Genitori

Nicky

Utente di lunga data
Gli direi che se io e lo stato dovevamo spendere circa 150k a testa così lui poteva andare a fare il povero in un paese del terzo mondo, tanto conveniva che lo spedivo nelle favelas nel passeggino :D
Beh, insomma, se c'è un ambiente in cui trovi persone che hanno studiato un po' più della norma, è quello.
 

Lostris

Utente Ludica
Come vivreste questa situazione:

figlio o figlia laureato con 110 e lode indirizzo sanitario.
una volta ottenuta la laurea con tanto di abilitazione ad esercitare, pianta lì tutto e si ritira in seminario, obiettivo prendere i voti ed andare in missione nei paesi cosiddetti in via di sviluppo.

sta capitando al figlio di un mio conoscente che mi racconta delle tensioni che si stanno sviluppando in casa per via della delusione ricevuta da loro genitori.

dal fuori viene facile dire e dirgli che l’importante è che la sua strada lo renda felice.
ma dal dentro? Come la vivreste?
Mancano ancora parecchi anni, ma mi immedesimo.

Premesso che faccio fatica a pensare che certe decisioni si prendano dalla sera alla mattina senza avvisaglie che indichino un cambiamento, dei dubbi, delle predisposizioni, e quindi immagino una gradualità che non dovrebbe essere sfuggita ad un genitore attento.

E in una gradualità fatta di piccoli passi ci si può stare vicino influenzandosi (immagino), ma soprattutto capendosi a vicenda.

Contesto: io sono agnostica e decisamente scettica - per usare parole gentili - verso le religioni organizzate. Tuttavia credo nel libero arbitrio e non impongo ai miei figli la mia visione (non hanno sacramenti, né sono "iniziati" a nessuna religione), mi preme che abbiano la possibilità di conoscere il mondo e gli strumenti per ragionare e poter fare delle scelte consapevoli.

Se mio figlio sentisse/si avvicinasse a questo genere di vocazione sarei prima di tutto stupita.
Impulsivamente proverei delusione e dispiacere per un cambio di rotta così importante, soprattutto perché - questo è da dire - soggettivamente per me avrebbe più valore il percorso abbandonato che non quello intrapreso.

Forse non riuscirei a nasconderlo, ma credo che mi scuserei per questo. L'unica cosa che rimarrebbe da fare è comprendere la sua prospettiva e lavorare di più sulle mie aspettative e sulla mia visione del mondo.
Potrebbe insegnarmi qualcosa.
 

Rebecca89

Sentire libera
Come vivreste questa situazione:

figlio o figlia laureato con 110 e lode indirizzo sanitario.
una volta ottenuta la laurea con tanto di abilitazione ad esercitare, pianta lì tutto e si ritira in seminario, obiettivo prendere i voti ed andare in missione nei paesi cosiddetti in via di sviluppo.

sta capitando al figlio di un mio conoscente che mi racconta delle tensioni che si stanno sviluppando in casa per via della delusione ricevuta da loro genitori.

dal fuori viene facile dire e dirgli che l’importante è che la sua strada lo renda felice.
ma dal dentro? Come la vivreste?
Gli chiederei se è convinto di questa decisione. Se è quello che sente, gli ricordo che comunque ad un piano A segue sempre un piano B. Se non dovesse andare so che non resterebbe per strada avrà le sue carte da giocare. Non ne sarei delusa, magari porterà il suo bagaglio aiutando nei paesi dove serve sempre supporto medico, chissà. Mettiamo al mondo vite ma non possiamo averne il controllo. Per quello adotto un cane.
E sarei onestamente più delusa da un figlio che fa qualcosa che non gli piace, che non sente suo, se non addirittura niente.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Gli direi che se io e lo stato dovevamo spendere circa 150k a testa così lui poteva andare a fare il povero in un paese del terzo mondo, tanto conveniva che lo spedivo nelle favelas nel passeggino :D
togliendogli quindi la tua approvazione.
mi sa che aumenteresti la sua motivazione così.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Mancano ancora parecchi anni, ma mi immedesimo.

Premesso che faccio fatica a pensare che certe decisioni si prendano dalla sera alla mattina senza avvisaglie che indichino un cambiamento, dei dubbi, delle predisposizioni, e quindi immagino una gradualità che non dovrebbe essere sfuggita ad un genitore attento.

