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Apollonia

Utente di lunga data

Apollonia

Utente di lunga data
A me sembra che tu stia proteggendo LUI dal dolore.
Volontariamente no, ma lui adesso non riesce a far venir fuori il dolore.
Non so neanche se ne prova un po', convinto com'è di aver fatto la cosa giusta.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Volontariamente no, ma lui adesso non riesce a far venir fuori il dolore.
Non so neanche se ne prova un po', convinto com'è di aver fatto la cosa giusta.
Non ti commenterò per un po'. Mi sale la carogna.:mad:
 

Apollonia

Utente di lunga data
Non ti commenterò per un po'. Mi sale la carogna.:mad:
Per me o per lui?
Mi dispiace, apprezzo molto i tuo commenti; sono molto 'psicologici' e mi fanno riflettere.
 

Eratò

Utente di lunga data
Volontariamente no, ma lui adesso non riesce a far venir fuori il dolore.
Non so neanche se ne prova un po', convinto com'è di aver fatto la cosa giusta.
Ma quello che pensa lui, secondo me, è che alcuni comportamenti tuoi lo hanno portato a tradirti.Detto facile facile lui ti colpevolizza.È proprio questo che dovete chiarire.Che qualsiasi comportamento tu possa aver avuto prima non giustifica cmq il tradimento e che la colpevole principale non sei tu.Inoltre se una donna è aggressiva nel contesto di un rapporto qualche motivo ci deve pur essere.Tutte sappiamo essere dolci se dolcezza e affetto è quello che riceviamo.Quindi qualcosa avrà sbagliato anche lui nel vostro rapporto se tu eri aggressiva.Queste son le questioni importanti da chiarire per partire daccapo. Non so se lui ha dolore dentro può darsi, ma sicuramente non sarà forte come il tuo.Per aprirsi deve capire la sofferenza che tu hai dentro e gliela devi far capire tu senza paura di perderlo.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data
Ma quello che pensa lui, secondo me, è che alcuni comportamenti tuoi lo hanno portato a tradirti.Detto facile facile lui ti colpevolizza.È proprio questo che dovete chiarire.Che qualsiasi comportamento tu possa aver avuto prima non giustifica cmq il tradimento e che la colpevole principale non sei tu.Inoltre se una donna è aggressiva nel contesto di un rapporto qualche motivo ci deve pur essere.Tutte sappiamo essere dolci se dolcezza e affetto è quello che riceviamo.Quindi qualcosa avrà sbagliato anche lui nel vostro rapporto se tu eri aggressiva.Queste son le questioni importanti da chiarire per partire daccapo. Non so se lui ha dolore dentro può darsi, ma sicuramente non sarà forte come il tuo.Per aprirsi deve capire la sofferenza che tu hai dentro e gliela devi far capire tu senza paura di perderlo.
Nel linguaggio del forum la mostrizza.
 

Apollonia

Utente di lunga data
Ma quello che pensa lui, secondo me, è che alcuni comportamenti tuoi lo hanno portato a tradirti.
Detto facile facile lui ti colpevolizza.È proprio questo che dovete chiarire.Che qualsiasi comportamento tu possa aver avuto prima non giustifica cmq il tradimento e che la colpevole principale non sei tu.Inoltre se una donna è aggressiva nel contesto di un rapporto qualche motivo ci deve pur essere.Tutte sappiamo essere dolci se dolcezza e affetto è quello che riceviamo. Quindi qualcosa avrà sbagliato anche lui nel vostro rapporto se tu eri aggressiva.Queste son le questioni importanti da chiarire per partire daccapo. Non so se lui ha dolore dentro può darsi, ma sicuramente non sarà forte come il tuo. Per aprirsi deve capire la sofferenza che tu hai dentro e gliela devi far capire tu senza paura di perderlo.
Primo neretto: purtroppo non posso, su di un forum "quasi pubblico", esplicitare meglio ciò che è successo nei due anni precedenti il tradimento, ma posso dire che abbiamo vissuto come separati in casa. E la responsabilità principale di tale situazione è mia. Ci siamo separati fisicamente, emotivamente e spiritualmente, anche se vivevamo nella stessa casa.

