mi viene da dire...non è poco!Ieri mi è accaduto un fatto che mi ha fatto riflettere su quanto dicevamo …il mio ex mi avvisa tramite mail che era on line la sua ultima colonna sonora , si potevano ascoltare delle demo ma se mi interessava mi avrebbe fatto avere il cd (chissà perché tenta ancora di condividere queste cose con me, io ovviamente non gli ho nemmeno risposto). Però ho ascoltato, era molto molto bella. E mi è arrivata quel tipo di emozione che ho provato per dieci anni accanto a lui. La fase della creazione, gli ascolti che facevamo insieme, la caccia alle mille sfumature, le registrazioni, finchè arrivava con il prodotto finito, ed era lì, frutto di tanto lavoro, la sua musica. Senza farmi prendere dalla malinconia ho però voluto riflettere sul sentimento che ho provato, molto forte, non potevo ignorarlo. Che quell’uomo fosse un po’ una merda debosciata mi sono resa conto che potevo capirlo anche ben prima del suo infame abbandono. Ma una cosa aveva, innegabile, ed era quella che portava luce alla nostra vita: talento, creatività, passione. E questo ci ha portato a scambiarci e a mettere in comunione tanta passione, un progetto. Che doveva essere il nostro, poi è rimasto il suo. Ma ero felice, lo ammetto, con la casa sempre piena di musicisti che componevano, gli strumenti in giro, le ore e ore di ascolti, la mia opinione, i miei suggerimenti sempre fondamentali, il mio saper “fare” e organizzare eventi, le prove, le cene dopo le prove, i concerti in giro, l’uscita e la presentazione del disco. E il sogno, il progetto, che riuscisse nella musica, che facessimo un po’ di soldi, una casa più bella …e poi sì, dei figli ….Tutto questo vi può apparire molto frivolo, e l'ho anche pagata amaramente, ma è stato uno scambio continuo di energia tra noi. Sono stata viva e felice con lui. E ho anche pensato ai miei uomini prima di lui e mi sono resa conto che ognuno di loro aveva un talento vero, anche se in settori diversi, che diventava tra noi catalizzatore di scambio e di energia. Il mio talento personale non l’ho mai scoperto, sono una capace di fare, di organizzare, di creare …spesso mi sono appoggiata ai talenti altrui, proponendomi come supporto fattivo e organizzativo, che è la cosa che mi riesce meglio, infatti lo faccio anche per mestiere. E questo mi rendeva viva, felice. Condividere un progetto, un sogno, anche come coppia. E ho guardato anche alla mia nuova relazione, e al senso di insofferenza che vi dicevo ieri. E mi sono resa conto che quest’uomo, benché sia un uomo colto, un affermato giornalista, una testa brillante e vivace, ha un solo vero talento: fare il padre. E’ quella la sua natura, la sua passione vera. Molto più degli altri uomini. Forse perché lui suo padre non l’ha mai nemmeno conosciuto, non so. Dice di avere dei progetti per noi, una convivenza, sposarci appena possibile, una bella casa …ma sono progetti senza energia, senza passione. La sua energia vera, attiva, è verso i ragazzi. Cosa che io non posso condividere con lui con quella intensità. Come lui non mostra di condividerla verso mia figlia. Non capisco quale sia il “nostro” progetto …al di là della casa e del matrimonio. Il nucleo pulsante di energia che ti fa crescere, che ti fa mettere in comunione visioni ed obiettivi, che ti rende migliore, viva, e che porta quell’unico uomo nel cerchio del tuo sviluppo, della tua intimità, del tuo sogno, con un legame intimo e tenace. Non so se mi spiego. E’ difficile tentare di spiegarmi senza apparire una sciocchina adolescente….ci ho provato …a voi la palla, se volete
sono assolutamente d'accordo con te. peccato solo che di questa sensibilità rara di padre per esempio mia figlia non ne goda molto. mi sa che sono arrivata tardi :unhappy:mi viene da dire...non è poco!