E in una gradualità fatta di piccoli passi ci si può stare vicino influenzandosi (immagino), ma soprattutto capendosi a vicenda.

Contesto: io sono agnostica e decisamente scettica - per usare parole gentili - verso le religioni organizzate. Tuttavia credo nel libero arbitrio e non impongo ai miei figli la mia visione (non hanno sacramenti, né sono "iniziati" a nessuna religione), mi preme che abbiano la possibilità di conoscere il mondo e gli strumenti per ragionare e poter fare delle scelte consapevoli.

Se mio figlio sentisse/si avvicinasse a questo genere di vocazione sarei prima di tutto stupita.
Impulsivamente proverei delusione e dispiacere per un cambio di rotta così importante, soprattutto perché - questo è da dire - soggettivamente per me avrebbe più valore il percorso abbandonato che non quello intrapreso.

Forse non riuscirei a nasconderlo, ma credo che mi scuserei per questo. L'unica cosa che rimarrebbe da fare è comprendere la sua prospettiva e lavorare di più sulle mie aspettative e sulla mia visione del mondo.
Potrebbe insegnarmi qualcosa.
Non sarà che piu o meno tutti immaginiamo che i nostri figli hanno le stesse ambizioni che avevamo noi alla loro età?
 

Vera

Ammaliante disturbante
Come vivreste questa situazione:

figlio o figlia laureato con 110 e lode indirizzo sanitario.
una volta ottenuta la laurea con tanto di abilitazione ad esercitare, pianta lì tutto e si ritira in seminario, obiettivo prendere i voti ed andare in missione nei paesi cosiddetti in via di sviluppo.

sta capitando al figlio di un mio conoscente che mi racconta delle tensioni che si stanno sviluppando in casa per via della delusione ricevuta da loro genitori.

dal fuori viene facile dire e dirgli che l’importante è che la sua strada lo renda felice.
ma dal dentro? Come la vivreste?
Il figlio di una coppia che conosco ha iniziato il percorso una volta finito il liceo. I suoi inizialmente non l'hanno presa bene. Hanno sperato che cambiasse idea dopo pochi mesi. Invece, ormai sono passati sei anni.
Lui non ha cambiato idea, mentre loro sì. Ora sono molto fieri di lui.

Anch'io non l'avrei presa bene, sinceramente. Non la definirei delusione.
Ho sempre detto a mia figlia che qualunque strada avesse deciso di intraprendere, l'avrei appoggiata. Io stessa ho seguito il mio cuore e so quanto arricchimento può dare un lavoro che ami.
Nonostante questo se un giorno mi venisse a dire che desidera farsi suora, metterei seriamente in dubbio la sua sanità mentale e piangerei tutte le lacrime del mondo.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Il figlio di una coppia che conosco ha iniziato il percorso una volta finito il liceo. I suoi inizialmente non l'hanno presa bene. Hanno sperato che cambiasse idea dopo pochi mesi. Invece, ormai sono passati sei anni.
Lui non ha cambiato idea, mentre loro sì. Ora sono molto fieri di lui.

Anch'io non l'avrei presa bene, sinceramente. Non la definirei delusione.
Ho sempre detto a mia figlia che qualunque strada avesse deciso di intraprendere, l'avrei appoggiata. Io stessa ho seguito il mio cuore e so quanto arricchimento può dare un lavoro che ami.
Nonostante questo se un giorno mi venisse a dire che desidera farsi suora, metterei seriamente in dubbio la sua sanità mentale e piangerei tutte le lacrime del mondo.
Per quale motivo?
 

Vera

Ammaliante disturbante

perplesso

Administrator
Staff Forum
Il figlio di una coppia che conosco ha iniziato il percorso una volta finito il liceo. I suoi inizialmente non l'hanno presa bene. Hanno sperato che cambiasse idea dopo pochi mesi. Invece, ormai sono passati sei anni.
Lui non ha cambiato idea, mentre loro sì. Ora sono molto fieri di lui.