Secondo neretto: sicuramente sì, ma adesso non riesce a parlarne, e io non voglio forzare la mano. E' un momento delicatissimo del nostro rapporto. Magari fra quindici giorni, un mese cambierà, ma ADESSO è bene che io faccia come mi ha consigliato la psicologa e anche la mia "giuda spirituale", che è il mio carissimo amico che mi ha aiutata in questa vicenda.
Riuscire a farlo è un altro paio di maniche. :D Però devo dirti che l'intervento di Nausicaa mi ha aiutata parecchio. Lungi da me essere come si descrive lei, ma piccolissimi passettini li sto facendo.

Terzo neretto: la mia sofferenza si sta pian piano attenuando un po'. Adesso è il momento per me della comprensione sua, ma soprattutto mia. Infatti la psico dice che devo concentrarmi su di me, non su di lui, per creare di migliorare e perdonarmi (non per il tradimento, per altre cose legate alla mia famiglia), cercare di aiutare il bambino ferito che ho dentro. Io sono molto intransigente con me stessa, molto meno con gli altri. E questo mi ha portata a non perdonare e comprendere certe cose che sono successe nel passato.
Ma non ti preoccupare che quando sarà il momento, tornerò ad essere tigre dentro!;)
 

giorgiocan

Utente prolisso
Io sono molto intransigente con me stessa, molto meno con gli altri. E questo mi ha portata a non perdonare e comprendere certe cose che sono successe nel passato.
Credo che su queste basi si potrebbe fondare un club, qui dentro. Curiosamente trasversale, nel senso che ospiterebbe e metterebbe sullo stesso piano "vittime" e "carnefici".
 

Apollonia

Utente di lunga data
Credo che su queste basi si potrebbe fondare un club, qui dentro. Curiosamente trasversale, nel senso che ospiterebbe e metterebbe sullo stesso piano "vittime" e "carnefici".
Hai perfettamente ragione. E non c'entra essere traditori o traditi. E' un "modo" di pensare, di porsi a se stessi, che non fa bene a nessuno.
Sto imparando, grazie alla psicoterapia, che esistono millemila sfaccettature dell'animo umano, e che io, con questo fare intransigente, non ho mai liberato. Non ho permesso che fosse così.
E imparare, alla mia età, è tutt'altro che facile. Ma ci riuscirò. Ieri la mia 'guida spirituale' mi ha detto che sta uscendo la mia anima, che sta venendo fuori una bella persona, che io per tanti anni ho tenuto repressa.
 

Diletta

Utente di lunga data
Primo neretto: purtroppo non posso, su di un forum "quasi pubblico", esplicitare meglio ciò che è successo nei due anni precedenti il tradimento, ma posso dire che abbiamo vissuto come separati in casa. E la responsabilità principale di tale situazione è mia. Ci siamo separati fisicamente, emotivamente e spiritualmente, anche se vivevamo nella stessa casa.

Ecco: ora che hai ammesso questo sei pronta per la ricostruzione, anzi, direi per la rinascita del vostro matrimonio ;)
 

disincantata

Utente di lunga data
Ecco: ora che hai ammesso questo sei pronta per la ricostruzione, anzi, direi per la rinascita del vostro matrimonio ;)

Questo lo aveva scritto già, in effetti essere cooresponsabili di un tradimento subito iauta molto di più a ricominciare.

Effettivamente dopo due anni (ma anche molto molto meno) che non fai sesso con tuo marito/moglie se non ci sono cause fisiche rende quasi sicuro un tradimento, oggi poi con la facilità che c'è di pescaggio....la cosa logica sarebbe stato discuterne, ma capisco che dopo tanti anni a volte non ci si rende nemmeno conto di allontarsi giorno per giorno per vari motivi.

