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Apollonia

Utente di lunga data
Be' Apollonia,
scusa ma dissento.
le fondamenta di un rapporto, soprattutto in termini solidità, non le misurerei in anni trascorsi accanto a qualcuno.
Per moltissime coppie il tifone arriva alla nascita di un figlio.
Si, è una frase che, invariabilmente, tutti gli psicologi dicono.
Io l'ho ascoltata, alla nausea, e da numerose fonti.
Anche qui, non condivido.
Ad esempio, a me non serve che qualcuno mi faccia notare che ho qualche responsabilità causale diretta negli accadimenti della mia vita, questione che sarebbe evidente pure a mio figlio se fosse scemo.
Ma sai, i nessi causali sono infiniti, no?
A me, personalmente, serve molto più qualcuno che mi dica: guarda che moooolte cose non dipendono da te, accetta i tuoi limiti....molla il controllo, non sentirti in colpa.
Era un esempio.
A me dai l'impressione che vorresti tornare al momento in cui la protezione di tuo marito ce l'avevi ancora.
In cui eri solo tu la figlia. E potresti pure averne tutti i diritti!!!!
Ma questo non ha nulla a che vedere con il non farsi mettere i piedi in testa, o col dividersi al 50% le responsabilità e blabla.
Questioni, queste ultime, che di per se considerate, non avrebbero per me alcuna rilevanza e che sarebbero comunque impossibili da controllare e prevedere.
io non misuro le fondamenta in termini di anni. Le misuro in termini di quello che avevamo costruito.
le responsabilità sono, secondo me da capire ed analizzare, non da controllare e prevedere. La protezione di mio marito l'ho avuta, e se vuoi la ho ancora, ma in questo momento sono io che lotto con i fantasmi, non lui.
 

Diletta

Utente di lunga data
Anch'io me lo chiedo...
e ti chiedo:" tu sei riuscita perdonarlo?"

Diciamo che mi sto lasciando alle spalle la brutta faccenda, piano piano...
Il perdono?
No, non ci sono ancora riuscita e me ne accorgo dal risentimento che covo di tanto in tanto dentro di me.
E andiamo avanti così...
 

Brunetta

Utente di lunga data
Diciamo che mi sto lasciando alle spalle la brutta faccenda, piano piano...
Il perdono?
No, non ci sono ancora riuscita e me ne accorgo dal risentimento che covo di tanto in tanto dentro di me.
E andiamo avanti così...
Ti abbraccio.
Il risentimento (stupito) non so quando finirà.
 

Diletta

Utente di lunga data
io non misuro le fondamenta in termini di anni. Le misuro in termini di quello che avevamo costruito.
le responsabilità sono, secondo me da capire ed analizzare, non da controllare e prevedere. La protezione di mio marito l'ho avuta, e se vuoi la ho ancora, ma in questo momento sono io che lotto con i fantasmi, non lui.


...altro che "in questo momento"!!
Temo che ci lotterai ancora per molto, ma spero comunque di sbagliare pronostico.
Sì, il lavoro è quasi tutto nostro, ma credimi che delle volte mi rompe davvero tanto sentirmi dire "ormai non posso tornare indietro..."
In effetti, è anche così, ma è difficile!
 

Brunetta

Utente di lunga data
Forse mai, incomincio a pensarlo...
Sono convinta che certe cose offendano profondamente le persone, e, in particolare, le persone che amano tanto.
E' perfettamente normale.
Ricambio l'abbraccio :)
:smile:
 

Apollonia

Utente di lunga data
...altro che "in questo momento"!!
Temo che ci lotterai ancora per molto, ma spero comunque di sbagliare pronostico.
Sì, il lavoro è quasi tutto nostro, ma credimi che delle volte mi rompe davvero tanto sentirmi dire "ormai non posso tornare indietro..."
In effetti, è anche così, ma è difficile!
Ecco, appunto. Perché io devo lavorare per una cosa che non ho commesso? Ho capito che non posso tornare indietro, ma non è stata una mia scelta, porca miseria, io l'ho subita la scelta. Di una persona in cui nutrivo la massima fiducia.

Forse mai, incomincio a pensarlo...
Sono convinta che certe cose offendano profondamente le persone, e, in particolare, le persone che amano tanto.
E' perfettamente normale.
Ricambio l'abbraccio :)
E l'offesa e' perdonabile? Io penso di no, se non con la capacità di perdono, che io sinceramente non so se ho e avrò. E allora mi chiedo che senso abbia stare con un marito che non si riesce a perdonare? La domanda e' rivolta più a me che a te.