Anch'io non l'avrei presa bene, sinceramente. Non la definirei delusione.
Ho sempre detto a mia figlia che qualunque strada avesse deciso di intraprendere, l'avrei appoggiata. Io stessa ho seguito il mio cuore e so quanto arricchimento può dare un lavoro che ami.
Nonostante questo se un giorno mi venisse a dire che desidera farsi suora, metterei seriamente in dubbio la sua sanità mentale e piangerei tutte le lacrime del mondo.
no non sei credibile
 

patroclo

Utente di lunga data
Da ateo sarei perplesso sulla scelta dei voti, sicuramente non sulla missione.

Altre scelte mi farebbero preoccupare molto di più e sentirei di aver fallito:
"F-papà deve confessarti una cosa
P- dimmi tutto, tranquillo...
F-.... ho votato vannacci!
P- Nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo"
 

CIRCE74

Moderator
Staff Forum
Come vivreste questa situazione:

figlio o figlia laureato con 110 e lode indirizzo sanitario.
una volta ottenuta la laurea con tanto di abilitazione ad esercitare, pianta lì tutto e si ritira in seminario, obiettivo prendere i voti ed andare in missione nei paesi cosiddetti in via di sviluppo.

sta capitando al figlio di un mio conoscente che mi racconta delle tensioni che si stanno sviluppando in casa per via della delusione ricevuta da loro genitori.

dal fuori viene facile dire e dirgli che l’importante è che la sua strada lo renda felice.
ma dal dentro? Come la vivreste?
Io ho vissuto la cosa con un mio parente, effettivamente è un scelta che destabilizza e non ti nego che sarei in difficoltà.
Il discorso è che la vita è la loro e se il figlio è convinto difficilmente si riesce a fare cambiare idea anche perché forzando la mano si rischia di doverlo vedere prendere una strada da noi non gradita in aggiunta ad un rapporto rovinato.
Di ai tuoi amici di cercare di buttare giù il boccone amaro e di restare accanto al figlio, è un percorso molto impegnativo ed avrà bisogno di un porto sicuro dove attraccare ogni tanto per ricaricare le forze.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Da ateo sarei perplesso sulla scelta dei voti, sicuramente non sulla missione.

Altre scelte mi farebbero preoccupare molto di più e sentirei di aver fallito:
"F-papà deve confessarti una cosa
P- dimmi tutto, tranquillo...
F-.... ho votato vannacci!
P- Nooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo"
Avrei giurato fossi un suo sostenitore. 😂
 

Nono

Utente di lunga data
Un prete in famiglia serve sempre.
Se è la sua vocazione perché impedirgli di entrare in seminario?
Conosco personalmente un ragazzo che anni fa all epoca 27enne con laurea e lavoro decide di prendere i voti
La sua famiglia lo ha assecondato
Meglio prete/frate/missiobaruo che militare di professione.
Io per esempio avrei preferito un figlio militare
 

bettypage

Utente acrobata
Come vivreste questa situazione:

figlio o figlia laureato con 110 e lode indirizzo sanitario.
una volta ottenuta la laurea con tanto di abilitazione ad esercitare, pianta lì tutto e si ritira in seminario, obiettivo prendere i voti ed andare in missione nei paesi cosiddetti in via di sviluppo.

sta capitando al figlio di un mio conoscente che mi racconta delle tensioni che si stanno sviluppando in casa per via della delusione ricevuta da loro genitori.

dal fuori viene facile dire e dirgli che l’importante è che la sua strada lo renda felice.
ma dal dentro? Come la vivreste?
È comunque una scelta non convenzionale per cui mi farei domande su come ci sia arrivato. Sarebbe molto facile ipotizzare ma standoci nelle situazioni escono parti di noi sconosciute. Non lo so. Mi sto già allenando da ora a non dare nulla per scontato, gusti sessuali, scelte scolastiche, sport...È difficile ma a tutto ciò si abitua.
 

Pincopallino

Utente di lunga data
È comunque una scelta non convenzionale per cui mi farei domande su come ci sia arrivato. Sarebbe molto facile ipotizzare ma standoci nelle situazioni escono parti di noi sconosciute. Non lo so. Mi sto già allenando da ora a non dare nulla per scontato, gusti sessuali, scelte scolastiche, sport...È difficile ma a tutto ciò si abitua.
Ci si dovrebbe abituare a pensare che non sono persone di nostra proprietà,
 
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