Premetto che io rifletto molto sulle tue parole e anche in questo caso lo sto facendo.
E scrivo probabilmente più per te che per me... ma questo mi aiuta molto.
Vorrei precisare che lui mi sta parecchio antipatico, ti dico che molte volte ho una sensazione di puro odio per lui, per quello che ha distrutto e per la mancanza di rispetto che ha avuto nei miei confronti.
Forse è per questo che percepisci questo.
Io non riesco a giustificare minamamente quello che mi ha fatto. Non c'è nessuna giustificazione per bugie, inganni, sotterfugi e dolore che mi ha provocato. Perchè mentre lui giocava al Casanova io ero lì che mi dibattevo con i miei dubbi e le mie paure.
Sono arrivata al punto però di capire che non c'è da giustificare, che non è possibile in nessun modo accettare e trovare un motivo valido perchè lui si è comportato in quel modo infame... non c'è.
Era una sua debolezza, era qualcosa che faceva parte di lui. Avrebbe potuto affrontare quei problemi magari dandosi all'alcolismo (quindi qualcosa che esulava dalla coppia) o non so che altro.
Tutte cose che io non posso e non voglio perdonare.
Io devo però comprendere come ci siamo arrivati fin lì. Perchè lui al "perchè no?" non ha dato un diniego netto, ma si è fatto affascinare dal proibito e dalla necessità di nuove emozioni (sempre sbagliato mi trovi d'accordo).
Non in tutte ma nella mia storia so, ora dopo un anno di analisi e terapia, che la realtà è che non ci siamo impegnati abbastanza. Perchè mancava la comunicazione, mancava l'empatia, il punto di contatto e si scivolava sempre più in una estraneità che ci ha reso sempre più distanti.
Il problema è che mentre io continuavo a rincorrere farfalle, non mi sono resa conto, che tutto stava precipitando.
Se lui passa sempre meno tempo con te, se non ha slanci d'affetto, se non riuscite a parlare oltre comunicazioni di servizio... se tu non gli racconti le tue cose, se tu non gli parli delle tue esigenze, se tu vivi nel tuo mondo e lui nel suo... non puoi definirti coppia. Soprattutto non puoi definirti coppia "felice". Vivi di illusioni, di idee, di pensieri che in realtà non hanno veramente presa.
C'erano tante cose che non funzionavano in noi soprattutto negli ultimi tempi, non ultimo il sesso.
L'ammmmore o l'illusione dell'amore non può e non deve in nessun modo impedirti di vedere la verità. Per questo dico sono importanti i fatti. Oggi come ieri.
Ci sono anche donne che picchiate dal marito che lo considerano una sorta di amore mentre io invece vivevo la sua indifferenza pensando che fosse amore, carattere ombroso, per quale motivo? perchè eravamo sposati, perchè eravamo famiglia, perchè prima mi aveva amato e quindi lo avrebbe fatto per sempre?!
Eravamo due conviventi, senza nessuna condivisione, senza nessun slancio. Due genitori, famiglia più che coppia.
Per questo dico che la nostra coppia era finita. Perchè eravamo in due mondi lontanissimi. Non lo dico perchè lo dice lui, lo dico perchè mi sono resa conto che anch'io mi sono tanto accontentata in questi anni. Adattata a degli schemi di coppia che in realtà mi facevano male. Mi ero abituata a un rapporto di coppia che non mi rendava veramente felice ma mi illudevo di esserelo... non so se riesco a spiegarmi. In quella gabbia, fatta di schemi assurdi, che tanto bene tu @
Brunetta hai parlato e in cui mi ci sono trovata.
Colpa di tutti e due non lo metto in dubbio. Colpa più sua, assolutamente, perchè dopo aver saltato il fosso e andato con un altra ha creato una voragine in quei mondi già tanti distanti.
Che lui si sia accorto prima che la coppia era scoppiata è evidente, io ancora rincorrevo le mie di farfalle, l'ideale dell'amore che supera tutto anche l'infelicità.
"Tu dici che se avessi capito che non bastava l'ammore (il tuo) lo avresti mandato a cagare."
Non ho detto questo, io dico che avrei dovuto vedere che l'ammmore non basta, il mio, il suo, nessuno. Ci vuole impegno, ci vuole determinazione, cosa che in me è mancata. Se ci fosse stata e lui avesse proseguito lo avrei mandato a cagare.
Però ero tanto bloccata dai miei schemi di coppia e di vita che non ho messo ne impegno, ne determinazione... per poi stupirmi che le cose fossero andate in quel modo.
Il problema è quella cecità, la mia cecità.
Non voglio più averla. Non voglio più credere che l'amore supera tutto.
Voglio fatti. Certezze. Non mi accontento più.
Voglio chiedere quello che voglio e pretenderlo.
Voglio altri schemi per la mia coppia.