Cambiamento

Brunetta

Utente di lunga data
:rotfl: :rotfl:

Rimedio prontamente :)

Cara Brunetta, prima di aprire la bocca e parlare col culo, dovresti informarti meglio.

La bravura dei panettieri toscani non c'entra un cazzo col fatto che il pane esca sciapo.

Ci sono motivi storici, culturali, enogastronomici..

Basta cercare su Google per rendersi conto che quello che hai appena scritto è una emerita stronzata!

Informati Brunetta!!

(Ho rimediato? :rotfl: :mexican: )
Bravo!

Però è immangiabile lo stesso :mexican:
 

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data

twinpeaks

Utente di lunga data
Certo, il difficile consiste nell'analizzare ricordi,comportamenti e situazioni molto spesso legate alla prima infanzia (quindi ricordi lontani per um adulto) che a livello superficiale sono stati rimossi (la pietra sopra), ma che giocano contro la consapevolezza dei nostri limiti e mancanze che ci fanno approcciare le situazioni con pregiudizio fine a se stesso,o meglio : a ciò che di irrisolto ci turba e ci fa agire in modo acritico e precostituito nelle circostanze simili che nella vita incontriamo.Avevo capito che "lo star meglio" erano parole della psicologa,anche se sembra una barzelletta. Del resto anche psicologi e psichiatri molto di frequente si rivolgono a loro omologhi professionali per risolvere i propri problemi. Mentre quasi tutti i parrucchieri si tagliano e curano i capelli da soli,ed il panettiere certamente non disdegna il proprio pane per mangiare quello del collega di forno. E questo ci deve far riflettere sul tipo di rapporto che si viene a creare tra assistito e terapeuta ,sul tipo e valore delle energie in campo. Poi ho un amico psicologo che quando ci incontriamo,parla mai! Dopo mezz'ora mi rendo conto che avrà detto due parole;al che mi chiedo se non sia proprio una deformazione professionale. Che parlino poco ed ascoltino molto,gli psicologi, va' bene,l'importante è che diano risposte entro un budget ragionevole e prestabilito. Una mia cognata,che ai tempi non conoscevo, mi si dice che con quanto speso dal terapeuta avrebbe potuto comprare un appartamento!
Peccato che sia impossibile, perchè una terapia psicologica non è = a una terapia medica, dove fatta la diagnosi corretta, si seguono i protocolli di cura e si può anche prevedere con un margine ragionevole di sicurezza il decorso della malattia, le probabilità di guarigione, i tempi, etc. (e i costi sono assorbiti per intero o quasi dal Servizio sanitario nazionale).

I soldi e i tempi sono un problema vero. Personalmente, commisuro le tariffe al reddito del paziente, faccio piangere i ricchi, i poveri non li faccio ridere ma insomma.

Il problema principale, però, è che se il paziente vuole quel che vuoi tu, spesso il terapeuta glielo dà, specie se ha pochi pazienti, se è poco scrupoloso, se tira a fare soldi col metodo "pochi maledetti e subito". E quel che gli dà vale veramente molto, molto poco, per non dire niente. Per darti "risposte certe entro un budget ragionevole e prestabilito", il terapeuta ti deve dare a) alcuni consigli elementari, ai quali se non sei proprio stupido o travolto dal casino in cui ti trovi puoi tranquillamente arrivare da solo o conversando, gratis, con un amico o con la celebre nonna b) il placebo della sua "persona medici" ("mi sono rivolto a un medico, ci pensa lui, risolverà, starò meglio", e un po' di sollievo in effetti questo pensiero te lo dà") c) nel caso della terapia di coppia, la presenza di un terzo, che è sufficiente a migliorare almeno un poco la comunicazione tra i due pazienti perchè evita il micidiale faccia a faccia d) psicofarmaci.

Tutto quanto precede non è detto che faccia male, ma non ti fa neanche bene, se per "fare bene" si intende come minimo comprendersi meglio nella prospettiva di non rispondere più alle stesse situazioni con gli stessi errori, insomma cambiare in meglio, cosa come è noto nient'affatto facile. Insomma: chi dalla terapia si aspetta quel che ti aspetti tu, probabilmente lo avrà (a meno che il terapeuta non gli faccia il discorso che ti sto facendo io, rischiando di perdere un paziente-cliente) ma non gli servirà un gran che.

