L'importante non è condannare gli altri, l'importante è non assolversi sempre da soli.
Secondo me.
E' il primo passo, quello di mettere i paletti del bene e del male.
L'integrità di cui parlavamo l'altro giorno, la puoi ottenere solo dopo aver deciso cosa è male.
E nel relativismo che poi segue l'assolutismo dei princìpi, essere giudici severi di noi stessi.
Perchè la perfezione non è umana però l'impegno serio lo è.
Faccio un esempio:
arriva una folata di vento e mi fa volare via un pezzo di carta che stavo buttando in un bidone.
Io sono innocente perchè non volevo abbandonare un rifiuto volontariamente.
Se finisce su un'autostrada non è pensabile che io rischi la vita per recuperarlo e buttarlo nel bidone.
Ma se finisce in un'aiuola e io lo lascio lì non devo raccontarmi che tanto in quell'aiuola o in quella vicina ce n'erano altri, e che poi tanto il vento li porterà via e qualcuno li raccoglierà: devo muovere il culo e tirarlo su, anche se per farlo mi sporco le scarpe.
Ma per avere questa spinta, quel pezzo di carta per terra deve essere un fastidio per me, anche se è volato via ad un altro.
E se io sono una che sente di dover comunque raccogliere quel pezzo di carta, anche se sarà finito in un'autostrada la mia coscienza non sarà a posto, non sarò in pace con me stessa e starò lì a pensare come fare perchè non mi succeda più.
Tante coscienze inquiete, prima o poi cambiano le cose.