"Stai cominciando gli allenamenti per fare i p...?", prof delle medie finisce a processo

Foglia

utente viva e vegeta
Boh, questo mi pareva di aver capito da altri messaggi che ho letto qua e là. E mi pareva di aver capito anche che non sei la sola ma sei in compagnia di fior di colleghi! 😁

Poco importante, comunque: la battuta ci stava bene in sé. Fa molto "Woody Allen".
Se vuoi ne faccio anche una sugli psicanalisti, così si chiude il cerchio! :)
Ma no, parlaci di te piuttosto. Se vuoi attenzione la ottieni ;)
Di che ti occupi di bello? :)
 
un pennarello in bocca mi sembra eccessivo per far partire una segnalazione ai servizi sociali.
Se un uomo ritiene che una bambina possa essere provocante ,io mi preoccuperei più di lui .
Sentirsi provocato sessualmente da una ragazzina denota una insana attrazione da parte dell'insegnante verso l'allievA
secondo me c'è un equivoco.
il discorso dei servizi sociali vale al momento in cui davvero l'insegnante avesse colto nella bambina provocazione...a quel punto l'allarme è l'abuso o comunque ci si deve chiedere il motivo di un atteggiamento non idoneo all'età
 

Foglia

utente viva e vegeta
Diciamo che lavoro nelle università. Dico "diciamo" perché qualcuno direbbe che non è propriamente un lavoro... 😁
Per me è un lavoro bellissimo!
Allora mi viene da immaginare che tu sia un ricercatore, o giù di lì. Bellissimo lavoro si, peraltro mi pare di ricordare che sei anche molto giovane, quindi complimenti :)
 

Brunetta

Utente di lunga data
un pennarello in bocca mi sembra eccessivo per far partire una segnalazione ai servizi sociali.
Se un uomo ritiene che una bambina possa essere provocante ,io mi preoccuperei più di lui .
Sentirsi provocato sessualmente da una ragazzina denota una insana attrazione da parte dell'insegnante verso l'allievA
Certamente!
Ma lui ipotizzava un possibile atteggiamento provocante da parte della bambina. Questo non è escluso. Avviene nei bambini abusati. Ovviamente non ha nulla a che vedere con un pennarello in bocca che è segno di residuo di comportamento infantile.
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
Se un adulto si fa provocare da dei ragazzini è inadeguato come adulto in primis e come insegnante appena poi.

Il lavoro dei ragazzini è rompere i coglioni, provocare, essere imbecilli.
Il lavoro degli adulti è relativizzare, contestualizzare senza giustificare e portando le conseguenze del caso.
Il lavoro degli insegnanti è quello di rendere la situazione una opportunità educativa e formativa, oltre che didattica.

Se poi ha detto ad una ragazza, nel suo ruolo, una frase come riportato, è semplicemente incommentabile.
Braccia rubate alle miniere di sale.

Un po' come quella imbecille che si era mezza a strillare "sbirri morite" o una roba del genere.

E mica per la frase in sè.
Proprio per il ruolo e il cotesto in cui è pronunciata.

Un insegnante è per legge un pubblico ufficiale.
E quindi anche un rappresentante dello stato...ops...in effetti, però, se la si guarda così...non ha poi fatto qualcosa di così strano :sneaky:
Ma sono d'accordo.
Forse pero' il parallelo con "sbirri morite" non è perfetto.
Se la frase del pompino assomiglia davvero a quanto riportato, è proprio un altro livello di gravità: erano in classe, durante la lezione, rivolto direttamente a una studentessa di 12 anni, a sfondo sessuale
 

Ginevra65

Moderator
Staff Forum
plausibile, ma non so se probabile
nelle cronache ce ne sono stati di casi

