L'adrenalina

danny

Utente di lunga data
Credo e dico credo.....sia solo una scusa, un'attenuante per auto assolversi o per giustificare qualcuno. Chi non vuole (per qualsiasi ragione morale/etica/fisica) non cade.
Secondo me è più un meccanismo che una scusa.
Di fronte a una scelta però la persona può scegliere se assecondare il sé individuo o il noi come coppia.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Ci sono persone che hanno bisogno di adrenalina piu' di altre.

I soggetti dipendenti da adrenalina sono immersi in un’euforia che fa provare loro un intenso desiderio di riprodurne gli effetti. La quantità di adrenalina che scorre nelle loro vene le porta a realizzare qualsiasi tipo di comportamento audace;

E' come una droga. La secrezione di adrenalina genera effetti chimici nel corpo molto simili a quelli di un orgasmo.
Certe volte la predisposizione é dovuta ad una esposizione costante fin da piccoli..., magari a causa di genitori che facevano rimbalzare emotivamente come un elastico i loro figli..... quotidianamente, come su un ottovolante (oggi mi vai bene, domani, no... dopodomani chissà...).

L'adrenalina si produce nell'amante quando riceve l'sms clandestino che dichiara amore sconfinato ....nel traditore quando deve mentire inventandosi una scusa per rimanere fuori di casa, .......é quella che prova molta gente dietro un profilo facebook o instagram fasullo con cui agganciare persone inconsapevoli della loro vera identità.,

..............ed é quella che non si prova piu' in un rapporto stabile.

Una volta esposti, uscirne diventa un problema e richiede molta forza di volontà.


Quanto conta, a prescindere da tutte le riflessioni che si fanno sul raziocigno, sulla buona fede, sulla trasparenza... pensare a certi comportamenti come alla conseguenza ANCHE di un effetto chimico?


Chiaramente si tratta di una provocazione e di uno spunto di riflessione, ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.


Un caro saluto a tutti.
Se la provocazione è di tipo "chimico" la raccolgo con una riflessione

E cioè che il "difetto chimico" sta in chi immagina di essere sempre in grado nel tempo nel provocare le medesime tempeste chimiche nell'altro, rispetto ai primi tempi

E l'ulteriore provocazione che potrei rilanciare è .. partendo da questo difetto chimico e dopo averlo corretto (non è umanamente possibile) come si vive "chimicamente" il fatto di non essere più in questa posizione rispetto al partner

Con rassegnazione?
Con rabbia?
Con sdegno?
Con scetticismo?
Con serenità?
 

Cuore2018

Utente di lunga data
Ci sono persone che hanno bisogno di adrenalina piu' di altre.

I soggetti dipendenti da adrenalina sono immersi in un’euforia che fa provare loro un intenso desiderio di riprodurne gli effetti. La quantità di adrenalina che scorre nelle loro vene le porta a realizzare qualsiasi tipo di comportamento audace;

E' come una droga. La secrezione di adrenalina genera effetti chimici nel corpo molto simili a quelli di un orgasmo.
Certe volte la predisposizione é dovuta ad una esposizione costante fin da piccoli..., magari a causa di genitori che facevano rimbalzare emotivamente come un elastico i loro figli..... quotidianamente, come su un ottovolante (oggi mi vai bene, domani, no... dopodomani chissà...).

L'adrenalina si produce nell'amante quando riceve l'sms clandestino che dichiara amore sconfinato ....nel traditore quando deve mentire inventandosi una scusa per rimanere fuori di casa, .......é quella che prova molta gente dietro un profilo facebook o instagram fasullo con cui agganciare persone inconsapevoli della loro vera identità.,

..............ed é quella che non si prova piu' in un rapporto stabile.

Una volta esposti, uscirne diventa un problema e richiede molta forza di volontà.


Quanto conta, a prescindere da tutte le riflessioni che si fanno sul raziocigno, sulla buona fede, sulla trasparenza... pensare a certi comportamenti come alla conseguenza ANCHE di un effetto chimico?