Diciamo che mi sto lasciando alle spalle la brutta faccenda, piano piano...
Il perdono?
No, non ci sono ancora riuscita e me ne accorgo dal risentimento che covo di tanto in tanto dentro di me.
E andiamo avanti così...
E allora andiamo avanti senza più "sogni"? O è meglio troncare e buonanotte?
Niente, son tutti pensieri che mi frullano in testa in questi giorni.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Ecco, appunto. Perché io devo lavorare per una cosa che non ho commesso? Ho capito che non posso tornare indietro, ma non è stata una mia scelta, porca miseria, io l'ho subita la scelta. Di una persona in cui nutrivo la massima fiducia.


E l'offesa e' perdonabile? Io penso di no, se non con la capacità di perdono, che io sinceramente non so se ho e avrò. E allora mi chiedo che senso abbia stare con un marito che non si riesce a perdonare? La domanda e' rivolta più a me che a te.


E allora andiamo avanti senza più "sogni"? O è meglio troncare e buonanotte?
Niente, son tutti pensieri che mi frullano in testa in questi giorni.
Il perdono e il risentimento per me sono indipendenti dalla scelta che si compie.
Certamente provare risentimento per chi non vedi è un dettaglio, mentre provarlo per qualcuno con cui convivi è una ferita aperta.
 

Diletta

Utente di lunga data
Ecco, appunto. Perché io devo lavorare per una cosa che non ho commesso? Ho capito che non posso tornare indietro, ma non è stata una mia scelta, porca miseria, io l'ho subita la scelta. Di una persona in cui nutrivo la massima fiducia.


E l'offesa e' perdonabile? Io penso di no, se non con la capacità di perdono, che io sinceramente non so se ho e avrò. E allora mi chiedo che senso abbia stare con un marito che non si riesce a perdonare? La domanda e' rivolta più a me che a te.


E allora andiamo avanti senza più "sogni"? O è meglio troncare e buonanotte?
Niente, son tutti pensieri che mi frullano in testa in questi giorni.


E anche questo, cara Apollonia, è perfettamente normale!
La nostra mente come un vulcano in piena attività, vero?
Ma finisce anche questa fase e dopo arriva la quiete, proprio come dopo le tempeste.
E arriva il momento che ci si lecca le ferite, ognuno le sue...

Ecco, ora provo a rispondere alle tue domande, che sono molto centrate.

1) sapessi le volte che ho detto e che dico (a lui) la cosa che hai espresso tu.
E lo dico con la massima indignazione di chi ha subito una scelta e di chi deve farsi carico di un lavoro enorme, che non aveva chiesto di fare e che non gli interessava affatto.
Però qui devo essere onesta: il fattaccio è stato la scintilla che ha dato il via ad una esperienza mirabile per me grazie al lavoro interiore che ho fatto e che ha avuto come risultato la nascita di una nuova persona (io).
Non l'avrei mai fatto se non ci fosse stato uno scossone del genere, non ci sarebbe stata questa opportunità.
Io penso che le cose non avvengano per puro caso.
Quindi, quando dico quanto sopra con indignazione lo faccio più per sfogo che per altro, anche se è uno sfogo sentito che emerge quando il tormento si impossessa di me.
Pertanto, non posso non dire che, guardando la persona che ero prima e quella che sono ora, non farei a cambio, fermo restando il prezzo decisamente alto in termini anche di salute...
Inoltre, quando mi sale la carogna (come dicono qui) penso fra me e me che, visto che l'obiettivo che mi sono prefissa è quello di stare bene, è ovvio che il lavoro lo debba fare io, volente o nolente...

2) D'accordo con te.
Io spero nella capacità di perdono, vorrei tanto arrivarci perché questo significherebbe il recupero di una completa serenità da parte mia, almeno così credo, quindi lo auspico.
Secondo me, ci sono cento motivi per cui si decide di continuare a stare insieme, a prescindere dall'aspetto perdono.
Se quello poi verrà, tanto meglio, altrimenti si vive lo stesso.

3) I sogni...mi si sono riaffacciati con delicatezza, quasi direi intimoriti...
Ci vado molto molto cauta a sognare progetti condivisibili con lui, qualche accenno di pensiero qua e là, ma niente di predominante.
Ho dirottato anche i sogni verso altri orizzonti.
Con lui vale soprattutto la regola che hai già menzionato del "qui e ora".
 

Diletta

Utente di lunga data
Il perdono e il risentimento per me sono indipendenti dalla scelta che si compie.
Certamente provare risentimento per chi non vedi è un dettaglio, mentre provarlo per qualcuno con cui convivi è una ferita aperta.

Ho scritto lo stesso identico concetto che hai espresso tu, ma ti giuro di non aver copiato!!!:singleeye:
 

Brunetta

Utente di lunga data

Apollonia

Utente di lunga data
E anche questo, cara Apollonia, è perfettamente normale!
La nostra mente come un vulcano in piena attività, vero?
Ma finisce anche questa fase e dopo arriva la quiete, proprio come dopo le tempeste.
E arriva il momento che ci si lecca le ferite, ognuno le sue...

