...e riporto un pezzo del brano, a conclusione della quale, ho trovato un brano di Kundera che mi ha particolarmente colpito.
È chiara una cosa: chi tradisce viene meno a un impegno preso. E gli altri due protagonisti della situazione saranno colui o colei che è stato tradito, e la persona con la quale si è tradito. Ognuno di loro sarà coinvolto, o travolto da sentimenti molto forti. Chi tradisce prova l’ebbrezza della passione, della trasgressione, ma anche sentimenti di colpa, di smarrimento, confuso tra passato presente e futuro, si chiederà “cosa voglio veramente?” (oppure metterà tutto questo brusìo interiore a tacere, godendosi il presente e rimandando ogni interrogativo e decisione, “ragioniere” del suo tempo e dei suoi sentimenti).
Chi è tradito proverà dolore, insieme a rabbia, rancore, a volte desiderio di vendetta, o, al contrario, rimarrà immobile, facendo finta di niente, negando l’evidenza: in entrambi i casi si sentirà derubato, svuotato di qualcosa che ormai considerava parte di sé, a volte senza neanche l’orgoglio e quel sano amore per sé tale da reagire. Ma anche la terza persona, colui o colei che si è inserito nella coppia, soffre: soffre per un bene che non è solo suo, anche lei o lui si sente tradito, come se non valesse abbastanza, come se non meritasse di più, nel limbo di una continua attesa.
Bellissime le parole di M. Kundera ne “L’ignoranza”: “…non c’è niente da fare. Omero rese gloria alla nostalgia con una corona d’alloro e stabilì in tal modo una gerarchia morale dei sentimenti. Penelope sta in cima, molto al di sopra di Calipso. Oh Calipso! Penso spesso a lei. Ha amato Ulisse. Hanno vissuto insieme sette anni. Non sappiamo per quanto tempo Ulisse avesse condiviso il letto di Penelope, ma non così a lungo. Eppure tutti esaltano il dolore di Penelope e irridono le lacrime di Calipso”.
Pur essendo la terza persona, ho provato non solo quelle sensazioni descritte ma, tutte quelle emozioni che vanno dalla rabbia all'immobilità tipiche della persona tradita.
Tuttavia, ieri sera mentre ero qui a rispondere ai vari post, ho pensato che una fortuna è stata anche approdare e qui e scrivere. Il confronto il continuo scambio, mi ha tenuta la mente occupata e mi ha distratto da altri pensieri o dal fare altre azioni a mio svantaggio.
Per cui mi auguro di riuscire a tener vivo queste pagine, o altre discussione, al fine di avere il tempo di far decantare i sentimenti negativi distraendomi, fino a quando non riuscirò a poter riprendere il controllo della mia vita.....che spero capiti a breve!
Grazie a tutti, quelli che sono venuti qui, con cui mi sono scontrata e con cui ho potuto confrontarmi, con cui sono riuscita a risolvere incomprensioni, che a volte derivano più dal mondo in cui si scrive e dall'altra si interpreta che dai intenti.
Perchè comunicare scrivendo è di per se, difficile!
@Ospite2 se vuoi prendere il posto della mia psicanalista sarò bene felice, se vuoi ci spostiamo in pvt per ampliare la conversazione!