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l ministro: «Sono cittadini comunitari ma non hanno né reddito minimo né dimore adeguate»
Maroni: giusto espellere i rom
Saremo più duri di Sarkozy


«La Francia segue la nostra linea dei rimpatri, noi andremo oltre»

Il ministro: «Sono cittadini comunitari ma non hanno né reddito minimo né dimore adeguate»
Maroni: giusto espellere i rom
Saremo più duri di Sarkozy
«La Francia segue la nostra linea dei rimpatri, noi andremo oltre»
ROMA — «Sarkozy ha ragione ma non è certo una novità. Anche l’Italia usa da anni la tecnica dei rimpatri assistiti e volontari. Nel 2007, proprio con i rom, usò questa strada pure il sindaco di Roma, che non era Jean-Marie Le Pen ma Walter Veltroni. E figuriamoci se allora qualche professionista dell’antirazzismo si sognò di gridare allo scandalo». Secondo il ministro dell’Interno Roberto Maroni, dunque, la Francia non sta «facendo altro che copiare l’Italia». Semmai, dice, è arrivato il momento di fare un passo in più. Per arrivare dove, ministro? «Alla possibilità di espellere anche i cittadini comunitari». I comunitari? «Sì, espulsioni come per i clandestini, non rimpatri assistiti e volontari. Naturalmente solo per chi viola la direttiva che fissa i requisiti per chi vive in un altro Stato membro: reddito minimo, dimora adeguata e non essere a carico del sistema sociale del Paese che lo ospita. Molti rom sono comunitari ma non rispettano nessuno di questi requisiti».

L’Unione europea, però, dice che l’espulsione dei cittadini comunitari non è possibile.

«Lo so bene. Durante la discussione per il pacchetto sicurezza fu proprio l’Italia a chiedere a Bruxelles la possibilità di attivare questa procedura. Ma il commissario Jacques Barrot, francese, rispose di no: in base al principio di proporzionalità, disse, l’unica sanzione possibile per un comunitario è l’invito ad andarsene, che serve a ben poco. Ma adesso torneremo alla carica. Il 6 settembre ne discuteremo a Parigi in un incontro con i ministri dell’Interno di diversi Paesi europei».
Ma prendere di mira solo i rom non è discriminatorio?
«E infatti le espulsioni dovrebbero essere possibili per tutti i cittadini comunitari, non solo per i rom. Il problema semmai è un altro: a differenza di quello che avviene in Francia, da noi molti rom e sinti hanno anche la cittadinanza italiana. Loro hanno diritto a restare, non si può fare nulla».
Sarkozy è stato criticato dalla Chiesa, dall’Ue e dal Vaticano. Ma i toni sembrano meno duri rispetto a quelli usati a suo tempo contro l’Italia. È solo perché è agosto e sono tutti in ferie?
«No. È un vecchio pregiudizio duro a morire in certi ambienti della sinistra, della Chiesa e dell’associazionismo. Se una cosa la f a Zapatero va bene, s e l a f a Sarkozy insomma, se la fa il governo Berlusconi con un ministro leghista bisogna dargli addosso perché sicuramente viola i diritti umani».
Proprio mentre stiamo parlando, la Chiesa torna ad esprimere i suoi dubbi sul federalismo. Dice il cardinal Bagnasco che, se disgrega il Paese, non è un valore.
«Ma il cardinale dice anche che il federalismo è una ricchezza se unisce il Paese. Bagnasco è una persona saggia e prudente, e nella legge ci sono già tutte le risposte. Il federalismo porterà più equità, perché chi spenderà soldi pubblici ne dovrà rispondere più di quanto debba fare oggi».
Non è un’interferenza, dunque?
«No, il pregiudizio segue altre strade. L’anno scorso proprio Zapatero ha fatto una legge che riprende la Bossi-Fini. Non ho sentito la solita levata di scudi che segue ogni nostra decisione».
Ecco, la Bossi—Fini. Dopo la rottura con il presidente della Camera forse è arrivato il momento di cambiare nome a quella legge.
«No, si chiama Bossi—Fini: primo Bossi, secondo Fini. Va bene così. E poi il presidente della Camera non ha rinnegato il principio fondamentale di quel testo: in Italia entra solo chi ha un lavoro mentre prima poteva entrare anche chi diceva che un lavoro lo stava cercando, magari con l’aiuto di uno sponsor. Fini propone tante cose che non condivido: il voto agli immigrati, la riduzione dei tempi per avere la cittadinanza, adesso par di capire che si butterà sul matrimonio gay. Ma almeno su quel punto non ha fatto marcia indietro».
Si deve dimettere?
«Non mettiamo altra carne al fuoco...».
È giusto che immigrazione e sicurezza siano tra i temi sui quali chiedere la fiducia in Parlamento a settembre?
«Non è necessario perché non abbiamo bisogno di nuovi provvedimenti legislativi. Tutti quelli che erano nel programma sono stati già approvati. Si tratta di dare loro piena attuazione ma questo spetta al governo, il Parlamento non c’entra».

