Renzi e la buona scuola

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Brunetta

Utente di lunga data
Ho idea che si stia parlando per sentito dire.
In realtà gli incentivi riservati solo a una parte degli insegnanti corrispondono a quello che già esiste e va a chi fa attività aggiuntive.
I criteri non saranno arbitrari ma riferiti al piano formativo e alle attività indicate da tutte le componenti della scuola.
Così come i criteri di valutazione che saranno definiti nello stesso modo.
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
In generale, la regola recita che parole terminanti in -ista/-ita/-euta-eta/auta-ata, ecc. siano sostantivi, e che gli aggettivi da esse derivati, prendano sempre suffisso -istico/-istica- /-itico-itica/ -eutico-eutica, ecc. Così insegno io.

L'esempio più chiaro è nell'accoppiata: psicanalista/psicanalitico-psicanalitica; mai sentito nessuno che sta seguendo una terapia psicanalista .
Certo, conosco la regola, per carità, e sono pure convinto che Renzi semplicemente la ignorasse. A voler fare i precisini, però, esistono delle eccezioni, e umanista è una di queste. Almeno secondo alcuni dizionari (ho riportato un link in un post precedente).
E non è l'unica eccezione. Materialista/materialistico, ad esempio: dovrebbe essere sostantivo (seguace del materialismo) mentre materialistico dovrebbe essere l'aggettivo corrispondente. Ma alcune espressioni fanno eccezione: si usa dire "dialettica materialista" e nessuno (o quasi) direbbe "dialettica materialistica).

Ma il punto è: com'è che nessuno l'ha difeso su questo piano? Siamo tutti così ignoranti da non sapere che "umanista" si può usare anche come aggettivo?
 

Sbriciolata

Escluso
Certo, conosco la regola, per carità, e sono pure convinto che Renzi semplicemente la ignorasse. A voler fare i precisini, però, esistono delle eccezioni, e umanista è una di queste. Almeno secondo alcuni dizionari (ho riportato un link in un post precedente).
E non è l'unica eccezione. Materialista/materialistico, ad esempio: dovrebbe essere sostantivo (seguace del materialismo) mentre materialistico dovrebbe essere l'aggettivo corrispondente. Ma alcune espressioni fanno eccezione: si usa dire "dialettica materialista" e nessuno (o quasi) direbbe "dialettica materialistica).

Ma il punto è: com'è che nessuno l'ha difeso su questo piano? Siamo tutti così ignoranti da non sapere che "umanista" si può usare anche come aggettivo?

A me sinceramente sembra che una persona che parla in pubblico davanti alle telecamere degli argomenti più vari sette giorni su sette possa anche sbagliare un aggettivo. Abbiamo avuto chi sbagliava tragicamente sui numeri e stiamo pagando ora. Abbiamo avuto chi ha sbagliato numero di posti di lavoro, di esodati, di rischio sismico, di bilancio, di milioni pagati a rogito, di km di tunnel per far passare i neutrini. E con tutti questi numeri sbagliati siamo rimasti immobili mentre gli altri andavano avanti. Io se Renzi riesce a cambiare qualcosa dell'immobilismo di questo paese gli perdono pure un'siccome che'
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
A me sinceramente sembra che una persona che parla in pubblico davanti alle telecamere degli argomenti più vari sette giorni su sette possa anche sbagliare un aggettivo. Abbiamo avuto chi sbagliava tragicamente sui numeri e stiamo pagando ora. Abbiamo avuto chi ha sbagliato numero di posti di lavoro, di esodati, di rischio sismico, di bilancio, di milioni pagati a rogito, di km di tunnel per far passare i neutrini. E con tutti questi numeri sbagliati siamo rimasti immobili mentre gli altri andavano avanti. Io se Renzi riesce a cambiare qualcosa dell'immobilismo di questo paese gli perdono pure un'siccome che'
Ben detto, sono d'accordo. E' proprio per questo che dicevo: non solo non è nulla di così grave sbagliare un aggettivo, ma nel caso specifico non è neanche detto che abbia sbagliato, visto che alcuni prestigiosi dizionari riportano l'uso di "umanista" non solo come sostantivo, ma anche come aggettivo.
Mi inquieta di più che nel suo staff a nessuno sia venuto in mente di controllare sul dizionario, avrebbe potuto difendersi tranquillamente precisando che "umanista" può fare eccezione.
 

