Va riconosciuto che avere conferma, persino postuma, di un tradimento subito dal coniuge rimane un accadimento spiacevole a qualsiasi età. Molti reagiscono, pochi si rassegnano. La scoperta è una vera disgrazia, ribadisco.
Purtroppo, quasi sempre comporta un revisionismo del tempo trascorso in coppia. Si salvano solo i figli, nell' attivo della vicenda, come dichiara
@Dormiente57.
La ragione, secondo me, è che essendo stato preso in giro - con abilità (anche logistica), complicità e mancanza di rispetto - il partner tradito non riesce più a discernere il tempo della verità da quello della menzogna. È triste, fors'anche ingiusto, ma avviene così, non ci si fida più, anche retroattivamente.
Quando mi è capitato, ho avuto chiaro che sarebbe stata un' impresa titanica superare il tradimento. L' ho dichiarato apertamente, che la fiducia persa non poteva essere ricostituita se non con impegno deciso e gravoso di chi aveva tradito.
Il progetto di coppia salta e, quanto meno, viene riformulato in caso di non abbandono immediato. Con meno disponibilità ad investire, cioè non più disinteressatamente.
Poi, c' è un secondo aspetto, secondo me, che intravedo preponderante nella vicenda in esame, e che è di natura introspettiva. Quando scopri che i dubbi e/o sospetti che avevi represso vengono, ahimé, confermati a distanza di molto tempo, non riesci a perdonarti di non aver agito più energicamente e con maggiore cautela tanti anni prima. Senti di essere stato ingannato, caduto in trappola, e non l' accetti, o comunque lo vivi male.
Pur scaricando esteriormente la colpa sul coniuge infedele, in verità non sopporti il peso di non aver scoperto e smascherato la infedeltà all' inizio della storia prima.
Credo che gli errori li commettono tutti nella vita, ed anche che si impara dagli errori e che siano essenziali per evitare di ripeterli in futuro.
Ma un conto è che avvenga in tempo ancora utile, a 40 o 50 anni, ed un altro a 70 anni, quando inevitabilmente senti di avere poco tempo utile (o niente) per rettificare il corso della vita.
Ti senti impotente e la rabbia monta.
Credo che sia umanamente comprensibile, molto più difficile da giustificare a sé stessi e perdonarsi.