Bossi dice che si voterà a dicembre. Il ministero dell’Interno è pronto?
«Il Viminale è un ministero h 24. Tutti i suoi servizi sono sempre mobilitati, compreso quello elettorale. Adesso stiamo lavorando alla revisione dei collegi per le elezioni provinciali che si terranno nella primavera dell’anno prossimo. Ma siamo sempre pronti».

Lorenzo Salvia
21 agosto 2010© RIPRODUZIONE RISERVATA


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Che vergogna!!!
Per perseguitare ogni ragione è buona: se si è ricchi si è dei perfidi affamatori, se si è poveri si è un peso.
A quando la proposta della soluzione finale?!!
E non ci sono manifestazioni di massa per ribellarsi a questa vergogna!!
Quelle manifestazioni che pensavo che avrebbero dovuto esserci di fronte alla promulgazione delle leggi razziali del '38 non si fanno neppure ora.
E' sempre utile al potere deviare le paure e l'aggressività su qualche gruppo.
Ma che vergogna e che desolazione... :unhappy:
 

Ettore Petrolini

Utente di lunga data
Con tutto il rispetto, ritengo che l'eccessiva tolleranza sia la ragione per la quale la sinistra in Italia non vincerà mai.
Personalmente mi piace la diversità, l'esplorazione di altre culture, la scoperta di altri modi di vestire, mangiare, parlare. Ritengo pertanto indispensabile che uno stato civile si doti di politiche per l'integrazione, ma esigo anche politiche di tolleranza zero verso chi delinque. Siamo tenuti a controllare la nostra delinquenza, di quella degli altri ne farei volentieri a meno.
Dunque mi sembra giusto cacciare via coloro che hanno nel DNA il delinquere (a volte nel loro modo di pensare non è neanche delinquere quel che può risultare a noi....), Se questo sia il caso dei ROM non lo so, però in generale la penso così
 

Eliade

Super Zitella Acida
Non voglio fare di tutta l'erba un fascio ma se anche tra le persone """civilizzate""" ci sono gli incivili, tra i rom gli incivili sono molti di più.
Ti parlo per dove vivo io, non ho mai visto un rom o un gruppo di rom rispettare una singola, e dico singola, regola di civiltà (e non parliamo di quelle legislative): ne dal punto di vista igienico, ne di quello morale.
Sinceramente? Preferirei che gente così andasse via dalla Campania, che già abbiamo abbastanza guai qui.
Se ne fregano di avere il minimo sindacale per poter vivere in Itralia. Lo stato invece di chiedersi se hanno il minimo stipendio e casa adeguada, dovrebbe chiedersi perchè vivono come barboni e poi hanno una bella mercedes accanto alla roulotte. :rolleyes:
 

