Violenza sessuale

Brunetta

Utente di lunga data
È capitato, bastava sottrarsi e ciò non implicava estromissione.
Era una situazione fluida ma forse, a ben pensarci, davvero troppo particolare.

Comunque, questa sorta di ammirazione di cui parlavi, io non l'ho mai percepita.
Neppure in altri gruppi.
Non ho parlato di ammirazione, ma di attribuzione di una conferma di femminilità attraverso toccamenti, ma anche apprezzamenti pubblici. Io l’ho notato per l'incredulità visibile di fronte al mio racconto.

 

Skorpio

Utente di lunga data
La condivisione del senso di un gesto non ha nulla a che vedere con il CONSENSO a agire

E do per scontato che lo sai perfettamente

Io lo so benissimo che tu stasera vuoi venire a portarmi il regalino di natale a casa dopo cena perché mi vuoi molto bene, e so altrettanto benissimo che il tuo venire al mio uscio è pregno di sentimenti amorevoli per me.

Questo NON significa che tu stasera NON mi romperai i coglioni se vieni, perché io dopo cena NON voglio gente all'uscio da ospitare anche 30 secondi, anche se munita di ogni sentimento positivo

Ho condiviso la tua intenzione, il gesto che vuoi fare, e tutto il resto.

ma io stasera, dopo cena , non do alcun consenso né disponibilità a ricevere gente.

E se ti presenti e pretendi di entrare perché io DEVO capire che mi vuoi troppo bene, e non se ne parla nemmeno che tu non mi consegni il regalino, io mi sento sottoposto a violenza
 

isabel

Utente di lunga data
Non ho parlato di ammirazione, ma di attribuzione di una conferma di femminilità attraverso toccamenti, ma anche apprezzamenti pubblici. Io l’ho notato per l'incredulità visibile di fronte al mio racconto.

Ammirazione come "attestazione di figaggine", riconoscimento insomma.
Ho sintetizzato (male) per la fretta.
Dovrei pensarci perché, almeno nella mia percezione, apprezzamenti verbali e toccamenti, non hanno la stessa valenza, magari è la mia prospettiva in questo senso ad essere superficiale.
In realtà, in nessuno dei due casi io -su di me - colgo una qualche conferma, se manca la conoscenza, non so se si capisce.

Però, riguardo all'apprezamento pubblico il compiacimento mi è capitato di percepirlo in alcune. Concordo.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ammirazione come "attestazione di figaggine", riconoscimento insomma.
Ho sintetizzato (male) per la fretta.
Dovrei pensarci perché, almeno nella mia percezione, apprezzamenti verbali e toccamenti, non hanno la stessa valenza, magari è la mia prospettiva in questo senso ad essere superficiale.
In realtà, in nessuno dei due casi io -su di me - colgo una qualche conferma, se manca la conoscenza, non so se si capisce.

Però, riguardo all'apprezamento pubblico il compiacimento mi è capitato di percepirlo in alcune. Concordo.
Ma non è mio. È delle colleghe.
Se dicessi la regione di provenienza, risulterei razzista. Non voglio sembrarlo perché non è vero. Non è un pensiero, neppure implicito, di altre provenienti dalla stessa zona.
Ma anche gli apprezzamenti verbali hanno valore diverso nel tempo e nello spazio.
Negli anni sessanta era noto che d’estate tante ragazze arrivavano in Italia dai paesi nordici per essere gratificate da quella che veniva definito calore o galanteria italiana.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
La condivisione del senso di un gesto non ha nulla a che vedere con il CONSENSO a agire

E do per scontato che lo sai perfettamente

Io lo so benissimo che tu stasera vuoi venire a portarmi il regalino di natale a casa dopo cena perché mi vuoi molto bene, e so altrettanto benissimo che il tuo venire al mio uscio è pregno di sentimenti amorevoli per me.

Questo NON significa che tu stasera NON mi romperai i coglioni se vieni, perché io dopo cena NON voglio gente all'uscio da ospitare anche 30 secondi, anche se munita di ogni sentimento positivo

Ho condiviso la tua intenzione, il gesto che vuoi fare, e tutto il resto.

ma io stasera, dopo cena , non do alcun consenso né disponibilità a ricevere gente.

