Nel senso che rafforzi quello che ho detto io.
Da adolescenti siamo tutti scemi e c’è stato chi in adolescenza voleva sposare Simon LeBon. Anche una mia compagna di classe a sedici anni voleva farsi suora.Non voglio partecipare a questo dualismo, infatti, anche perché da figlia di militare sarei molto a disagio.
Quello su cui cercherei di indagare, se fossi genitore, sarebbe più che altro la tempistica con cui è avvenuta questa scelta. Perché la manifesta proprio adesso, se è maturata dalla sera alla mattina, quindi pericolosa nella sua repentinità, magari frutto di delusioni sentimentali, o peggio di plagio. Ricordo che una mia ex collega di università, disperata ed esaurita per questioni personali, a un certo punto disse in famiglia che voleva andare in India a farsi suora seguendo l'ordine di Madre Teresa. Ecco, questo mi preoccuperebbe un po'. Sono decisioni importanti, non possono nascere sull'onda dell'emotività o per risolvere problemi.
Combatti la dicotomia e il pregiudizio con dicotomia e pregiudizio?Ok. Ma non tutti sono guerrafondai. Non tutti sono giustizieri della notte. E soprattutto non è l'ambiente tanto decantato in tv. C'è tanto altro. C'è la logistica. Gli aiuti umanitari, operazioni varie e diverse, che non hanno per forza a che vedere con la guerra. E se vogliamo dirla tutta, la corruzione nella Chiesa non me la invento io. La pedofilia, altro orrore. Puoi cambiare tutti i papi che vuoi, ma è un mondo marcio.
La mia amica era laureata, aveva 35 anni, non aveva superato il concorso docenti ed era disperata. L'ho anche scritto, più su, se rileggi. Una sua amica le aveva detto meraviglie su questo "lavoro". Niente di male, per carità. Ma deve essere una scelta consapevole, non legata a emotività e problemi personali. Altrimenti si sta in balia delle emozioni e della situazione del momento. Io non conosco la situazione, ho ipotizzato una possibile chiave di lettura. Poi è @Pincopallino che conosce meglio la realtà familiare di questo conoscente.Da adolescenti siamo tutti scemi e c’è stato chi in adolescenza voleva sposare Simon LeBon. Anche una mia compagna di classe a sedici anni voleva farsi suora.
Ma il ragazzo o la ragazza di cui si ipotizza ha finito l’università.
Certamente ci avrà pensato anni. Non si entra in seminario come si va al bar, si viene seguiti da un padre spirituale che sostiene la presa di coscienza. Infatti la mia compagna non è suora.
Mica era una criticaPer la cronaca, anch'io vivevo in un distaccamento militare, con delle case dedicate. Non sono cresciuta malissimo.
Ho parlato della mia esperienza proprio perché un pregiudizio non sia tale. Poi ognuno di tiene la sua idea. Ci mancherebbe.Combatti la dicotomia e il pregiudizio con dicotomia e pregiudizio?
Ma il mondo non possiamo cambiarlo noi. E di certo non disprezzando i militari di casa nostra. Poi se il lavoro non c'è e il "posto fisso" è l'unica soluzione, che altro potevano fare, all'epoca?Mic
Mica era una critica
Anzi
Ho solo esposto la realtà milanese degli anni 50/ 60 prevalente
Dal sud salivano ragazzi che entravano nelle forze dell ordine
Un mio zio acquisito l' ha fatto
Ha cresciuto la famiglia lavorando solo lui
Stipendio ottimo
Nulla da ridire
So anche io che non sono tutti guerrafondai però attualmente abbiamo uno scenario gestito da 2 rincoglioniti che si credono i padroni del mondo
Sono tante le scelte sbagliate che dall’esterno si vedono chiaramente, ma che le persone perseguono con ostinazione.La mia amica era laureata, aveva 35 anni, non aveva superato il concorso docenti ed era disperata. L'ho anche scritto, più su, se rileggi. Una sua amica le aveva detto meraviglie su questo "lavoro". Niente di male, per carità. Ma deve essere una scelta consapevole, non legata a emotività e problemi personali. Altrimenti si sta in balia delle emozioni e della situazione del momento. Io non conosco la situazione, ho ipotizzato una possibile chiave di lettura. Poi è @Pincopallino che conosce meglio la realtà familiare di questo conoscente.