Ettore Petrolini

Utente di lunga data
Non voglio fare di tutta l'erba un fascio ma se anche nelle persone """civilizzate""" ci sono gli incivili, tra i rom gli incivili sono molti di più.
Ti parlo per dove vivo io, non ho mai visto un rom o un gruppo di rom rispettare una singola, e dico singola, regola di civiltà (e non parliamo di quelle legislative): ne dal punto di vista igienico, ne di quello morale.
Sinceramente? Preferirei che gente così andasse via dalla Campania, che già abbia abbastanza guai nostri.
Se ne fregano di avere il minimo sindacale per poter vivere in Itralia. Lo stato invece di chiedersi se hanno il minimo stipendio e casa adeguada, dovrebbe chiedersi perchè vivono come barboni e poi hanno una bella mercedes accanto alla roulotte. :rolleyes:
:up:
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Con tutto il rispetto, ritengo che l'eccessiva tolleranza sia la ragione per la quale la sinistra in Italia non vincerà mai.
Personalmente mi piace la diversità, l'esplorazione di altre culture, la scoperta di altri modi di vestire, mangiare, parlare. Ritengo pertanto indispensabile che uno stato civile si doti di politiche per l'integrazione, ma esigo anche politiche di tolleranza zero verso chi delinque. Siamo tenuti a controllare la nostra delinquenza, di quella degli altri ne farei volentieri a meno.
Dunque mi sembra giusto cacciare via coloro che hanno nel DNA il delinquere (a volte nel loro modo di pensare non è neanche delinquere quel che può risultare a noi....), Se questo sia il caso dei ROM non lo so, però in generale la penso così
:eek:
Affermazione razzista e nazista.
Spero che tu ne sia consapevole.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Non voglio fare di tutta l'erba un fascio ma se anche tra le persone """civilizzate""" ci sono gli incivili, tra i rom gli incivili sono molti di più.
Ti parlo per dove vivo io, non ho mai visto un rom o un gruppo di rom rispettare una singola, e dico singola, regola di civiltà (e non parliamo di quelle legislative): ne dal punto di vista igienico, ne di quello morale.
Sinceramente? Preferirei che gente così andasse via dalla Campania, che già abbiamo abbastanza guai qui.
Se ne fregano di avere il minimo sindacale per poter vivere in Itralia. Lo stato invece di chiedersi se hanno il minimo stipendio e casa adeguada, dovrebbe chiedersi perchè vivono come barboni e poi hanno una bella mercedes accanto alla roulotte. :rolleyes:
Affermazioni vergognose.
E pure indice di notevole ignoranza sull'argomento.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Informazione 1

