Come va?!?

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Grande82

Utente di lunga data
sapete ... se mi guardo veramente in fondo al cuore io un progetto ce l'avrei. da quando sono stata forzatamente sbattuta nel mondo della disabilità , che prima mi faceva orrore, ho imparato a conoscerne la ricchezza. Alcuni dei momenti più intensi e struggenti e belli della mia vita li ho passati a xxxxxxx xxxxxx, un grande centro di ricerca sulla disabilità, siamo state io e xxxxxx 15 giorni, praticamente isolate dal mondo, in mezzo a così tante disabilità, a innumerevoli storie, dure, persino strazianti, e a un'umanità struggente, fragile ma coraggiosa e tenace e -paradossalmente- leggera e bendetta. Quello era vivere davvero! Grattare a mani nude nel terreno della vita vera. Io sento di aver bisogno di maggiori contatti con questa gente che -a causa di circostanze sfortunata della vita - è diventata la "mia" gente. Avere un figlio gravemente disabile non è un'appendice della vita, diventa un modo di vivere, uno sguardo particolare, una condizione dolorosa ma benedetta che non ti lascia più. io vorrei stringere relazioni con persone del mio mondo, genitori, associazioni, operatori, fare progetti, mettere le mie risorse a disposizione di questa "rivelazione" che ho avuto con mia figlia e con i bambini come lei. ancora non ho ben chiaro come ..ma sento che voglio. Sento che devo schierarmi una volta per tutte, smettere di continuare a fare finta che sia tutto come prima, non è tutto come prima, non lo sarà mai più, io sono mamma di una disabile gravissima, io convivo con questo strazio e con questo dono. Devo entrare nel mondo che oramai è mio. Ma anche riappropriarmi del mio "vecchio" mondo, nei suoi aspetti più veri. ho voglia di trovare tempo per le mie amiche, per le persone più care (e qui troverei spazio anche per lui e i suoi figli, se volessero). tornare a cucinare belle cenette come un tempo, buoni vini, buona musica, chiacchere fino a notte fonda, avere attorno le persone che ci amano, smettere di essere sempre così sommersa di cose e di pensieri, e ritagliare spazi per gli affetti. e tornare a scrivere. che non è vero che non ce l'ho un piccolo, piccolissimo talento, è quello della scrittura. E l'ho abbandonato da anni, ma ora qualcosa da scrivere ce l'avrei. e xxxxxx, che la nomino poco, ma lei è il filo conduttore della mia vita.
ecco ..cose così ...
ellina, mica è poco!!!!

quello che hai detto mi fa pensare:
1. che non sei pronta per una relazione, ora. che vuoi costruire la nuova ellina, prima
2. che hai un percorso lungo davanti a te, ma colmo di soddisfazioni.... e quest'uomo è diventato (lo leggo da te) un impedimento, sempre più... forse non era proprio il momento giusto
3. che devi cercare di andare per ordine nell'ottenere queste cose... forse fare un bel piano d'azione.. .che parta dall'aiuto sociale: come ottenerlo e dove...

tieni duro, ellina....
la 4° cosa che leggo è che.... anche tu ora che scrivi per la prima volta queste cose... le comprendi davvero, come una rivelazione.
noi siamo con te.
 

oscuro

Utente di lunga data
Elli...

Ti faccio i miei complimenti più sinceri....è difficile ascoltare o leggere parole così sensate e profonde....complimenti davvero!!
 
