Sentirsi traditi senza il cazzo nella topa

stany

Utente di lunga data
Della solitudine, la sensazione .

Molti anni fa provai in un certo periodo, in cui ero sposato,una sensazione di solitudine ed isolamento che poi non raggiunsi mai ,in seguito,a quel livello.
Una sorta di emarginazione, anche autoindotta probabilmente; ricordo che un pomeriggio riuscii ad apprezzare la compagnia di una mosca! Detto così fa ridere; normalmente una mosca la si scaccia ,o si tenta di schiacciarla.....Ma in quel momento avevo bisogno di compagnia , e non avendo un gatto....
Quel tipo di solitudine si è visto spesso raccontata in qualche film che tratta di carcerati che addomesticano un topo, oppure uno scarafaggio reperito nei meandri di una cella di "isolamento".
Ad un certo punto l'amicizia con qualcosa , addirittura, che rappresenti un essere vivente , si inventa; come in Cast Away , in cui una noce di cocco diventa l'interlocutore del protagonista.
La solitudine ha varie gradazioni; altro che sentirsi appartenenti ad una comunità! Spesso per questo si fanno anche carte false. A volte basta conversare con uno sconosciuto per sentire una empatia disinteressata e latitante fa troppo tempo nelle nostre cerchie di amicizie e conoscenze che, col tempo si sono stratificate ,bloccate ,divenute prevedibili o che hanno assunto contorni di interesse ed utilitarismo.
Proprio ieri ho visto il bellissimo film di Petri "I giorni contati" , con un immenso Salvo Randone. Una pellicola del 1962 che già anticipava di qualche anno il tema della identità ,della appartenenza , e della collocazione nella società dell'individuo. Il protagonista è solo, coi suoi dubbi esistenziali, con la curiosità di scoprire ciò che nel proprio mondo gli è precluso dall 'etichettatura che compartimenta l'individuo nel recinto sociale in cui comunque trova la sicurezza e la stabilità emotiva ; pur mortificando le esigenze di conoscenza e di relazioni estemporanee e non finalizzate ad un tornaconto tangibile. E questo mi ha fatto pensare alle frasi conclusive di Blade Runner, in cui un disincantato ma sempre più dubbioso ,ma aperto e tollerante Rick Deckard si pone le domande che tutti gli umani ,in tutte le epoche si sono posti: Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo?
 
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