danny

Utente di lunga data
ma negli USA per es. non si fa così?
mi pare che gli insegnanti vengano assunti dal preside (o comunque dalla dirigenza), esaminando il curriculum

e anche nelle scuole private di ogni grado da noi si fa già così...insomma sembra un modo per introdurre il concetto che lo Stato non è uno stipendificio e basta
io ad es. ai manager pubblici che mandano in malora le aziende pubbliche o le partecipate e prendono pure la buonuscita come da contratto, chiederei i danni!
Invece non accade perché fanno parte di un sistema clientelare.
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
Su 4 ore alla settimana si presenta 1
in un quadrimestre da 2 voti quindi se uno è un'insuffcienza vai a settembre senza se e senza ma
Se ti chiedo di spiegarmi una cosa che non ho capito, mi rispondi che tu hai spiegato e che non perdi tempo perchè devi svolgere il programma
Basta o devo continuare?
Se in una scuola di 5 sezioni in un biennio, la media voti è 4 dubito che ci debbano essere motivazioni non valide.
Per questo ti dico che la valutazione è una cazzata e non serve a nulla
Io ho avuto un prof di inglese che non ci ha insegnato nulla
A fine quadrimestre metteva i voti a caso. Eravamo in 16 in classe e a turno abbiamo avuto inglese a settembre.
all'esame ci ha lasciati in classe da soli così da poter fare l'esame insieme.
Tutti erano al corrente. E nessun ha fatto nulla.

Come ho già detto le mele marce sono in qualsiasi settore. I genitori della classe interessata potrebbero richiedere un Consiglio di Classe straordinario con la presenza non solo dei rappresentanti, ma tutti i ragazzi e di tutte le famiglie aprendo così un dialogo con la scuola a 360°.

Io dico solo una cosa. Nel settore privato tutti sono valutati. Compresi gli insegnanti. Dire che non c'è un metro di valutazione per una professione significa che non potendo misurare il valore di chi la esercita questa non ha valore. Diversamente i metri li trovi per quanto tu non possa fare misurazioni lineari. Questa chiusura ha più il sapore della paura del giudizio. Ed è normale che chi è abituato a svolgere un lavoro senza temere altro giudizio che quello della propria coscienza non sia entusiasta del cambiamento. Ma questo è necessario per avvicinare il lavoro nel pubblico a quello nel privato. E senza questo avvicinamento non si può avere una gestione delle politiche del lavoro armonica.

Non si tratta di una chiusura per paura, non scherzare neanche, Sbriciolata. Un docente ha di fronte, durante quasi tutto l'esercizio della sua funzione, decine e decine di allievi pronti a sbranarlo (insieme alle famiglie) laddove dovesse sbagliare. Quello che sostengo è che è davvero difficile operare una valutazione scevra da condizionamenti personali; per esempio se un allievo riceve un debito in una disciplina, magari con una media di 5 finale, per il suo bene, perchè il CdC ritiene che uno studio supplementare possa aiutarlo ad affrontare l'a.s. successivo con qualche mezzo in più, davvero pensi che dia una valutazione positiva al suo docente? Le strategie che un docente mette in atto, seppur esplicitate ai discenti e alle loro famiglie, credi che vengano recepite nella loro essenza oppure che essi badino, alla fine della fiera, solo al mero risultato personale conseguito? Io dico la seconda. E ciò apre uno scenario sugli insegnanti abituati, per tante ragioni, ad abbondare coi voti, ad abbassare i livelli minimi fino al rasoterra: non ci vuole nulla, massimi risultati con minimo sforzo (per vivere tutti felici e contenti).


Un preside, o Dirigente Scolastico che dir si voglia, non governa da solo in una fantomatica stanza dei bottoni. Governa insieme alle componenti del consiglio di istituto che sono appunto TUTTI: genitori, studenti, personale tecnico-amministrativo e docenti. Vedremo i decreti attuativi, ma credo che quell'organo lì riceverà poteri nuovi, compreso l'approntamento di strumenti OGGETTIVI di valutazione degli insegnanti
Credi, ma non lo sai. Perchè non è così. Gli organi collegiali (dovresti saperlo benissimo) hanno un loro perchè ma un Dirigente non percepisce uno stipendio da favola a cazzo. Le sue responsabilità già come stanno le cose oggi sono di una certa portata e per quello che si prospetta aumenterebbero a dismisura, tant'è che c'è una grossa parte della categoria che contesta ferocemente la Buona Scuola.