Chiaramente si tratta di una provocazione e di uno spunto di riflessione, ma mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.


Un caro saluto a tutti.
Io di chimica non me ne intendo, ma credo che tutti abbiamo bisogno di emozioni.

C'è chi si emoziona con estrema facilità, è ipersensibile e nel bene e nel male reagisce in modo intenso alle varie sollecitazioni. Io, ad esempio, sono così. Infatti non ho mai avuto bisogno di forti scosse: provo emozioni molto intense di mio.
Mi è capitato, peró, di avere una fase molto down, in cui non riuscivo più a trovare emozione nella quotidianità. Questo in seguito al tradimento del mio ex. Allora ho provato a cercare emozioni forti in altre storie, e credo di aver provato quella che tu chiami adrenalina. Un tipo di esaltazione per me effimera, alla lunga, perché il picco emotivo non si assestava mai su una base di serenità interiore, anzi.

Ho la sensazione che quando si vive uno stato di insoddisfazione coniugale, questa adrenalina funzioni da tappabuchi.

Per me un individuo sano e equilibrato (e fortunato) dovrebbe riuscire a trovare nelle varie passioni della vita e nei legami con le persone che ama le emozioni sufficienti a gratificarlo e sostenerlo.
Quando ciò non succede, per motivi più o meno gravi, il bisogno di compensazione induce a cercare altro. Temo sia naturale.

Il tradimento fornisce un tipo di emozione molto immediata e intensa, che assomiglia a ció che si è perso e quindi gratifica di più.
Chi per questioni etiche non prende in considerazione il tradimento, spesso trova altre passioni o passatempi o oggetti di interesse che lo compensino.
Ho un'amica che si è fissata sul figlio, ad esempio, e ne fa il fine ultimo di ogni pensiero e azione quotidiana con una dedizione sconvolgente.
 
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disincantata

Utente di lunga data
Se quello che affermi fosse vero, gli uomini tendenzialmente dovrebbero affinare i loro legami definendo via via delle società sempre più positive per la qualità di vita dell'individuo.
Ciò non accade, e non è conseguenza delle spinte individuali.
Tutte le persone che sono morte in conflitti bellici o in atti di terrorismo, non avevano alcuna intenzione di perdere la vita. Le società sono espressione di una volontà, ma non è detto che questa corrisponda alla maggioranza delle persone, anzi, più numerose esse sono, più la società è espressione di gruppi di potere.
Ovviamente nella coppia le gestione risulta più palese: il concetto che voglio esprimere è che vi è profonda disparità di giudizio se poniamo la medesima questione a livello dell'individuo o a livello della società.
Un tradimento è la massima espressione di libertà dell'individuo, che contrasta con la stabilità della coppia, ovvero della società di due individui.
Pertanto l'individuo deve reprimere parti importanti di sé ai fini del mantenimento della società a cui ha aderito, e della quale però non è più costituente attivo, ovvero vi partecipa solo per ragioni di opportunità, non di adesione incondizionata.
Il tradimento quindi è negativo per l'ente, non per chi lo commette, che non si autoassolve da un giudizio esterno, ma semplicemente opera seguendo la propria volontà.
Questo per dire che è un grosso errore condannare il tradimento restando nella coppia senza valutare le motivazioni che ne sono state la causa. Questo perché il tradito è legato al traditore, che è individuo, più che alla società, che è regola.
La condanna quando viene espressa deve sempre e solo prevedere la scioglimento della coppia.

Cioe' o lo giustifichi o lo lasci?

NON la penso così. Come non credo che ci sia sempre una motivazione nella coppia, una crisi, ma semplicemente un desiderio di non rinunciare ad un'occasione piacevole, avendo a tua disposizione tempo e spazio adeguato.

Tant'e' vero che molti tradiscono da fidanzati e pure freschi freschi, perche appunto trovano l'occasione.