E' da ieri che penso a quello che hai scritto (talenti e progetti) cercando di capire cosa non mi quadrava.
Concordo con Verena.
Ma questo tuo post mi sembra che chiarisca molte cose.
Tu hai capito cose che non avresti mai immaginato di capire, ma "pretendi" che le capiscano due adolescenti che già debbono reggere l'adolescenza (mica è poco...), la separazione dei genitori, una madre instabile, un padre con sensi di colpa che non sa porre dei limiti (a 16 anni né i miei figli né il loro compagni facevano le 2 in discoteca. Non le facevano perché dei minorenni devono fare quel che i genitori permettono e, dovendo dipendere da questi per gli spostamenti, devono condizionare gli impegni alla loro disponibilità siano divertimenti, sport.), l'accettazione di una nuova compagna. Non "pretendi" troppo?
Dovresti ben sapere com'è difficile relazionarsi con una bambina disabile e gli adolescenti faticano già normalmente a relazionarsi con i bambini (io non sapevo cosa fare ...e ho fatto la maestra!).
Ma non lo "pretendi" da loro, dici, ma da lui che dovrebbe educarli a quella sensibilità, ma lui non è neanche capace di fare il genitore, altro che padre o mammo...fa il maggiordomo dei figli!
Regalagli "I no che aiutano a crescere" o un libro sull'adolescenza di Andreoli o Pietropolli Chermet o Galimberti (lui potrebbe essere anche uno di questi signori in persona, ma affrontare la propria vita, non è come scrivere un articolo o un libro).
Non credo che tu possa avere aspettative irrealistiche su quest'uomo per compensare quello che il padre di tua figlia non ha saputo e voluto dare.
E poi ti manca anche la condivisione di un progetto creativo?! Per i miracoli si deve attrezzare, visto che deve attrezzarsi anche per la quotidianeità.
Forse anche lui ha bisogno di te, anche come genitore.
Sono solo osservazioni sui fatti che hai raccontato, non giudizi, né, tantomeno, soluzioni.
la penso esattamente così.
se leggessimo lui constateremmo problematiche, fatiche e sacrifici esattamente come succede con ellina .so che a lei appare una bestemmia per via della disabilità di ilaria ma dimentica che il tipo di lettura che apre gli occhi sulla bellezza della "normalità" e della salute come elemento affatto scontato ..riusciamo ad averla solo quando sprofondiamo in questo dramma, altrimenti andiamo avanti tutti con l'idea che camminare su due gambe, usare le mani, parlare , vedere....sia un fatto ovvio e garantito .
allora è normale che un uomo alla quale la moglie crea un mare di problemi, con due figli adolescenti che soffrono della situazione, due lavori che lo logorano...sia ragionevolmente carente in alcune aspettative.
a questo punto o quest'uomo lo si ama tanto da prendersi il pacchetto pensando che da parte sua è la stessa cosa...cercando il supporto reciproco;

oppure si realizza che in due invece di aiutarvi moltiplicate i problemi e si apre una strada per l'indipendenza e la progettualità di tutte quelle cose accantonate e sognate
 

Becco

Utente di lunga data
carissima ellina, innanzitutto un abbraccio forte forte.
Posso solo vagamente immaginare quanto sia dura, quanto venga da chiedersi: 'ma tutte a me? tutte ora?'
Non ho capito la situazione con l'ex.... mi pareva che ora pagasse e si fosse offerto di stare di più con la piccola!!!
Se non è così, l'unica cosa che non devi bloccare è la causa con l'avvocato.
Tieni duro. Sei bella, sei forte e anche se ti viene da piangere, tieni duro!!!!!
E non perderti d'animo. Girerà tutto.
Ancora abbracci, anche se vorrei fare di più...
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Scusate amici e amiche del forum. La sparo grossa:
Ma stamattina ho letto alcuni post e mi son detto.....
Ma il casino vero non sono le corna, i ricatti, gli amori impossibili, i figli , il denaro... La vera follia è sposarsi e fare famiglia....
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
----------------------

Scusate amici e amiche del forum. La sparo grossa:
Ma stamattina ho letto alcuni post e mi son detto.....
Ma il casino vero non sono le corna, i ricatti, gli amori impossibili, i figli , il denaro... La vera follia è sposarsi e fare famiglia....
Scusa Becco, non offenderti se ti rispondo che non l'hai sparata grossa, ma semplicemente...... banale.
 