Certamente!
Ma lui ipotizzava un possibile atteggiamento provocante da parte della bambina. Questo non è escluso. Avviene nei bambini abusati. Ovviamente non ha nulla a che vedere con un pennarello in bocca che è segno di residuo di comportamento infantile.
Prima di parlare di abusi ,si deve essere prudenti.
Conosco bambine delle elementari che imitano gli atteggiamenti provocanti delle madri,, è non sono abusate.
Il problema è che in casa apprezzano questo atteggiamento sbagliato della bambina.
Per questo prima di arrivare a conclusioni affrettate si deve indagare con più discrezionalità

secondo me c'è un equivoco.
il discorso dei servizi sociali vale al momento in cui davvero l'insegnante avesse colto nella bambina provocazione...a quel punto l'allarme è l'abuso o comunque ci si deve chiedere il motivo di un atteggiamento non idoneo all'età
come dicevo ci sono bambine che imitano le madri e abusi non ce ne sono.
I servizi sociali non sono mai discreti nell'indagare.
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
nelle cronache ce ne sono stati di casi
di insegnanti e studenti che scopano se ne parla dai tempi di Atene classica.

non è una novità. così come anche 30 anni fa c'erano ragazzine di seconda e terza media che durante le lezioni sparavano pippe al compagno di banco.

io non so se devo prendere per oro colato quest'articolo. diciamo che l'ho postato per capire come potesse la situazione oggi, a grandi linee.

ma sono dell'idea che oggi come oggi è vero che per molti uomini le ragazzine sono molto più donne che bambine
 

Brunetta

Utente di lunga data
Prima di parlare di abusi ,si deve essere prudenti.
Conosco bambine delle elementari che imitano gli atteggiamenti provocanti delle madri,, è non sono abusate.
Il problema è che in casa apprezzano questo atteggiamento sbagliato della bambina.
Per questo prima di arrivare a conclusioni affrettate si deve indagare con più discrezionalità
La segnalazione è un inizio di osservazione.
A parte che atteggiamenti erotici delle madri che vengono incoraggiati nelle figlie sono già una forma di abuso. Ma possono esserlo anche incoraggiamenti alla sottomissione e all’addestramento ai lavori casalinghi, cosa attuata per secoli.
Attualmente si tende a proteggere dagli abusi sessuali. Nessuno fa partire indagini da un pennarello, ma le indagini non sono niente di più che indagini. Anche su questo, come sulla separazione, sono diffuse idee stravaganti.
 
Ma in che senso imitano le masru
nelle cronache ce ne sono stati di casi


Prima di parlare di abusi ,si deve essere prudenti.
Conosco bambine delle elementari che imitano gli atteggiamenti provocanti delle madri,, è non sono abusate.
Il problema è che in casa apprezzano questo atteggiamento sbagliato della bambina.
Per questo prima di arrivare a conclusioni affrettate si deve indagare con più discrezionalità


come dicevo ci sono bambine che imitano le madri e abusi non ce ne sono.
I servizi sociali non sono mai discreti nell'indagare.
Una madre che non si accorge di avere atteggiamenti che influenzano malamente un'adolescente andrebbe quantomeno aiutata
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
È vero: il patto sociale è rotto (ed è una gran tristezza).
È vero: i genitori si intromettono in modo indebito oltre il lecito e il dovuto.

Non mi sento però di attribuire tutta la colpa ai genitori: è la società che ha trasformato l'università in una sorta di prolungamento del liceo.

È la società che ha innalzato l'età dell'autonomia e dell'emancipazione dei ragazzi.



In virtù di questo ma anche del ruolo che riveste un insegnante, ritengo deontologicamente scorretto che un insegnante trascenda il suo ruolo e questo anche all'università dove comunque un professore avrebbe (in linea di principio...;) ) a che fare con persone adulte.

Ma non solo: ho fatto notare ad irrisoluto come avere a che fare con bambini di 12 anni è diverso che avere a che fare con ragazzi di 20.
Questo non vuol dire che un professore dell'università è autorizzato a fare battutacce del genere con i suoi studenti: comunque trascenderebbe il suo ruolo.