Poi magari si pentono. Mia figlia che ha lasciato, con dispiacere, il suo ragazzo per quello 2 anni fa, ha ricevuto in questi giorni una lunga lettera da lui, che la ringraziava per avergli insegnato molte cose e fatto capire che aveva bisogno di aiuto. Aiuto che prima non ammetteva gli servisse. E parliamo di uno con lauree master ed un lavoro delicatissimo e strapagato. Eppure tradiva senza neppure diciamo 'la voglia' di farlo.

C'e' un po' di tutto.

Compreso una mia ex collega già raccontato, che due giorni prima di sposarsi si e' fatta scopare da un collega e voleva pure il pubblico. Per puro caso scampata al fatto.,
Sono ancora insieme, 43 anni fa, quando si dice che e' meglio non mettere la mano suo fuoco per nessuno.
 
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Jacaranda

Utente di lunga data
Io di chimica non me ne intendo, ma credo che tutti abbiamo bisogno di emozioni.

C'è chi si emoziona con estrema facilità, è ipersensibile e nel bene e nel male reagisce in modo intenso alle varie sollecitazioni. Io, ad esempio, sono così. Infatti non ho mai avuto bisogno di forti scosse: provo emozioni molto intense di mio.
Mi è capitato, peró, di avere una fase molto down, in cui non riuscivo più a trovare emozione nella quotidianità. Questo in seguito al tradimento del mio ex. Allora ho provato a cercare emozioni forti in altre storie, e credo di aver provato quella che tu chiami adrenalina. Un tipo di esaltazione per me effimera, alla lunga, perché il picco emotivo non si assestava mai su una base di serenità interiore, anzi.

Ho la sensazione che quando si vive uno stato di insoddisfazione coniugale, questa adrenalina funzioni da tappabuchi.

Per me un individuo sano e equilibrato (e fortunato) dovrebbe riuscire a trovare nelle varie passioni della vita e nei legami con le persone che ama le emozioni sufficienti a gratificarlo e sostenerlo.
Quando ciò non succede, per motivi più o meno gravi, il bisogno di compensazione induce a cercare altro. Temo sia naturale.

Il tradimento fornisce un tipo di emozione molto immediata e intensa, che assomiglia a ció che si è perso e quindi gratifica di più.
Chi per questioni etiche non prende in considerazione il tradimento, spesso trova altre passioni o passatempi o oggetti di interesse che lo compensino.
Ho un'amica che si è fissata sul figlio, ad esempio, e ne fa il fine ultimo di ogni pensiero e azione quotidiana con una dedizione sconvolgente.
Mi piace molto il passaggio in cui parli di picco emotivo dissociato dalla serenità interiore !
Grazie per lo spunto
 

Cuore2018

Utente di lunga data
Cioe' o lo giustifichi o lo lasci?

NON la penso così. Come non credo che ci sia sempre una motivazione nella coppia, una crisi, ma semplicemente un desiderio di non rinunciare ad un'occasione piacevole, avendo a tua disposizione tempo e spazio adeguato.

Tant'e' vero che molti tradiscono da fidanzati e pure freschi freschi, perche appunto trovano l'occasione.

Poi magari si pentono. Mia figlia che ha lasciato, con dispiacere, il suo ragazzo per quello 2 anni fa, ha ricevuto in questi giorni una lunga lettera da lui, che la ringraziava per avergli insegnato molte cose e fatto capire che aveva bisogno di aiuto. Aiuto che prima non ammetteva gli servisse. E parliamo di uno con lauree master ed un lavoro delicatissimo e strapagato. Eppure tradiva senza neppure diciamo 'la voglia' di farlo.

C'e' un po' di tutto.

Compreso una mia ex collega già raccontato, che due giorni prima di sposarsi si e' fatta scopare da un collega e voleva pure il pubblico. Per puro caso scampata al fatto.,
Sono ancora insieme, 43 anni fa, quando si dice che e' meglio non mettere la mano suo fuoco per nessuno.
Sicuramente esiste anche questo, peró parliamo di persone secondo me superficiali, narcisiste e poco propense a legami autentici in cui ci sia un vero scambio. Parliamo di traditori seriali o potenzialmente seriali.