Rom e Sinti:
il visibile e l’invisibile


La questione dei Rom e dei Sinti nel nostro Paese è tra quelle che suscitano maggiori scontri dentro e fuori di noi.
Il loro modo di vivere, di chiedere, la loro sopportazione di situazioni che per noi sarebbero insopportabili... ciò che vediamo o crediamo di vedere e sapere su di loro ci crea un certo fastidio. Vi è un sottile conflitto, a volte non tanto sottile, che porta a vedere gli zingari come liberi, figli del vento o come ladri e sfruttatori di bambini.
Ma fermiamoci un attimo: di quale immaginario “loro” stiamo parlando? Questa è la prima domanda da porsi. Prendiamo carta e penna e scriviamo cinque aggettivi che per noi descrivano gli zingari, o i nomadi, o i Rom e i Sinti. Possiamo proprio cominciare con: “Gli zingari sono:” ed elencare gli aggettivi.
Poi sostituiamo il termine che abbiamo usato (zingari, nomadi, o rom e sinti, secondo la terminologia da noi usata) con un altro. Possiamo usare il termine “italiani”, “negri”, “ebrei” o “indiani d’America”: questo perché questi termini ci possono aiutare a mettere i piedi per terra. Del razzismo contro ebrei e negri si è finora molto discusso e gli italiani, beh, siamo noi. Gli indiani d’America li conosciamo dai film western e, più o meno, sappiamo che non erano, né sono, selvaggi ubriaconi come volevano farci credere. Se ci rendiamo conto, cambiando soggetto, che quegli aggettivi sono pesanti, vuol dire che si sta sbagliando. Non perdiamo tempo a giustificare il fatto che con un soggetto va bene e con un altro no. Questo ragionamento varrà anche se gli aggettivi sono positivi. Una volta un signore importante, che voleva cacciare gli zingari dalla “sua” città, disse: “Io non sono razzista: penso, per esempio, che i cingalesi siano puliti e grandi lavoratori.” Questa affermazione è anch’essa razzista.
Due settimane fa discutevamo con alcune persone importanti che parlavano correntemente di “nomadi”. L’intera impalcatura dei loro discorsi ruotava sul carattere nomadico di queste popolazioni che fa in modo che “loro” non possano avere un lavoro stabile, mandare i bambini a scuola, avere una vita degna. Nessuna di queste persone si è mai resa conto che coloro di cui parlavano, almeno tre gruppi distinti di rom e sinti, non erano nomadi o non lo erano più da molto tempo. Perché allora continuare a chiamarli “nomadi”?
La questione del nomadismo è centrale nella costruzione del pregiudizio. I nazisti sostenevano, tra le altre cose, che gli zingari avessero il gene dell’istinto al nomadismo (Wandertrieb) e per questa ragione erano da considerare asociali e quindi andavano sterminati. Il nomadismo, dalla nascita degli stati nazione è sempre stato visto come pericoloso come lo è stata la mancanza del legame tra “razza” e terra per gli ebrei, che non farebbero quindi gli interessi della nazione in cui vivono ma quelli della loro “lobby”.
Il fatto che gruppi di rom e sinti siano o meno nomadi non è molto rilevante, ma lo diventa se svela che il pregiudizio è basato su qualcosa che è falso. È certamente difficile essere nomadi nella società italiana moderna, e per questa stessa ragione molti di coloro che praticavano in passato il nomadismo ora sono sedentari.
Non bisogna poi confondere il nomadismo con la necessità di spostamento o le migrazioni. Se migliaia di rom sono scappati dall’ex Jugoslavia a causa delle guerre dei Balcani, questo non significa che siano nomadi. Se in questi anni molti rom giungono in Italia dalla Romania non significa che siano nomadi. Questi due flussi migratori sono e sono stati causati da grandi conflitti etnici: la prova di questo è che i flussi migratori di rom provenienti dall’ex Jugoslavia si sono oramai praticamente arrestati.
In Italia ci sono comunità Rom da secoli, mescolate con la popolazione autoctona. Ma anche “autoctono” significa nato nel luogo in cui si risiede. Se parliamo di individui, anche questi rom sono autoctoni e se parliamo di popoli dovremmo discutere cosa significhi la nascita di un popolo per stabilire se noi stessi siamo autoctoni. Queste persone sono italiane e sono rom, e non vi è nulla di strano in questo.
Anche i sinti sono giunti in Italia da secoli e vale lo stesso discorso. Non distinguereste queste persone incontrandole per strada, né sapendo come si chiamano di nome o cognome. Se alcune famiglie vogliono vivere su ruote, in una comunità, cosa c’è di male? Perché ci viene subito da chiederci che lavoro fanno, se pagano le tasse e se mandano i loro figli a scuola? In molte regioni italiane vi sono leggi che sanciscono il diritto per rom e sinti che lo vogliano di vivere in aree attrezzate con i loro mezzi mobili. Questo diritto è in grandissima parte violato dalle amministrazioni locali che non si curano di farlo rispettare. Spesso questo diritto negato è usato per accusare rom e sinti di essere irregolari sul “nostro” territorio.
In una città del nord, un gruppo di sinti italiani “autoctoni” tre anni fa è stato sgomberato da un luogo in cui anni prima la stessa amministrazione gli aveva suggerito di andare. Furono sgomberati perché non avevano i permessi in regola per sostare in quel luogo.
Era vero, ma non vi era altro luogo nella loro città dove potessero sostare regolarmente. Cosa avrebbero dovuto fare?
Andare via dalla loro città? Per andare dove? Le autorità scolastiche chiesero più volte di non mandare via le famiglie di bambini che frequentavano la scuola fin dalla materna.
Di cosa abbiamo paura? Di solito si ha paura di cose che non si conoscono, e questa mancanza di conoscenza ci porta a diventare auto-referenziali e quindi ad auto-alimentare le proprie paure. E facendo questo alteriamo i nostri rapporti con le persone: se mi viene presentata una persona, non mi viene da pensare se lavora, se paga le tasse o le bollette o se sfrutta i suoi bambini. Le persone si conoscono dapprima in modo superficiale e nel tempo il rapporto si approfondisce permettendo anche qualche giudizio che dovrà comunque essere ben giustificato.
Noi invece spesso giudichiamo rom e sinti per quello che vediamo da lontano. Ci chiediamo perché una madre elemosini con il proprio bambino senza chiederci dove vada la sera, negando che staremmo meglio non vedendo e non sapendo. Non ci chiediamo quanti siano i Rom e i Sinti che non chiedono l’elemosina. Pensiamo che tutte le donne portino fazzoletti sulla testa e gonne lunghe e di essere bravi per questo ad individuarle. Senza sapere di chi stiamo parlando, ci chiediamo perché non vogliano integrarsi senza renderci conto che da questa stessa domanda si comprende come siamo ciechi davanti a ciò che è minimamente diverso da noi.
In una società aperta, ci si integra facilmente, appena si entra in una rete sociale e si conoscono le poche necessarie regole di convivenza. Nella mia città io, che sono nato e ho vissuto molto all’estero, ho fatto fatica ad integrarmi, e sono italiano, bianco e istruito. Ma ho imparato una cosa preziosa: che in ogni parte del mondo si incontrano persone che possono farti sentire come a casa, che nei gesti, negli occhi e nelle parole esprimono qualcosa di familiare e di intimo.
In una società chiusa nel pregiudizio, è facile sentirsi tagliati fuori, come individui e come gruppo “diverso”. Quando ci si sente “fuori”, spesso le regole che ogni società produce per la convivenza e la sopravvivenza, diventano valide solo per il “dentro”. Porsi in ginocchio a chiedere degli spiccioli può diventare una sfida e il fastidio arrecato diventa la dimostrazione della forza del proprio spirito di sopravvivenza.