Iris

Utente di lunga data
la penso esattamente così.
se leggessimo lui constateremmo problematiche, fatiche e sacrifici esattamente come succede con ellina .so che a lei appare una bestemmia per via della disabilità di ilaria ma dimentica che il tipo di lettura che apre gli occhi sulla bellezza della "normalità" e della salute come elemento affatto scontato ..riusciamo ad averla solo quando sprofondiamo in questo dramma, altrimenti andiamo avanti tutti con l'idea che camminare su due gambe, usare le mani, parlare , vedere....sia un fatto ovvio e garantito .
allora è normale che un uomo alla quale la moglie crea un mare di problemi, con due figli adolescenti che soffrono della situazione, due lavori che lo logorano...sia ragionevolmente carente in alcune aspettative.
a questo punto o quest'uomo lo si ama tanto da prendersi il pacchetto pensando che da parte sua è la stessa cosa...cercando il supporto reciproco;

oppure si realizza che in due invece di aiutarvi moltiplicate i problemi e si apre una strada per l'indipendenza e la progettualità di tutte quelle cose accantonate e sognate

Sono assolutamente d'accordo con Minerva.
 

ellina69

Utente di lunga data
sto trascorrendo giornate molto concentrata su me stessa e mia figlia. complice anche il fatto che la piccola si è ammalta di nuovo e abbiamo trascorso il ponte in casa. Il centro del problema si è spostato, improvissamente la questione non era più "stare o non stare con quest'uomo", quest'uomo è un brav'uomo, c'è un sentimento sincero e bello tra noi, ha tanti limiti personali, difficoltà oggettive, ma improvvisamente non è stato più lui causa del mio malessere o del mio benesssere. può starmi vicino, come può quando può, io sono su me stessa. Il resto, tutto il resto, anche lui, è sullo sfondo, piacevole o no che sia. mi avvicino tutibante al mistero di mia figlia, all'enormità di quello che ci è successo. che sinora non ho ancora avuto tempo di affrontare...perchè dovevo organizzare, curare, guardagnare, mantenere, programmare, pianificare, coordinare ...e un dispiacere via l'altro ...e nel fatto di avere una bimba gravemente disabile non ci avevo ancora guardato, non davvero, non fino in fondo. Non sono stata - come suggeriva verena- la madre demetra che con il suo strazio ha ottenuto il ritorno della figlia dell'ade ...non ho avuto nememno il tempo di piangere per lei, e per me come madre. e ora ho paura. passo lunghi momenti con la mia bambina in braccio ..ci guardiamo, con un dialogo muto e intenso. resto sulla soglia del suo mistero, della domanda che pone, indecisa se entrare ...sento dentro il rombo di un dolore che ribolle e monta. e ho paura. in questo stato non ho tempo nè energie per altro.
 

Grande82

Utente di lunga data
sto trascorrendo giornate molto concentrata su me stessa e mia figlia. complice anche il fatto che la piccola si è ammalta di nuovo e abbiamo trascorso il ponte in casa. Il centro del problema si è spostato, improvissamente la questione non era più "stare o non stare con quest'uomo", quest'uomo è un brav'uomo, c'è un sentimento sincero e bello tra noi, ha tanti limiti personali, difficoltà oggettive, ma improvvisamente non è stato più lui causa del mio malessere o del mio benesssere. può starmi vicino, come può quando può, io sono su me stessa. Il resto, tutto il resto, anche lui, è sullo sfondo, piacevole o no che sia. mi avvicino tutibante al mistero di mia figlia, all'enormità di quello che ci è successo. che sinora non ho ancora avuto tempo di affrontare...perchè dovevo organizzare, curare, guardagnare, mantenere, programmare, pianificare, coordinare ...e un dispiacere via l'altro ...e nel fatto di avere una bimba gravemente disabile non ci avevo ancora guardato, non davvero, non fino in fondo. Non sono stata - come suggeriva verena- la madre demetra che con il suo strazio ha ottenuto il ritorno della figlia dell'ade ...non ho avuto nememno il tempo di piangere per lei, e per me come madre. e ora ho paura. passo lunghi momenti con la mia bambina in braccio ..ci guardiamo, con un dialogo muto e intenso. resto sulla soglia del suo mistero, della domanda che pone, indecisa se entrare ...sento dentro il rombo di un dolore che ribolle e monta. e ho paura. in questo stato non ho tempo nè energie per altro.
carissima ellina, credo sia esattamente qui il tuo centro ora.
forse queste 'rimostranze' contro il tuo uomo ti servivano proprio a concederti di centrarti su di lei.
prima il tuo ex, poi questo nuovo... ti hanno assorbito, rabbia e dolore e paura.
ma ora stai scoprendo questa cosa nuova.
Non fermarti.
anche se fa paura.
forse può sostenerti conoscere e frequentare persone con problemi simili.
ma soprattutto cercare questo dialogo con lei... capire quanto ti ama, anche così. e quanto la ami tu.
concediti tutto. di amarla. di odiarla. di odiare il destino. di arrabbiarti e piangere.... conceditelo.
ti abbraccio forte.
 

