Persa/Ritrovata
Utente di lunga data
Sai che non condivido molto questa tua valutazione da Pietro fulminato sulla via di Damasco...![]()
Capisco che si possano rivalutare certi momenti familiari, che si possa accettare la via del tranquillo e sicuro, del ponderato, delle piccole gioie...ma è UN modo di vivere il matrimonio, di vivere l'amore...non è IL modo "giusto" per antonomasia..![]()
Si può arrivare a quelle conclusioni, a quella visione per la consapevolezza raggiunta, così come la stessa consapevolezza di sè può portare a rivivere in modo diverso un matrimonio che magari non ha funzionato, che magari ha portato alla negazione dell'amore stesso...
Non sempre i separati/divorziati vivono nell'illusione dell'amore perfetto, anzi, proprio per la passata esperienza vivono con più disincanto il nuovo amore, la nuova storia...ma quando nonostante quel disincanto arrivano a rivivere appieno una storia, ci credono davvero...
Come sempre, in u n caso e nell'altro, l'importante sarebbe non raccontarsela e tenere sempre gli occhi ben aperti, ma guardando soprattutto dentro di noi!
Credo che Feddy abbia più un'idea di matrimonio come realizzazione del sè nella coppia, mentre Verena come realizzazione del sè in una prospettiva di famiglia e di responsabilità.sempre per Fedy:
mappercarità, la speranza è l'ultima a morire, ovvio che chi si trova solo spera sempre nell'amore. E io auguro a tutti amore e felicità, o almeno serenità.
Ma il mio discorso era proprio diverso. Non penso le seconde volte possano essere COME il matrimonio originario, troppa acqua è passata sotto i ponti, si ha una diversa percezione...e forse, credo, una diversa potenzialità a mettersi in gioco al 150 % come si fa la prima volta...quando si è giovani, e ci si impegna in una vita del tutto nuovo, nei figli, etc.
Lo si pensa, nelle fasi della scoperta di un possibile nuovo amore, ma poi secondo me ci si accorge che non sarebbe così....sarebbe tutto piu' fragile, o forse solo piu' disincantato, proprio perché , come dici tu, inesorabilmente piu' consapevole.
Bacio!
Non so se per questione di genere ma mi sento più vicina all'idea di Verena e un secondo matrimonio/relazione la vedo qualitativamente diversa (non inferiore, ma decisamente diversa) perché manca di quella progettualità.
Poi generalmente gli uomini con la fine del matrimonio escono dalla famiglia e sono più liberi, perché vogliono esserlo, anche di formare una nuova famiglia situazione che una donna può pure favoleggiare, ma molto più difficilmente realizzare, sia per la responsabilità dei figli presenti, sia per l'oggettiva inopportunità di avere figli da un altro uomo creando problemi ai figli già presenti.
Poi esistono donne che riescono a superare questi problemi e, ovviamente, uomini che hanno un forte senso della famiglia e condizionano le proprie scelte al benessere dei figli.