Come sempre scrivi cose meravigliose, soprattutto per i messaggi che riesci a dare. Ho quasi pensato di alzarmi, andare da mia moglie e dirle: "ora ho capito". E per un momento ho capito davvero.
Però forse quello che ci fa impazzire, a me, a Luigi, a Illuso, Daniele, (a te?) e a tutti gli altri è esattamente ciò che hai scritto.
Questa necessità di cercare qualcosa che come dici è evidentemente irreale. Questa necessità di sbagliare.
Non pretendo di essere perfetto ne di vivere con l'essere perfetto, ma ci sono gli errori e poi gli errori che si possono evitare. Quanta leggerezza c'è nel voler percorrere quelle strade più affascinanti e ricche di avventura calpestando chi ti vuole bene? Suggerisci di capire e sfruttare l'inquietudine per riavvicinarsi ma forse è proprio quell'inquietudine che non riusciamo a perdonare perchè nega o sminuisce il nostro valore come partner anche quando il problema è tutto dentro l'altro.
Che dire poi di casi particolari come Daniele che aveva messo le mani avanti prima? O come Illuso che ha rinunciato ad una occasione, con orgoglio, in nome di un senso di amore e anche di responsabilità non ricambiato?
O io che negli anni per gelosia mi sono visto fare il vuoto intorno di amici e amiche per poi sentirmi dire che si sentiva sola? Dovremmo voler capire questa totale incoerenza? Tutta questa crudele leggerezza? Forse preferiamo che sia il traditore a fare un passo indietro verso la razionalità, verso la responsabilità, verso una relazione che anche lui ha contribuito a costruire. Se poi si è costruito una gabbia, capisco ancora meno....