In quasi qualunque università degli USA (e di parecchi altri posti) tanto basta per essere messi alla porta con un calcio in culo, se proprio non ti becchi una denuncia per "sexual harassment". I codici di condotta sono estremamente rigidi. E il terrore ormai serpeggia nel corpo docente: ormai i ricevimenti studenti vengono fatti solo ed esclusivamente a porte aperte, meglio ancora in aule aperte al pubblico piuttosto che negli studi dei docenti.
Perché ci metti un attimo a ritrovarti la tua carriera e la tua vita sputtanata dalla stronza di turno che per vendetta per il brutto voto ti sputtana la carriera con una denuncia fasulla. Oppure perché lei ci ha provato a prendere la "scorciatoia" (sì, esistono...) ma tu che sei corretto l'hai rimbalzata.

A dir la verità, stanno iniziando a sparire anche i brutti voti: ormai si promuove d'ufficio. Un po' perché la "produttività" è un parametro che va ad influenzare le classifiche delle università (e quindi chi è che si dà la zappa sui piedi rendendo scontenti gli studenti bocciandoli "solo perché non sanno" e, contemporaneamente, fottendosi posti nella classifica? :D ), un po' perché ci si deve mettere al riparo da recriminazioni e citazioni in tribunale perché "la valutazione non era imparziale". E allora gli esami vengono sostituiti con test a risposta multipla, che soddisfano tutti e... garantiscono l'ignoranza!

Consoliamoci: possiamo sempre sperare in una guerra nucleare. :)
Sono d'accordo con quel che scrivi.

Il mio non era un riferimento alle colpe, di questo o quello.
E' una mia idiosincrasia, frutto sia del mio vissuto personale sia di quello professionale.
Penso sia del tutto inutile ragionare in termini di colpe, ragionare nei termini della clpa significa finire irrimediabilmente a parare in un una qualche giustificazione alla colpa stessa.
E non amo neppure le giustificazioni.

Sono della scuola per cui se mi hai rotto il vaso, mi puoi chiedere scusa pure in aramaico, ma il vaso resta rotto.
Mi puoi pure spiegare i perchè e i percome. Capirò la dinamica. La non intenzionalità. Ma il vaso è rotto uguale.
E anche se non lo volevi fare apposta, il vaso è rotto uguale. :)

Quindi, o hai proposte alternative, sai aggiustare il vaso o sei in grado di tornare indietro del tempo e correggere anticipatamente il fatto oppure per me non vale la pena neanche parlarne. Oltre a rompere il vaso, mi fai pure perder tempo a giustificare un fatto.
Che in quanto fatto non è giustificabile e neppure colpevolizzabile.

Se se ne parla, è per trasformare il problema in risorsa.

E il riferimento alle proiezioni dei genitori sui figli, che ho intenzionalmente legato alla rottura del patto sociale, era in questi termini.

La storia del bambino è interessante da questo punto di vista.
Fino a inizio novecento fa il bambino era fondamentalmente considerato una tabula rasa.
Gli esordi della psicologia evolutiva sono parecchio interessanti da questo punto di vista.
E' piuttosto recente il considerare il bambino come un essere "senziente" a tutti gli effetti.

In questo velocissimo passaggio si è finiti a, generalizzo, considerare il bambino il contenitore del progetto adulto.
Con tutte le ondulazioni del caso.
Piccoli tiranni maleducati e inabituati alla frustrazione e a emozioni negative da cui devono essere protetti (mica si vuol proteggere loro, chiariamoci, sono i genitori che non vogliono a nessun costo veder ombre sul loro progetto personale). E ne esce il casino per cui ai colloqui di lavoro, mica a scuola, si presentano i genitori ad accompagnare il ragazzo.

E' un falso amore, per me vomitevole, che ha come unico scopo il proteggere il progetto che si vomitato nel bambino durante le sue fasi di crescita.

Quindi non è questione di colpa.
E' proprio questione di inconsapevolezza del ruolo genitoriale e prima ancora adulto.

E in questo la società non è una entità astratta ma è, come dici tu, un tutto in cui la somma del totale è ben maggiore della somma delle singole parti.
Quelle singole parti sono gli individui adulti che hanno ruolo educativo, e tutti gli adulti lo hanno, tanto che se per caso ti capita di essere al parco e vedere un bambino solo come adulto presente e che vede sei tenuto ad avvisare chi di dovere e ciò che fa superare la loro somma sono le interazioni fra le parti. (non la faccio lunga su circolarità, retroazione e compagnia cantante).