Non solo la psiche non è una macchina, ma una terapia psicologica è l'incontro tra due psiche, quella del paziente e quella del terapeuta (incontro = è decisiva la compatibilità/affinità tra le due persone+è decisiva la personalità, non solo l'abilità tecnica del terapeuta). Cosa ci salta fuori non lo sa sul serio nessuno. E' poi inevitabile e in certa misura anche benefico che il paziente ritenga che il terapeuta invece lo sa, anzi che "lo sa sempre". Però non è vero.
 

stany

Utente di lunga data
Peccato che sia impossibile, perchè una terapia psicologica non è = a una terapia medica, dove fatta la diagnosi corretta, si seguono i protocolli di cura e si può anche prevedere con un margine ragionevole di sicurezza il decorso della malattia, le probabilità di guarigione, i tempi, etc. (e i costi sono assorbiti per intero o quasi dal Servizio sanitario nazionale).

I soldi e i tempi sono un problema vero. Personalmente, commisuro le tariffe al reddito del paziente, faccio piangere i ricchi, i poveri non li faccio ridere ma insomma.

Il problema principale, però, è che se il paziente vuole quel che vuoi tu, spesso il terapeuta glielo dà, specie se ha pochi pazienti, se è poco scrupoloso, se tira a fare soldi col metodo "pochi maledetti e subito". E quel che gli dà vale veramente molto, molto poco, per non dire niente. Per darti "risposte certe entro un budget ragionevole e prestabilito", il terapeuta ti deve dare a) alcuni consigli elementari, ai quali se non sei proprio stupido o travolto dal casino in cui ti trovi puoi tranquillamente arrivare da solo o conversando, gratis, con un amico o con la celebre nonna b) il placebo della sua "persona medici" ("mi sono rivolto a un medico, ci pensa lui, risolverà, starò meglio", e un po' di sollievo in effetti questo pensiero te lo dà") c) nel caso della terapia di coppia, la presenza di un terzo, che è sufficiente a migliorare almeno un pici la comunicazione tra i due pazienti perchè evita il micidiale faccia a faccia d) psicofarmaci.

Tutto quanto precede non è detto che faccia male, ma non ti fa neanche bene, se per "fare bene" si intende come minimo comprendersi meglio nella prospettiva di non rispondere più alle stesse situazioni con gli stessi errori, insomma cambiare in meglio, cosa come è noto nient'affatto facile. Insomma: chi dalla terapia si aspetta quel che ti aspetti tu, probabilmente lo avrà (a meno che il terapeuta non gli faccia il discorso che ti sto facendo io, rischiando di perdere un paziente-cliente) ma non gli servirà un gran che.

Non solo la psiche non è una macchina, ma una terapia psicologica è l'incontro tra due psiche, quella del paziente e quella del terapeuta (incontro = è decisiva la compatibilità/affinità tra le due persone+è decisiva la personalità, non solo l'abilità tecnica del terapeuta). Cosa ci salta fuori non lo sa sul serio nessuno. E' poi inevitabile e in certa misura anche benefico che il paziente ritenga che il terapeuta invece lo sa, anzi che "lo sa sempre". Però non è vero.

Insomma....aiutati che il ciel t'aiuta....Fortuna che ho un carattere forte e riesco a distaccarmi ,ad un certo punto dalle situazioni,osservandole dall'esterno e facendomene una ragione di ciò che ,alla fine non va come vorrei. Di certo che quando ho intravisto uno spiraglio nella seconda seduta da parte di mia moglie, che con le parole diceva una cosa ,ma coi comportamenti significava altro,l'ho preso (questo spiraglio), come un atteggiamento ipocrita da parte sua per mantenere la situazione in stallo.Forse sarò stato precipitoso ,ma il mio intuito difficilmente sbaglia. La situazione è questa? Ok , allora decido io che vada avanti cosi,fino a quando saranno cambiate alcune cose che oggi frenano la separazione,non ultima l'età del bambino che ha solo dieci anni.E questo l'ho detto onestamente nella seduta,con conseguente silenzio tombale che pareva eterno (silenzio assordante).Come ho già scritto qui,da qualche parte,inoltre mia moglie, pochi mesi prima del suo tradimento era reduce da almeno quattro cinque sedute da un altro psicologo ; sedute interrotte ,ho mai capito perché! Ho capito una cosa,che capisce chiunque: se non c'è più amore diventa difficile ed il mentire a se stessi distoglie da um percorso che invece potrebbe essere programmato in modo razionale finalizzato alla separazione,im modo da arrivarci con la sofferenza stemperata. Certo quando ci sono i figli la cosa è diversa e richiede appunto una presa di responsabilità e una progettazione diversa. Poi mai dire mai ....se domani trovassi una ballerina innamorata di me, scapperei e chi s'è visto s'è visto....Ma vedo difficile la cosa.
 