Anna A

Utente di lunga data
... è per questo che giorni fa ti dicevo che è ancora troppo presto per tutto..
tu hai bisogno di tempo e non per capire .. come hai descritto benissimo nel tuo post, ma di tempo per "spiritualizzare" quello che dal lato affettivo/pratico
hai sempre affrontato.
la nostra parte animica ha bisogno di lunghi giri, a volte assurdi, prima di sentirsi in pace ..
 

Bruja

Utente di lunga data
ellina

carissima ellina, credo sia esattamente qui il tuo centro ora.
forse queste 'rimostranze' contro il tuo uomo ti servivano proprio a concederti di centrarti su di lei.
prima il tuo ex, poi questo nuovo... ti hanno assorbito, rabbia e dolore e paura.
ma ora stai scoprendo questa cosa nuova.
Non fermarti.
anche se fa paura.
forse può sostenerti conoscere e frequentare persone con problemi simili.
ma soprattutto cercare questo dialogo con lei... capire quanto ti ama, anche così. e quanto la ami tu.
concediti tutto. di amarla. di odiarla. di odiare il destino. di arrabbiarti e piangere.... conceditelo.
ti abbraccio forte.
Quoto Grande, soprattutto per il coraggio di aver scritto quello che spesso al solo pensarlo ci porta sensi di colpa.
Accetta la rabbia, i dolore, l'impazienza, il rifiuto, tutto quello che la tua situazione ti porta, ma non pensare che la bufera della vita non investa anche gli altri.
Ognuno ha il suo fardello di vento e di tempesta e spesso, mentre lo si affronta non ci si rende conto che la sua violenza ci fa tenere gli occhi socchiusi e possiamo a malapena vedere il nostro.
Tu ne hai uno molto pesante, e sei ammirevole per come lo porti, e non tutti riescono ad avere la "grandezza" necessaria per coadiuvarti come tu vorresti.
Coraggio, dedizione forza ed amore... non é da tutti averli in contemporanea!
Bruja
 

giobbe

Utente di lunga data
Ellina

Ho incontrato questo testo nella rete e mi è piaciuto.



Benvenuti in Olanda di Emily Perl Kingsley


Mi viene spesso richiesto di descrivere l'esperienza di allevare un bimbo disabile, allo scopo di aiutare la gente, che non ha condiviso quella esperienza unica, a capire o ad immaginare come ci si possa sentire.

E' come …..

Quando sei in procinto di avere un figlio è come pianificare una meravigliosa vacanza…in Italia.

Ti compri tutte le guide disponibili ed immagini cose meravigliose come il Colosseo, il Davide di Michelangelo, le gondole di Venezia. Puoi anche imparare semplici frasi in italiano.

E' tutto molto eccitantante.

Dopo giorni di ansiosa attesa, finalmente il giorno arriva. Prepari le ultime cose e…parti.

