Ostaggi di noi stessi.

Spot

utente in roaming.
Pensavo a trinità,ross,bender,in parte a banshee.....
Penso che ce ne siano parecchi, qui, ed è normale.
Quando ci si trova ad affrontare un vuoto di cui non conoscono i confini, è difficile immaginare che ci sia qualcosa oltre. Ed è difficile pure vedere sè stessi (che in fondo, siamo noi la cosa "oltre"), tanto il vuoto (e la paura del vuoto) è ingombrante.
 

Ross

Utente Yuppie
Spot leggendo trinità ho ricordato tutte le volte che mi è successo in passato.Non una voltas purtroppo per me.
Era solo un voler far capire che spesso non siamo ostaggio di una persona,ma delle nostre paure.Semplicemente questo.Minerva si commenta da sola...
Sacrosanto!
Ficcare in mezzo ipotetiche nostalgie circa una vita non inquadrata c'entra una ceppa.

Altra grande difficoltà sai quale è Oscuro?

Riuscire a vedersi da soli, come un'unità e non come parte di una realtà inscindibile.
 

oscuro

Utente di lunga data
SI

Penso che ce ne siano parecchi, qui, ed è normale.
Quando ci si trova ad affrontare un vuoto di cui non conoscono i confini, è difficile immaginare che ci sia qualcosa oltre. Ed è difficile pure vedere sè stessi (che in fondo, siamo noi la cosa "oltre"), tanto il vuoto (e la paura del vuoto) è ingombrante.
Ecco,e non solo.Pensa a tutte quelle persone che a volte non hanno affrontato il vuoto e hanno preferito tenersi la sofferenza....!Io sono una di quelle persone...
 

oscuro

Utente di lunga data
Ross

Sacrosanto!
Ficcare in mezzo ipotetiche nostalgie circa una vita non inquadrata c'entra una ceppa.

Altra grande difficoltà sai quale è Oscuro?

Riuscire a vedersi da soli, come un'unità e non come parte di una realtà inscindibile.
Ecco esatto.Riuscire a vedersi da soli.Ma non c'è peggior solitudine di stare con una persona e sentirsi soli.
Ross di fondo quello che ci ha fregato,e che ci frega,è l'abitudine,l'assuefazione,purtroppo io per spiccare io volo ho avuto sempre bisogno di bruciarmi le ali...UN BEL PARADOSSO.:rolleyes:
 

bettypage

Utente acrobata
Ecco,e non solo.Pensa a tutte quelle persone che a volte non hanno affrontato il vuoto e hanno preferito tenersi la sofferenza....!Io sono una di quelle persone...
Be' ma io penso che poi alla fine arriva l ora dei bilanci per tutti. E saranno cavoli amari aver sprecato una vita per qualcosa di cui non si era convinti
 

oscuro

Utente di lunga data
Betty

Be' ma io penso che poi alla fine arriva l ora dei bilanci per tutti. E saranno cavoli amari aver sprecato una vita per qualcosa di cui non si era convinti
Io ho fatto altri tipi di scelte,ma tis embra così strano che ci siano persone che fra la sofferenza e l'ignoto scelgono al sofferenza?
 

bettypage

Utente acrobata
Io ho fatto altri tipi di scelte,ma tis embra così strano che ci siano persone che fra la sofferenza e l'ignoto scelgono al sofferenza?
Dipende se diventa terapeutica quella sofferenza, non serve ad un tubo se soffri e fai la vittima" povero me tapino, fato avverso e crudele". Io ho provato entrambe nel momento in cui sono stata lasciata(sofferenza) senza un motivo e mi si è aperto il vuoto. Ma poi quando è tornato a bussare Ha trovato chiuso perchè ip nel mentre sono diventata altro grazie al vuoto e alla sofferenza
 
Che contare su un altro che ci accompagni durante la vecchiaia (tutta la vecchiaia) è semplicemente utopico.
che si debba principalmente contare su di noi è un fatto acclarato ma , secondo me ,

ad un certo punto della vita non puoi ragionare come se fosse tutta davanti come quando ne hai venti e non ti chiedi più cosa farò da grande perché già lo sei.
a me pare che in molti discorsi in genere ,pur avendo più di quarantanni spesso si tenda a parlare come ragazzi .
questo consideravo .che l'abbia scritto in questo tred o in altri più idonei rimane una mia riflessione
 

danny

Utente di lunga data
Secondo me non in tutti i casi si è ostaggi di se stessi, non in tutti i casi questa è paura, e non è solo sofferenza quello che si prova.
Per Trinità io scorgo anche il piacere.
Un piacere inquieto, certo, pieno di dubbi, ignaro della propria capacità di saper resistere al tempo.
Oscuro, credo che tu abbia mollato quando quel piacere non lo hai avvertito più e si sei trovato a sopportare solo il peso di quel che restava.
Trinità a quel punto non è ancora arrivato.
E' quel piacere di fumare le sigarette anche se ti dicono che fanno male.
Di mangiare ingordamente per gola sapendo che nulla di quel che assapori ora farà bene alla lunga al tuo fisico.
E' un piacere il cui dolore futuro è annunciato.
Ma a cui ora non sai resistere.
 

