i suoi ragazzi sono aperti, disponibili, stanno bene in mia compagnie io con loro, sono molto più avanti di lui, di tutte le sue menate. quando ci siamo conosciuti lui si definì non "padre" ma "mammo", sorrisi, credevo fosse una battuta, ma quanto era vero. io sono una persona che lascia vivere, molto autonoma, mi stanno benissimo le agende (tendiazialmente regolari però , non mobili), mi sta benissimo che segua i suoi figli, che stia con loro, che isa serio e presente, ci mancherebbe, che uomo sarebbe altrimenti?..ma con due ragazzi così grandi (quasi 14 e quasi 17) mi lascia perplessa che li segua ancora nei compiti, che li porti a comprare vestiti, che li accompagni dagli amici, li vada a riprendere, dagli amici, agli scout, all'oratorio, ovunque e a qualsiasi ora, è tutto un avanti e indietro, incastri di orari, di date, di giorni, prendi uno lascia l'altro, e io nel mezzo, che lasci loro il computer per chattare dopocena quando lui dovrebbe lavorare e poi lavora fino al mattino quando loro lo lasciano libero alle 23 perchè vanno a letto, che si alzi alle due di notte e nel gelo aspetti il figlio fuori dalla discoteca o dai locali delle feste, che li lasci organizzare il suo e nostro tempo in base ai loro desideri, ai loro impegni, ovviamente nemmeno fissati due giorni prima ma il giorno stesso ....tutto questo è anche comprensibile, visto l'indole spiccatamente paterna e la separazione difficile, però mi avvelena la vita, perchè viviamo in ostaggio di due adolescenti, dei loro impegni, del loro tempo, quando questi ragazzi, secondo me, sarebbero molto responsabili e tranquilli e magari non farebbe loro male sapere che il padre è a disposizione per le loro esigenze ma magari con un preavviso ragionevole di un giorno. ma che ne so io poi? che ho una bambina piccola e disabile? Forse non ho nemmeno idea di cosa sia avere due adolescenti, so solo che sono stufa ...