Quando una storia lavorativa diventa ... qualcosa di piu.

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Joey Blow

Escluso
Mi rendo conto che in base a quello che ho detto può sembrare così, ma non lo è. E' sempre stato un rapporto in cui era lei a pendere dalle mie labbra. E a parte un breve periodo in cui non è stato così, ora è ancora lei a fare (e dire) di più. L'esistenza dell'amante sembra del tutto ininfluente: lei è sempre presente, anche emotivamente, anche più di me.
Sì sì, ma è evidente.
 

Uhlalá

Utente di lunga data
Se posso esprimere la mia opinione
"Un bravo ragazzo, preciso, gentile, allegro, affidabile. Insomma sulla carta perfetto. Abbiamo sempre avuto un rapporto speciale, fatto di stima, rispetto e tanto dialogo"
sono le ultime parole che vorrei sentir dire da una donna a proposito di me.
Ma poi non siamo mica tutti uguali, eh...
Eh, bravo! E neanche una donna vorrebbe sentirsele dire....magari è solo come lo vede lei paragonato al capo sfonda-letto da competizione. Senza considerare che quando una storia è nascosta, "proibita", va da sè che il sesso sia sfondatamente passionale....se vedesse tutte le mattine nel letto il capo intento a scaccolarsi i piedi, dubito che sarebbe costantemente arrapata con lui.....
 

Joey Blow

Escluso
Eh, bravo! E neanche una donna vorrebbe sentirsele dire....magari è solo come lo vede lei paragonato al capo sfonda-letto da competizione. Senza considerare che quando una storia è nascosta, "proibita", va da sè che il sesso sia sfondatamente passionale....se vedesse tutte le mattine nel letto il capo intento a scaccolarsi i piedi, dubito che sarebbe costantemente arrapata con lui.....
Giusta terminologia.
 

danny

Utente di lunga data
Se posso esprimere la mia opinione
"Un bravo ragazzo, preciso, gentile, allegro, affidabile. Insomma sulla carta perfetto. Abbiamo sempre avuto un rapporto speciale, fatto di stima, rispetto e tanto dialogo"
sono le ultime parole che vorrei sentir dire da una donna a proposito di me.
Ma poi non siamo mica tutti uguali, eh...
In effetti le vedrei più in bocca all'uomo tradito, al limite.
Cmq questa Anna78 è tosta: nessuna mostrizzazione, addirittura ha un ragazzo perfetto.
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
In effetti le vedrei più in bocca all'uomo tradito, al limite.
Cmq questa Anna78 è tosta: nessuna mostrizzazione, addirittura ha un ragazzo perfetto.
Ma infatti io lo dico dall'inizio che la sua sincerità è esemplare. Non è indulgente con se stessa, vede le cose per come sono, è consapevole della miseria umana. Magari però fosse così anche con il diretto interessato...
 

danny

Utente di lunga data
Ma infatti io lo dico dall'inizio che la sua sincerità è esemplare. Non è indulgente con se stessa, vede le cose per come sono, è consapevole della miseria umana. Magari però fosse così anche con il diretto interessato...
No.
Non lo è nemmeno con se stessa.
 

danny

Utente di lunga data
Anna vive in un mondo che dipinge come perfetto.
Un mondo ideale con cui presentarsi davanti agli altri, riconosciuto perfetto e costruito in dieci anni di abitudini, progetti, sogni, speranze, conformi a quello che tutti si aspettavano da lei.
Ma in questo tempo lei è cambiata, o almeno, è cambiata la percezione di sé. Non lo vuole ammettere ma tutto questa perfezione le va stretta.
L'amante è la voglia di distruggere, di sporcare questa perfezione che piace tanto agli altri (genitori? Padre? Madre?) ma non a lei. A cui magari non le è neppure mai piaciuta, ma le dava sicurezza di fronte agli altri.
Anna non è cresciuta: continua a ragionare da "figlia" che vuole compiacere i genitori. O un modello a cui si è adeguata.
Anna deve mollare l'uomo con cui sta. Non è con lui che vuole condividere la vita.
Ma ha paura di farlo.
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
Anna vive in un mondo che dipinge come perfetto.
Un mondo ideale con cui presentarsi davanti agli altri, riconosciuto perfetto e costruito in dieci anni di abitudini, progetti, sogni, speranze, conformi a quello che tutti si aspettavano da lei.
Ma in questo tempo lei è cambiata, o almeno, è cambiata la percezione di sé. Non lo vuole ammettere ma tutto questa perfezione le va stretta.
L'amante è la voglia di distruggere, di sporcare questa perfezione che piace tanto agli altri (genitori? Padre? Madre?) ma non a lei. A cui magari non le è neppure mai piaciuta, ma le dava sicurezza di fronte agli altri.
Anna non è cresciuta: continua a ragionare da "figlia" che vuole compiacere i genitori. O un modello a cui si è adeguata.
Anna deve mollare l'uomo con cui sta. Non è con lui che vuole condividere la vita.
Ma ha paura di farlo.
Sì, è una lettura convincente.
Però: è davvero possibile emanciparsi dalla Madre o dal Padre, soprattutto se i loro valori sono stati introiettati? e si può davvero prescindere dall'immagine che si proietta all'esterno?
L'approvazione, da parte dei genitori interni e del mondo esterno, è per alcuni una necessità.
E diventa qualcosa di nostro, non vedo perché rifiutarlo in quanto non autentico.
La vita perfetta che Anna si è costruita in 10 anni le appartiene, forse, ne ha bisogno.
Anche perché la "sporcizia" della vita extra-coniugale non può essere un'alternativa.
L'ambiguità che tu leggi come contraddizione tra autentico (le reali esigenze, espresse con l'amante) e l'inautentico (la vita perfetta, che è quello che vogliono i genitori o la società), riflette molto più semplicemente la doppiezza di tutti gli esseri umani. Che non va rifiutata eliminando uno dei due corni, bollandone uno come falso, ma va rivendicata a vissuta.
 

