Scoperte scientifiche della chiesa???

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Scusa, senza offesa per te, Minerva, ma pensare ad un ateo invidioso di un credente mi fa pensare solo ad una zitella vergine che non ha ancora trovato a chi darla.
non è un paragone esaltante ma non posso che prenderne atto.
a me piacerebbe avere il conforto di una buona fede ma posso confidare soltanto in questo povero cervello deteriorabile
 

Sterminator

Utente di lunga data
non è un paragone esaltante ma non posso che prenderne atto.
a me piacerebbe avere il conforto di una buona fede ma posso confidare soltanto in questo povero cervello deteriorabile
Meglio essere un senzadio che un fedele di merda come quelli che bazzicano qua sopra e si vantano anche...

:rotfl::rotfl::rotfl:
 

MK

Utente di lunga data
Meglio essere un senzadio che un fedele di merda come quelli che bazzicano qua sopra e si vantano anche...

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Poi secondo me ognuno di noi ha una propria forma di fede. Quello che non sopporto, e che mi ha fatto allontanare dalla chiesa cattolica, è l'IPOCRISIA. Poi che ci siano anche persone che credono e soprattutto praticano non ci piove. Ma sono sempre meno.
 
Meglio essere un senzadio che un fedele di merda come quelli che bazzicano qua sopra e si vantano anche...
parlavo di vera fede .
l'ipocrisia di tanti pseudo fedeli è vomitevole ma mi è capitato d'incontrare persone davvero speciali che mi hanno fatto sentire piccola davanti alla loro capacità di abbracciare la spirituaità
 

Sterminator

Utente di lunga data
Poi secondo me ognuno di noi ha una propria forma di fede. Quello che non sopporto, e che mi ha fatto allontanare dalla chiesa cattolica, è l'IPOCRISIA. Poi che ci siano anche persone che credono e soprattutto praticano non ci piove. Ma sono sempre meno.
Ma so' tutte cazzate...

la controprova e' vedere le merde delle geratrchie come si comportano alla faccia dell'essere timorati di dio e temere le fiamme eterne dell'inferno...

ed i coglioni abboccano uguaglio co' Uanna Marchi Spa e co' Vaticano Spa

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MK

Utente di lunga data
Ma so' tutte cazzate...

la controprova e' vedere le merde delle geratrchie come si comportano alla faccia dell'essere timorati di dio e temere le fiamme eterne dell'inferno...

ed i coglioni abboccano co' Uanna Marchi Spa e co' VaticanoSpa

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Dai Stermi ci sono anche preti che stanno davvero in mezzo ai problemi della gente. Poi si sa, il potere corrompe sempre (soprattutto chi sta là dentro solo per quello).
 

Sterminator

Utente di lunga data
parlavo di vera fede .
l'ipocrisia di tanti pseudo fedeli è vomitevole ma mi è capitato d'incontrare persone davvero speciali che mi hanno fatto sentire piccola davanti alla loro capacità di abbracciare la spirituaità
e chi ce l'ha la vera fede?

una pazza scatenata come Margherita Alacoque che beveva il vomito dei malati e mangiava la loro merda tanto da farla santa e dedicarle l'universita' Cattolica del Sacro Cuore?

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Sterminator

Utente di lunga data
Dai Stermi ci sono anche preti che stanno davvero in mezzo ai problemi della gente. Poi si sa, il potere corrompe sempre (soprattutto chi sta là dentro solo per quello).
Non e' prerogativa esclusiva dei preti....

anche se i preti operai ed i seguaci delle teologie delle liberazioni so' censurati e perseguitati dalla sede centrale...
 

MK

Utente di lunga data
Non e' prerogativa esclusiva dei preti....

anche se i preti operai ed i seguaci delle teologie delle liberazioni so' censurati e perseguitati. dalla sede centrale...
Eccerto. Come tutti quelli che non stanno sotto il potere. Ma lo combattono.
 