E se ti presenti e pretendi di entrare perché io DEVO capire che mi vuoi troppo bene, e non se ne parla nemmeno che tu non mi consegni il regalino, io mi sento sottoposto a violenza
Secondo te, quindi, la discrimine è il gesto e la condivisione del SENSO del gesto?

E, sempre secondo te, il consenso, si fonda sul gesto e sulla condivisione del significato del gesto?
 

Skorpio

Utente di lunga data
Secondo te, quindi, la discrimine è il gesto e la condivisione del SENSO del gesto?

E, sempre secondo te, il consenso, si fonda sul gesto e sulla condivisione del significato del gesto?
??????

ho esordito al post precedente scrivendo che l'argomento del clip che hai postato "non ha nulla a che vedere con il consenso a agire"

e qui in questa frase, credo ci sia già già la risposta alle tue domande.

ora.. vorrei farne una io a te di domande:

tu sei disposta a accogliere il fatto che un maschio che a bordo campo fa il suo lavoro di cameraman, possa vivere dentro di se 5 giocatori di 80 kg che gli piovono addosso, travolgendolo, come una violenza fisica alla sua persona? (non sessuale, ovviamente).

perché ha la propria vita, i propri cazzi, le proprie ansie e la propria poca voglia di scherzare... chi lo sa il perché..

sei disposta ad accogliere questo?

Oppure rifiuti totalmente di accogliere questa teorica percezione di un maschio, andando a botta sicura a dire che no, non vedi violenza..

e come motivi questo tuo rifiuto di accogliere eventualmente?

Forse perché lui in quanto maschio DEVE prenderla in modo goliardico? O perché in fondo erano tutti fra uomini?

O perché se si trovava lì a bordo campo, in fondo se la è cercata?

Perché?
 

Foglia

utente viva e vegeta
tutto questo “da dire” fatico davvero a comprenderlo.
come se ci fosse bisogno di una autorizzazione morale per condannare uno che ha dato una pacca sul culo ha una.
l’ha fatto? Si
è vietato? Si
e‘ reato? Si.
deve essere punito? Se è reato si
cosa c‘e ancora da aggiungere?
e’ legislatore che decide cosa è reato, mica il bar.
le stuprate continueranno ad essere processate per essere andate dove sarebbe potuto accadere loro.
non vi trovo nulla di anormale nel ricordare che ci sono zone e orari pericolosi per due ragazze sole.

non siamo i primi noi genitori a fare mille raccomandazioni ai nostri figli?
poi è ovvio che ogni donna è libera di andare dove vuole, ma lo fa a suo rischio e pericolo.
perché se è vero che nessuna violenza è giustificabile è altrettanto vero che se a me mi dicono non andare la che potrebbe essere pericoloso in determinati orari, magari ci vado lo stesso ma mi ci faccio accompagnare.
e qualcuno dirà, beh ma allora non siamo libera di andare fare e forcare a tutte le ore se non ci violentano?
esatto.
Il diritto non "piomba" giù dall'alto. E' specchio di una società, talvolta anche della morale.
Nel grassetto rilevo una enorme contraddizione: è normale che le stuprate siano "processate" poiché nel posto sbagliato al momento sbagliato?

Oppure pagano INGIUSTAMENTE il fatto di non essere state prudenti?

Il problema è che molto spesso avviene ancora quel che dici tu: e che sia il posto sbagliato, o l'indumento sbagliato, il principio non cambia. Perché viviamo ancora (e lo ripeto) in una società in cui - fino a 50 anni fa - ciò che era CONSENTITO agli uomini, non lo era alle donne. Parlo del diritto eh. Che però non è una roba calata in un contesto ad esso estraneo. Mica c'è da stupirsi se ancora oggi, come sottolinei tu, tutti si riconosca a parole la gravità dello stupro, ma poi ci sia sempre quel "retro" di domanda: epperò l'avrà mica fatta annusare? Epperò se l'è cercata. E via dicendo. Quasi che i "piani" si vadano ad intersecare tra loro, in una sorta di attenuante concessa al colpevole (poveretto, con un culo così, come avrebbe potuto resistere? Oppure: si, ha stuprato, però cazzo, anche quella che si trovava in una via isolata al buio in minigonna, avrebbe potuto starsene a casa sua". Questo è l'inizio del processo che sovente si apre sulla vittima di violenza sessuale (le motivazioni possono essere tante eh: c'è stato anche chi, a proposito della giornalista, avrebbe scritto che siccome - secondo lui - la avrebbe data a Moggi - e via un bel "giudizio" sulla sua vita sessuale - allora perché ribellarsi a una pacca sul culo? :)

