Per la verità era una provocazione, la mia...
Incontrarsi, e sono tanti i modi, tramite la trasgressione è, per la mia esperienza, fare i conti con i propri bivi interiori. Avvicinarsi al limite.
Ma se il limite lo si supera per trasgressione, in realtà non lo si è superato.
Immagino la trasgressione come un elastico che tanto più lo si tira da una parte, tanto più per reazione tira indietro nella direzione opposta.
In realtà non si è mosso niente. E al termine dell'oscillazione si ritorna esattamente da dove si era partiti. Con in aggiunta l'illusione di aver superato un limite avendolo in realtà solo sfiorato, osservandolo dall'altro.
Se trasgredisco, sono dentro al sistema che sto trasgredendo.
Creo ai miei occhi l'illusione di esserne uscita. Ma sono dentro e più che dentro. Tanto che ci si trova al bivio...e ai bivi.
Ma tutto questo riguarda il "cosa".
Non riguarda nè il "Chi" nè il "Come".
Io non vedo evoluzione nella trasgressione.
Ecco perchè dicevo "che palle"..che incontrarsi tramite la trasgressione è una giostra....si torna sempre da dove si era partiti, per quanto il giro possa essere stato bello.
E il rischio è di finire fra l'altro in compulsione...che nella trasgressione c'è una buona dose di adrenalina, con tutto quello che comporta la sua produzione.
E questo da assuefazione. E si tira al rialzo...senza che sia mai abbastanza.
E' una continua corsa...verso non si sa più bene neanche cosa ad un certo punto...e il "Chi" e il "Come" diventano sfuggenti...ma senza il "Chi" e senza il "Come", in particolare per quello che riguarda la sessualità, il "cosa" diventa semplice reiterazione...alla ricerca del ricordo del primo assaggio...che non tornerà mai.
E si finisce a discutere di come lo si infila, se dal davanti o dal di dietro, se in uno, in due, in quattro o in dieci...come se fossero cose importanti...e potrebbero pure esserlo.
Ma se manca la Presenza a ciò che si sta facendo, cadono anche i significati dei percorsi individuali.
E lo stesso vale per la missionaria...che l'orgia fa effetto...é come un fuoco d'artificio...
Ma a me fa lo stesso effetto straniante il pensare a quella gente che si promette vicinanza e poi finisce, di solito per scelta unilaterale in matrimoni bianchi...e non vedo più differenza fra le due cose rispetto ad indicazioni "morali" che in sostanza mettono ogni individuo di fronte all'ascolto di se stesso a chiedersi se quel che sta facendo gli corrisponde. SE è sincero. Se è forma o sostanza, della vicinanza del calore del rispetto reciproco.
E personalmente non vedo la minima differenza fra l'oggettivazione, non condivisa e non consensuale, a due a tre a quattro o quel che si è.
Quel che si perde, ed è ciò a cui la dottrina fa riferimento è la persona.
In sintesi...buttarla in trasgressione mette in condizione di scegliere fra l'illusione dell'amore sacro o dell'amaor profano...ma qualunque sia la scelta, se manca l'essenza di chi la fa...io non vedo la minima differenza.