Premesso che io sono cresciuto in una famiglia di sole donne e quindi sono abbastanza lontano dallo stereotipo maschile sia per gli interessi "tipici" (calcio, macchine, porno, donne, in quest'ordine

) che nel linguaggio e nel modo di rapportarmi all'altro sesso, credo però che lo stereotipo sia tale per una semplice questione statistica. Se ad esempio incontro un uomo per la prima volta e parlando lui mi chiede per che squadra tengo, dando per scontato che io tenga a qualcosa, è perché un'elevata percentuale di uomini seguono il calcio ed è strano che non sia così. Non il contrario.
Ora, la tua domanda è, secondo me, fuorviante in quanto implica che ci sia un modello comune tra i due sessi a cui tendere e che chi non tende a quel modello sbaglia. Il modello in questione è quello della relazione sentimentale duratura e paritetica.
Per quanto ciò sia oggettivamente e socialmente auspicabile all'uomo stereotipo non gliene sbatte un'emerita cippa di raggiungere questa condizione perché quello che vuole è qualcuno da sottomettere (sessualmente, emotivamente, da un punto di vista pratico: gestione figli, lavori domestici, ecc).
Quando quest'uomo punta alla trombata occasionale e si finge "semplicemente" romantico è paradossalmente
più onesto di quando cerca quella duratura (accompagnata se possibile da buona cucina e calzini lavati) e finge amore per arrivare al matrimonio/convivenza così da non fare la fatica di doversela cercare ogni volta sta trombata. Che a far finta di essere gentleman si fa fatica, eh!

Questi uomini sono stronzi se si parte dal presupposto che l'altro atteggiamento, quello del rispetto e della pariteticità sia giusto soggettivamente o almeno auspicabile. Ma loro non si sentono stronzi. Applicano il loro modello che in parte è culturale e in parte è genetico.
E non dimentichiamoci dello stereotipo femminile che vede la donna come una detentrice della sfera emotiva e familiare e, allo stesso tempo (in tempi più recenti) di una ritrovata identità, libertà e indipendenza (spesso non originali ma forzatamente ricalcate sul modello maschile).
Queste donne partono quindi già da una contraddizione che si traduce poi nel gestire la relazione in modo volutamente contraddittorio (conscio o meno che sia). Si trovano uomini che danno loro quello che vogliono: sia il romanticismo ad inizio storia che la libertà alla fine (con tanto di dolo altrui, perché è lui che le molla). E sono pronte per ricominiciare una nuova storia con tanto altro romanticismo (finto), cosa che in una storia "vera" e duratura dopo un po' smetterebbe di esserci o non sarebbe più come i primi tempi. A me sa che anche loro sono contente così, comprese le lacrime di coccodrillo che fanno sempre parte dello stereotipo.
Quindi forse non sbaglia nessuno.
Ribadisco che parlo di stereotipi. Ma anche se questo non è ciò che cerco ed auspico nelle persone (uomini e donne) temo che i numeri non giochino a mio favore..