Se saranno anziani e finiranno nelle liste è chiaro che NON li chiamerà nessuno, e anche così si darà spazio ai GIOVANI insegnanti che, mediamente, sono più preparati, soprattutto nelle lingue, dove ci sono scandali evidenti di ignoranze in cattedra.

Scandali ci sono in qualunque disciplina, ma non credere che i giovani siano tutti più preparati di quelli più anziani. Non so se hai avuto il piacere negli anni scorsi di avere con te come tirocinante qualche ragazzo fresco di studi della ssis, ma c'era da mettersi le mani dei capelli per quanto erano bombati di chiacchiere e concetti che di applicativo non avevano nulla. Zero porto zero. Il vuoto siderale.


Il timore che un Dirigente chiami gli amici suoi è infondato, a meno che un Dirigente non abbia degli amici tutti bravissimi a stare in cattedra. Ed è infondato perché una scuola gestita con le amicizie non è una scuola di cui si parli bene e l'Italia è piena zeppa di città piccole e medio-grandi dove le voci girano, eccome se girano.
Perdere iscritti è una cartina di tornasole PERFETTA del successo di una scuola, altroché! Ripeto il perché: perché i ragazzi e i genitori sono -salvo rarissimi casi nella mia esperienza- OTTIMI giudici.

Non so dove tu viva, ma evidentemente dev'essere un satellite dell'Italia che vive di luce propria. Forse non hai capito che è proprio il fatto che un preside possa avere un figlio, un parente, un amico di un cugino del cognato che deve piazzare, indipendentemente dal fatto che sia bravissimo o meno (e poi, rimarco, chi glielo dice a lui che sa fare il suo mestiere?) e che può farlo, senza che nessuno possa operare un ricorso o battere ciglio, il problema.

Il numero di iscritti non sempre, e quasi mai, dipende dalla qualità degli insegnamenti, ma da svariati altri fattori. Allargare la visuale dal proprio orticello è una operazione salutare, credo.

Il metodo di raccolta può essere un semplice questionario somministrato agli studenti in cui vengono enunciati criteri OGGETTIVI, quali: la puntualità alle lezioni, le assenze, la puntualità nel riconsegnare i compiti corretti, il numero di verifiche effettuate, la capacità di essere chiari nelle spiegazioni, di non annoiare, di coinvolgere, di utilizzare gli strumenti a disposizione, ecc. ecc.


Tutte cazzate, dal mio punto di vista. Si può essere puntualissimi, correggere i compiti in tempi da record, fare un numero di verifiche spropositato, essere chiari nelle spiegazioni, usare tutti gli strumenti a disposizione ed essere delle chiaviche di insegnanti comunque, perchè quello che conta è altro nella professione di educatori. E-du-ca-to-ri. Tutte le belle cose che per te sono indicatori validi per me sono degli accessori utili, ma non determinanti per stabilire se un docente vale o meno. Pensare che passare delle conoscenze agli alunni, specie oggi col mondo a disposizione in un telefono, e farlo in maniera precisa e puntuale, significhi insegnare, dal mio punto di vista denota il non avere capito un cazzo del mestiere che si fa. Un beneamato cazzo.

La reazione della stragrande parte dei docenti a me sembra dettata soprattutto da PAURA e da spirito di corporazione.

Non ho parole. Se c'è una categoria di lavoratori che non è quasi mai unita è proprio quella degli insegnanti, da questo punto di vista veramente delle merde. Ma PAURA de che? Ma ti pare che uno che insegna da venti/trent'anni (casi aprticolari a parte) non sappia fare il suo mestiere e tema il giudizio di quattro mammocci (esagero perchè m'infervoro :D) e dei loro genitori? Oppure di perdere il posto di lavoro (che tanto non lo perdono comunque)? Ma, per favore fantafanta. Fai più bella figura quando spacci tette :rotfl:
 

Brunetta

Utente di lunga data
Come ho già detto le mele marce sono in qualsiasi settore. I genitori della classe interessata potrebbero richiedere un Consiglio di Classe straordinario con la presenza non solo dei rappresentanti, ma tutti i ragazzi e di tutte le famiglie aprendo così un dialogo con la scuola a 360°.




