Alce Veloce
Utente di lunga data
Le scrivo: cosa farai quando lui tornerà? "Non lo so".
La sera, dopo un po' che mi rigiro nel letto e non riesco a dormire le pongo di nuovo la domanda: "Lo incontrerò per dirgli che non ci sentiremo più".
Perchè, le chiedo: non risponde.
A quel punto le ripeto, per l'ennesima volta il solito discorso: guarda che io sto desiderando una storia diversa, vorrei incontrare qualcuno, io non posso pensare di ricominciare con te. Ci considero separati di fatto, quindi non fare cose in funzione di noi, perche "noi" non c'è più da un pezzo.
Piange disperata, dice che tra noi non è finita, che lei (cazzo ma si rende conto di quello che dice?) è così orgogliosa di quello che faccio e che io sia suo marito, che lei prova ancora amore per me.
Mi sembra che un discorso del genere andrebbe bene per un cane di razza che vince qualche concorso.
La faccio parlare un po' (sono in uno di quei momenti di grazia in cui riesco a razionalizzare e condurre la situazione con serenità) e lei mi racconta che si sente contenta da un lato che lui sia lontano, ma prova gioia profonda quando lui la chiama e le racconta quello che fa.
Certo, prende ora quello che di buono ci può essere da parte di entrambi, data la situazione: la mia presenza - canonizzata quindi non imbarazzante - e le sue emozioni - distanti quindi non impegnative. Solo da "gustare".
Io per lei sono l'immagine dei suoi presunti fallimenti (due bare bianche in primo luogo), le per me è il mio più grande fallimento: non sono stato capace di farmi amare.
Non ne posso più
La sera, dopo un po' che mi rigiro nel letto e non riesco a dormire le pongo di nuovo la domanda: "Lo incontrerò per dirgli che non ci sentiremo più".
Perchè, le chiedo: non risponde.
A quel punto le ripeto, per l'ennesima volta il solito discorso: guarda che io sto desiderando una storia diversa, vorrei incontrare qualcuno, io non posso pensare di ricominciare con te. Ci considero separati di fatto, quindi non fare cose in funzione di noi, perche "noi" non c'è più da un pezzo.
Piange disperata, dice che tra noi non è finita, che lei (cazzo ma si rende conto di quello che dice?) è così orgogliosa di quello che faccio e che io sia suo marito, che lei prova ancora amore per me.
Mi sembra che un discorso del genere andrebbe bene per un cane di razza che vince qualche concorso.
La faccio parlare un po' (sono in uno di quei momenti di grazia in cui riesco a razionalizzare e condurre la situazione con serenità) e lei mi racconta che si sente contenta da un lato che lui sia lontano, ma prova gioia profonda quando lui la chiama e le racconta quello che fa.
Certo, prende ora quello che di buono ci può essere da parte di entrambi, data la situazione: la mia presenza - canonizzata quindi non imbarazzante - e le sue emozioni - distanti quindi non impegnative. Solo da "gustare".
Io per lei sono l'immagine dei suoi presunti fallimenti (due bare bianche in primo luogo), le per me è il mio più grande fallimento: non sono stato capace di farmi amare.
Non ne posso più