Oppure di persone che non sono realmente innamorate del partner. E quindi hanno comunque bisogno di provare "quel brivido" che non ritrovano nella coppia.

Un tradimento all'interno di una coppia consolidata tra due persone non seriali, va rielaborato in modo diverso. Le ragioni ci sono sempre, solo che a volte è faticoso trovarle perché si deve mettere in discussione un sistema che ha funzionato apparentemente per molti anni e che credevamo stabile e collaudato.
 

void

Utente di lunga data
Ti rispondo con le parole di una canzone:

....primavera non bussa, lei entra sicura,
come il fumo lei penetra in ogni fessura,
con le labbra di carne ed i capelli di grano,
che paura che voglia che ti prenda per mano,
che paura che voglia che ti porti lontano....


che altro aggiungere............
 

HP72

Utente di lunga data
Se quello che affermi fosse vero, gli uomini tendenzialmente dovrebbero affinare i loro legami definendo via via delle società sempre più positive per la qualità di vita dell'individuo.
Ciò non accade, e non è conseguenza delle spinte individuali.
Tutte le persone che sono morte in conflitti bellici o in atti di terrorismo, non avevano alcuna intenzione di perdere la vita. Le società sono espressione di una volontà, ma non è detto che questa corrisponda alla maggioranza delle persone, anzi, più numerose esse sono, più la società è espressione di gruppi di potere.
Ovviamente nella coppia le gestione risulta più palese: il concetto che voglio esprimere è che vi è profonda disparità di giudizio se poniamo la medesima questione a livello dell'individuo o a livello della società.
Un tradimento è la massima espressione di libertà dell'individuo, che contrasta con la stabilità della coppia, ovvero della società di due individui.
Pertanto l'individuo deve reprimere parti importanti di sé ai fini del mantenimento della società a cui ha aderito, e della quale però non è più costituente attivo, ovvero vi partecipa solo per ragioni di opportunità, non di adesione incondizionata.
Il tradimento quindi è negativo per l'ente, non per chi lo commette, che non si autoassolve da un giudizio esterno, ma semplicemente opera seguendo la propria volontà.
Questo per dire che è un grosso errore condannare il tradimento restando nella coppia senza valutare le motivazioni che ne sono state la causa. Questo perché il tradito è legato al traditore, che è individuo, più che alla società, che è regola.
La condanna quando viene espressa deve sempre e solo prevedere la scioglimento della coppia.
Gli uomini però non sono degli esseri immutati ed immutabili; parlare di affinare una società come se vi fosse un ideale platonico di società perfetta a cui tendere è, per me, sbagliato. I bisogni delle persone mutano e le società di conseguenza seguono i mutati bisogni dei suoi componenti, l'attrito fra società ed individui nasce proprio quando le prime non riescono a seguire con la dovuta rapidità i mutamenti dei secondi. Lo stesso avviane nelle coppie.
Il tradimento non lo vedo come una espressione di libertà, lo vedo come il semplice tentativo di eludere le regole della coppia a vantaggio di uno solo dei membri. Se fosse un atto di libertà per quale motivo tenerlo nascosto? Perchè viverlo in segreto? La libertà per essere assoluta dovrebbe essere sciolta da qualsiasi vincolo, anche quello del segreto. Ciò che prova chi tradisce, forse, è una sensazione di libertà. Chi tradisce trova qualcosa fuori dalla coppia ma non può viverlo liberamente, acquisisce qualcosa in più a scapito della perdita di altro.
Infine la condanna ... per quale motivo la condanna del tradimento dovrebbe essere sempre e solo la morte della coppia? Questo è ciò che accade più di frequente ma non la vedo come una conclusione necessaria.
 