Alcune ore dopo l'apparecchio atterra. La hostess ti accoglie e ti dice : "Benvenuta in Olanda".

"Olanda?!" "Cosa significa Olanda ? Io ho acquistato un biglietto per l'Italia. Io penso di dover essere in Italia. Tutta la mia vita ho sognato di andare in Italia."

Deve esserci stato un cambio di rotta. L'apparecchio è atterrato in Olanda ed ora qui bisogna stare.

A ripensarci però…

la cosa più importante è che non ti abbiano portata in un posto orribile, disgustoso, con la pestilenza, la fame e le malattie. E' solo un posto diverso.

E così vai a comperare nuove guide, impari un nuovo linguaggio e incontri un nuovo gruppo di persone che non avresti mai incontrato.

E' proprio un posto diverso.E' più calmo dell'Italia, meno brillante dell'Italia. Ma dopo un po’ ti guardi intorno e noti che l'Olanda ha i mulini a vento, l'Olanda ha i tulipani. L'Olanda ha perfino Rembrandts.

Ma tutti quelli che conosci vanno e vengono in continuazione dall'Italia e continuano a vantarsi di quali momenti meravigliosi abbiano avuto in italia. E per il resto della tua vita continuerai a ripetere : " eppure pensavo proprio di andare in Italia. Era proprio ciò che avevo pianificato."

Ed il dolore di ciò che non si è avverato non scomparirà mai più, perché la perdita di un sogno è una perdita molto significativa.

Ma se tu passi la vita rammaricandoti di non essere stata in Italia, non sarai mai libera di godere delle piacevoli cose dell'Olanda.
 

ellina69

Utente di lunga data
caro giobbe, grazie per avermi inviato questo testo, è un pensiero molto gentile :)
credo che l'autrice, però, forse abbia un figlio disabile lieve, per paragonare la sua esperienza all'olanda, ai tulipani, ai mulini, persino a rembrandt ...con un figlio disabile gravissimo il viaggio è come nella periferia di una baraccopoli ...poi è pur vero che in ogni luogo è possibile trovare tracce di bellezza, basta saper guardare. L'esperienza di un figlio gravissimo è qualcosa di ...non saprei nemmeno come dire ...lacerante, forse. E' un mondo dove saltano tutte le forme di comunicazione che conosciamo. E' fatica, ansia continua, paura, per il presente e per il futuro. è come una gravidanza perenne, perchè questo figlio avrà per sempre bisogno di te anche solo per bere un goccio d'acqua, per cambiare il pannolino (che diventerà pannolone), per spostarsi su un fianco, per interpretare i suoi delicati e gravi stati di salute. Eppure questo dolore diventa amore, e non sai più distinguere quanto soffri da quanto ami. Io non credo in dio ...ma se ci credessi gli urlerei ogni giono, tutto il giorno ...come hai potuto consentire un tale dolore per questa mia figlia innocente?!? Come hai potuto??
 

Iris

Utente di lunga data
Mi piacerebbe avere risposte da darti, qualcosa di confortante...
Non mi viene niente se non un abbraccio virtuale e tutta la comprensione possibile.
 