oscuro

Utente di lunga data
Si

Secondo me non in tutti i casi si è ostaggi di se stessi, non in tutti i casi questa è paura, e non è solo sofferenza quello che si prova.
Per Trinità io scorgo anche il piacere.
Un piacere inquieto, certo, pieno di dubbi, ignaro della propria capacità di saper resistere al tempo.
Oscuro, credo che tu abbia mollato quando quel piacere non lo hai avvertito più e si sei trovato a sopportare solo il peso di quel che restava.
Trinità a quel punto non è ancora arrivato.
E' quel piacere di fumare le sigarette anche se ti dicono che fanno male.
Di mangiare ingordamente per gola sapendo che nulla di quel che assapori ora farà bene alla lunga al tuo fisico.
E' un piacere il cui dolore futuro è annunciato.
Ma a cui ora non sai resistere.
Bravissimo.Ed è per questo che ho aperto un ed del genere.
Sai bene anche tu...che il passo dopo il piacere inquieto è la sofferenza....
 

oscuro

Utente di lunga data
Minerva

che si debba principalmente contare su di noi è un fatto acclarato ma , secondo me ,

ad un certo punto della vita non puoi ragionare come se fosse tutta davanti come quando ne hai venti e non ti chiedi più cosa farò da grande perché già lo sei.
a me pare che in molti discorsi in genere ,pur avendo più di quarantanni spesso si tenda a parlare come ragazzi .
questo consideravo .che l'abbia scritto in questo tred o in altri più idonei rimane una mia riflessione
A 44 anni mi sono assuefatto alle tue uscite poco opportune,l'assurdo è che non ti rendi conto che son le tue le uscite da ventenne...
 

danny

Utente di lunga data
che si debba principalmente contare su di noi è un fatto acclarato ma , secondo me ,

ad un certo punto della vita non puoi ragionare come se fosse tutta davanti come quando ne hai venti e non ti chiedi più cosa farò da grande perché già lo sei.
a me pare che in molti discorsi in genere ,pur avendo più di quarantanni spesso si tenda a parlare come ragazzi .
questo consideravo .che l'abbia scritto in questo tred o in altri più idonei rimane una mia riflessione
L'età è qualcosa di ineluttabile ma le scelte possono essere diverse da persona a persona.
Conosco persona "single" da sempre (non di ritorno) di una certa età.
Vivono ugualmente bene. Evidentemente la loro scelta è stata consapevole.
Ogni persona segue un suo destino che è frutto della propria volontà.
E, purtroppo, spesso anche di quella degli altri.
Ma per star bene, bisogna darsi almeno una possibilità.
 
Ultima modifica:
L'età è qualcosa di ineluttabile ma le scelte possono essere diverse da persona a persona.
Conosco persona "single" da sempre (non di ritorno) di una certa età.

Vivono ugualmente bene. Evidentemente la loro scelta è stata consapevole.
Ogni persona segue un suo destino che è frutto della propria volontà.
purtroppo, spesso anche di quella degli altri.
sì,certo. e il discorso dell'età cambierà il tipo di singletudine
 

Nobody

Utente di lunga data
che si debba principalmente contare su di noi è un fatto acclarato ma , secondo me ,

ad un certo punto della vita non puoi ragionare come se fosse tutta davanti come quando ne hai venti e non ti chiedi più cosa farò da grande perché già lo sei.
a me pare che in molti discorsi in genere ,pur avendo più di quarantanni spesso si tenda a parlare come ragazzi .
questo consideravo .che l'abbia scritto in questo tred o in altri più idonei rimane una mia riflessione
Penso di aver capito il senso del tuo discorso, ma non sono d'accordo... si può sentire il bisogno di cambiare, l'inquietudine del mancato appagamento a qualunque età. Non è mai troppo tardi per rimettersi in cammino e cercare una nuova strada, quando si avverte che quella su cui si sta camminando non ha più cuore.
 
Penso di aver capito il senso del tuo discorso, ma non sono d'accordo... si può sentire il bisogno di cambiare, l'inquietudine del mancato appagamento a qualunque età. Non è mai troppo tardi per rimettersi in cammino e cercare una nuova strada, quando si avverte che quella su cui si sta camminando non ha più cuore.
anzi. soprattutto a metà vita succede ancora più spesso.
però con presupposti e aspettative differenti rispetto a quelle da cui parti da ragazzo.non escludo l'entusiasmo , per carpirci ma sei sempre messo di fronte all'età che hai che ha per forza di cose il suo peso e va considerato.
se non lo fai tu saranno gli altri e la vita a farlo.
 
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