danny

Utente di lunga data
Gli uomini però non sono degli esseri immutati ed immutabili; parlare di affinare una società come se vi fosse un ideale platonico di società perfetta a cui tendere è, per me, sbagliato. I bisogni delle persone mutano e le società di conseguenza seguono i mutati bisogni dei suoi componenti, l'attrito fra società ed individui nasce proprio quando le prime non riescono a seguire con la dovuta rapidità i mutamenti dei secondi. Lo stesso avviane nelle coppie.
Il tradimento non lo vedo come una espressione di libertà, lo vedo come il semplice tentativo di eludere le regole della coppia a vantaggio di uno solo dei membri. Se fosse un atto di libertà per quale motivo tenerlo nascosto? Perchè viverlo in segreto? La libertà per essere assoluta dovrebbe essere sciolta da qualsiasi vincolo, anche quello del segreto. Ciò che prova chi tradisce, forse, è una sensazione di libertà. Chi tradisce trova qualcosa fuori dalla coppia ma non può viverlo liberamente, acquisisce qualcosa in più a scapito della perdita di altro.
Infine la condanna ... per quale motivo la condanna del tradimento dovrebbe essere sempre e solo la morte della coppia? Questo è ciò che accade più di frequente ma non la vedo come una conclusione necessaria.
Perché?
La coppia che si forma nel tradimento è libera in quanto non ha da rendere conto a nessuno.
Proprio il suo non essere pubblica, la rende impermeabile al mondo esterno.
Non deve frequentare amici comuni, non deve condividere case, fare figli, non ha suoceri, parenti, conti correnti in comune, non subisce influenze esterne come la coppia pubblica.
Rappresenta due amanti e il loro desiderio, la loro passione, nient'altro, e la loro tutela nei confronti del loro rapporto. Non ha doveri col mondo esterno, la segretezza non li impone.
Se condanni il tradimento non puoi trovare ragioni per vivere in una coppia dove sia avvenuto, perché inevitabilmente porterai il tuo giudizio nel rapporto con chi ti ha tradito.
Se comprendi il tradimento e ne accetti i meccanismi, potrai sopravvivere all'interno di una coppia anche dopo la scoperta, con la consapevolezza che quello che è avvenuto ha operato un cambiamento che era già in atto prima e che questo va compreso, per ridefinire i nuovi limiti che non possono essere celati. E che non è detto comunque che possano risultare eccessivi in una fase successiva.
 
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HP72

Utente di lunga data
Perché?
La coppia che si forma nel tradimento è libera in quanto non ha da rendere conto a nessuno.
Proprio il suo non essere pubblica, la rende impermeabile al mondo esterno.
Non deve frequentare amici comuni, non deve condividere case, fare figli, non ha suoceri, parenti, conti correnti in comune, non subisce influenze esterne come la coppia pubblica.
Rappresenta due amanti e il loro desiderio, la loro passione, nient'altro, e la loro tutela nei confronti del loro rapporto. Non ha doveri col mondo esterno, la segretezza non li impone.
Se condanni il tradimento non puoi trovare ragioni per vivere in una coppia dove sia avvenuto, perché inevitabilmente porterai il tuo giudizio nel rapporto con chi ti ha tradito.
Se comprendi il tradimento e ne accetti i meccanismi, potrai sopravvivere all'interno di una coppia anche dopo la scoperta, con la consapevolezza che quello che è avvenuto ha operato un cambiamento che era già in atto prima e che questo va compreso, per ridefinire i nuovi limiti che non possono essere celati. E che non è detto comunque che possano risultare eccessivi in una fase successiva.
Le coppie clandestine vivono proprio quello che dici tu, ma in realtà di cosa si tratta? Semplicemente di una gabbia diversa, dove le sbarre e gli arredi sono diversi ma sempre gabbia rimane. La coppia di traditori non è impermeabile al mondo esterno, semplicemente deve escluderlo per poter essere ciò che è, non è una libera scelta la loro, ma una necessità. Che poi questa gabbia piaccia più di quella ufficiale può essere, ma la libertà che pensano di vivere è effimera.
In quanto alla condanna del tradimento e del relativo giudizio che ne consegue vorrei capire cosa avrebbero di male i giudizi. Siamo tanto spaventati dai giudizi perchè non vorremmo noi per primi essere giudicati forse, ma i giudizi fanno parte della vita, sono utili se spingono al cambiamento.
Mi spaventa molto di più chi si astiene dal giudizio perchè spesso questa rappresenta un rifiuto nel voler riconoscere una data situazione.
 