Non si tratta di una chiusura per paura, non scherzare neanche, Sbriciolata. Un docente ha di fronte, durante quasi tutto l'esercizio della sua funzione, decine e decine di allievi pronti a sbranarlo (insieme alle famiglie) laddove dovesse sbagliare. Quello che sostengo è che è davvero difficile operare una valutazione scevra da condizionamenti personali; per esempio se un allievo riceve un debito in una disciplina, magari con una media di 5 finale, per il suo bene, perchè il CdC ritiene che uno studio supplementare possa aiutarlo ad affrontare l'a.s. successivo con qualche mezzo in più, davvero pensi che dia una valutazione positiva al suo docente? Le strategie che un docente mette in atto, seppur esplicitate ai discenti e alle loro famiglie, credi che vengano recepite nella loro essenza oppure che essi badino, alla fine della fiera, solo al mero risultato personale conseguito? Io dico la seconda. E ciò apre uno scenario sugli insegnanti abituati, per tante ragioni, ad abbondare coi voti, ad abbassare i livelli minimi fino al rasoterra: non ci vuole nulla, massimi risultati con minimo sforzo (per vivere tutti felici e contenti).




Credi, ma non lo sai. Perchè non è così. Gli organi collegiali (dovresti saperlo benissimo) hanno un loro perchè ma un Dirigente non percepisce uno stipendio da favola a cazzo. Le sue responsabilità già come stanno le cose oggi sono di una certa portata e per quello che si prospetta aumenterebbero a dismisura, tant'è che c'è una grossa parte della categoria che contesta ferocemente la Buona Scuola.





Scandali ci sono in qualunque disciplina, ma non credere che i giovani siano tutti più preparati di quelli più anziani. Non so se hai avuto il piacere negli anni scorsi di avere con te come tirocinante qualche ragazzo fresco di studi della ssis, ma c'era da mettersi le mani dei capelli per quanto erano bombati di chiacchiere e concetti che di applicativo non avevano nulla. Zero porto zero. Il vuoto siderale.





Non so dove tu viva, ma evidentemente dev'essere un satellite dell'Italia che vive di luce propria. Forse non hai capito che è proprio il fatto che un preside possa avere un figlio, un parente, un amico di un cugino del cognato che deve piazzare, indipendentemente dal fatto che sia bravissimo o meno (e poi, rimarco, chi glielo dice a lui che sa fare il suo mestiere?) e che può farlo, senza che nessuno possa operare un ricorso o battere ciglio, il problema.

Il numero di iscritti non sempre, e quasi mai, dipende dalla qualità degli insegnamenti, ma da svariati altri fattori. Allargare la visuale dal proprio orticello è una operazione salutare, credo.





Tutte cazzate, dal mio punto di vista. Si può essere puntualissimi, correggere i compiti in tempi da record, fare un numero di verifiche spropositato, essere chiari nelle spiegazioni, usare tutti gli strumenti a disposizione ed essere delle chiaviche di insegnanti comunque, perchè quello che conta è altro nella professione di educatori. E-du-ca-to-ri. Tutte le belle cose che per te sono indicatori validi per me sono degli accessori utili, ma non determinanti per stabilire se un docente vale o meno. Pensare che passare delle conoscenze agli alunni, specie oggi col mondo a disposizione in un telefono, e farlo in maniera precisa e puntuale, significhi insegnare, dal mio punto di vista denota il non avere capito un cazzo del mestiere che si fa. Un beneamato cazzo.




Non ho parole. Se c'è una categoria di lavoratori che non è quasi mai unita è proprio quella degli insegnanti, da questo punto di vista veramente delle merde. Ma PAURA de che? Ma ti pare che uno che insegna da venti/trent'anni (casi aprticolari a parte) non sappia fare il suo mestiere e tema il giudizio di quattro mammocci (esagero perchè m'infervoro :D) e dei loro genitori? Oppure di perdere il posto di lavoro (che tanto non lo perdono comunque)? Ma, per favore fantafanta. Fai più bella figura quando spacci tette :rotfl:
Conosci il Progetto Qualità e tutti i progetti derivati che hanno elaborato strumenti di valutazione che prescindono dalla soggettività?
Certamente c'è chi è incapace pur corrispondendo a certi canoni ma è difficile che chi è davvero bravo non rispetti gli orari, non abbia fatto corsi, non abbia prodotto innovazione.
 