Ecco, ora provo a rispondere alle tue domande, che sono molto centrate.

1) sapessi le volte che ho detto e che dico (a lui) la cosa che hai espresso tu.
E lo dico con la massima indignazione di chi ha subito una scelta e di chi deve farsi carico di un lavoro enorme, che non aveva chiesto di fare e che non gli interessava affatto.
Però qui devo essere onesta: il fattaccio è stato la scintilla che ha dato il via ad una esperienza mirabile per me grazie al lavoro interiore che ho fatto e che ha avuto come risultato la nascita di una nuova persona (io).
Non l'avrei mai fatto se non ci fosse stato uno scossone del genere, non ci sarebbe stata questa opportunità.
Io penso che le cose non avvengano per puro caso.
Quindi, quando dico quanto sopra con indignazione lo faccio più per sfogo che per altro, anche se è uno sfogo sentito che emerge quando il tormento si impossessa di me.
Pertanto, non posso non dire che, guardando la persona che ero prima e quella che sono ora, non farei a cambio, fermo restando il prezzo decisamente alto in termini anche di salute...
Inoltre, quando mi sale la carogna (come dicono qui) penso fra me e me che, visto che l'obiettivo che mi sono prefissa è quello di stare bene, è ovvio che il lavoro lo debba fare io, volente o nolente...

2) D'accordo con te.
Io spero nella capacità di perdono, vorrei tanto arrivarci perché questo significherebbe il recupero di una completa serenità da parte mia, almeno così credo, quindi lo auspico.
Secondo me, ci sono cento motivi per cui si decide di continuare a stare insieme, a prescindere dall'aspetto perdono.
Se quello poi verrà, tanto meglio, altrimenti si vive lo stesso.

3) I sogni...mi si sono riaffacciati con delicatezza, quasi direi intimoriti...
Ci vado molto molto cauta a sognare progetti condivisibili con lui, qualche accenno di pensiero qua e là, ma niente di predominante.
Ho dirottato anche i sogni verso altri orizzonti.
Con lui vale soprattutto la regola che hai già menzionato del "qui e ora".
1) anche per me è' e penso sarà un grosso lavoro interiore, che già ha dato i suoi frutti, non per lui, ma per me. Quello che mi fa incavolare che lui si sente artefice del mio cambiamento, perché dice che se non fosse successo quello che e' successo, io non sarei cambiata, e quindi quello che è successo, che è opera sua, mi ha fatto bene. La psico continua a dirmi che devo pensare a me è non a lui. Si, il prezzo e altissimo in termini di salute,e anche economico. Ogni tanto mi chiedo se non avessi avuto la possibilità economica cosa avrei fatto. È anch'io credo che nulla succeda per caso. Sinceramente avrei preferito qualcosa di più piacevole.:D
2) ecco, a questo punto lo spero anch'io. Non per noi, ma per me. Quanto si diventa egoisti dopo il tradimento!
3)qui i sogni ci sono, ma mi guardo bene dal condividerli con lui. Pensa però che sono così cretina che mi sento un po' in colpa per scriver su questo forum senza che lui ne sappia nulla. Ma ho deciso che un pochino della mia vita d'ora in poi sarà solo mia. Io non sono mai stata per il qui e ora, ma mi sono costretta a diventarlo. I primi tempi addirittura andavo avanti ora per ora, neanche giorno per giorno. Se ci penso adesso al male che ho patito, mi dico che non me lo meritavo proprio.
Comunque mi fa "piacere" ( si fa per dire!) che stia attraversando una fase normale di questo percorso.
 

Apollonia

Utente di lunga data

Apollonia

Utente di lunga data
Il perdono e il risentimento per me sono indipendenti dalla scelta che si compie.
Certamente provare risentimento per chi non vedi è un dettaglio, mentre provarlo per qualcuno con cui convivi è una ferita aperta.
Perché? Se perdoni qualcuno riesci a conviverci, se covi risentimento no. Io non sono, di carattere, una vendicativa che porta rancore, però sono capacissima di chiudere definitivamente una storia e non pensarci mai più.
Questo mi succede anche con le amicizie.
 

Brunetta

Utente di lunga data
Perché? Se perdoni qualcuno riesci a conviverci, se covi risentimento no. Io non sono, di carattere, una vendicativa che porta rancore, però sono capacissima di chiudere definitivamente una storia e non pensarci mai più.
Questo mi succede anche con le amicizie.
Io parlavo proprio del rancore.
Il perdono è un'altra cosa.
 

Brunetta

Utente di lunga data

Apollonia

Utente di lunga data

Apollonia

Utente di lunga data
Restano. Fanno meno male ma ogni tanto inevitabilmente ci ripensi e non ti capaciti che siastato capace di mentire a te e cosi tanto.
Si, resteranno per sempre. Ma mi chiedevo se, come quelle fisiche, le ricordi solamente quando cambia il tempo!
 
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