sono portata a pensare che un uomo che ha la sensibilità rara di fare il padre a 360gradi abbia un valore intrinseco...rispetto ad un artista completamente concentrato su di sé
ma tutto dipende da quello che vuoi e senti tu
.......Ed io ci provo.Ieri mi è accaduto un fatto che mi ha fatto riflettere su quanto dicevamo …il mio ex mi avvisa tramite mail che era on line la sua ultima colonna sonora , si potevano ascoltare delle demo ma se mi interessava mi avrebbe fatto avere il cd (chissà perché tenta ancora di condividere queste cose con me, io ovviamente non gli ho nemmeno risposto). Però ho ascoltato, era molto molto bella. E mi è arrivata quel tipo di emozione che ho provato per dieci anni accanto a lui. La fase della creazione, gli ascolti che facevamo insieme, la caccia alle mille sfumature, le registrazioni, finchè arrivava con il prodotto finito, ed era lì, frutto di tanto lavoro, la sua musica. Senza farmi prendere dalla malinconia ho però voluto riflettere sul sentimento che ho provato, molto forte, non potevo ignorarlo. Che quell’uomo fosse un po’ una merda debosciata mi sono resa conto che potevo capirlo anche ben prima del suo infame abbandono. Ma una cosa aveva, innegabile, ed era quella che portava luce alla nostra vita: talento, creatività, passione. E questo ci ha portato a scambiarci e a mettere in comunione tanta passione, un progetto. Che doveva essere il nostro, poi è rimasto il suo. Ma ero felice, lo ammetto, con la casa sempre piena di musicisti che componevano, gli strumenti in giro, le ore e ore di ascolti, la mia opinione, i miei suggerimenti sempre fondamentali, il mio saper “fare” e organizzare eventi, le prove, le cene dopo le prove, i concerti in giro, l’uscita e la presentazione del disco. E il sogno, il progetto, che riuscisse nella musica, che facessimo un po’ di soldi, una casa più bella …e poi sì, dei figli ….Tutto questo vi può apparire molto frivolo, e l'ho anche pagata amaramente, ma è stato uno scambio continuo di energia tra noi. Sono stata viva e felice con lui. E ho anche pensato ai miei uomini prima di lui e mi sono resa conto che ognuno di loro aveva un talento vero, anche se in settori diversi, che diventava tra noi catalizzatore di scambio e di energia. Il mio talento personale non l’ho mai scoperto, sono una capace di fare, di organizzare, di creare …spesso mi sono appoggiata ai talenti altrui, proponendomi come supporto fattivo e organizzativo, che è la cosa che mi riesce meglio, infatti lo faccio anche per mestiere. E questo mi rendeva viva, felice. Condividere un progetto, un sogno, anche come coppia. E ho guardato anche alla mia nuova relazione, e al senso di insofferenza che vi dicevo ieri. E mi sono resa conto che quest’uomo, benché sia un uomo colto, un affermato giornalista, una testa brillante e vivace, ha un solo vero talento: fare il padre. E’ quella la sua natura, la sua passione vera. Molto più degli altri uomini. Forse perché lui suo padre non l’ha mai nemmeno conosciuto, non so. Dice di avere dei progetti per noi, una convivenza, sposarci appena possibile, una bella casa …ma sono progetti senza energia, senza passione. La sua energia vera, attiva, è verso i ragazzi. Cosa che io non posso condividere con lui con quella intensità. Come lui non mostra di condividerla verso mia figlia. Non capisco quale sia il “nostro” progetto …al di là della casa e del matrimonio. Il nucleo pulsante di energia che ti fa crescere, che ti fa mettere in comunione visioni ed obiettivi, che ti rende migliore, viva, e che porta quell’unico uomo nel cerchio del tuo sviluppo, della tua intimità, del tuo sogno, con un legame intimo e tenace. Non so se mi spiego. E’ difficile tentare di spiegarmi senza apparire una sciocchina adolescente….ci ho provato …a voi la palla, se volete
ammazza che botta! spetta che mi riprendo (se mi riprendo) e poi ti rispondo....... quello descritto sia il "modello Ellina":
Personalità incomplete, creative ma limitate.......
vere ...sii gentile ..spiegami meglio che mi interessaIo continuo a vedere una donna a tutto tondo che è già definita di per sé, non ha bisogno di prendere in prestito "significati" da altre persone!