Fantastica

Utente di lunga data
Ho idea che si stia parlando per sentito dire.
In realtà gli incentivi riservati solo a una parte degli insegnanti corrispondono a quello che già esiste e va a chi fa attività aggiuntive.
I criteri non saranno arbitrari ma riferiti al piano formativo e alle attività indicate da tutte le componenti della scuola.
Così come i criteri di valutazione che saranno definiti nello stesso modo.
Sicuramente. E la realizzazione dell'autonomia finalmente vieterà a qualcuno di nascondersi dietro un qualche "l'ha detto il ministero, sono i programmi ministeriali" e così via, cioè quelle cose che si dicono quando nin si ha voglia di mettersi in gioco e si riscalda la solita minestra da vent'anni, tipo.
 

Fantastica

Utente di lunga data
@Mary

Sullo spirito degli studenti e delle loro famiglie la pensiamo all'opposto. Io, sia al professionale, sia al liceo, ho visto nel 97% dei casi ragazzi e genitori esigenti, rispettosi e capacissimi di valutare gli insegnanti.
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
Ho idea che si stia parlando per sentito dire.
In realtà gli incentivi riservati solo a una parte degli insegnanti corrispondono a quello che già esiste e va a chi fa attività aggiuntive.
I criteri non saranno arbitrari ma riferiti al piano formativo e alle attività indicate da tutte le componenti della scuola.
Così come i criteri di valutazione che saranno definiti nello stesso modo.
Da quello che ho capito il cambiamento in questo senso consiste nel fatto che ora i docenti accedono al Fondo d'Istituto scegliendo di fare attività aggiuntive (ore di supplenze, attività sportive, progetti vari, etc) di loro sponte, mentre con la Buona Scuola quello stesso "incentivo" verrrà distribuito a discrezione del Dirigente in base alla risultante delle valutazioni di merito, giusto? Che ci riferisca al Pof è naturale, ci mancherebbe. Ma io critico la questione della valutazione a monte.

Conosci il Progetto Qualità e tutti i progetti derivati che hanno elaborato strumenti di valutazione che prescindono dalla soggettività?
Certamente c'è chi è incapace pur corrispondendo a certi canoni ma è difficile che chi è davvero bravo non rispetti gli orari, non abbia fatto corsi, non abbia prodotto innovazione.

Le scuole strabordano di progetti e di docenti che sono ottimi progettisti :D ma pessimi educatori (secondo me). Anche tu dici "chi è davvero bravo": come fai a dirlo? In base a cosa? Un insegnante può essere amatissimo dai suoi studenti ma fare danni incalcolabili, può essere puntualissimo e ligio ai suoi doveri ma non avere la sensibilità necessaria (per mancanza di conoscenze e competenze) per educare attraverso la sua disciplina. E fare corsi su corsi non è indice necessariamente di preparazione, sempre secondo me; dietro l'organizzazione dei suddetti e anche alla partecipazione agli stessi spesso ruota tutta una galassia di roba che nulla c'entra con la formazione dei giovani.
 

spleen

utente ?
Da quello che ho capito il cambiamento in questo senso consiste nel fatto che ora i docenti accedono al Fondo d'Istituto scegliendo di fare attività aggiuntive (ore di supplenze, attività sportive, progetti vari, etc) di loro sponte, mentre con la Buona Scuola quello stesso "incentivo" verrrà distribuito a discrezione del Dirigente in base alla risultante delle valutazioni di merito, giusto? Che ci riferisca al Pof è naturale, ci mancherebbe. Ma io critico la questione della valutazione a monte.