Gli adulti non sanno lasciare i loro bambini mica perchè ci tengono ai loro bambini, non sanno lasciare la parte bambina che mettono nei loro bambini. La scuola non può che prenderne atto. Provare a fare controcultura.
Ma la scuola stessa è composta da adulti che a mio parere non sanno bene quale sia il loro ruolo.

La presunta frase del professore fa inorridire...ma a me fa inorridire pure vedere insegnanti che sovrappongono un ruolo formativo ed educativo con un ruolo affettivo e genitoriale (materno in particolare) Per cui nella scuola, primaria e secondaria, si trovano mamme e nonne che fanno le maestre senza spesso rendersi conto che stanno facendo sovrapposizioni incredibili che discendono dal non riconoscere in loro stesse la differenza.
A me fa inorridire la maestra che chiama il bambino o la bambina "tesoro".
Perchè non è quello il ruolo e neppure la funzione.

Si dice che l'apprendimento sia affetto.
E lo è.
Ma non è mica l'affetto della mamma e del papà (che grazie a questa confusione tipica anche degli operatori della scuola poi si permettono di andare dall'insegnante a prescrivere il lavoro...roba che vai dal medico dicendogli che antibiotico darti) è l'affetto inteso come sguardo amorevole che vede la risorsa nel problema e che sa e-ducere e indicare la strada per far emergere ciò che è dentro il bambino.
Nel rispetto delle singole individualità. E delle singole diversità.
E l'affetto di mammà serve ad un cazzo in questi termini. Perchè agli occhi di mammà ogni figlio è il migliore di tutti (detta male, ma se no non la finisco più di scrivere).

In questa confusione dell'affetto poi c'è quello che su vecchie riviste di quando ero giovincella veniva chiamato l'operatore in pantaloncini corti.
Ossia quell'operatore che lavorava con i minori che per entrare in relazione con loro si metteva i pantaloncini corti. Andava a travestirsi per essere riconosciuto e accettato. (vomitando, in maniera assolutamente incontrollata e non professionale sugli utenti i suoi desideri e le sue aspettative nascoste: ossia quel "essere bravo" di infantile memoria...ne ho visti parecchi di personaggi così, e han fatto danni incredibili pur senza richiamare alcun pompino. E sono i danni peggiori quelli che passano dalla confusione nella asimmetria relazionale).

Un insegnante che se ne esce come un pari in termini di registro comunicativo, ma giocando sporco perchè ha fatto quattro trombate in più è squallido a diversi livelli, anche personali.
A livello professionale non è un professionista.

Tu metti insieme in società genitori che sono rimasti bambini e hanno messo nei loro bambini il loro bambino incomunicato e insegnanti che fanno la stessa cosa e non è nè triste nè felice che il patto sia rotto. E' solo l'ovvia conseguenza di una classe adulta inconsistente dal punto di vista educativo.

Lo si vede in politica, lo si vede nelle arti, lo si vede nei negozi e nei supermercati.

L'età dell'autonomia si è innalzata per il semplice motivo che gli adulti non sono autonomi.
E non solo non sono autonomi, ma sono costantemente in competizione. E la competizione spesso si combatte sui corpi e gli animi dei bambini o comunque di quelle frange sociali che sono impotenti. (devianti, malati, disabili, etc etc).

Io applicherei pure qui il codice americano.
Ma pagherei anche gli insegnanti decentemente.
Eliminerei i concorsi finti.
Garantirei un turn over ogni dieci anni. Che ti si fotte il cervello a forza di stare con un certo target di utenti se non sei attento.
Renderei obbligatoria una supervisione psicologica e pedagogica e verificherei lo stato mentale del corpo insegnante. (non solo degli insegnanti).

La professione insegnanti è una delle più esposte al burn out.

