giorgiocan
Utente prolisso
Alla prima parte, Chiara me l'ha messa come "Non ti preoccupare, povero demente che non credi, la mia divinità che esiste eccome si prenderà cura anche dei dementi come te, anche se non vogliono!". Non solo stizzisce, mi sa pure di minaccia. Devi pensare che nella testa di un ateo, immaginare una creatura di luce e amore che popola i pensieri di Chiara e immaginare Godzilla o un mobile bar (senza offesa, davvero, è solo per farmi capire) è più o meno la stessa cosa, quindi quanto auspicato da Chiara può suonare piuttosto inquietante.Ma scusa per una persona che non crede che differenza fa se altri credono in un Dio misericordioso che accoglie tutti?
Da questo concetto come hai evinto l'idea di un Dio che ti viene a stanare quasi fosse il diavoletto che immaginano i bambini.
Ampliando l'argomento, io ho sempre pensato che, essendo l'idea di Dio del tutto trascendente e inconoscibile per definizione, ognuno si riferisca invece a una propria immagine interna che corrisponde all'immagine genitoriale resa metafisica.
Non pensi che questo possa creare questo acceso confronto?
Perché, ovviamente, se ognuno parla del proprio genitore non ci si potrà trovare d'accordo neanche tra fratelli.
Sul neretto: sono completamente d'accordo e mi pare uno spunto assai interessante! :up:
Non avevo pensato all'immagine genitoriale, ma volevo proprio portare all'attenzione la soggettività necessaria anche soltanto a "intuire" Dio.