danny

Utente di lunga data
Le coppie clandestine vivono proprio quello che dici tu, ma in realtà di cosa si tratta? Semplicemente di una gabbia diversa, dove le sbarre e gli arredi sono diversi ma sempre gabbia rimane. La coppia di traditori non è impermeabile al mondo esterno, semplicemente deve escluderlo per poter essere ciò che è, non è una libera scelta la loro, ma una necessità. Che poi questa gabbia piaccia più di quella ufficiale può essere, ma la libertà che pensano di vivere è effimera.
In quanto alla condanna del tradimento e del relativo giudizio che ne consegue vorrei capire cosa avrebbero di male i giudizi. Siamo tanto spaventati dai giudizi perchè non vorremmo noi per primi essere giudicati forse, ma i giudizi fanno parte della vita, sono utili se spingono al cambiamento.
Mi spaventa molto di più chi si astiene dal giudizio perchè spesso questa rappresenta un rifiuto nel voler riconoscere una data situazione.
Vi saranno sempre dei vincoli a determinare la nostra vita. La libertà non è l'assenza totale di essi, ma lo loro minore influenza.
I giudizi non hanno niente di negativo, salvo il fatto che richiedono di vivere coerentemente con la loro applicazione.
Risulta difficile ed estremamente frustrante vivere con colui che si giudica negativamente.
 
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Skorpio

Utente di lunga data
Le coppie clandestine vivono proprio quello che dici tu, ma in realtà di cosa si tratta? Semplicemente di una gabbia diversa, dove le sbarre e gli arredi sono diversi ma sempre gabbia rimane. La coppia di traditori non è impermeabile al mondo esterno, semplicemente deve escluderlo per poter essere ciò che è, non è una libera scelta la loro, ma una necessità. Che poi questa gabbia piaccia più di quella ufficiale può essere, ma la libertà che pensano di vivere è effimera.
In quanto alla condanna del tradimento e del relativo giudizio che ne consegue vorrei capire cosa avrebbero di male i giudizi. Siamo tanto spaventati dai giudizi perchè non vorremmo noi per primi essere giudicati forse, ma i giudizi fanno parte della vita, sono utili se spingono al cambiamento.
Mi spaventa molto di più chi si astiene dal giudizio perchè spesso questa rappresenta un rifiuto nel voler riconoscere una data situazione.
Ma i giudizi li abbiamo tutti.. semplicemente la differenza sta nel metterli in gioco o tenerli per se

È un bisogno come un altro quello di esprimere un giudizio, specie quando non richiesto

Dare un giudizio non richiesto è come dare una spinta: allontana dalla conoscenza

Che è anche esso un bisogno preciso, una forma della paura

"Io non voglio sapere né capire..."

Quanto alle gabbie io penso che le abbia ogni rapporto

La differenza è la qualità Delle sbarre

Oltre che il moto di starci dentro belli rintanati, oppure cercare di uscire insieme
 

HP72

Utente di lunga data
Vi saranno sempre dei vincoli a determinare la nostra vita. La libertà non è l'assenza totale di essi, ma lo loro minore influenza.
I giudizi non hanno niente di negativo, salvo il fatto che richiedono di vivere coerentemente con la loro applicazione.
Risulta difficile ed estremamente frustrante vivere con colui che si giudica negativamente.
Quindi appunto anche due amanti si liberano di alcuni vincoli per essere catturati da altri, confondono la loro situazione reputandola "libera" mentre hanno semplicemente cambiato gabbia, gabbia nuova sembra migliore ... per un pò ...
In merito al giudizio io posso giudicare negativamente un comportamento ma mantenere un giudizio positivo sulla persona, qui stà la difficoltà ed il grosso lavoro del dopo tradimento, lavorare per capire e far capire che quell'evento negativo può essere superato quando se ne riconoscano le cause e le si voglia superare ... con tutte le difficoltà del caso ...
 