Sì.La corruzione della Chiesa è un pregiudizio?
È durata qualche mese questa convocazione. Poi si è diretta su altro, e adesso insegna. Lo rispiego per chi si fosse perso dei pezzi: il problema NON È la vocazione. Purché sia davvero tale, purché sia autentica. Se improvvisa, inesistente fino a qualche giorno prima, se magari stava preparando i documenti per l'abilitazione professionale, io qualche domanda me la farei.Sono tante le scelte sbagliate che dall’esterno si vedono chiaramente, ma che le persone perseguono con ostinazione.
La vivrei male, ma anche se mi dicesse che va a fare il medico in Australia perché si guadagna bene.Come vivreste questa situazione:
figlio o figlia laureato con 110 e lode indirizzo sanitario.
una volta ottenuta la laurea con tanto di abilitazione ad esercitare, pianta lì tutto e si ritira in seminario, obiettivo prendere i voti ed andare in missione nei paesi cosiddetti in via di sviluppo.
sta capitando al figlio di un mio conoscente che mi racconta delle tensioni che si stanno sviluppando in casa per via della delusione ricevuta da loro genitori.
dal fuori viene facile dire e dirgli che l’importante è che la sua strada lo renda felice.
ma dal dentro? Come la vivreste?
Convinzione. Il correttore fa quello che vuole.È durata qualche mese questa convocazione. Poi si è diretta su altro, e adesso insegna. Lo rispiego per chi si fosse perso dei pezzi: il problema NON È la vocazione. Purché sia davvero tale, purché sia autentica. Se improvvisa, inesistente fino a qualche giorno prima, se magari stava preparando i documenti per l'abilitazione professionale, io qualche domanda me la farei.
Sarebbe sorprendente che un genitore venisse sorpreso dalla scelta.È durata qualche mese questa convocazione. Poi si è diretta su altro, e adesso insegna. Lo rispiego per chi si fosse perso dei pezzi: il problema NON È la vocazione. Purché sia davvero tale, purché sia autentica. Se improvvisa, inesistente fino a qualche giorno prima, se magari stava preparando i documenti per l'abilitazione professionale, io qualche domanda me la farei.
Forse non mi sono spiegataMa il mondo non possiamo cambiarlo noi. E di certo non disprezzando i militari di casa nostra. Poi se il lavoro non c'è e il "posto fisso" è l'unica soluzione, che altro potevano fare, all'epoca?
Purtroppo è così anche oggi, per l'insegnamento nel mio caso si deve passare dal sostegno. Su materia è un casino lavorare.
Succede spesso. Oggi l'ambiente è cambiato e capita che ci siano preti che vengono da contesti completamente atei.Sarebbe sorprendente che un genitore venisse sorpreso dalla scelta.
Se conoscessi mio figlio, lo sarei. Non è che siamo tutti magnanimi e tutti figli dei fiori. Cerchiamo di non essere ipocriti. Ovvio che poi sarei contento per lui, qualunque cosa voglia fare. Ma almeno cercherei di capire perché due percorsi così diversi a un certo punto si incrociano.Sarebbe sorprendente che un genitore venisse sorpreso dalla scelta.
Allora il senso è che ti preoccupa che possa morire in guerra.Forse non mi sono spiegata
Non ho un cazzo contro chi hai tempi ha deciso di entrare nelle forze dell ordine per avere un posto fisso
Infatti la maggior parte viene da giù
In caserma da me sono tutti dalla Campania in giù
Io fatto semplicemente un paragone
Meglio prete che militare
Una cosa che preferirei per mio figlio, visto la situazione globale
Partivo da questa condizione
Tanto di cappello per chi lavora nelle forze dell ordine
Non era una critica in nessun modo
Spero sia chiaro
Ma noAllora il senso è che ti preoccupa che possa morire in guerra.
Perché se invece era "acab" era molto diverso.