non so se ho capito bene quel che intendi...
io non penso sia così libera in realtà la scelta.
I condizionamenti religiosi sono strettamente legati ai condizionamenti culturali, tanto da confondersi...e affondano lontani nella storia.
Ma penso che sia una delle cose che rende interessante il discorso sulla religione. Che è poi una produzione tutta umana, come la politica, la sociologia, la matematica...una rappresentazione dello sguardo umano sui misteri di ciò che ci circonda.
E questo è il motivo per cui non vedo bari nelle dottrine. Che sono teorie.
Li vedevo da adolescente...quando mi incazzavo per l'ipocrisia stridente che trovavo. Adesso credo che semplicemente l'ipocrisia sia una delle forme dell'umanità. Nessuno escluso.
E pensa che io l'ipocrisia la trovavo in quelle che de andrè chiamava beghine...più che nelle puttane. Per dire.
Che nella mia testa, ricordi adolescenti, gesù era un rivoluzionario che aveva sbattuto fuori dal tempio chi usava il tempio per denaro e potere. E ne faceva mercato.
Poi anche gesù è diventato una favola, come peter pan...ci si possono trovare un sacco di significati. A ognuno il suo. Favole per adulti.
Ma sul credere...ecco. Io credo che l'essere umano non possa esimersi dal credere in qualcosa. Qualunque cosa sia. E su questo non entro. Che entrare nell'intimità del credere mi sembra una violenza.
E penso che per quanto ci si possa sforzare, non si può penetrare il Credo che ognuno professa. A suo modo. Dentro di sè. Che le parole non bastano. Semplicemente.
Quindi mi dedico alla retorica della teoria. Ossia la religione e le disquisizioni umane fra chi è meglio; chi scopa per finta, chi scopa per davvero ,chi in due chi in tre...chi è vuoto è chi è pieno...chi secondo chi è giusto e chi secondo chi non lo è...
Una cosa che però secondo me è il fulcro del potere esercitato da ogni singola religione da che esiste la religione, che fino a non molti secoli fa era potere umano trasfigurato nelle superstizione giocando sull'ignoranza delle masse, è che tutte hanno voluto circoscrivere, moralizzare la sessualità.
E questo io lo trovo molto interessante.
Che la sessualità è il fulcro vitale di ogni essere vivente sulla terra...e non penso sia un caso che i massimi esponenti del potere, storicamente parlando, siano andati a regolamentare proprio quello.
Come non penso che sia un caso che, dai brandelli di storia che ci sono arrivati, che il massimo potere visibile, ossia quello di dare la vita, sia stato dato in mano a rappresentazioni maschili.
quindi...per tornare a monochini e velo...quelle in monochini che provano a mettere il velo, per il loro credo ma anche fedeli al loro essere femmine libere di disporre del loro corpo, ancora le bruciano..i musulmani su queste questioni non ci vanno leggerissimi...quindi le loro donne, infedeli, devono rimanere coperte?
Che in effetti non si preoccupano delle tette...si preoccupano dell'atto rivoluzionario di una donna che dispone liberamente del proprio corpo. Giusto o sbagliato il modo in cui lo fa. Conta poco.
Il fulcro è che non può.
E' la questione politica che mi interessa, della fede...dubito che le musulmane che hanno deciso a loro rischio e pericolo di contrastare certi dettami non abbiano fede.
A volte mi domando invece quanta poca ne ho io...in qualunque dio, dea io possa credere...che questo natale mi è parsa una liberazione uscire dalle formalità dei regalini del cazzo a colleghe con cui mi ignoro tutto l'anno...e mi sono sentita pure la stronza che pur ricevendo il regalo non lo ha ricambiato. Tutti sentimenti miei. Insicurezze mie.
Ma mi rimanda alla fede...alla fedeltà a me stessa.
E credo che in questa sfera ognuno si possa arrogare il diritto naturale di essere e disporre di sè.
Non so se così mi sono spiegata meglio...o se non ti ho proprio capita e sono andata uletriormente ot seguendo il mio filo del pensiero a riguardo...