E a riguardo circa 25 anni fa, si scrivevano interessanti articoli che riguardavano il "prendere dall'utenza" con cui si lavora (che è uno dei rischi per i professionisti del sociale). Non è casuale che uno a forza di stare con gli adolescenti diventi adolescente pure lui.
Il problema è che, come la rana, quando l'acqua bolle, è troppo tardi per saltar fuori.

Lasciar a casa questo insegnante, se accadrà e se ha risposto anche solo alla provocazione con una provocazione senza dire la faccenda dei pompini che fa tanto scandalo ma è dal mio punto di vista solo lo specchio del perbenismo imperante, un guardare il dito e non la luna, è fargli un piacere. Una cura per la sua salute mentale. SE risponde alle provocazioni con le provocazioni significa semplicemente che ha raggiunto il suo punti di ebollizione nella scuola ed è ora che cambi aria. Per se stesso prima ancora che per i ragazzini.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Ma sono d'accordo.
Forse pero' il parallelo con "sbirri morite" non è perfetto.
Se la frase del pompino assomiglia davvero a quanto riportato, è proprio un altro livello di gravità: erano in classe, durante la lezione, rivolto direttamente a una studentessa di 12 anni, a sfondo sessuale
Il parallelo è centrato se non ci si riferisce al contenuto ma al meccanismo.

Ed al meccanismo io mi riferivo.

Se questo professore vien lasciato a casa perchè ha parlato di pompini e non viene lasciato a casa per tutto il resto, di ben più strutturato e problematico che l'ha portato a rispondere ad una provocazione con una provocazione (a prescindere dal contenuto) è l'ennesimo fallimento dell'istituzione scuola. Che guarda il dito e non la luna ed è corresponsabile del suo fallimento.

Questo ha parlato di pompini, se ne ha parlato, perchè probabilmente ha raggiunto il suo punto di ebollizione mentale, ma se ci si ferma alla superficie non si rilevano tutti quelli che non sanno condurre un gruppo classe come sarebbero chiamati a fare perchè non sanno gestire l'asimmetria educativo necessaria al loro ruolo. Quelli che si mettono a scrivere in facebook ai loro studenti e a fare gli amiconi. E potrei andare avanti ma mi fermo qui.

Il punto è che se tu adulto in primis e educatore immediatamente poi non hai una tua identità individuata e ti "mescoli", nel senso che non sai gestire la demarcazione dell'asimmetria relazionale sei un incompetente educativamente e formativamente parlando.

E in questo non conta l'età.

L'età conta negli agiti che si possono fare, e legalmente oppure no.
consensualmente oppure no.

E questo agito del professore è inadeguato mica per i pompini. E mica per i pompini andrebbe licenziato.
Ma semplicemente perchè se sei un fornaio e non sai cuocere il pane non vendi il pane, se sei un insegnante e non sai gestire le dinamiche della prima adolescenza lavorare con gli adolescenti non è il tuo lavoro.

Allo stesso modo se sei un insegnante e vai in piazza a farti fotografare mentre impugnando la birra da un litro e sbraiti urlando contro gli sbirri come una adolescente che non sa contenere le sue personali frustrazioni il problema non è che hai detto sbirri morite, ma che ti sei dimenticata che nel momento in cui ti pubblichi non pubblichi solo quel momento ma tutto quello che di te è pubblico.

E proprio questione di ebollizione delle sinapsi, mica di altro. E adeguatezza della regolazione emozionale oltre che di competenze nella gestione dei registri comunicativi.
 
Ultima modifica:

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Certo, la società è composta dalle persone, ma è una cosa un po' più complessa di così: il tutto non è la banale somma delle parti.

Per dire: io sono profondamente convinto che ognuno deve prendersi le sue responsabilità. E che la sfiga esiste.
Ma la sfiga è un concetto che la società nel suo complesso aborrisce, per cui ci deve essere sempre un responsabile per qualsiasi cosa: ci deve essere sempre qualcuno che paga se qualcosa va storto, che risarcisce chi ha subito un danno, anche se il danno è stato causato dalla sfiga.
E allora, anche se io credo nella sfiga mi adeguo alla società per minimizzare la possibilità di prenderlo nel culo (senza averlo deciso io...).