Ma queste non sono giustificazioni: sono spunti di riflessione. I Rom e i Sinti non chiedono l’elemosina. Fare l’elemosina è un comportamento individuale: l’attribuzione di comportamenti individuali a gruppi etnici si chiama razzismo.
Davanti a tutto questo può non risultare rilevante sapere che Rom e Sinti giungono in origine dall’India, che da lì i flussi migratori sono partiti più di mille anni fa, che parlano una lingua di derivazione sanscrita, che dai prestiti linguistici si sono potuti ricostruire i vari flussi e percorsi migratori, che in Italia sono giunti nell’arco di 500 anni dall’Africa, dalla Grecia e dal Nord Europa.
Quando saremo liberi dalle lenti del pregiudizio e vedremo le persone come sono, uomini e donne con i loro pregi e difetti, solo allora potremo cominciare ad indagare sulle altrui culture, con il piede felpato del rispetto.
Lorenzo Monasta
http://www.stimmatini.it/missioni/ilmissio/04/01/mondocasa.htm
 

Mari'

Utente di lunga data

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Se uno scrivesse che i napoletani sono camorristi o i siciliani mafiosi o altre cazzate del genere non susciterebbe solo la mia indignazione e quella di Mari'.

Anni fa, parlando con il mio pamnettiere che si lamentava di un campo nomadi vicino, gli chiedevo dove dovrebbero andare... dopo una serie di botta risposta gli avevo chiesto se gli sembrava una buona soluzione metterli su dei treni e metterli tuti in posto. Alla sua adesione entusiastica all'idea gli avevo fatto notare che era già stato fatto e se concordava sul completare quello che era stato già fatto.

 

Abigail

Utente di lunga data
Se uno scrivesse che i napoletani sono camorristi o i siciliani mafiosi o altre cazzate del genere non susciterebbe solo la mia indignazione e quella di Mari'.

Anni fa, parlando con il mio pamnettiere che si lamentava di un campo nomadi vicino, gli chiedevo dove dovrebbero andare... dopo una serie di botta risposta gli avevo chiesto se gli sembrava una buona soluzione metterli su dei treni e metterli tuti in posto. Alla sua adesione entusiastica all'idea gli avevo fatto notare che era già stato fatto e se concordava sul completare quello che era stato già fatto.

