Scavolini e autogrill

Skorpio

Utente di lunga data
Vero nel momento che non ci trombi e chiedi rispetto al partner [emoji41]
Il tema del 3d non è sul rispetto al partner

Che peraltro il "rispetto" è collocato in tanti posti, e non solo in mezzo alle gambe
 

Brunetta

Utente di lunga data
Si e quindi?mi so perso 😱😀😀. Resta che io manco per complicità lo accetterei. Ops...mi sa che lo sto accettando già 😎
Eri stato possibilista.
Succede di non essere chiari, si scrive di impulso.
Gli impulsi dovrebbero essere frenati :D
 

Brunetta

Utente di lunga data

Brunetta

Utente di lunga data

danny

Utente di lunga data
Invece chi tradisce è un figo, elastico (con se stesso forse) egoista, mancante di empatia, con forti pulsioni?
Egoista: sì. E non è detto sia un difetto.
Figo: beh, almeno deve piacere a chi gli piace
Elastico: sicuramente
Mancante di empatia: se pensi a cosa potrebbe provare chi tradisce dubito saresti capace di farlo
forti pulsioni: e che cazzo! Sì!
 

danny

Utente di lunga data
Mah.. qui in Toscana "risolvere" ha un significato diverso allora..

Perché anche secondo me non si "risolve" nulla.. e ripeto che se una donna mi abbracciasse dicendo che sta "risolvendo" suoi problemi di coppia, scapperei al volo
Pure se è una gnocca della madonna che a letto si trasforma nella porca dei tuoi sogni?
 

Brunetta

Utente di lunga data

danny

Utente di lunga data
Perdonami ma no. Ho visto un intervista a una coppia di scambisti. Entrambi concordavano. Accettavano la scopata extra solo se organizzata insieme, scegliendo luogo e persona coinvolta. Perfino la lingerie. Li rendeva coppia. Ma affermavano che se uno dei due avesse organizzato incontro da solo con la stessa persona sarebbe stato tradimento. Sentivano mancare il senso di coppia. In un caso c era un gioco di coppia che rinsaldava. Nell altro la menzogna. Eppure il gesto è lo stesso. E li capisco benissimo.
:up:
 

Skorpio

Utente di lunga data
Pure se è una gnocca della madonna che a letto si trasforma nella porca dei tuoi sogni?
Si, certo

Esistono le puttane per quel tipo di desideri

E non è un caso che esistano da quando è nato il genere umano
 

Skorpio

Utente di lunga data
Infatti non è fra le gambe [emoji41], e nella testa [emoji41].
Se non c'è , non c'è [emoji41]
No no.. quello che dicevi te, è esattamente fra le gambe vai tranquillo :rotfl:

Mica che non possa essere anche lì, eh?

Ma se si parla di rispetto, io sono disponibile a parlarne se è rispetto a tutto tondo

Sennò è come parlare del rispetto degli animali, quando vedi i cacciatori, e poi dimenticarselo quando si va a tavola a ordinare la bistecca
 

danny

Utente di lunga data
Non parlano di loro stessi, ma elaborano una teoria in base a esperienze empiriche.
Non ti conoscono :mexican:
Cambiassero giro allora.
Va beh, ma Recalcati è un tombeur de femmes, non può far altro che esaltare l'oggetto della sua passione.
Galimberti, che fa, invece?
Vediamo che dice del tradimento, per esempio:rotfl::rotfl::
"Ma in ogni fedeltà che non conosce il tradimento e neppure ne ipotizza la possibilità c'è troppa infanzia, troppa ingenuità, troppa paura di vivere con le sole nostre forze, troppa incapacità di amare se appena si annuncia un profilo d'ombra. Eppure senza questo profilo d'ombra, quella che puerilmente chiamano "fedeltà" è l'incapacità di abbandonare lidi protetti, di uscire a briglia sciolta e a proprio rischio verso le regioni sconosciute della vita che si offrono solo a quanti sanno dire per davvero "addio". E in ogni addio c'è lo stigma del tradimento e insieme dell'emancipazione. C'è il lato oscuro della fedeltà che però è anche ciò che le conferisce il suo significato e che la rende possibile. Fedeltà e tradimento devono infatti l'una all'altro la densità del loro essere che emancipa non solo il traditore ma anche il tradito, risvegliando l'un l'altro dal loro sonno e dalla loro pigrizia emancipativa impropriamente scambiata per "amore". Gioco di prestigio di parole per confondere le carte e barare al gioco della vita. Il traditore di solito queste cose le sa, meno il tradito che, quando non si rifugia nella vendetta, nel cinismo, nella negazione o nella scelta paranoide, finisce per consegnarsi a quel tradimento di sé che è la svalutazione di se stesso per non essere più amato dall'altro, senza così accorgersi che allora, nel tempo della fedeltà, la sua identità era solo un dono dell'altro.
e niente impedisce di dire a tutti coloro che si sentono traditi che forse un giorno hanno scelto chi li avrebbe traditi per poter incontrare se stessi, come un giorno Gesù scelse Giuda per incontrare il suo destino. Sembra infatti che la legge della vita sia scritta più nel segno del tradimento che in quello della fedeltà, forse perché la vita preferisce di più chi ha incontrato se stesso e sa chi davvero è, rispetto a chi ha evitato di farlo per stare rannicchiato in un'area protetta dove il camuffamento dei nomi fa chiamare fedeltà e amore quello che in realtà è insicurezza o addirittura rifiuto di sapere chi davvero si è, per il terrore di incontrare se stessi, un giorno almeno, prima di morire, con il rischio di non essere mai davvero nati. "


