io ho dovuto dimenticare molto e quindi la sola tecnica di rielaborare ogni torto subito non era sufficiente. quindi ho creato un cosiddetto castello dei ricordi, che contiene un numero elevato di stanze, ognuna con caratteristiche particolari, di facile ricordo (colori, odori, sapori, suoni, temperature, tatto, in base ai sensi). ogni stanza rappresenta un gruppo di ricordi ben preciso, e dentro la stanza si trovano contenitori di vario genere, dove si depositano i ricordi.
il trucco sta nel deposito mirato e sistematico dei ricordi, e rivisitare tutte le stanze abbastanza spesso, ravanando nei ricordi, come se si leggesse un libro. poi si rimette, senza particolare coinvolgimento al suo posto. con il tempo, la mente si svuota, mentre il castello è pieno di ricordi, quasi tutti da buttar via.
è importante lasciare anche qualche ricordo "buono", perché rimanga la voglia di tornarci su. tuttavia, a un certo punto si da fuoco al castello. lo si fa nell'immaginario, e nel contempo si volge pagina nella propria vita. mentre il castello brucia, si rivolge lo sguardo verso una nuova meta, completamente nuova e abbandonando letteralmente tutto il mondo conosciuto. quindi si prende un nuovo lavoro, si cambia casa, si lasciano tutti gli oggetti da qualche parte, irrecuperabili. non distrutti, si lasciano, si abbandonano. questi oggetti abbandonati sono l'ancora per tornare, se dovesse essere necessario. senza questa ancora, non si può abbandonare tutto. invece così è semplice.
con il nuovo lavoro, nuova casa, nuove cose si introducono anche nuovi sentimenti e il castello appartiene al passato. i suoi contenuti scompaiono dalla mente, perché lo spazio occupato dai ricordi non è più contenuto nella mente, ma nello spirito. dal momento che è lo spirito a contenerli, non sono più i tuoi ricordi, ma dell'universo, e contemporaneamente non sei più tu che li rappresenta. cioè i ricordi non scompaiono, ma non sono più i tuoi. e per fare la prove del nove, provi a rincorrere un ricordo "buono" lasciato nel castello, e non lo trovi più, o se lo trovi, ha perso tutto il suo fascino.
e da questo momento in poi nessuno ti riconosce, né genitori, né sorelle e fratelli, né figli, amici e conoscenti. per loro ti sei allontanato talmente che a volte faticano a verderti