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twinpeaks

Utente di lunga data
Insomma....aiutati che il ciel t'aiuta....Fortuna che ho un carattere forte e riesco a distaccarmi ,ad un certo punto dalle situazioni,osservandole dall'esterno e facendomene una ragione di ciò che ,alla fine non va come vorrei. Di certo che quando ho intravisto uno spiraglio nella seconda seduta da parte di mia moglie, che con le parole diceva una cosa ,ma coi comportamenti significava altro,l'ho preso (questo spiraglio), come un atteggiamento ipocrita da parte sua per mantenere la situazione in stallo.Forse sarò stato precipitoso ,ma il mio intuito difficilmente sbaglia. La situazione è questa? Ok , allora decido io che vada avanti cosi,fino a quando saranno cambiate alcune cose che oggi frenano la separazione,non ultima l'età del bambino che ha solo dieci anni.E questo l'ho detto onestamente nella seduta,con conseguente silenzio tombale che pareva eterno (silenzio assordante).Come ho già scritto qui,da qualche parte,inoltre mia moglie, pochi mesi prima del suo tradimento era reduce da almeno quattro cinque sedute da un altro psicologo ; sedute interrotte ,ho mai capito perché! Ho capito una cosa,che capisce chiunque: se non c'è più amore diventa difficile ed il mentire a se stessi distoglie da um percorso che invece potrebbe essere programmato in modo razionale finalizzato alla separazione,im modo da arrivarci con la sofferenza stemperata. Certo quando ci sono i figli la cosa è diversa e richiede appunto una presa di responsabilità e una progettazione diversa. Poi mai dire mai ....se domani trovassi una ballerina innamorata di me, scapperei e chi s'è visto s'è visto....Ma vedo difficile la cosa.
Non si può andare da un terapeuta "per non separarsi" o "per separarsi". Lo scopo di una terapia di coppia è ripristinare la comunicazione nella coppia, in modo che quale che sia la decisione che poi si prende, sia una decisione
che scaturisce dalla consapevolezza, non dai contraccolpi di un vissuto del quale non si capisce niente. Restare insieme per il bene dei figli è un atteggiamento ragionevole e più che motivato. Però bisogna che le persone che restano insieme per il bene dei figli abbiano spento le passioni distruttive, si capiscano e comunichino. Sennò restano insieme ma difficilmente faranno il bene dei figli.
 

delfino curioso

Utente di lunga data
Non si può andare da un terapeuta "per non separarsi" o "per separarsi". Lo scopo di una terapia di coppia è ripristinare la comunicazione nella coppia, in modo che quale che sia la decisione che poi si prende, sia una decisione
che scaturisce dalla consapevolezza, non dai contraccolpi di un vissuto del quale non si capisce niente. Restare insieme per il bene dei figli è un atteggiamento ragionevole e più che motivato. Però bisogna che le persone che restano insieme per il bene dei figli abbiano spento le passioni distruttive, si capiscano e comunichino. Sennò restano insieme ma difficilmente faranno il bene dei figli.
Mi sembra superfluo :))) ma condivido pienamente quello che dici.
 

stany

Utente di lunga data
Non si può andare da un terapeuta "per non separarsi" o "per separarsi". Lo scopo di una terapia di coppia è ripristinare la comunicazione nella coppia, in modo che quale che sia la decisione che poi si prende, sia una decisione
che scaturisce dalla consapevolezza, non dai contraccolpi di un vissuto del quale non si capisce niente. Restare insieme per il bene dei figli è un atteggiamento ragionevole e più che motivato. Però bisogna che le persone che restano insieme per il bene dei figli abbiano spento le passioni distruttive, si capiscano e comunichino. Sennò restano insieme ma difficilmente faranno il bene dei figli.
Infatti....si tratta di "spegnere" la passione; da parte mia ci sto lavorando e credo d'essere a buon punto. L'ho detto nell'ultima seduta dalla psicologa che ci rinuncio; quindi la scelta è stata consapevole,così come m'è stato utile quel contesto per valutare mia moglie e motivare la mia scelta.
 

Blaise53

Utente di lunga data
Non si può andare da un terapeuta "per non separarsi" o "per separarsi". Lo scopo di una terapia di coppia è ripristinare la comunicazione nella coppia, in modo che quale che sia la decisione che poi si prende, sia una decisione
che scaturisce dalla consapevolezza, non dai contraccolpi di un vissuto del quale non si capisce niente. Restare insieme per il bene dei figli è un atteggiamento ragionevole e più che motivato. Però bisogna che le persone che restano insieme per il bene dei figli abbiano spento le passioni distruttive, si capiscano e comunichino. Sennò restano insieme ma difficilmente faranno il bene dei figli.
Twin sei un psicologo cornuto o fedifrago?
Oppure sei qui a fare il buon pastore? Scusa ma non ho capito......
 
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