Per me ce la faranno. Le premesse ci sono tutte se lui si disincanta.
 

Nausicaa

sfdcef
Apollonia ma... Perchè?
immagino che tu per prima dovrai ancora fare chiarezza dentro di te, e non è che mi aspetto davvero
che tu risponda A ME... Ma davveró un grosso perchè mi nasce... Due anni di allontanamento emotivo? Dimcui dici di essere responsabile? Perchè? Davvero? Non lo dici per essere conciliante con lui? Come hai lasciato che accadesse? E lui non diceva nulla?

scusa, è che il mio ex mi ha trattato come uno straccio buono solo per le pulizie di casa... E non mi ha mai detto il perchè... Perchè non rispondeva alle mie domande, alle mie suppliche, alle mie disperate proteste... Finchè non ha regnato solo un silenzio rabbioso che non vedeva l'ora di esplodere. Non ha mai detto un perchè... E mi sono data le mie risposte, ma sono le mie, le mie interpretazioni, le mie teorie, le mie idee, non le sue.

E allora lo chiedo a te... Come quando i traditi chiedono ai traditori qui dentro "perchè" quando non hanno risposte dai loro, di traditori... Perchè?

E lo so che col mio ex era un caso a sè... Non avremmo dovuto sposarci, non avevamo in realtà motivo neppure per stare assieme... Ma i perchè mi sono rimasti dentro, quelli sí, le mie personali cicatrici che pulsano ancora quando arriva il cattivo tempo.

e questa è la prima volta che chiedo a qualcuno... Perchè?
 
Apollonia ma... Perchè?
immagino che tu per prima dovrai ancora fare chiarezza dentro di te, e non è che mi aspetto davvero
che tu risponda A ME... Ma davveró un grosso perchè mi nasce... Due anni di allontanamento emotivo? Dimcui dici di essere responsabile? Perchè? Davvero? Non lo dici per essere conciliante con lui? Come hai lasciato che accadesse? E lui non diceva nulla?

scusa, è che il mio ex mi ha trattato come uno straccio buono solo per le pulizie di casa... E non mi ha mai detto il perchè... Perchè non rispondeva alle mie domande, alle mie suppliche, alle mie disperate proteste... Finchè non ha regnato solo un silenzio rabbioso che non vedeva l'ora di esplodere. Non ha mai detto un perchè... E mi sono data le mie risposte, ma sono le mie, le mie interpretazioni, le mie teorie, le mie idee, non le sue.

E allora lo chiedo a te... Come quando i traditi chiedono ai traditori qui dentro "perchè" quando non hanno risposte dai loro, di traditori... Perchè?

E lo so che col mio ex era un caso a sè... Non avremmo dovuto sposarci, non avevamo in realtà motivo neppure per stare assieme... Ma i perchè mi sono rimasti dentro, quelli sí, le mie personali cicatrici che pulsano ancora quando arriva il cattivo tempo.

