Sentirsi traditi senza il cazzo nella topa

Skorpio

Utente di lunga data
Mi è spesso capitato di sentirmi profondamente tradito, senza bisogno di scoprire chissà quali cose strane o "vietate"..

Un caso specifico è quello in cui condivido i
Un progetto ben definito, insieme pensato sentito e desiderato, dove nel suo ambito c'è anche una ripartizione di compiti definita

E poi.. nel "corso del progetto" perso quella che potrei chiamare "connessione"

L'altra parte non chiede del mio muovermi, non si informa o se lo fa si dimentica.
Non condivide più di tanto le sensazioni, di soddisfazione o di difficoltà, nel progetto

Ognuno.. in pratica, come una catena di montaggio, tira avanti il "suo" compito completamente disconnesso dall'altro, il "fare" prende lentamente il posto del "sentire".. che è stato il "motore" che ha fatto nascere il progetto insieme

Quando vedo che questo avviene.. io faccio passi indietro emotivamente, e prendo distanza

C'è chi ne fa avanti, magari si incazza e reclama connessione, potrei farlo anche io, ma.. non so come dire, dopo per me non conterebbe più

E mi sento realmente "tradito" e solo

A voi capitano queste sensazioni?
E come reagire emotivamente prima e materialmente poi, rispetto l'altro/a?
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Mi è spesso capitato di sentirmi profondamente tradito, senza bisogno di scoprire chissà quali cose strane o "vietate"..

Un caso specifico è quello in cui condivido i
Un progetto ben definito, insieme pensato sentito e desiderato, dove nel suo ambito c'è anche una ripartizione di compiti definita

E poi.. nel "corso del progetto" perso quella che potrei chiamare "connessione"

L'altra parte non chiede del mio muovermi, non si informa o se lo fa si dimentica.
Non condivide più di tanto le sensazioni, di soddisfazione o di difficoltà, nel progetto

Ognuno.. in pratica, come una catena di montaggio, tira avanti il "suo" compito completamente disconnesso dall'altro, il "fare" prende lentamente il posto del "sentire".. che è stato il "motore" che ha fatto nascere il progetto insieme

Quando vedo che questo avviene.. io faccio passi indietro emotivamente, e prendo distanza

C'è chi ne fa avanti, magari si incazza e reclama connessione, potrei farlo anche io, ma.. non so come dire, dopo per me non conterebbe più

E mi sento realmente "tradito" e solo

A voi capitano queste sensazioni?
E come reagire emotivamente prima e materialmente poi, rispetto l'altro/a?
io mi chiudo, dire qualcosa significherebbe farmi notare mancanze.
Queste mancanze esistono, è vero , ma perché mi sento sola.
L'altra parte non è più in sintonia, ho provato ad arrabbiarmi ma non viene ( o non vuole) capire il motivo vero di questa mia incazzatura.
Ci si raffredda, di fanno cose insieme perché si deve, senza entusiasmo e col tempo ci si spegne.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Scusate sono tonta.
Mi fate esempi?
 

patroclo

Utente di lunga data
Mi è spesso capitato di sentirmi profondamente tradito, senza bisogno di scoprire chissà quali cose strane o "vietate"..

Un caso specifico è quello in cui condivido i
Un progetto ben definito, insieme pensato sentito e desiderato, dove nel suo ambito c'è anche una ripartizione di compiti definita

E poi.. nel "corso del progetto" perso quella che potrei chiamare "connessione"

L'altra parte non chiede del mio muovermi, non si informa o se lo fa si dimentica.
Non condivide più di tanto le sensazioni, di soddisfazione o di difficoltà, nel progetto

Ognuno.. in pratica, come una catena di montaggio, tira avanti il "suo" compito completamente disconnesso dall'altro, il "fare" prende lentamente il posto del "sentire".. che è stato il "motore" che ha fatto nascere il progetto insieme

Quando vedo che questo avviene.. io faccio passi indietro emotivamente, e prendo distanza

C'è chi ne fa avanti, magari si incazza e reclama connessione, potrei farlo anche io, ma.. non so come dire, dopo per me non conterebbe più

E mi sento realmente "tradito" e solo

A voi capitano queste sensazioni?
E come reagire emotivamente prima e materialmente poi, rispetto l'altro/a?
non ho capito se vuoi un alibi per tradire a tua volta....

Scusate sono tonta.
Mi fate esempi?
il mio matrimonio?
 