Allora la trasgressione le botte di allegria ecc.ecc. nascono dalla paura dell'infedeltà femminile? Infedeltà sessuale o sentimentale? O entrambe? :rolleyes:
No...nascono...dalla...disponibilità femminile eh?
Io non c' ho colpa eh?
Perchè dovrei avere paura del sole che brilla o della luna che splende?

Leggi qui:
Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso.
 
Scusa, senza offesa per te, Minerva, ma pensare ad un ateo invidioso di un credente mi fa pensare solo ad una zitella vergine che non ha ancora trovato a chi darla.
Alce non invidioso, ma strafottente che è ben diverso eh?
Ci sono cose che non si possono spiegare...
Io penso che l'ateo, vede che ci sono persone mosse da un certo spirito che lui non riesce nè a comprendere, nè a penetrare. Ci sono persone che solo attraverso questa cosa qui, la fede, hanno compiuto imprese mirabili nella loro vita. La fede dà loro una spinta motivazionale enorme.
Un mistico, Alce, se leggi molti loro passi, per esempio, non è divorato dalla rinuncia alla carne, ma è tutto preso dalle realtà che privilegia.
Pensa che è stato perfino dimostrato che l'uomo che ha fedem ha risorse maggiori verso la malattia e la morte.
Resto comunque con il grande testo di Kiergegaar aut aut.