Questi sono ancora i giorni nostri, mica secoli fa. Poi si capisce perché, talvolta, denunciare, apre una sorta di calvario, mediatico e giudiziario, ahimè ancora ;), ma non possiamo pensare che non sia frutto del nostro passato anche recente, ed espressione di quel che siamo. Ad oggi. Sicuramente meglio di 50 anni fa, checché se ne dica, per il semplice fatto (ovviamente dico tutto a mio parere, eh) che almeno la parola "violenza" con riferimento a una pacca sul culo, sia oggetto di discussione, seppure controversa.

Ben altro discorso è la consapevolezza del mondo in cui viviamo (e pertanto l'adeguarsi a tenere un determinato comportamento, sia pure limitativo della libertà, nella prospettiva della propria incolumità. Triste è che sovente, a incolumità violata, il giudizio di opportunità "torni" per l'appunto sotto forma di un processo alle presunte intenzioni DELLA VITTIMA).
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
??????

ho esordito al post precedente scrivendo che l'argomento del clip che hai postato "non ha nulla a che vedere con il consenso a agire"

e qui in questa frase, credo ci sia già già la risposta alle tue domande.

ora.. vorrei farne una io a te di domande:

tu sei disposta a accogliere il fatto che un maschio che a bordo campo fa il suo lavoro di cameraman, possa vivere dentro di se 5 giocatori di 80 kg che gli piovono addosso, travolgendolo, come una violenza fisica alla sua persona? (non sessuale, ovviamente).

perché ha la propria vita, i propri cazzi, le proprie ansie e la propria poca voglia di scherzare... chi lo sa il perché..

sei disposta ad accogliere questo?

Oppure rifiuti totalmente di accogliere questa teorica percezione di un maschio, andando a botta sicura a dire che no, non vedi violenza..

e come motivi questo tuo rifiuto di accogliere eventualmente?

Forse perché lui in quanto maschio DEVE prenderla in modo goliardico? O perché in fondo erano tutti fra uomini?

O perché se si trovava lì a bordo campo, in fondo se la è cercata?

Perché?
Sii gentile :)

Non anticiparmi e prova a seguirmi, se puoi.

Ti ripropongo quel che ti chiedevo

"Secondo te, quindi, la discrimine è il gesto e la condivisione del SENSO del gesto?

E, sempre secondo te, il consenso, si fonda sul gesto e sulla condivisione del significato del gesto?"
 

Brunetta

Utente di lunga data
??????

ho esordito al post precedente scrivendo che l'argomento del clip che hai postato "non ha nulla a che vedere con il consenso a agire"

e qui in questa frase, credo ci sia già già la risposta alle tue domande.

ora.. vorrei farne una io a te di domande:

tu sei disposta a accogliere il fatto che un maschio che a bordo campo fa il suo lavoro di cameraman, possa vivere dentro di se 5 giocatori di 80 kg che gli piovono addosso, travolgendolo, come una violenza fisica alla sua persona? (non sessuale, ovviamente).

perché ha la propria vita, i propri cazzi, le proprie ansie e la propria poca voglia di scherzare... chi lo sa il perché..

sei disposta ad accogliere questo?

Oppure rifiuti totalmente di accogliere questa teorica percezione di un maschio, andando a botta sicura a dire che no, non vedi violenza..

e come motivi questo tuo rifiuto di accogliere eventualmente?

Forse perché lui in quanto maschio DEVE prenderla in modo goliardico? O perché in fondo erano tutti fra uomini?

O perché se si trovava lì a bordo campo, in fondo se la è cercata?

Perché?
Tu non segui il calcio, vero?
 

Skorpio

Utente di lunga data
Sii gentile :)

Non anticiparmi e prova a seguirmi, se puoi.

Ti ripropongo quel che ti chiedevo

"Secondo te, quindi, la discrimine è il gesto e la condivisione del SENSO del gesto?

E, sempre secondo te, il consenso, si fonda sul gesto e sulla condivisione del significato del gesto?"
Se poi risponderai alle mie domande , nessun problema a essere gentile e seguirti

Ma voglio la garanzia che dopo risponderai e seguirai tu me.