Le scuole strabordano di progetti e di docenti che sono ottimi progettisti :D ma pessimi educatori (secondo me). Anche tu dici "chi è davvero bravo": come fai a dirlo? In base a cosa? Un insegnante può essere amatissimo dai suoi studenti ma fare danni incalcolabili, può essere puntualissimo e ligio ai suoi doveri ma non avere la sensibilità necessaria (per mancanza di conoscenze e competenze) per educare attraverso la sua disciplina. E fare corsi su corsi non è indice necessariamente di preparazione, sempre secondo me; dietro l'organizzazione dei suddetti e anche alla partecipazione agli stessi spesso ruota tutta una galassia di roba che nulla c'entra con la formazione dei giovani.
Ma secondo te, come dovrebbe essere misurato il "rendimento" degli insegnanti? (Scrivo rendimento perchè non mi viene altro vocabolo ma spero che il concetto sia passato).
Come dovrebbe essere portata avanti una riforma, in pratica?
Perchè è fuori di dubbio che gli insegnanti hanno una responsabilità verso gli alunni, le famiglie e la collettività che ogni mese li paga. O no?
Intendo dire proposte pratiche e realizzabili. Perchè di parolai perditempo, incapaci poi di prendere una qualsiasi decisione razionale e realizzabile, in passato, ne abbiamo avuti fin troppi. Di riforme sulla scuola, messe in atto da governi di destra e di sinistra, indifferentemente, ce ne sono state quasi una per ogni governo e non ne ho sentita una, dico una, che andasse bene agli insegnanti.
Sinceramente, di pagare ripetizioni a mia figlia perche la sua insegnante di inglese non riesce a trasmetterle niente, una incapace totale, mi sono anche stufato.

PS ( le ripetizioni le sta prendendo tutta la classe, non solo mia figlia).
 
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Brunetta

Utente di lunga data
Da quello che ho capito il cambiamento in questo senso consiste nel fatto che ora i docenti accedono al Fondo d'Istituto scegliendo di fare attività aggiuntive (ore di supplenze, attività sportive, progetti vari, etc) di loro sponte, mentre con la Buona Scuola quello stesso "incentivo" verrrà distribuito a discrezione del Dirigente in base alla risultante delle valutazioni di merito, giusto? Che ci riferisca al Pof è naturale, ci mancherebbe. Ma io critico la questione della valutazione a monte.




Le scuole strabordano di progetti e di docenti che sono ottimi progettisti :D ma pessimi educatori (secondo me). Anche tu dici "chi è davvero bravo": come fai a dirlo? In base a cosa? Un insegnante può essere amatissimo dai suoi studenti ma fare danni incalcolabili, può essere puntualissimo e ligio ai suoi doveri ma non avere la sensibilità necessaria (per mancanza di conoscenze e competenze) per educare attraverso la sua disciplina. E fare corsi su corsi non è indice necessariamente di preparazione, sempre secondo me; dietro l'organizzazione dei suddetti e anche alla partecipazione agli stessi spesso ruota tutta una galassia di roba che nulla c'entra con la formazione dei giovani.
No. Non è discrezione del dirigente ma in base a criteri condivisi.
Ogni criterio può essere contestato. Fatto sta che se il collegio approva un progetto non si può dire che è inutile.
 

disincantata

Utente di lunga data
Ma secondo te, come dovrebbe essere misurato il "rendimento" degli insegnanti? (Scrivo rendimento perchè non mi viene un' altra parola ma spero che il concetto sia passato).
Come dovrebbe essere portata avanti una riforma, in pratica?
Perchè è fuori di dubbio che gli insegnanti hanno una responsabilità verso gli alunni, le famiglie e la collettività che ogni mese li paga. O no?
Intendo dire proposte pratiche e realizzabili. Perchè di parolai perditempo, incapaci poi di prendere una qualsiasi decisione razionale e realizzabile, in passato ne abbiamo avuti fin troppi. Di riforme sulla scuola, messe in atto da governi di destra e di sinistra indifferentemente ce ne sono state quasi una per ogni governo e non ne ho sentita una, dico una che andasse bene a insegnanti e studenti.
E io sinceramente parlando, di pagare ripetizioni a mia figlia perche la sua insegnante di inglese non riesce a trasmetterle niente, una incapace totale, mi sono anche stufato.

PS ( le ripetizioni le sta prendendo tutta la classe, non solo mia figlia).

Ecco, quando la totalita' non apprende, e' il caso di incapacita' o menefreghismo dell'insegnante, non puo' essere una sfortuna.

