Il diritto non "piomba" giù dall'alto. E' specchio di una società, talvolta anche della morale.
Nel grassetto rilevo una enorme contraddizione: è normale che le stuprate siano "processate" poiché nel posto sbagliato al momento sbagliato?
Oppure pagano INGIUSTAMENTE il fatto di non essere state prudenti?
Il problema è che molto spesso avviene ancora quel che dici tu: e che sia il posto sbagliato, o l'indumento sbagliato, il principio non cambia. Perché viviamo ancora (e lo ripeto) in una società in cui - fino a 50 anni fa - ciò che era CONSENTITO agli uomini, non lo era alle donne. Parlo del diritto eh. Che però non è una roba calata in un contesto ad esso estraneo. Mica c'è da stupirsi se ancora oggi, come sottolinei tu, tutti si riconosca a parole la gravità dello stupro, ma poi ci sia sempre quel "retro" di domanda: epperò l'avrà mica fatta annusare? Epperò se l'è cercata. E via dicendo. Quasi che i "piani" si vadano ad intersecare tra loro, in una sorta di attenuante concessa al colpevole (poveretto, con un culo così, come avrebbe potuto resistere? Oppure: si, ha stuprato, però cazzo, anche quella che si trovava in una via isolata al buio in minigonna, avrebbe potuto starsene a casa sua". Questo è l'inizio del processo che sovente si apre sulla vittima di violenza sessuale (le motivazioni possono essere tante eh: c'è stato anche chi, a proposito della giornalista, avrebbe scritto che siccome - secondo lui - la avrebbe data a Moggi - e via un bel "giudizio" sulla sua vita sessuale - allora perché ribellarsi a una pacca sul culo?
Questi sono ancora i giorni nostri, mica secoli fa. Poi si capisce perché, talvolta, denunciare, apre una sorta di calvario, mediatico e giudiziario, ahimè ancora

, ma non possiamo pensare che non sia frutto del nostro passato anche recente, ed espressione di quel che siamo. Ad oggi. Sicuramente meglio di 50 anni fa, checché se ne dica, per il semplice fatto (ovviamente dico tutto a mio parere, eh) che almeno la parola "violenza" con riferimento a una pacca sul culo, sia oggetto di discussione, seppure controversa.
Ben altro discorso è la consapevolezza del mondo in cui viviamo (e pertanto l'adeguarsi a tenere un determinato comportamento, sia pure limitativo della libertà, nella prospettiva della propria incolumità. Triste è che sovente, a incolumità violata, il giudizio di opportunità "torni" per l'appunto sotto forma di un processo alle presunte intenzioni DELLA VITTIMA).