è ovvio che un discorso del genere sia assurdo e indegno.
Ma non è quello di cui si sta discutendo.
Spiace dirlo ma anche qui, basterebbe che chi accusa di razzismo verso i rom, ci vivesse a due metri da distanza per un lungo periodo e poi se ne riparla.
Le mie esperienze con i rom sono TUTTE assolutamente negative.
certo che non credo che tutti i rom siano ladri e delinquenti , si vede che quelli li ho incontrati solo io.:rolleyes:
Regole e leggi non vedo perchè dovrebbero riguardare solo certe etnie e categorie.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
è ovvio che un discorso del genere sia assurdo e indegno.
Ma non è quello di cui si sta discutendo.
Spiace dirlo ma anche qui, basterebbe che chi accusa di razzismo verso i rom, ci vivesse a due metri da distanza per un lungo periodo e poi se ne riparla.
Le mie esperienze con i rom sono TUTTE assolutamente negative.
certo che non credo che tutti i rom siano ladri e delinquenti , si vede che quelli li ho incontrati solo io.:rolleyes:
Regole e leggi non vedo perchè dovrebbero riguardare solo certe etnie e categorie.
Infatti non si vede perché rom e sinti di nazionalità italiana non abbiano nel concreto i diritti che spettano agli altri cittadini.
Nonsi capisce perché un'etnia (?) debba essere considerata portatrice genetica di comportamenti (cosa assurda dal punto di vista scientifico e non capisco come possa essere scritta da chi si presenta come medico) e neppure perché a un gruppo debba essere fatto carico delle responsabilità di singoli. La responsabilità individuale è alla base del diritto.
E ancora non si capisce perché si devva considerare attuabile senza indignazione la deportazione di gruppi di persone che non hanno compiuto alcun reato se non occupazione di suolo.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Prima vennero a prendere gli zingari

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.


Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Bertolt Brecht
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Purtroppo il razzismo e i provvedimenti razzisti non nascono dal nulla.
Gli interventi politici si innestano su odi, rancori, pregiudizi che sono ben radicati e che sono stati coltivati e alimentati da chi ha l'interesse di convogliare i malumori lontano da sè o di raccogliere consensi.

Paradossale che i più attivi in questo siano i leghisti che poi utilizzano l'identificazione di con il popolo dei nativi americani (che un po' zingari lo erano) per giustificare le loro politiche.
 

geisha

Utente di lunga data
è ovvio che un discorso del genere sia assurdo e indegno.
Ma non è quello di cui si sta discutendo.
Spiace dirlo ma anche qui, basterebbe che chi accusa di razzismo verso i rom, ci vivesse a due metri da distanza per un lungo periodo e poi se ne riparla.
Le mie esperienze con i rom sono TUTTE assolutamente negative.
certo che non credo che tutti i rom siano ladri e delinquenti , si vede che quelli li ho incontrati solo io.:rolleyes:
Regole e leggi non vedo perchè dovrebbero riguardare solo certe etnie e categorie.
mi piace quotarti.
non sono razzista ma mi spiace nei confronti dei rom c'è sepmre stata una tolleranza che per altri non c'è.
 

Mari'

Utente di lunga data
Prima vennero a prendere gli zingari

Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento perchè rubacchiavano.


Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto perchè mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali e fui sollevato perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti ed io non dissi niente perchè non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me e non c'era rimasto nessuno a protestare.

Bertolt Brecht

Anch'io ho pensato a questa poesia ... comunque (tanto per precisare) il testo non e' di Brecht, e' del "Pastor Martin Niemöller"


http://www.serendipity.li/cda/niemoll.html

http://it.wikipedia.org/wiki/Prima_vennero...
 