Forse è questo che significa essere "madri" e karmicamente a te è arrivata una prova tremenda proprio in questo settore![]()
Sei andata ancora più avanti con l'analisi. Bene.adesso che mi ci fai pensare alce ...il mio attuale compagno, poichè prende una bella salassata per l'assegno di mantenimento, si è trovato un secondo lavoro, che lo porta a lavorare come un cane, spesso anche fino alle due di notte (scrive), si alza alle 6.30/7.00 e ricomincia in ufficio con il suo lavoro principale. e' molto stanco, ovviamente, al limite del rimbambito, tanto che si dimentica le cose, le date, gli impegni. Una parte di me lo stima, io sono un'indefessa lavoratrice, una perfezionista, una con un ferreo senso del dovere, quindi vedendo questo suo lato lo stimo. ma ...quanto mi rende insofferente vederlo così stremato e privo di energie, egoisticamente penso "ma a me che cosa me ne viene di concreto se non il fastidio?". Il mio ex non si ammazzava certo di fatica, poteva permettersi il lusso della creatività, della passione, perchè a pensare alle cose concrete c'ero io. ma era un punto di equilibrio tra noi, seppur insano. ma stavo meglio, se proprio ve lo devo dire, ero più felice, io facevo quel che mi veniva bene (anche se con fatica) e lui portava energie e sogni. Con quest'uomo non capisco il progetto in comune, non capisico il senso "nostro" di queste sue fatiche ...e mi sento anch'io priva di energia.
Credo anch'io che il punto sia proprio questo.Mi vien da dire che in passato si è visto in te appagato, nei confronti del tuo ex, l'istinto materno, mentre oggi esso, che giustamente è dedicato totalmente alla tua bimba, si vede mortificato dalla presenza di una persona che non ha possibilità di interpretare né il ruolo del "figlio", né quello del capofamiglia.
Che sia davvero il momento di cercare una diversa identità tua a prescindere dal compagno?
io ti capisco più di quello che immagini ..Ieri mi è accaduto un fatto che mi ha fatto riflettere su quanto dicevamo …il mio ex mi avvisa tramite mail che era on line la sua ultima colonna sonora , si potevano ascoltare delle demo ma se mi interessava mi avrebbe fatto avere il cd (chissà perché tenta ancora di condividere queste cose con me, io ovviamente non gli ho nemmeno risposto). Però ho ascoltato, era molto molto bella. E mi è arrivata quel tipo di emozione che ho provato per dieci anni accanto a lui. La fase della creazione, gli ascolti che facevamo insieme, la caccia alle mille sfumature, le registrazioni, finchè arrivava con il prodotto finito, ed era lì, frutto di tanto lavoro, la sua musica. Senza farmi prendere dalla malinconia ho però voluto riflettere sul sentimento che ho provato, molto forte, non potevo ignorarlo. Che quell’uomo fosse un po’ una merda debosciata mi sono resa conto che potevo capirlo anche ben prima del suo infame abbandono. Ma una cosa aveva, innegabile, ed era quella che portava luce alla nostra vita: talento, creatività, passione. E questo ci ha portato a scambiarci e a mettere in comunione tanta passione, un progetto. Che doveva essere il nostro, poi è rimasto il suo. Ma ero felice, lo ammetto, con la casa sempre piena di musicisti che componevano, gli strumenti in giro, le ore e ore di ascolti, la mia opinione, i miei suggerimenti sempre fondamentali, il mio saper “fare” e organizzare eventi, le prove, le cene dopo le prove, i concerti in giro, l’uscita e la presentazione del disco. E il sogno, il progetto, che riuscisse nella musica, che facessimo un po’ di soldi, una casa più bella …e poi sì, dei figli ….Tutto questo vi può apparire molto frivolo, e l'ho anche pagata amaramente, ma è stato uno scambio continuo di energia tra noi. Sono stata viva e felice con lui. E ho anche pensato ai miei uomini prima di lui e mi sono resa conto che ognuno di loro aveva un talento vero, anche se in settori diversi, che diventava tra noi catalizzatore di scambio e di energia. Il mio talento personale non l’ho mai scoperto, sono una capace di fare, di organizzare, di creare …spesso mi sono appoggiata ai talenti altrui, proponendomi come supporto fattivo e organizzativo, che è la cosa che mi riesce meglio, infatti lo faccio anche per mestiere. E questo mi rendeva viva, felice. Condividere un progetto, un sogno, anche come coppia. E ho guardato anche alla mia nuova relazione, e al senso di insofferenza che vi dicevo ieri. E mi sono resa conto che quest’uomo, benché sia un uomo colto, un affermato giornalista, una testa brillante e vivace, ha un solo vero talento: fare il padre. E’ quella la sua natura, la sua passione vera. Molto più degli altri uomini. Forse perché lui suo padre non l’ha mai nemmeno conosciuto, non so. Dice di avere dei progetti per noi, una convivenza, sposarci appena possibile, una bella casa …ma sono progetti senza energia, senza passione. La sua energia vera, attiva, è verso i ragazzi. Cosa che io non posso condividere con lui con quella intensità. Come lui non mostra di condividerla verso mia figlia. Non capisco quale sia il “nostro” progetto …al di là della casa e del matrimonio. Il nucleo pulsante di energia che ti fa crescere, che ti fa mettere in comunione visioni ed obiettivi, che ti rende migliore, viva, e che porta quell’unico uomo nel cerchio del tuo sviluppo, della tua intimità, del tuo sogno, con un legame intimo e tenace. Non so se mi spiego. E’ difficile tentare di spiegarmi senza apparire una sciocchina adolescente….ci ho provato …a voi la palla, se volete
non consoco la tua storia , anna ...un abbraccio peròio ti capisco più di quello che immagini ..