HP72

Utente di lunga data
Ma i giudizi li abbiamo tutti.. semplicemente la differenza sta nel metterli in gioco o tenerli per se

È un bisogno come un altro quello di esprimere un giudizio, specie quando non richiesto

Dare un giudizio non richiesto è come dare una spinta: allontana dalla conoscenza

Che è anche esso un bisogno preciso, una forma della paura

"Io non voglio sapere né capire..."

Quanto alle gabbie io penso che le abbia ogni rapporto

La differenza è la qualità Delle sbarre

Oltre che il moto di starci dentro belli rintanati, oppure cercare di uscire insieme
I giudizi sono raramente richiesti da chi li deve subire, tuttavia nemmeno certi comportamenti sono richiesti da chi li deve subire, piuttosto pretenzioso pensare di fare ciò che si vuole e non essere giudicati da colui/lei che mettiamo in crisi con il nostro comportamento.
Un giudizio poi non è detto che allontani, un giudizio anzi è il modo per far capire all'altro cosa pensiamo del suo agito, far conoscere all'altro il nostro dolore e le nostre paure, esprimere un giudizio su un comportamento serve ad evidenziare anche i nostri sentimenti, sentimenti che il traditore non voleva offendere ma nei fatti è quello che è accaduto e se ne deve rendere conto e fare carico per la sua parte se vuole riallacciare un rapporto.
 

danny

Utente di lunga data
Quindi appunto anche due amanti si liberano di alcuni vincoli per essere catturati da altri, confondono la loro situazione reputandola "libera" mentre hanno semplicemente cambiato gabbia, gabbia nuova sembra migliore ... per un pò ...
In merito al giudizio io posso giudicare negativamente un comportamento ma mantenere un giudizio positivo sulla persona, qui stà la difficoltà ed il grosso lavoro del dopo tradimento, lavorare per capire e far capire che quell'evento negativo può essere superato quando se ne riconoscano le cause e le si voglia superare ... con tutte le difficoltà del caso ...
Alcuni che sono fondamentali spesse volte, e non c'è alcuna confusione, né alcuna parvenza di una gabbia migliore.
E' un'isola deserta dove due persone vivono la loro passione senza rotture di coglioni.
Senza progetti, figli, suocere, giudizi degli amici, tasse da pagare, mutui da condividere, bollette.
E' la libertà dell'essenziale.
Non a caso le relazioni clandestine spesso finiscono quando cominciano a imbarcare elementi esterni e problemi annessi o diventare progettuali da parte di un elemento solo.
Sul giudizio: se agisci come descrivi nel neretto hai un ampio margine di tolleranza nel giudizio che ti permette di comprendere la persona e quanto è accaduto.
 

Skorpio

Utente di lunga data
I giudizi sono raramente richiesti da chi li deve subire, tuttavia nemmeno certi comportamenti sono richiesti da chi li deve subire, piuttosto pretenzioso pensare di fare ciò che si vuole e non essere giudicati da colui/lei che mettiamo in crisi con il nostro comportamento.
Un giudizio poi non è detto che allontani, un giudizio anzi è il modo per far capire all'altro cosa pensiamo del suo agito, far conoscere all'altro il nostro dolore e le nostre paure, esprimere un giudizio su un comportamento serve ad evidenziare anche i nostri sentimenti, sentimenti che il traditore non voleva offendere ma nei fatti è quello che è accaduto e se ne deve rendere conto e fare carico per la sua parte se vuole riallacciare un rapporto.
Ma.. "subire" è sempre una scelta di chi decide di essere colui che subisce

Mia moglie ieri è andata al mare con una amica

Se io decido che "subisco" questa cosa, si vede subito

Perché dirò: ah ma brava.. e io resto solo!