KIERKEGAARD

A cura di

AUT-AUT

L’opera "Enten-Eller", tradotta in italiano con "Aut-aut", fu edita da Søren Kierkegaard nel 1843 sotto lo pseudonimo di Victor Eremita, che dice di se stesso di essere uno scrittore religioso. Il testo, che nell’edizione italiana consta di 5 volumi [S. Kierkegaard, "Enten-Eller", a cura di A. Cortese, Adelphi, Milano 1976 - 1989, 5 voll], è composto di due parti: le Carte di A, del giovane esteta, e le Carte di B, di Guglielmo l’Assessore e fu scritto di getto in undici mesi, quasi interamente a Berlino, città nella quale Kierkegaard si era rifugiato dopo la rottura del fidanzamento con Regina. L'opera ci conduce nel mondo del pensiero di Kierkegaard. Un “aut - aut” ci impone una scelta, ed è proprio quello che Kierkegaard vuole: costringere il lettore a prendere una decisione. Egli deve decidere come vuole vivere la sua vita, invece di andare passivamente alla deriva lasciandosi semplicemente scivolare lungo il “fiume della vita”. Tutto il cammino della vita umana, personale e collettiva, si snoda secondo una logica necessaria: senza che vi sia responsabilità della libertà personale. Kierkegaard invece sottolinea con forza una prospettiva incentrata sulla persona, che si caratterizza per la possibilità di scelta libera, e di scelta tra alternative inconciliabili. Non un et-et, secondo la visione hegeliana che dispensa dalla scelta un singolo visto come trascinato dall'inesorabile flusso della collettività storica, ma un aut-aut, che impegna la persona nella sua indelegabile, indemandabile libertà personale, in un dramma assolutamente personale, in cui ne va del proprio destino eterno. Così in “Aut - aut” Kierkegaard confronta due 'stili' di vita che lui definisce: l'estetico e l'etico. Al termine estetico, comunque, lui dà un significato diverso da quello che solitamente gli diamo noi; egli intende l'immediato e il piacere illusorio dei sensi, che è il punto di partenza della vita di ogni uomo. Nella prima parte della sua opera Kierkegaard ci mostra una varietà di vite estetiche: dalla più bassa che vive in balia dei sensi, e in questi si disperde senza mai impegnarsi eticamente, come viene ben esemplificato nella figura del “Don Giovanni”, all'uomo che si è reso conto del vuoto e della nullità di una vita puramente estetica, ma che, ciononostante, si aggrappa ancora disperatamente ad essa pur sapendo bene che quest'ultima può condurre solo alla disperazione. Ma perché una vita puramente estetica ci porta alla disperazione? Perché, secondo Kierkegaard, l'uomo ha dentro di sé qualche cosa d'altro, che non potrà mai essere soddisfatto da una vita puramente 'sensibile'. Questo qualche cosa d'altro è l'eterno. L'uomo è costituito dalla sintesi di due elementi opposti: corpo e spirito, temporale ed eterno, finito ed infinito, necessità e libertà. È caratteristica dell'estetico enfatizzare un elemento solo della sintesi: il corporale, il temporale, il finito e il necessario. La mancanza dell'altro elemento della sintesi causa nell'essere umano ansietà; Kierkegaard la definisce “una simpatica antipatia, un'antipatia simpatica”, che allarma e attira allo stesso tempo. Il termine che meglio descrive questa esigenza dello spirito nel mondo sensibile è angoscia; l'angoscia è il segno della presenza dell'eterno nell'uomo. Senza l'eterno non ci sarebbe nessuna angoscia. Ma l'uomo che ha sentito l'angoscia dentro di sé e che ancora ostinatamente persiste in un'esistenza estetica finirà col disperare. Su questi concetti gemelli di angoscia e disperazione Kierkegaard scrisse due delle sue opere più ispirate: “Il Concetto dell'angoscia” ("Begrebet Angest"; 1844) e “La malattia mortale” ("til di Sygdommen Døden"; 1849). Questi due libri sono “saggi psicologici”, come Kierkegaard stesso li definisce, ma in “Aut - aut” gli stessi temi sono trattati attraverso una sorta di letteratura immaginativa, dall'introduzione degli aforismi di “Diapsalmata”, in cui trovano espressione gli umori che attanagliano l'uomo estetico, agli esempi presi dalla letteratura, come Don Giovanni, Antigone, a caratteri desunti dai drammi di Scribe, a figure inventate come “il più infelice” e Giovanni il Seduttore. Insieme formano una galleria di caratteri che vanno dall'immediatamente sensibile, che in un certo senso è innocente a causa della sua immediatezza, perché, in altre parole, non riflette troppo su quello che fa, al seduttore consapevole che ha capito la situazione, ma ciononostante sfida la disperazione. Ma l'uomo che ha sentito dentro di sé l'angoscia della disperazione non può non cogliere l'inadeguatezza di una vita vissuta tutta nella sfera estetica, e chi, nell'angoscia e nella disperazione, non vuol più rimanere in essa, è ormai maturo per scegliere qualche cosa d'altro ed entrare così nella sfera etica. Questo è testimoniato dal fatto che l'eterno ha riposto le sue richieste sull'uomo che non solo le accetta, ma crede nella possibilità di essere consapevole delle richieste etiche nel temporale, nel mondo sensibile. Tale uomo, che scrive lunghe lettere ad un amico che è un "esteta" (nella seconda parte di "Aut-aut"), conduce una vita "etica". Simbolo di tale vita è l'assessore Guglielmo, marito fedele, professionista laborioso ed onesto, combattente e ottimista che consapevolmente lotta per una buona causa e ha senza dubbio la forza di convincere i suoi amici e il mondo intero su quello che è il 'buono'. Lui non si negherà sperperando la sua vita nella sfera estetica, ma crede che sia possibile unire i due punti di vista in una specie di sintesi. Non per niente uno dei capitoli della seconda parte di "Aut-aut" è intitolato fiduciosamente e non senza ragione: "Sull'equilibrio tra l'estetico e l'etico nello sviluppo di personalità". Senza dubbio questo concetto è quello che Kierkegaard stesso pensava a quel tempo. Egli era stato attirato fortemente alla vita estetica nelle sue forme più raffinate, ma lui indubbiamente ancora sperava che sarebbe stato possibile trovare un qualche genere di sintesi tra i due mondi. È vero che lui aveva in un certo senso rinunciato all'etico quando aveva rotto il fidanzamento con Regine e così era sfumata la possibilità di sposarsi, ma in realtà non aveva mai abbandonato il suo collegamento col mondo, né la speranza che tutto, in uno modo o un altro, si sarebbe risolto nel migliore dei modi. Ebbe all'improvviso la conferma di questa speranza una domenica di primavera del 1843, quando, lasciando la 'Chiesa di Nostra Signora' di Copenhagen, incontrò casualmente Regine che usciva dalla chiesa. Lei gli fece un cenno con il capo. Quello fu tutto; ma l'animo di Kierkegaard fu nuovamente sconvolto. Così lei aveva capito; e lei non lo credeva, malgrado tutto, un impostore! Nella testa di Søren cominciò a farsi strada l'idea che forse loro potevano avere una sorta di rapporto 'inusuale', una specie di matrimonio spirituale, libero dalle concupiscenze della carne. Ma per non correre rischi evitò di incontrarla di nuovo rifugiandosi ancora una volta a Berlino per poter lavorare indisturbato. Là lui scrisse due opere: "Timore e tremore"("og di Frygt Bæven") e "La Ripetizione" ("Gentagelsen"). Ambedue sono scritti in una forma a lui molto congeniale: a metà strada tra la letteratura immaginativa e la filosofia. L'idea che domina le due opere è la fede anche se è vista in due modi profondamente diversi.
Le Carte di A racchiudono vari saggi quali:

Diapsalmata - una raccolta di aforismi a carattere poetico in cui emergono l’invincibile malinconia e infelicità dell’autore;
Gli stadi erotici immediati, ovvero il musicale-erotico - è il commento all’opera "Don Giovanni" di Mozart in cui viene illustrata la figura del ‘seduttorÈ: Don Giovanni rappresenta il "seduttore dell’immediatezza";
Il riflesso del tragico antico nel tragico moderno - dal confronto tra queste due realtà emerge la profonda disperazione insita nella tragedia moderna;
Silhouettes - vengono messe a confronto tre figure di donne "sedotte" e i loro seduttori: Marie Beaumarchais (Clavigo), Elvira (Don Giovanni) e Margherita (Faust); Faust è visto come l’uomo del dubbio, un dubbio che ha annientato in lui la realtà, per questo motivo egli nell’amore non cerca più il piacere, ma la distrazione;
Il più infelice - chi vive nella "infelicità del ricordo" è più infelice rispetto a colui che vive nella "infelicità della speranza";
Il primo amore;
La rotazione delle colture;
Il diario del Seduttore - A non è l’autore. Questa fu la parte più letta dell’opera e quella che fece più scalpore; in essa si parla soprattutto della seduzione della parola: al seduttore non interessa quante ragazze può sedurre, ma interessa solo come le seduce.
Anche le Carte di B racchiudono vari saggi come:


Lettere ad A;
Validità estetica del matrimonio;
L’equilibrio tra l’estetico e l’etico nell’elaborazione della personalità - viene posto l’accento sulla "scelta" come momento discriminante tra l’estetico e l’etico e quindi la possibilità dell’enten-eller; lo scegliere appartiene infatti al momento etico il quale non è ciò che è immediatamente, come l’estetico, ma ciò che diventa mediante appunto la scelta.
Ultimatum (predica di un pastore dello Jutland).

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Mari'

Utente di lunga data
Poi secondo me ognuno di noi ha una propria forma di fede. Quello che non sopporto, e che mi ha fatto allontanare dalla chiesa cattolica, è l'IPOCRISIA. Poi che ci siano anche persone che credono e soprattutto praticano non ci piove. Ma sono sempre meno.
Vero, l'ipocrisia è terribile...ma tanto chi se ne frega...se ci sarà l'al di là e il giudizio universale, e se Dio esiste, i parametri del giudizio li decide Lui e non l'Uomo.

Nel Vangelo Cristo è molto chiaro: verremo giudicati solo sull'amore e non sulla pratica.

http://www.youtube.com/watch?v=_5ZQXJNH8q4&playnext=1&list=PL4DE38CBF006988C8&index=26
 

MK

Utente di lunga data
No...nascono...dalla...disponibilità femminile eh?
Io non c' ho colpa eh?
Perchè dovrei avere paura del sole che brilla o della luna che splende?