Per fare qualche esempio: se parcheggio la macchina sotto un albero, viene un temporale, cade un ramo e mi spacca il parabrezza, per me sarebbe sfiga. Dovrei stare zitto e basta. Per la società no: fomentata da quella categoria di merda che sono gli avvocati (che so che qui sono ben rappresentati...😅😅 ) la colpa è del comune che non ha fatto la dovuta manutenzione e quindi io sono indotto a fare causa per essere risarcito. E allora se io sono il comune, per evitare che quei pezzi di merda dei miei cittadini mi facciano causa, risolvo il problema alla radice. In altre parole, sradico tutto gli alberi! 😁

Stesso problema con la scuola: se i bambini delle elementari non possono uscire da soli ma devono essere consegnati ai genitori che devono quasi firmare ogni volta un modulo di consegna come se glieli avesse consegnati DHL; se la stessa cosa succede alle medie, dove nel migliore dei casi ti fanno firmare ad inizio anno una liberatoria in cui autorizzi tuo figlio ad uscire da solo assumendoti qualsiasi responsabilità non appena ha oltrepassato la cellula fotoelettrica del portone, firmando con le impronte digitali, il sangue e anche un pezzetto di DNA; se fino a quando i figli non sono maggiorenni non puoi lasciarli soli a casa una notte da soli, neanche a 17 anni e 360 giorni, perché se succede qualcosa vai nella merda perché è "abbandono di minore"...

Se sono vere tutte queste cose, non deve sorprendere che la supervisione dei genitori sulla vita dei figli si prolunga per inerzia anche oltre l'esame di maturità.
Certo che sono tutte vere.
E anche di più.


:D

Ministro della Giustizia: Brawndo ha quello che vogliono le piante!
Joe Bauers [esasperato]: Cazzo, no...
Segretario dell'Energia: Sì, ha gli elettroliti!
Joe Bauers: Che cosa sono gli "elettroliti"?!? Lo sapete, almeno?!
Segretario di Stato: Sono... quelli... che usano per fare Brawndo!
Joe Bauers: Sì, ma per quale ragione li usano per fare Brawndo!?
Segretario della Difesa: Perché Brawndo ha gli elettroliti...
Narratore: Alla fine, dopo ore, Joe rinunciò a usare la logica e la ragione e disse semplicemente al Gabinetto che lui era in grado di parlare con le piante e che loro volevano l'acqua.
(cit).
 

Ginevra65

Moderator
Staff Forum
di insegnanti e studenti che scopano se ne parla dai tempi di Atene classica.

non è una novità. così come anche 30 anni fa c'erano ragazzine di seconda e terza media che durante le lezioni sparavano pippe al compagno di banco.

io non so se devo prendere per oro colato quest'articolo. diciamo che l'ho postato per capire come potesse la situazione oggi, a grandi linee.

ma sono dell'idea che oggi come oggi è vero che per molti uomini le ragazzine sono molto più donne che bambine
ciò non toglie che un uomo adulto debba porsi dei limiti.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
di insegnanti e studenti che scopano se ne parla dai tempi di Atene classica.

non è una novità. così come anche 30 anni fa c'erano ragazzine di seconda e terza media che durante le lezioni sparavano pippe al compagno di banco.

io non so se devo prendere per oro colato quest'articolo. diciamo che l'ho postato per capire come potesse la situazione oggi, a grandi linee.

ma sono dell'idea che oggi come oggi è vero che per molti uomini le ragazzine sono molto più donne che bambine
o anche che oggi come oggi molti uomini sono molto più ragazzini che uomini :D
(uso uomini per giocare col tuo post, ma penso che la cosa sia equamente spalmata fra maschi e femmine).
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
o anche che oggi come oggi molti uomini sono molto più ragazzini che uomini :D
(uso uomini per giocare col tuo post, ma penso che la cosa sia equamente spalmata fra maschi e femmine).
mi hai fatto pensare alla storia di quella tipa che era rimasta incinta del ragazzino suo allievo.
 
Top