Skorpio

Utente di lunga data
non ho capito se vuoi un alibi per tradire a tua volta....
No no nessun alibi, una sensazione ripulita da agiti passati presenti o futuri, messa in mezzo liberamente per il piacere del confronto
 

Skorpio

Utente di lunga data
Scusate sono tonta.
Mi fate esempi?
Prendi che io e te si decide di murare casa, ad esempio

Tu ti occupi degli arredi e io dei lavori interni

Tu non chiedi dei problemi che ci sono con gli scarichi o il problema con l'antenna TV.. ti disinteressi del fatto che c'è da tirare giù una parete per portare un tubo nell'altra stanza, io ti parlo e tu mi ascolti distrattamente, lontana dai casini in cui sono

Sai a malapena il grado di problematiche che sto vivendo con la mia "parte" di fare del NOSTRO progetto, tiri dritta il tuo arredo casa , io mi interesso ai problemi di arredo, al come farai la cucina e a quale divano scegli per il salotto

Tu invece dei miei problemi di ristrutturazione non ti "sporchi emotivamente".. ascolti si, ma distrattamente le situazioni in cui cerco di informarti e coinvolgerti, le preoccupazioni, le perplessità, arrivi in fondo e mi chiedi insomma quando puoi fare portare su il divano che hai ordinato

È un buon esempio?
 

Foglia

utente viva e vegeta
Prendi che io e te si decide di murare casa, ad esempio

Tu ti occupi degli arredi e io dei lavori interni

Tu non chiedi dei problemi che ci sono con gli scarichi o il problema con l'antenna TV.. ti disinteressi del fatto che c'è da tirare giù una parete per portare un tubo nell'altra stanza, io ti parlo e tu mi ascolti distrattamente, lontana dai casini in cui sono

Sai a malapena il grado di problematiche che sto vivendo con la mia "parte" di fare del NOSTRO progetto, tiri dritta il tuo arredo casa , io mi interesso ai problemi di arredo, al come farai la cucina e a quale divano scegli per il salotto

Tu invece dei miei problemi di ristrutturazione non ti "sporchi emotivamente".. ascolti si, ma distrattamente le situazioni in cui cerco di informarti e coinvolgerti, le preoccupazioni, le perplessità, arrivi in fondo e mi chiedi insomma quando puoi fare portare su il divano che hai ordinato

È un buon esempio?
Esco adesso dopo più di tre ore estenuanti da IKEA. Sono lessata. Non è un buon esempio :carneval:

(scusate l'OT, in questo momento mi era inevitabile :D)
 

perplesso

Administrator
Staff Forum
Mi è spesso capitato di sentirmi profondamente tradito, senza bisogno di scoprire chissà quali cose strane o "vietate"..

Un caso specifico è quello in cui condivido i
Un progetto ben definito, insieme pensato sentito e desiderato, dove nel suo ambito c'è anche una ripartizione di compiti definita

E poi.. nel "corso del progetto" perso quella che potrei chiamare "connessione"

L'altra parte non chiede del mio muovermi, non si informa o se lo fa si dimentica.
Non condivide più di tanto le sensazioni, di soddisfazione o di difficoltà, nel progetto

Ognuno.. in pratica, come una catena di montaggio, tira avanti il "suo" compito completamente disconnesso dall'altro, il "fare" prende lentamente il posto del "sentire".. che è stato il "motore" che ha fatto nascere il progetto insieme

Quando vedo che questo avviene.. io faccio passi indietro emotivamente, e prendo distanza

C'è chi ne fa avanti, magari si incazza e reclama connessione, potrei farlo anche io, ma.. non so come dire, dopo per me non conterebbe più

E mi sento realmente "tradito" e solo

A voi capitano queste sensazioni?
E come reagire emotivamente prima e materialmente poi, rispetto l'altro/a?
stai diventando troppo poetico
 

Skorpio

Utente di lunga data
stai diventando troppo poetico
Me lo fa col caldo, a settembre passa tutto

Se non passa va a finire che scrivo anche io il libro così faccio i quattrini e vi porto tutti a mangiare il pesce da Lorenzo a Forte dei Marmi e poi si va tutti al Gilda
 

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data
Prendi che io e te si decide di murare casa, ad esempio

Tu ti occupi degli arredi e io dei lavori interni

Tu non chiedi dei problemi che ci sono con gli scarichi o il problema con l'antenna TV.. ti disinteressi del fatto che c'è da tirare giù una parete per portare un tubo nell'altra stanza, io ti parlo e tu mi ascolti distrattamente, lontana dai casini in cui sono