caro giobbe, grazie per avermi inviato questo testo, è un pensiero molto gentile :)
credo che l'autrice, però, forse abbia un figlio disabile lieve, per paragonare la sua esperienza all'olanda, ai tulipani, ai mulini, persino a rembrandt ...con un figlio disabile gravissimo il viaggio è come nella periferia di una baraccopoli ...poi è pur vero che in ogni luogo è possibile trovare tracce di bellezza, basta saper guardare. L'esperienza di un figlio gravissimo è qualcosa di ...non saprei nemmeno come dire ...lacerante, forse. E' un mondo dove saltano tutte le forme di comunicazione che conosciamo. E' fatica, ansia continua, paura, per il presente e per il futuro. è come una gravidanza perenne, perchè questo figlio avrà per sempre bisogno di te anche solo per bere un goccio d'acqua, per cambiare il pannolino (che diventerà pannolone), per spostarsi su un fianco, per interpretare i suoi delicati e gravi stati di salute. Eppure questo dolore diventa amore, e non sai più distinguere quanto soffri da quanto ami. Io non credo in dio ...ma se ci credessi gli urlerei ogni giono, tutto il giorno ...come hai potuto consentire un tale dolore per questa mia figlia innocente?!? Come hai potuto??
se ci fosse una risposta cambierebbe qualcosa?
chi ha fede forse direbbe che la sofferenza è un privilegio che arricchisce l'anima.
un po' dura da buttare giù per una madre che tuttii giorni assiste alla sofferenza di suo figlio .in realtà penso che la realtà sia esattamente questa ...nel senso che nessuno può negare quanto il dolore scavi nel profondo delle persone portando via tutte le inutili seghe mentali di chi non ha mai trovato ostacoli nella vita..
solo che il prezzo da pagare è veramente troppo alto .
ho sempre dichiarato la mia invidia verso i portatori di fede vera e quando mi è capitato di vedere persone che avevano adottato bambini con gravissimi handicap gioire per piccole vittorie come per una laurea 10elode del figlio modello...ho pensato che avessero in mano il vero senso della vita.
 

Bruja

Utente di lunga data
Minerva

se ci fosse una risposta cambierebbe qualcosa?
chi ha fede forse direbbe che la sofferenza è un privilegio che arricchisce l'anima.
un po' dura da buttare giù per una madre che tuttii giorni assiste alla sofferenza di suo figlio .in realtà penso che la realtà sia esattamente questa ...nel senso che nessuno può negare quanto il dolore scavi nel profondo delle persone portando via tutte le inutili seghe mentali di chi non ha mai trovato ostacoli nella vita..
solo che il prezzo da pagare è veramente troppo alto .
ho sempre dichiarato la mia invidia verso i portatori di fede vera e quando mi è capitato di vedere persone che avevano adottato bambini con gravissimi handicap gioire per piccole vittorie come per una laurea 10elode del figlio modello...ho pensato che avessero in mano il vero senso della vita.
Ti quoto con molto rispetto e considero chi ha queste prove dei piccoli eroi del quotidiano, più forti e tenaci di quelli dei grandi atti plateali.
Tuttavia per chi non é in quelle situazioni capire é sempre molto difficile, si può comprendere ma non sarà mai come condividere, purtroppo.
Bruja
 
Ti quoto con molto rispetto e considero chi ha queste prove dei piccoli eroi del quotidiano, più forti e tenaci di quelli dei grandi atti plateali.
Tuttavia per chi non é in quelle situazioni capire é sempre molto, si può comprendere ma sarà mai come condividere, purtroppo.
Bruja
hai senz'altro ragione ,
del resto c'è chi condividendo non comprende.
 