e non dico altro perché non ho punto voglia di riaprire ferite mai del tutto guarite.
Ellina, un paio di spunti:Ieri mi è accaduto un fatto che mi ha fatto riflettere su quanto dicevamo …il mio ex mi avvisa tramite mail che era on line la sua ultima colonna sonora , si potevano ascoltare delle demo ma se mi interessava mi avrebbe fatto avere il cd (chissà perché tenta ancora di condividere queste cose con me, io ovviamente non gli ho nemmeno risposto). Però ho ascoltato, era molto molto bella. E mi è arrivata quel tipo di emozione che ho provato per dieci anni accanto a lui. La fase della creazione, gli ascolti che facevamo insieme, la caccia alle mille sfumature, le registrazioni, finchè arrivava con il prodotto finito, ed era lì, frutto di tanto lavoro, la sua musica. Senza farmi prendere dalla malinconia ho però voluto riflettere sul sentimento che ho provato, molto forte, non potevo ignorarlo. Che quell’uomo fosse un po’ una merda debosciata mi sono resa conto che potevo capirlo anche ben prima del suo infame abbandono. Ma una cosa aveva, innegabile, ed era quella che portava luce alla nostra vita: talento, creatività, passione. E questo ci ha portato a scambiarci e a mettere in comunione tanta passione, un progetto. Che doveva essere il nostro, poi è rimasto il suo. Ma ero felice, lo ammetto, con la casa sempre piena di musicisti che componevano, gli strumenti in giro, le ore e ore di ascolti, la mia opinione, i miei suggerimenti sempre fondamentali, il mio saper “fare” e organizzare eventi, le prove, le cene dopo le prove, i concerti in giro, l’uscita e la presentazione del disco. E il sogno, il progetto, che riuscisse nella musica, che facessimo un po’ di soldi, una casa più bella …e poi sì, dei figli ….Tutto questo vi può apparire molto frivolo, e l'ho anche pagata amaramente, ma è stato uno scambio continuo di energia tra noi. Sono stata viva e felice con lui. E ho anche pensato ai miei uomini prima di lui e mi sono resa conto che ognuno di loro aveva un talento vero, anche se in settori diversi, che diventava tra noi catalizzatore di scambio e di energia. Il mio talento personale non l’ho mai scoperto, sono una capace di fare, di organizzare, di creare …spesso mi sono appoggiata ai talenti altrui, proponendomi come supporto fattivo e organizzativo, che è la cosa che mi riesce meglio, infatti lo faccio anche per mestiere. E questo mi rendeva viva, felice. Condividere un progetto, un sogno, anche come coppia. E ho guardato anche alla mia nuova relazione, e al senso di insofferenza che vi dicevo ieri. E mi sono resa conto che quest’uomo, benché sia un uomo colto, un affermato giornalista, una testa brillante e vivace, ha un solo vero talento: fare il padre. E’ quella la sua natura, la sua passione vera. Molto più degli altri uomini. Forse perché lui suo padre non l’ha mai nemmeno conosciuto, non so. Dice di avere dei progetti per noi, una convivenza, sposarci appena possibile, una bella casa …ma sono progetti senza energia, senza passione. La sua energia vera, attiva, è verso i ragazzi. Cosa che io non posso condividere con lui con quella intensità. Come lui non mostra di condividerla verso mia figlia. Non capisco quale sia il “nostro” progetto …al di là della casa e del matrimonio. Il nucleo pulsante di energia che ti fa crescere, che ti fa mettere in comunione visioni ed obiettivi, che ti rende migliore, viva, e che porta quell’unico uomo nel cerchio del tuo sviluppo, della tua intimità, del tuo sogno, con un legame intimo e tenace. Non so se mi spiego. E’ difficile tentare di spiegarmi senza apparire una sciocchina adolescente….ci ho provato …a voi la palla, se volete