A una delle mie figlie e' capitato uno così di latino, seconda liceo, poi allontano dalla scuola. NON so come è perche', so che ha fatto danni altrove, insultava pure pesantemente le studentesse. Cosa peggiore che non sapere insegnare. Saputo da altri non da mia figlia. Ha sempre evitato di darmi dispiaceri. Pure io pagavo ad altra insegnate della scuola lezioni in privato di latino.

Pero' ormai per quelli di ruolo se non valgono il danno e' fatto.

In compenso ho un amica ex insegnate di storia antica latino e greco che amava tantissimo insegnare e che tutti ricordano con affetto e stima.

Ecco, insegnanti così ce ne vorrebbero a migliaia. Competenza passione e volonta'.

I sono lavori che devi sentire di voler fare e fare bene.
 

Mary The Philips

Utente di lunga data
No. Non è discrezione del dirigente ma in base a criteri condivisi.


A me pare che con la riforma le modalità con le quali verrà erogato il premio di merito siano appannaggio del Dirigente, sentito il parere del comitato di valutazione. Così come la scelta dei docenti, senza sentire il parere di nessuno (attingendo all'albo).


Ogni criterio può essere contestato. Fatto sta che se il collegio approva un progetto non si può dire che è inutile.
In teoria i progetti che il collegio approva sono tutti utili. In teoria. Poi vai a verificare come si suddivide la torta del fondo incentivazione e ti accorgi che è quasi tutta appannaggio della rosa di "preferiti" (magari leccaculo) che gravita costantemente in presidenza.
 
Ultima modifica:

Nobody

Utente di lunga data
Io dico solo una cosa. Nel settore privato tutti sono valutati. Compresi gli insegnanti. Dire che non c'è un metro di valutazione per una professione significa che non potendo misurare il valore di chi la esercita questa non ha valore. Diversamente i metri li trovi per quanto tu non possa fare misurazioni lineari. Questa chiusura ha più il sapore della paura del giudizio. Ed è normale che chi è abituato a svolgere un lavoro senza temere altro giudizio che quello della propria coscienza non sia entusiasta del cambiamento. Ma questo è necessario per avvicinare il lavoro nel pubblico a quello nel privato. E senza questo avvicinamento non si può avere una gestione delle politiche del lavoro armonica.
Vero. Ogni anno, in base ad indicatori ed obiettivi prefissati, vengo valutato. Su questa base, si accede alla meritocrazia, o ad azioni formative, quando necessarie.
Io stesso poi devo valutare il mio capo, che riceve un feedback da tutti i suoi collaboratori.
Non vedo perchè ciò non debba avvenire anche nel settore pubblico. Ne avrebbero immediato vantaggio tutti i dipendenti che lavorano bene, e che ora sono invece difficilmente distinguibili dagli scansafatiche, e tutti i cittadini.
 

Nobody

Utente di lunga data
@Mary

Sullo spirito degli studenti e delle loro famiglie la pensiamo all'opposto. Io, sia al professionale, sia al liceo, ho visto nel 97% dei casi ragazzi e genitori esigenti, rispettosi e capacissimi di valutare gli insegnanti.
Concordo totalmente.
 

Brunetta

Utente di lunga data
A me pare che con la riforma le modalità con le quali verrà erogato il premio di merito siano appannaggio del Dirigente, sentito il parere del comitato di valutazione. Così come la scelta dei docenti, senza sentire il parere di nessuno (attingendo all'albo).




In teoria i progetti che il collegio approva sono tutti utili. In teoria. Poi vai a verificare come si suddivide la torta del fondo incentivazione e ti accorgi che è quasi tutta appannaggio della rosa di "preferiti" (magari leccaculo) che gravita costantemente in presidenza.
Intanto l'albo è territoriale di insegnanti di ruolo che hanno scelto quel territorio. Sono di ruolo perché nel territorio c'è quel bisogno per cui lavoreranno tutti. Verranno chiamati dalle scuole in base al curriculum pubblico e non, come dici anche tu, facendo scorrere una graduatoria quasi infinita e facendo in modo di chiamare possibilmente chi piace per ragioni valide o clientelari.

Il parere dei docenti nella forma di collegio, comitato, consiglio d'istituto è preventiva, con l'indicazione dei criteri e tutto con trasparenza perché criteri e curricula sono pubblici.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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