Leggi qui:
Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso.
Disponibilità? Spiega spiega. Esci dalla tua visione ottocentesca della donna pleaaaaaaase.
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Anche perchè san Giuseppe si festeggia il 19 marzo...
Ma là si festeggia come sposo di Maria.
http://www.santiebeati.it/05/01/
Pensa al primo maggio si festeggia pure san vivaldo...il padre di antonio vivaldi!

I dogmi riguardanti la Madonna sono questi:
http://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Dogmi_mariani

Nella nostra religione si insegna che nulla è impossibile a Dio.
Del resto a me non cambia proprio nulla se Maria fosse vergine o meno...proprio nulla.

Ma il dogma appunto e:
http://it.wikipedia.org/wiki/Dogma

E ognuno ha i suoi.
Il mio primo dogma?
Nessuna donna è fedele.

Finchè non avrò una prova certa e inconfutabile della fedeltà femminile, io contepinceton di sboronia detto il maialmondo squarcialupi, non mi converto.
Sarei curioso sentire chi si sente vergine dopo aver partorito un figlio

In realtà, è un insulto alle donne, che certamente si rifiuteranno tutte senza eccezione e accetterranno invece fieri il ruolo di madre.
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Sarei curioso sentire chi si sente vergine dopo aver partorito un figlio

In realtà, è un insulto alle donne, che certamente si rifiuteranno tutte senza eccezione e accetterranno invece fieri il ruolo di madre.
Al contrario, ci sono molti maschi che si sentono vergini al cospetto di un figlio :rotfl:
 

Quibbelqurz

Heroiken Sturmtruppen
Al contrario, ci sono molti maschi che si sentono vergini al cospetto di un figlio :rotfl:
E guarda che mi devo riquotare ancora ... dato di questo fatto hanno probabilmente pensato che sia meglio di fare un'eccezione. Se guardi bene, non l'hanno mai più concesso a nessun'altra donna ... :mrgreen:
 
Disponibilità? Spiega spiega. Esci dalla tua visione ottocentesca della donna pleaaaaaaase.
Ripeto io sono una vittima dell'universo femminile...
Capisci...sono loro che vengono da me, fanno e disfano quel che a loro piace...e poi ti saluto meneghina...sono un uomo oggetto, usato e gettato...loro mi hanno insegnato il dogma..." Dai scemo...non sta preoccuparte...dai ma taci eh che...."
Cioè io mi sento come Enrico Cuccia con Mediobanca eh?
Mi porto tutto nella tomba...non so sai MK, se ho avuto grazia o disgrazia, di conoscere il mondo femminile in una certa maniera...
Ma a me è capitato così eh?
 
E guarda che mi devo riquotare ancora ... dato di questo fatto hanno probabilmente pensato che sia meglio di fare un'eccezione. Se guardi bene, non l'hanno mai più concesso a nessun'altra donna ... :mrgreen:
Mah...chissà come sono andate effettivamente le cose...sappiamo solo che attorno all'imene è stato creato di tutto e di più. Ripeto sono dogmi.
Cose a cui credi, ma che non puoi dimostrare.
Se io mi metto in testa che lei mi ha tradito...lei come fa a dimostrare la sua innocenza? Con prove scientifiche?
Sono cose metafisiche...
 

Nausicaa

sfdcef
E ognuno ha i suoi.
Il mio primo dogma?
Nessuna donna è fedele.

Finchè non avrò una prova certa e inconfutabile della fedeltà femminile, io contepinceton di sboronia detto il maialmondo squarcialupi, non mi converto.

Come prova inconfutabile contro "nessuna donna è fedele" ti basta trovare una donna anziana che non abbia mai tradito. Io ne conosco. Conosco anche donne meno anziane, gradevoli, attraenti, che non hanno tradito. Aspettiamo, poi vedremo, ok. Ma io se non un braccio, qualche dito su di loro me lo giocherei.
Dai Conte, una cosa è accettare che molte donne tradiscono, uno è essere così categorici. Su, su....
 
Stato
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