A me piacciono i rapporti di scambio completo

Il cane si fa un pò per uno ;)
 

Pincopallino

Utente di lunga data
Il diritto non "piomba" giù dall'alto. E' specchio di una società, talvolta anche della morale.
Nel grassetto rilevo una enorme contraddizione: è normale che le stuprate siano "processate" poiché nel posto sbagliato al momento sbagliato?

Oppure pagano INGIUSTAMENTE il fatto di non essere state prudenti?

Il problema è che molto spesso avviene ancora quel che dici tu: e che sia il posto sbagliato, o l'indumento sbagliato, il principio non cambia. Perché viviamo ancora (e lo ripeto) in una società in cui - fino a 50 anni fa - ciò che era CONSENTITO agli uomini, non lo era alle donne. Parlo del diritto eh. Che però non è una roba calata in un contesto ad esso estraneo. Mica c'è da stupirsi se ancora oggi, come sottolinei tu, tutti si riconosca a parole la gravità dello stupro, ma poi ci sia sempre quel "retro" di domanda: epperò l'avrà mica fatta annusare? Epperò se l'è cercata. E via dicendo. Quasi che i "piani" si vadano ad intersecare tra loro, in una sorta di attenuante concessa al colpevole (poveretto, con un culo così, come avrebbe potuto resistere? Oppure: si, ha stuprato, però cazzo, anche quella che si trovava in una via isolata al buio in minigonna, avrebbe potuto starsene a casa sua". Questo è l'inizio del processo che sovente si apre sulla vittima di violenza sessuale (le motivazioni possono essere tante eh: c'è stato anche chi, a proposito della giornalista, avrebbe scritto che siccome - secondo lui - la avrebbe data a Moggi - e via un bel "giudizio" sulla sua vita sessuale - allora perché ribellarsi a una pacca sul culo? :)

Questi sono ancora i giorni nostri, mica secoli fa. Poi si capisce perché, talvolta, denunciare, apre una sorta di calvario, mediatico e giudiziario, ahimè ancora ;), ma non possiamo pensare che non sia frutto del nostro passato anche recente, ed espressione di quel che siamo. Ad oggi. Sicuramente meglio di 50 anni fa, checché se ne dica, per il semplice fatto (ovviamente dico tutto a mio parere, eh) che almeno la parola "violenza" con riferimento a una pacca sul culo, sia oggetto di discussione, seppure controversa.

Ben altro discorso è la consapevolezza del mondo in cui viviamo (e pertanto l'adeguarsi a tenere un determinato comportamento, sia pure limitativo della libertà, nella prospettiva della propria incolumità. Triste è che sovente, a incolumità violata, il giudizio di opportunità "torni" per l'appunto sotto forma di un processo alle presunte intenzioni DELLA VITTIMA).
Si può condensare in 5 righe? Massimo 6? Anche senza faccine che in questo contesto trovo inutili. Grazie.
 

isabel

Utente di lunga data
Ma non è mio. È delle colleghe.
Se dicessi la regione di provenienza, risulterei razzista. Non voglio sembrarlo perché non è vero. Non è un pensiero, neppure implicito, di altre provenienti dalla stessa zona.
Ma anche gli apprezzamenti verbali hanno valore diverso nel tempo e nello spazio.
Negli anni sessanta era noto che d’estate tante ragazze arrivavano in Italia dai paesi nordici per essere gratificate da quella che veniva definito calore o galanteria italiana.
Perché il tutto è da collocarsi, come mi pare si sia fatto nel corso del thread, all'interno del periodo storico e dell'area geografica.
In sostanza, si tratta di società.
Non si tratta di donne punto.
Uomini punto.
Si tratta di significati, condivisi o meno e posizionamenti reciproci.
Per questo ritengo questa discussione, in tutte le pieghe che ha assunto, molto interessante.
 

Skorpio

Utente di lunga data
E allora saprai che sono strani 😂
Per festeggiare un gol si baciano, per festeggiare i Mondiali si prendono a pugni.
Certo che lo so!
E non è un caso che tentassi di sottolineare che è un "mondo" nel quale un singolo gesto può assumere forme e letture diverse dal normale.

E con le telecamere in giro, peggio ancora
 
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