Sai a malapena il grado di problematiche che sto vivendo con la mia "parte" di fare del NOSTRO progetto, tiri dritta il tuo arredo casa , io mi interesso ai problemi di arredo, al come farai la cucina e a quale divano scegli per il salotto

Tu invece dei miei problemi di ristrutturazione non ti "sporchi emotivamente".. ascolti si, ma distrattamente le situazioni in cui cerco di informarti e coinvolgerti, le preoccupazioni, le perplessità, arrivi in fondo e mi chiedi insomma quando puoi fare portare su il divano che hai ordinato

È un buon esempio?
Mica tanto. Perché se non ne so nulla di scarichi e impianti elettrici, neppure capisco perché me ne parli.
Mentre chi ci deve abitare è normale che abbia idea di quale colore gli piace per il divano.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Mica tanto. Perché se non ne so nulla di scarichi e impianti elettrici, neppure capisco perché me ne parli.
Mentre chi ci deve abitare è normale che abbia idea di quale colore gli piace per il divano.
Se è casa tua ti interessi. Se pagassi una persona per fare un simile lavoro ti interessi perchè potrebbe fregarti denari, perchè a casa tua, perchè se qualcosa salta alla fine devi sapere tu come van le cose. Un minimo il cervello devi smuoverlo. Se sai che lo fa tuo marito sai che cercherà di fare il massimo stando attento a casa, percui ti rilassi.
Se vivi insieme a lui di fronte ad un problema e una possibile soluzione avrai doppia gioia nel risultato ottenuto, non lo darai per scontato, e sarà un progetto condiviso.
Se dai per scontato l'altro si sente solo uno strumento che deve fare, a prescindere. Con il tempo questo a quanto pare genera una sorta di senso di soludine, creato proprio dal fatto di non essere solo.
Non c'è gioia. Tipo "oh finalmente hai fatto". Scontato. Sei solo con la tua parte di progetto.
Io l'ho letta più o meno così.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Se è casa tua ti interessi. Se pagassi una persona per fare un simile lavoro ti interessi perchè potrebbe fregarti denari, perchè a casa tua, perchè se qualcosa salta alla fine devi sapere tu come van le cose. Un minimo il cervello devi smuoverlo. Se sai che lo fa tuo marito sai che cercherà di fare il massimo stando attento a casa, percui ti rilassi.
Se vivi insieme a lui di fronte ad un problema e una possibile soluzione avrai doppia gioia nel risultato ottenuto, non lo darai per scontato, e sarà un progetto condiviso.
Se dai per scontato l'altro si sente solo uno strumento che deve fare, a prescindere. Con il tempo questo a quanto pare genera una sorta di senso di soludine, creato proprio dal fatto di non essere solo.
Non c'è gioia. Tipo "oh finalmente hai fatto". Scontato. Sei solo con la tua parte di progetto.
Io l'ho letta più o meno così.
È molto aderente

Il punto è spostarsi dal "fare" al "sentire"

Abbandonarsi nel fare, ognuno ha le sue cose

Cazzo vuoi da me? Io devo fare A B C

È non passeggiare più assieme, ma ognuno per se

Parlo di un abbandonarsi emotivo, intimo

E io penso esplodendo questo meccanismo, che molte unioni vanno a gambe all'aria proprio per questo

Perché ci si "abbandona" internamente, poiché ormai si è passati al "fare"

E ognuno ha il "SUO" lavoro
 

Marjanna

Utente di lunga data
È molto aderente

Il punto è spostarsi dal "fare" al "sentire"

Abbandonarsi nel fare, ognuno ha le sue cose

Cazzo vuoi da me? Io devo fare A B C

È non passeggiare più assieme, ma ognuno per se

Parlo di un abbandonarsi emotivo, intimo

E io penso esplodendo questo meccanismo, che molte unioni vanno a gambe all'aria proprio per questo

Perché ci si "abbandona" internamente, poiché ormai si è passati al "fare"

E ognuno ha il "SUO" lavoro
Più che passati mi viene da pensare si sia presi dal fare. Anche perchè i "fare" sono tanti.
Il lavoro è il ruolo. Noi non siamo ruoli siamo persone prima di tutto.
Se "rinfacci" all'altro il rischio è di entrare in una serie di recriminazioni in cui anche l'altro potrebbe dirti che X volta si è sentito così, e allora per quieto vivere si lascia perdere ma così facendo si lasciano le cose come sono.