e questa è la prima volta che chiedo a qualcuno... Perchè?
Non importa se non capisci. Non è importante capire. Si può accettare o non accettare, questo sì. Ci sono cose che non si possono capire anche se sono le stesse cose che provi tu. Anche se usiamo le stesse parole per esprimerle. Le vite non coincidono mai: si incontrano, si scontrano, si ignorano ma non coincidono mai. Non capire, non capirsi è il destino che ci è capitato. ‘Non capisco perché fai così’. ‘Non ho capito perché lo hai fatto’. Non importa. Stai qui. Accetta o non accetta. Se accetti, stai qui. A volte si rannicchiano le nostre vite in altre vite come per nascondersi o semplicemente riposare. A volte si fanno cose solo per fare qualcosa, mossi da niente se non perché si sente arrivare lo schianto. Come si fa a spiegare la sensazione animalesca dello schianto imminente che ti porta a fare qualsiasi cosa pur di non stare fermo lì? Non importa capire. Non è importante. A volte si feriscono persone mentre si fugge, si spintona qualcuno, si inciampa, si fa cadere qualcuno che non ha colpa. E’ sbagliato, lo so. Non è un tentativo di negare le responsabilità. E’ che quando si scappa con il cuore in gola non si vede niente e nessuno se non il fuggire non importa dove, non importa come. Si sa il cosa, non sappiamo il come non importa il perché. Quando finalmente troviamo un posto dove sostare con il fiato corto, sudati, sporchi, terrorizzati, ci plachiamo un po’, per un momento, e chi hai ferito, chi hai fatto cadere, le persone e le cose su cui sei inciampato fuggendo ti passano davanti agli occhi, come in un album sfogliato lentamente. E ti senti in colpa, vorresti spiegare, vorresti ripercorrere la strada in senso contrario e dire non sai cosa, farti perdonare forse, aggiustare i cespugli, accomodare i giocattoli. Ma è inutile. Perché non si può capire, l’altro può solo accettare e ha tutto il diritto di non accettare, lo sai e devi accettarlo a tua volta, senza capirlo. E’ l’incomprensione. La grande incomprensione che può essere sconfitta solo dal corpo, dall’esserci, dallo stare lì, dallo stare qui, nonostante tutto. Non c’è niente che manca più a un uomo delle carezze tra i capelli. Di una mano fredda che si trasforma in sudore. Fuggire significa creare distanze che il ritorno non è in grado di colmare. Non fuggire significherebbe non avere paura dello schianto. Non è facile e forse non è possibile. Al ritorno quindi, non troveremo ad accoglierci chi vuol capire ma solo chi vuole esserci perché ci sei tu. Se non torniamo invece ci sistemiamo in un nuovo villaggio dove riprenderemo a tendere l’orecchio in attesa di una nuova fuga. E’ la vita? Una delle vite possibili? Non so.
 

Apollonia

Utente di lunga data
Ecco: ora che hai ammesso questo sei pronta per la ricostruzione, anzi, direi per la rinascita del vostro matrimonio ;)
Io la responsabilità l'ho sempre ammessa, almeno il mio 50%. Scoperta del tradimento lunedì sera, martedì telefonato alla psico (mi deve aver sentito un "pochino" scossa) e appuntamento da lei sabato pomeriggio.
Il mio grande sbaglio, però, è stato non esserci andata prima, molto prima, dalla psico.
Bella la parola rinascita!:smile:
 

Apollonia

Utente di lunga data
Questo lo aveva scritto già, in effetti essere cooresponsabili di un tradimento subito iauta molto di più a ricominciare.

Effettivamente dopo due anni (ma anche molto molto meno) che non fai sesso con tuo marito/moglie se non ci sono cause fisiche rende quasi sicuro un tradimento, oggi poi con la facilità che c'è di pescaggio....la cosa logica sarebbe stato discuterne, ma capisco che dopo tanti anni a volte non ci si rende nemmeno conto di allontarsi giorno per giorno per vari motivi.

Per me ce la faranno. Le premesse ci sono tutte se lui si disincanta.
Vero, vero, vero che più vero non si può!!!!;)
 