Ettore Petrolini

Utente di lunga data
Mi spiace constatare che c'è ancora chi ragiona per dogmi. Io sono di estrazione comunista (mio nonno era partigiano, un mio zio sindacalista CGIL negli anni 70, i miei genitori hanno sempre votato a sinistra) e spesso ho votato a sinistra anch'io. Forse lo farò ancora, finchè c'è Berlusca, ma il mondo è cambiato. Il PD è in discesa continua perchè non vuole accettarlo.
Del nazismo, del fascismo, occorre memoria. Sempre e per sempre. E' sacrosanto. Ma basta dogmi.
Avevo parlato di tolleranza zero con chi delinque. Soprattutto per chi arriva da fuori (e non per razzismo, ma perchè sennò è una sfida impari, visto che ne abbiamo tanti già di nostro). Avevo specificato che non so se per i ROM la delinquenza sia la regola, ammettendo la mia insufficiente cultura sul loro mondo.
Ma basta con le frasi fatte. Hanno fatto la fortuna del Berlusca e gli allungano la vita (politica).

Ultima annotazione sull'autoctonìa. Non ne condivido assolutamente la definizione che è descritta nell'articolo. Autoctonìa non è semplicemente luogo di nascita, ma anche e soprattutto modo di vivere e di condividere la cultura del posto in cui vivi. Autoctoni si nasce, autoctoni si diventa anche. Ma secondo la cultura del posto. Sennò si è semplicemente immigrati (vedi i meridionali italiani in Germania). Ed immigrato non è una parolaccia nè una offesa.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Mi spiace constatare che c'è ancora chi ragiona per dogmi. Io sono di estrazione comunista (mio nonno era partigiano, un mio zio sindacalista CGIL negli anni 70, i miei genitori hanno sempre votato a sinistra) e spesso ho votato a sinistra anch'io. Forse lo farò ancora, finchè c'è Berlusca, ma il mondo è cambiato. Il PD è in discesa continua perchè non vuole accettarlo.
Del nazismo, del fascismo, occorre memoria. Sempre e per sempre. E' sacrosanto. Ma basta dogmi.
Avevo parlato di tolleranza zero con chi delinque. Soprattutto per chi arriva da fuori (e non per razzismo, ma perchè sennò è una sfida impari, visto che ne abbiamo tanti già di nostro). Avevo specificato che non so se per i ROM la delinquenza sia la regola, ammettendo la mia insufficiente cultura sul loro mondo.
Ma basta con le frasi fatte. Hanno fatto la fortuna del Berlusca e gli allungano la vita (politica).

Ultima annotazione sull'autoctonìa. Non ne condivido assolutamente la definizione che è descritta nell'articolo. Autoctonìa non è semplicemente luogo di nascita, ma anche e soprattutto modo di vivere e di condividere la cultura del posto in cui vivi. Autoctoni si nasce, autoctoni si diventa anche. Ma secondo la cultura del posto. Sennò si è semplicemente immigrati (vedi i meridionali italiani in Germania). Ed immigrato non è una parolaccia nè una offesa.
Il post che riporto di seguito è il tuo e sei tu che hai nominato il DNA alla cacchio...

Con tutto il rispetto, ritengo che l'eccessiva tolleranza sia la ragione per la quale la sinistra in Italia non vincerà mai.
Personalmente mi piace la diversità, l'esplorazione di altre culture, la scoperta di altri modi di vestire, mangiare, parlare. Ritengo pertanto indispensabile che uno stato civile si doti di politiche per l'integrazione, ma esigo anche politiche di tolleranza zero verso chi delinque. Siamo tenuti a controllare la nostra delinquenza, di quella degli altri ne farei volentieri a meno.
Dunque mi sembra giusto cacciare via coloro che hanno nel DNA il delinquere (a volte nel loro modo di pensare non è neanche delinquere quel che può risultare a noi....), Se questo sia il caso dei ROM non lo so, però in generale la penso così
 

Ettore Petrolini

Utente di lunga data
Il post che riporto di seguito è il tuo e sei tu che hai nominato il DNA alla cacchio...
E'evidente che si trattava soltanto di un modo di dire (maggiormente evidente quando poi ho specificato di non sapere abbastanza sui ROM).
Mi confermi che certe parole ti fanno scattare a prescindere. E' purtroppo un limite della nostra cultura di sinistra. Nostra nel senso che è anche mia, giusto per evitare equivoci.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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