o un libro).
Non credo che tu possa avere aspettative irrealistiche su quest'uomo per compensare quello che il padre di tua figlia non ha saputo e voluto dare.
E poi ti manca anche la condivisione di un progetto creativo?! Per i miracoli si deve attrezzare, visto che deve attrezzarsi anche per la quotidianeità.
Forse anche lui ha bisogno di te, anche come genitore.
Sono solo osservazioni sui fatti che hai raccontato, non giudizi, né, tantomeno, soluzioni.
 
Stato
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