Apollonia

Utente di lunga data
Apollonia ma... Perchè?
immagino che tu per prima dovrai ancora fare chiarezza dentro di te, e non è che mi aspetto davvero
che tu risponda A ME... Ma davveró un grosso perchè mi nasce... Due anni di allontanamento emotivo? Dimcui dici di essere responsabile? Perchè? Davvero? Non lo dici per essere conciliante con lui? Come hai lasciato che accadesse? E lui non diceva nulla?
Nausicaa cara, mi credi se ti dico che non lo so? Almeno a livello razionale? Sono sei mesi che dalla psico sto lavorando su questo, ed è stata la prima cosa che mi ha chiesto quando sono andata da lei, e anche lei non se ne capacita.
Non lo dico per essere conciliante con lui, te lo assicuro. Lui ha cercato in tutti modi di svegliarmi. Sai quante volte mi ha invitata fuori a cena? Sai quante volte mi ha chiesto di andare a prendere l'aperitivo con lui? Sai quante volte mi ha chiesto di fare l'amore? Io gli ho detto infiniti NO. Ma il bello è che pensavo SI' e mi usciva dalla bocca NO. Pensa che l'estate scorsa gli ho detto NO persino alle ferie in montagna, che io adoro. Non so cosa mi sia successo.
Ho incominciato a sviscerare il problema, partendo da una situazione lavorativa pesante che mi era successa. Ho chiesto aiuto morale a lui, lui non gli ha dato importanza. Non so se, a livello inconscio, io mi sia arrabbiata, o se per una certa situazione (che non sto a descrivere sul forum, ma che non riguarda donne) io sia stata gelosa, fatto sta che piano piano c'è stato questo allontanamento, questo rifiuto mio di condividere con lui, finchè mi ha chiesto di collaborare ad un suo progetto, io gli ho detto l'ennesimo no e lui mi ha detto che lo avrebbe chiesto a lei (che fino ad allora era un'amica). Ok, ho risposto, fai pure. E da lì...
Ho letto in un libro che i no che si dicono, non sono tanto rivolti alla persona, quanto alla situazione che quella persona rappresenta. Penso che per me sia stato così. Ma ancora oggi non so cosa mi sia successo. Penso che sia una questione di buttar giù i muri (mi sembra di averne parlato con Quibb). Ho una forza tremenda nel sorreggerli. Quando la psico trova uno spiraglio, cerca di passare da lì, so che tende la mano, so che lo fa per me, ma io metto subito cemento e tappo la falla.

scusa, è che il mio ex mi ha trattato come uno straccio buono solo per le pulizie di casa... E non mi ha mai detto il perchè... Perchè non rispondeva alle mie domande, alle mie suppliche, alle mie disperate proteste... Finchè non ha regnato solo un silenzio rabbioso che non vedeva l'ora di esplodere. Non ha mai detto un perchè... E mi sono data le mie risposte, ma sono le mie, le mie interpretazioni, le mie teorie, le mie idee, non le sue.
E allora lo chiedo a te... Come quando i traditi chiedono ai traditori qui dentro "perchè" quando non hanno risposte dai loro, di traditori... Perchè?
Non scusarti. Mio marito pensava che avessi qualcuno, e dal suo punto di vista era più che plausibile. Questa è stata la sua interpretazione.
Dalla psico, però, è venuta fuori anche una cattiva comunicazione tra di noi. Infatti sto facendo lezioni di "buona comunicazione". Ma questo risale alla mia famiglia di origine. E forse anche al mio carattere. Sai cosa mi ha detto la psico analizzando il mio vissuto personale? "Signora, non mi sarei stupita affatto se lei avesse un passato da alcolista o da drogata. Anzi mi stupisco come abbia fatto a non cadere in una di queste situazioni."
Pensa che sono completamente astemia e non ho mai fumato uno spinello in vita mia, tanto meno droghe pesanti!
Io facevo molta fatica a parlare. Stavo male, ma non riuscivo a parlare. Nella mia testa si formavano i sì, sì che voglio uscire a cena, sì che voglio far l'amore con te, sì che voglio coccolarti, ma alla fine... no, no, no.

E lo so che col mio ex era un caso a sè... Non avremmo dovuto sposarci, non avevamo in realtà motivo neppure per stare assieme... Ma i perchè mi sono rimasti dentro, quelli sí, le mie personali cicatrici che pulsano ancora quando arriva il cattivo tempo.

e questa è la prima volta che chiedo a qualcuno... Perchè?
Ognuno ha i propri perchè. Ma spesso non li sa nemmeno l'interessato. Spero che i miei, con la psicoterapia vengano fuori. Perchè è terribile pensare che si buttano via così degli anni della vita. Vicino a perosne che ti hanno voluto bene.
 

