Cito questo di Sienne per scrivere su questo 3D che ancora devo leggere tutto...però, quante già sono le cose che ho letto. Mi richiamo ancora una volta all' amore necessario e agli amori collaterali di sartriana memoria. Secondo me non tutti necessariamente devono situarsi o situare l'amore nella cornice con-iugale. Se lo fai, ma forse si fa troppo spesso rispetto a quanto richiesto dal mondo e dalle specifiche vite, scegli non solo il con-sorte, ma anche e soprattutto il lavoro di tessere una biografia comune, operare amorosamente in una quotidianità con l'intento principale di renderla inesauribile. Nella passione patisci, sei patico nel senso che la subisci, ne sei travolto, sei pass-ivo, non in senso deteriore, ma nel senso che senti, sei pervaso e sei travolto, mentre nell'amore da con-sorti devi necessariamente essere più operativo. E' la tessitura della quotidianità a cui ci si apre senza residui per testare le sue inesauribili possibilità e infinite possibilità d'incontro. La manutenzione della quotidianità, e il brivido della quotidianità, cito Nausicaa e Chiara Matraini:up::up:! E sì, in questo trovano dimora anche i momenti in cui non dico la passione, ma anche l'amore sembra morto. Ci sono momenti in cui l'amore appare povero, brullo, scabro, arido. La tessitura biografica si sfilaccia, mostra una zona brutta, scolorita e lisa. Certe volte è soltanto il richiamo che quella zona deve essere ritessuta, rammendata (il rammendo è un'arte faticosa, finissima e accurata...non è mettere una toppa). Forse è soltanto una delle facce brutte dell'amore, che ha facce belle, brutte, così così. Ci sto pensando.