giobbe

Utente di lunga data
caro giobbe, grazie per avermi inviato questo testo, è un pensiero molto gentile :)
credo che l'autrice, però, forse abbia un figlio disabile lieve, per paragonare la sua esperienza all'olanda, ai tulipani, ai mulini, persino a rembrandt ...con un figlio disabile gravissimo il viaggio è come nella periferia di una baraccopoli ...poi è pur vero che in ogni luogo è possibile trovare tracce di bellezza, basta saper guardare. L'esperienza di un figlio gravissimo è qualcosa di ...non saprei nemmeno come dire ...lacerante, forse. E' un mondo dove saltano tutte le forme di comunicazione che conosciamo. E' fatica, ansia continua, paura, per il presente e per il futuro. è come una gravidanza perenne, perchè questo figlio avrà per sempre bisogno di te anche solo per bere un goccio d'acqua, per cambiare il pannolino (che diventerà pannolone), per spostarsi su un fianco, per interpretare i suoi delicati e gravi stati di salute. Eppure questo dolore diventa amore, e non sai più distinguere quanto soffri da quanto ami. Io non credo in dio ...ma se ci credessi gli urlerei ogni giono, tutto il giorno ...come hai potuto consentire un tale dolore per questa mia figlia innocente?!? Come hai potuto??
Da quel poco che ho capito io la sofferenza, la malattia e la morte non provengono da Dio.
Il male non può appartenere alla natura di Dio così come l'uomo non può sbattere le braccia e volare. Dio è onnipotente in quello che appartiene alla sua natura, non può fare quello che vuole, per esempio non può peccare, non può limitare la libertà dell'uomo, non può essere ingiusto e fare del male.
Dio può consentire il male solo per il raggiungimento di un bene maggiore.
La sofferenza è un grande mistero e Dio vuole che rimanga tale.
Nella Bibbia Giobbe disperato chiama Dio in giudizio per chiedergli il significato della sua sofferenza: Dio interviene, gli parla per mezz'ora e sostanzialmente non gli dice nulla. Gli dice che lui, in quanto creatura, non è in grado di capire questo mistero.
La venuta di Gesù Cristo che per mezzo della sua sofferenza ha salvato l'umanità proietta qualche luce su questo mistero, ma non lo risolve. Sappiamo che la sofferenza ha un potere di redenzione, di salvezza, ma nulla più.
La sofferenza non appartenendo in nulla a Dio è l'unica cosa completamente umana che esiste.
É l'unica cosa che può essere offerta a Dio perché appartiene solo a noi.
Tutto il resto è grazia di Dio e non può essere donato perché Gli appartiene già. Non posso donare il mio lavoro, la mia intelligenza, il mio talento, le mie azioni, la mia bontà ecc. perché non sono cose mie ma cose che Dio mi ha donato. Posso averci messo la buona volontà, il sacrificio ma in fondo anche quelli sono tutti regali di Dio e non mi appartengono. L'unica cosa che realmente mi appartiene è la mia sofferenza e il mistero che l'avvolge mi sarà rivelato solo dopo la mia morte.


Una decina d'anni fa ho letto un libro di una donna che raccontava la sua esperienza di quasi-morte con tanto di viaggio di andata e ritorno in paradiso.
Secondo quanto racconta questa donna prima di nascere tutti noi scegliamo le prove che dovremmo affrontare nella vita. Le scegliamo col desiderio di aiutare/salvare gli altri e anche per compiere il nostro personale cammino di maturazione. Molte persone sceglierebbero di nascere disabili, altre di vivere solo pochi mesi prima di essere abortite ecc. ma tutte sarebbero felici di compiere la propria insostituibile missione in questo mondo.
Quando sono triste per la separazione mi dico “Probabilmente l'ho scelta io questa prova. Che scemo che sono stato. Ma se l'ho scelta qualche frutto positivo dovrà pur darlo. Aspettiamo ancora un po' prima di dare un giudizio definitivo.”


Mi piace questa frase di Gandhi:
“Credo nell'essenziale unità dell'uomo e, quindi, di tutto quello che vive. Perciò credo che se un uomo progredisce spiritualmente, il mondo intero progredisce con lui, e se un uomo cade, il mondo intero cade nella stessa misura.”
Quando cerco di salvare il mio matrimonio e la mia famiglia penso che sto cercando di salvare tutte le famiglie del mondo.
Quando tu accudisci la tua bambina stai accudendo tutti i bambini del mondo.
Forza e coraggio che alla fine tutto avrà un senso e sarà bellissimo.
 

Alce Veloce

Utente di lunga data
Mi piace questa frase di Gandhi:
“Credo nell'essenziale unità dell'uomo e, quindi, di tutto quello che vive. Perciò credo che se un uomo progredisce spiritualmente, il mondo intero progredisce con lui, e se un uomo cade, il mondo intero cade nella stessa misura.”

Quando tu accudisci la tua bambina stai accudendo tutti i bambini del mondo.
Calo un velo pietoso sulla prima parte, ma non posso esimermi dal quotare questa.
 
Stato
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