Nell'esempio da te portato mi è venuto da pensare ad una giovane coppia nella prima casa, nella gioia nel vedere una parete ridipinta da parte di entrambe. Ecco forse la condivisione non è tanto il lavoro, la fatica, ma la gioia e il ritorno. Non è detto neppure che manchino solo che talvolta arriva subito un'onda e il tempo per riminare una conchiglia è poco.
A cosa serve il fare se non da gioia? Tanto vale fermarsi, sedersi a terra e prendere contatto con se stessi, come persone, come coppia. Direi di respirare i vuoti piuttosto che aggiungere altri pieni.
 

Ginevra65

Moderatrice del cazzo
Staff Forum
Più che passati mi viene da pensare si sia presi dal fare. Anche perchè i "fare" sono tanti.
Il lavoro è il ruolo. Noi non siamo ruoli siamo persone prima di tutto.
Se "rinfacci" all'altro il rischio è di entrare in una serie di recriminazioni in cui anche l'altro potrebbe dirti che X volta si è sentito così, e allora per quieto vivere si lascia perdere ma così facendo si lasciano le cose come sono.

Nell'esempio da te portato mi è venuto da pensare ad una giovane coppia nella prima casa, nella gioia nel vedere una parete ridipinta da parte di entrambe. Ecco forse la condivisione non è tanto il lavoro, la fatica, ma la gioia e il ritorno. Non è detto neppure che manchino solo che talvolta arriva subito un'onda e il tempo per riminare una conchiglia è poco.
A cosa serve il fare se non da gioia? Tanto vale fermarsi, sedersi a terra e prendere contatto con se stessi, come persone, come coppia. Direi di respirare i vuoti piuttosto che aggiungere altri pieni.
ma sono i vuoti che impediscono di respirare.
Dietro questa solitudine di coppia c'è una mancanza di voglia di collaborare. Ognuno fa per sé, più si applica più ci si allontana.
Se io ti parlo di me e tu non ascolti, stai creando un vuoto, anche se mi dici che stavi pensando che scade l'assicurazione e ti sei distratto.
Io quel vuoto lo sento, lo respiro e mi sento , ma mi toglie il fiato.
Perché mi rendo conto che a te non interessa più di me.
Mio marito credo, forse, riesca ad ascoltare quel che dico 10 minuti in tutta la giornata. Poi si estranea.
È normale che poi io non dica più nulla.
 

Skorpio

Utente di lunga data
Dietro questa solitudine di coppia c'è una mancanza di voglia di collaborare. Ognuno fa per sé, più si applica più ci si allontana.
Se io ti parlo di me e tu non ascolti, stai creando un vuoto, anche se mi dici che stavi pensando che scade l'assicurazione e ti sei distratto.
.
È la mancanza di "connessione" nel "fare"

A compiti ormai ripartiti .. ognuno fa corsa a se nel "fare"

Ma mi rendo conto che per molti è come parlare in arabo..

E non mi stupisco se poi nel tempo, per mancanza di connessione a certi livelli, si scavano solchi sempre più profondi di distanza, che diventa sempre più una distanza strutturale
 

Lostris

Utente Ludica
È la mancanza di "connessione" nel "fare"

A compiti ormai ripartiti .. ognuno fa corsa a se nel "fare"

Ma mi rendo conto che per molti è come parlare in arabo..

E non mi stupisco se poi nel tempo, per mancanza di connessione a certi livelli, si scavano solchi sempre più profondi di distanza, che diventa sempre più una distanza strutturale
Non so se ho ben capito.
Quando si parla di situazioni astratte ho le mie difficoltà..

Credo comunque che, parlando di relazioni, comunicazione tra le parti, connessioni, il detto la croce si fa in due sia il 99,9% delle volte molto calzante.

Prima di sentirmi tradita mi chiederei cosa/dove ho/abbiamo sbagliato..
 

Skorpio

Utente di lunga data
Non so se ho ben capito.
Quando si parla di situazioni astratte ho le mie difficoltà..

Credo comunque che, parlando di relazioni, comunicazione tra le parti, connessioni, il detto la croce si fa in due sia il 99,9% delle volte molto calzante.

Prima di sentirmi tradita mi chiederei cosa/dove ho/abbiamo sbagliato..
Io funziono alla rovescia, prima arriva la sensazione, e dopo sopra a quella mi posso fare domande.
 
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