"Subire" è una posizione, e chi la assume anche quando ne è fuori, lo fa per sua scelta libera

Come dicevo io non "pretendo" proprio nulla...

E i giudizi li abbiamo tutti
 

HP72

Utente di lunga data
Alcuni che sono fondamentali spesse volte, e non c'è alcuna confusione, né alcuna parvenza di una gabbia migliore.
E' un'isola deserta dove due persone vivono la loro passione senza rotture di coglioni.
Senza progetti, figli, suocere, giudizi degli amici, tasse da pagare, mutui da condividere, bollette.
E' la libertà dell'essenziale.
Non a caso le relazioni clandestine spesso finiscono quando cominciano a imbarcare elementi esterni e problemi annessi o diventare progettuali da parte di un elemento solo.
Sul giudizio: se agisci come descrivi nel neretto hai un ampio margine di tolleranza nel giudizio che ti permette di comprendere la persona e quanto è accaduto.
Per la parte in neretto credo che sia applicabile il tuo esempio dell'isola deserta, quando inizi non hai bisogno nemmeno di un riparo dove stare su quell'isola, poi magari cominci ad aver bisogno di un rifugio, e poi magari pensi che una capannuccia sarebbe meglio, e perchè non una casetta in legno? In sostanza cominci anche nel rapporto clandestino a cercare quella progettualità che hai cercato nel matrimonio ... solo che non tutti sono disposti a "far casa" e non sempre la persona con la quale si stava da dio sotto le foglie di palma è così adorabile quando me la porto dentro la capanna ....
 

HP72

Utente di lunga data
Ma.. "subire" è sempre una scelta di chi decide di essere colui che subisce

Mia moglie ieri è andata al mare con una amica

Se io decido che "subisco" questa cosa, si vede subito

Perché dirò: ah ma brava.. e io resto solo!

"Subire" è una posizione, e chi la assume anche quando ne è fuori, lo fa per sua scelta libera

Come dicevo io non "pretendo" proprio nulla...

E i giudizi li abbiamo tutti
Tua moglie ti aveva avvisato che usciva con l'amica, se ti avesse detto che andava al lavoro ed invece se ne andava al mare con lei tu avresti subito gli effetti di una decisione di cui non eri stato informato
 

danny

Utente di lunga data
Per la parte in neretto credo che sia applicabile il tuo esempio dell'isola deserta, quando inizi non hai bisogno nemmeno di un riparo dove stare su quell'isola, poi magari cominci ad aver bisogno di un rifugio, e poi magari pensi che una capannuccia sarebbe meglio, e perchè non una casetta in legno? In sostanza cominci anche nel rapporto clandestino a cercare quella progettualità che hai cercato nel matrimonio ... solo che non tutti sono disposti a "far casa" e non sempre la persona con la quale si stava da dio sotto le foglie di palma è così adorabile quando me la porto dentro la capanna ....
Beh, certo.
Se invece di passare il tempo a scopare come un riccio ti metti a segare legname per fare capanne, i problemi comunque cominciano a emergere...
Soprattutto se non ci si mette d'accordo sul colore della facciata.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Tua moglie ti aveva avvisato che usciva con l'amica, se ti avesse detto che andava al lavoro ed invece se ne andava al mare con lei tu avresti subito gli effetti di una decisione di cui non eri stato informato
Tu pensi che nell'esempio che ho fatto (informato) nessuno ma proprio nessuno lo vivrebbe mai e poi mai come un subire?? :rolleyes:

Il subire è una "posizione"

Se non mi informava.. avrei un motivo in meno per vivere la cosa in modo "subente"

Che non vuol dire che andrebbe tutto bene eh?

Vuol dire che "subire" è una posizione

Che scegli, anche se te lo dico prima, e ti mando 300 WhatsApp nel durante che sono al mare con l'amica

Con tanto di foto
 
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