 
Ultima modifica:

oriente70

Utente di lunga data
No no.. quello che dicevi te, è esattamente fra le gambe vai tranquillo :rotfl:

Mica che non possa essere anche lì, eh?

Ma se si parla di rispetto, io sono disponibile a parlarne se è rispetto a tutto tondo

Sennò è come parlare del rispetto degli animali, quando vedi i cacciatori, e poi dimenticarselo quando si va a tavola a ordinare la bistecca
Quella è coerenza [emoji41].
Ecco hai dipinto il traditore parla bene in famiglia e fotte meglio fuori [emoji23].
 

Brunetta

Utente di lunga data
Cambiassero giro allora.
Va beh, ma Recalcati è un tombeur de femmes, non può far altro che esaltare l'oggetto della sua passione.
Galimberti, che fa, invece?
Vediamo che dice del tradimento, per esempio:rotfl::rotfl::
"Ma in ogni fedeltà che non conosce il tradimento e neppure ne ipotizza la possibilità c'è troppa infanzia, troppa ingenuità, troppa paura di vivere con le sole nostre forze, troppa incapacità di amare se appena si annuncia un profilo d'ombra. Eppure senza questo profilo d'ombra, quella che puerilmente chiamano "fedeltà" è l'incapacità di abbandonare lidi protetti, di uscire a briglia sciolta e a proprio rischio verso le regioni sconosciute della vita che si offrono solo a quanti sanno dire per davvero "addio". E in ogni addio c'è lo stigma del tradimento e insieme dell'emancipazione. C'è il lato oscuro della fedeltà che però è anche ciò che le conferisce il suo significato e che la rende possibile. Fedeltà e tradimento devono infatti l'una all'altro la densità del loro essere che emancipa non solo il traditore ma anche il tradito, risvegliando l'un l'altro dal loro sonno e dalla loro pigrizia emancipativa impropriamente scambiata per "amore". Gioco di prestigio di parole per confondere le carte e barare al gioco della vita. Il traditore di solito queste cose le sa, meno il tradito che, quando non si rifugia nella vendetta, nel cinismo, nella negazione o nella scelta paranoide, finisce per consegnarsi a quel tradimento di sé che è la svalutazione di se stesso per non essere più amato dall'altro, senza così accorgersi che allora, nel tempo della fedeltà, la sua identità era solo un dono dell'altro.
e niente impedisce di dire a tutti coloro che si sentono traditi che forse un giorno hanno scelto chi li avrebbe traditi per poter incontrare se stessi, come un giorno Gesù scelse Giuda per incontrare il suo destino. Sembra infatti che la legge della vita sia scritta più nel segno del tradimento che in quello della fedeltà, forse perché la vita preferisce di più chi ha incontrato se stesso e sa chi davvero è, rispetto a chi ha evitato di farlo per stare rannicchiato in un'area protetta dove il camuffamento dei nomi fa chiamare fedeltà e amore quello che in realtà è insicurezza o addirittura rifiuto di sapere chi davvero si è, per il terrore di incontrare se stessi, un giorno almeno, prima di morire, con il rischio di non essere mai davvero nati. "


Eh sì. Mica pizza e fichi.
C’è da pensarci su.
 
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