Amante single

CIRCE74

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Staff Forum
Ma davvero il sesso che fa con il ragazzo 26enne è meglio di quello che fa con me?
Come ho detto prima, ieri sera ci siamo rivisti con lei per parlare. Essendo solo a casa (moglie e figlie al mare...) l'ho invitata da me. Dopo 10minuti di chiacchere davanti a un vino bianco, siamo finiti a letto. Poi abbiamo cenato e nuovamente l'abbiamo rifatto. Probabilmente in quelle due ore con il suo ragazzo lo avrebbe fatto 4, 5 6 volte o quante ne volete.
Avevamo voglia tutti e due e lei credo abbia apprezzato molto.
Non mi interessa fare nessun paragone.
Ma non credo che conti solo se uno riesce a fare delle maratone del sesso di 10ore e uno no.
Se se
 

Martina Bianchi

Hallowed be thy name
Più che l'età anagrafica, conta la fase della vita. Venti anni di differenza tra una 25enne e un 45enne spesso si percepiscono, perché a 25 anni si è ancora in un percorso di maturazione personale. Tra una donna di 40 anni e un uomo di 60, invece, quella distanza può quasi annullarsi: entrambi hanno già un'identità e un'esperienza di vita consolidate, e non è affatto raro che una quarantenne sia più matura di un sessantenne. Insomma, dopo una certa età i numeri contano molto meno della maturità delle persone.
Si ma queste considerazioni io le farei più per una relazione vissuta alla luce del sole. Quello tra loro due mi sembra più un rapporto basato su attenzioni e componente fisica. Non c è alcuna pianificazione che può ostacolare.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Intanto grazie per L’esaustiva risposta e il riferimento a Kant che non ho mai digerito benissimo 😁
So bene che il rispetto può essere passivo ma può essere attivo. È un sentimento di stima o di dovere. Nel caso di cui parliamo dovrebbero starci sia stima che dovere quindi sia attivo che passivo. Forse ho una visione limitata e quindi per me l’idea di cura è implicita nel rispetto se è sentito nelle due forme sopradette. Tu invece hai nettamente distinto questi due aspetti come separati. Farò comunque una riflessione su quanto hai scritto.
In realtà non li considero separati. Li ho solo descritti separatamente.

La mia riflessione nasce proprio dal chiedermi se il rispetto, da solo, basti a descrivere una relazione. Io credo di no.

Il rispetto è una categoria morale: esprime un orientamento, un principio, qualcosa che riconosco come giusto.
Ma una categoria morale, da sola, rischia di non stare in piedi.
Può rimanere un'intenzione, un ideale o un'affermazione di principio, senza trovare un reale riscontro nel modo in cui vivo le relazioni.

La Cura, invece, descrive il modo concreto in cui quel valore prende forma nella realtà.
È sempre attiva: si manifesta nelle scelte, nei confini che custodisco, nelle priorità che do e nel modo in cui abito le relazioni.

Per questo non vedo la Cura come qualcosa di separato dal rispetto, ma come la sua condizione di possibilità.
È nella cura che il rispetto diventa visibile e acquista consistenza e valore (distinguendosi dall'ipocrisia e aprendo la scelta all'ipocrisia sociale, che come sia io considero necessaria).

A dirti il vero io mi chiedo se il rapporto non sia addirittura inverso rispetto a come lo immagini tu.
Se io non ho Cura di me, posso davvero dire di rispettare l'altro?
Se non ho cura dell'ordine della mia vita, delle priorità dei miei investimenti affettivi e dei confini tra uno spazio relazionale e l'altro, finirò inevitabilmente per mancare di rispetto a tutti, compreso me stesso.
Non necessariamente perché lo voglio, ma perché il disordine con cui vivo le relazioni finirà per riflettersi nelle mie azioni.

È in questo senso che penso alla Cura come condizione di possibilità del rispetto.
Senza Cura, il rispetto rischia di rimanere un principio astratto o un'intenzione.
Con la Cura, invece, il rispetto trova una forma concreta nelle scelte quotidiane.

Forse la differenza tra noi è proprio questa: tu attribuisci al concetto di rispetto anche questa dimensione concreta e operativa.
Io preferisco distinguerla, perché ho bisogno di una categoria che non dica solo ciò che ritengo giusto, ma anche e soprattutto come quel valore prende corpo nella realtà. Per me quella categoria è la Cura.
 

CIRCE74

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Staff Forum
Quando avevi tu quell’eta, cioe se sei del 74 oggi ne hai 52, quindi parliamo di quasi trent’anni fa.
In questi trent’anni la percezione e la considerazione del sesso e dei piaceri che da esso ne derivano nei ragazzi e‘ cambiata molto.
Vero che trattasi sempre di cazzo figa, ma oggi si scopa mediamente a 16 anni.
Purtroppo è una media, e una media e’ fatta anche di picchi.
Non è anormale oggi vedere 12 enni con borsetta, trucco pesante, cosce e tette di fuori.
Trentanni fa si sarebbe dato loro delle troie, oggi quando giro per Palermo, Milano, Torino, Napoli, Brescia, vedo che la media delle “bambine” si presenta così e non mi viene di dar loro delle troie.
Magari ad altri si.
Non è anormale pertanto che una 25 enne sbavi per un cinquantenne.
Lo vedo anche quando vado in club prive.
L’eta media delle coppie ufficiali (conosciute di persona), si è molto abbassata.
Ventanni fa i club prive erano frequentati tutti da coppie di mezza età in cerca di stimoli differenti oppure vecchietti con puttane al seguito.
Oggi, le succitate categorie vi sono ancora, con aggiunta di Infedeli vari e gruppi di amici in età universitaria che si ritrovano lì per scopare in gruppo anche con coppie di mezza età come lo siamo noi.
Abbiamo dialogato nudi in camera da letto con adulti di 20, 19, 23, 25 anni.
Quando io e te eravamo bambini usavamo spesso la frase: quando sarò vecchio ed avrò 40 anni ecc ecc ecc.
Oggi ventenni scopano serenamente con cinquantenni, complice anche il fatto che il cinquantenne oggi si cura molto di più di allora.
Se poi ci aggiungi esperienza e qualche pasticca, fai una strage.
Si si, tutto vero...resto comunque dell'idea che i giovani dovrebbero restare con i giovani... è un mio pensiero.
 

ParmaLetale

Utente cornasubente per diritto divino
Più che l'età anagrafica, conta la fase della vita. Venti anni di differenza tra una 25enne e un 45enne spesso si percepiscono, perché a 25 anni si è ancora in un percorso di maturazione personale. Tra una donna di 40 anni e un uomo di 60, invece, quella distanza può quasi annullarsi: entrambi hanno già un'identità e un'esperienza di vita consolidate, e non è affatto raro che una quarantenne sia più matura di un sessantenne. Insomma, dopo una certa età i numeri contano molto meno della maturità delle persone.
Quando mi sono messo con la mia ex io avevo quasi 39 anni e lei quasi 27
 

CIRCE74

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Staff Forum
Sinceramente?
La qualità a 20 anni dipende da tanti fattori e alcuni uomini e alcune donne a quell'età fanno ugualmente cagare.
E' la mancanza di esperienza e l'innamoramento a farti vedere bello tutto.
Se la mettiamo sul piano del sesso un 40enne può giocarsela alla grande con uno più giovane.
Fra 40 e 50 ce ne sono 10 di anni e fanno molta differenza....ragazzi lo so che non è piacevole sentirsi dire che alla nostra età siamo in decadimento ma questo è...potete raccontarvela come volete ma con un fisico giovane ci perdete sempre.
 
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