Apollonia

Utente di lunga data
Non importa se non capisci. Non è importante capire. Si può accettare o non accettare, questo sì. Ci sono cose che non si possono capire anche se sono le stesse cose che provi tu. Anche se usiamo le stesse parole per esprimerle. Le vite non coincidono mai: si incontrano, si scontrano, si ignorano ma non coincidono mai. Non capire, non capirsi è il destino che ci è capitato. ‘Non capisco perché fai così’. ‘Non ho capito perché lo hai fatto’. Non importa. Stai qui. Accetta o non accetta. Se accetti, stai qui. A volte si rannicchiano le nostre vite in altre vite come per nascondersi o semplicemente riposare. A volte si fanno cose solo per fare qualcosa, mossi da niente se non perché si sente arrivare lo schianto. Come si fa a spiegare la sensazione animalesca dello schianto imminente che ti porta a fare qualsiasi cosa pur di non stare fermo lì? Non importa capire. Non è importante. A volte si feriscono persone mentre si fugge, si spintona qualcuno, si inciampa, si fa cadere qualcuno che non ha colpa. E’ sbagliato, lo so. Non è un tentativo di negare le responsabilità. E’ che quando si scappa con il cuore in gola non si vede niente e nessuno se non il fuggire non importa dove, non importa come. Si sa il cosa, non sappiamo il come non importa il perché. Quando finalmente troviamo un posto dove sostare con il fiato corto, sudati, sporchi, terrorizzati, ci plachiamo un po’, per un momento, e chi hai ferito, chi hai fatto cadere, le persone e le cose su cui sei inciampato fuggendo ti passano davanti agli occhi, come in un album sfogliato lentamente. E ti senti in colpa, vorresti spiegare, vorresti ripercorrere la strada in senso contrario e dire non sai cosa, farti perdonare forse, aggiustare i cespugli, accomodare i giocattoli. Ma è inutile. Perché non si può capire, l’altro può solo accettare e ha tutto il diritto di non accettare, lo sai e devi accettarlo a tua volta, senza capirlo. E’ l’incomprensione. La grande incomprensione che può essere sconfitta solo dal corpo, dall’esserci, dallo stare lì, dallo stare qui, nonostante tutto. Non c’è niente che manca più a un uomo delle carezze tra i capelli. Di una mano fredda che si trasforma in sudore. Fuggire significa creare distanze che il ritorno non è in grado di colmare. Non fuggire significherebbe non avere paura dello schianto. Non è facile e forse non è possibile. Al ritorno quindi, non troveremo ad accoglierci chi vuol capire ma solo chi vuole esserci perché ci sei tu. Se non torniamo invece ci sistemiamo in un nuovo villaggio dove riprenderemo a tendere l’orecchio in attesa di una nuova fuga. E’ la vita? Una delle vite possibili? Non so.
Conte, è farina del tuo sacco? Se sì, complimenti perchè hai dato una interpretazione personale che io condivido. E' la fase in cui mi trovo adesso io, rispetto al tradimento: il comprendere.
Se non è farina tua, va bene lo stesso, perchè hai pensato di postare lo scritto.
Però ti prego, non essere troppo serio e torna a fare il ca@@@ne!:rotfl::D
 

Diletta

Utente di lunga data
Conte, è farina del tuo sacco? Se sì, complimenti perchè hai dato una interpretazione personale che io condivido. E' la fase in cui mi trovo adesso io, rispetto al tradimento: il comprendere.
Se non è farina tua, va bene lo stesso, perchè hai pensato di postare lo scritto.
Però ti prego, non essere troppo serio e torna a fare il ca@@@ne!:rotfl::D


...forse non lo conosci ancora come si deve (bisogna averlo letto da anni e non basta ancora...) ma ti dico che dalle sue dita escono spesso e volentieri delle perle di saggezza!
Uno dei suoi scritti a suo tempo illuminò così tanto la mia mente e non esagero se dico che ha contribuito a "salvarci"!
 
Stato
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