Traccia

Utente di lunga data
Anna vive in un mondo che dipinge come perfetto.
Un mondo ideale con cui presentarsi davanti agli altri, riconosciuto perfetto e costruito in dieci anni di abitudini, progetti, sogni, speranze, conformi a quello che tutti si aspettavano da lei.
Ma in questo tempo lei è cambiata, o almeno, è cambiata la percezione di sé. Non lo vuole ammettere ma tutto questa perfezione le va stretta.
L'amante è la voglia di distruggere, di sporcare questa perfezione che piace tanto agli altri (genitori? Padre? Madre?) ma non a lei. A cui magari non le è neppure mai piaciuta, ma le dava sicurezza di fronte agli altri.
Anna non è cresciuta: continua a ragionare da "figlia" che vuole compiacere i genitori. O un modello a cui si è adeguata.
Anna deve mollare l'uomo con cui sta. Non è con lui che vuole condividere la vita.
Ma ha paura di farlo.
assolutamente d'accordo su tutta la linea.
L'unica cosa forse che non mi convince del tutto è il concetto di paura. Tu dici che sia quella a frenarla?
A me sembra invece più che altro convenienza, calcolo, vigliaccheria, comodità...e tutto ciò che lei stessa adduce al capo nei confronti della moglie, quando è la prima ad avere il medesimo atteggiamento con il fidanzato.
Una persona che ha paura, a mio avviso, non ha questa lucidità di calcolo: se lui lascia la moglie allora io lascio mio uomo, se lui non lascia la moglie, io mi tengo questo che tuttosommato è bellobravobuono e perfetto su carta. Come fossimo al mercato del pesce... mi dia quello buono sa.
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Ma infatti io lo dico dall'inizio che la sua sincerità è esemplare. Non è indulgente con se stessa, vede le cose per come sono, è consapevole della miseria umana. Magari però fosse così anche con il diretto interessato...
Esemplare? Beh, non direi.
Non capisco perché ci sia questa idea fissa che i traditori siano tutti fatti in un tale modo che basta che uno/una di loro metta per iscritto concetti banalissimi per definirla esemplare.
Quoto te per il post che riassume bene, ma ovviamente parlo a tutti.
È con queste osservazioni che ( mi viene da dire) si mette veramente in mostra la mediocrità umana.
 

danny

Utente di lunga data
assolutamente d'accordo su tutta la linea.
L'unica cosa forse che non mi convince del tutto è il concetto di paura. Tu dici che sia quella a frenarla?
A me sembra invece più che altro convenienza, calcolo, vigliaccheria, comodità...e tutto ciò che lei stessa adduce al capo nei confronti della moglie, quando è la prima ad avere il medesimo atteggiamento con il fidanzato.
Una persona che ha paura, a mio avviso, non ha questa lucidità di calcolo: se lui lascia la moglie allora io lascio mio uomo, se lui non lascia la moglie, io mi tengo questo che tuttosommato è bellobravobuono e perfetto su carta. Come fossimo al mercato del pesce... mi dia quello buono sa.

La paura è la difficoltà più o meno importante che ognuno di noi ha di esprimere realmente se stesso, adulto.
 

Chiara Matraini

Senora de la Vanguardia
Anna vive in un mondo che dipinge come perfetto.
Un mondo ideale con cui presentarsi davanti agli altri, riconosciuto perfetto e costruito in dieci anni di abitudini, progetti, sogni, speranze, conformi a quello che tutti si aspettavano da lei.
Ma in questo tempo lei è cambiata, o almeno, è cambiata la percezione di sé. Non lo vuole ammettere ma tutto questa perfezione le va stretta.
L'amante è la voglia di distruggere, di sporcare questa perfezione che piace tanto agli altri (genitori? Padre? Madre?) ma non a lei. A cui magari non le è neppure mai piaciuta, ma le dava sicurezza di fronte agli altri.
Anna non è cresciuta: continua a ragionare da "figlia" che vuole compiacere i genitori. O un modello a cui si è adeguata.
Anna deve mollare l'uomo con cui sta. Non è con lui che vuole condividere la vita.
Ma ha paura di farlo.

Dici?
Vabbè, tu sai.
L'unica, incontrollabile paura che avrei io al suo posto sarebbe quella di perdere il lavoro.
Perché di tutto quello che ha fatto credo che la cazzata sta proprio tutta lì: con il capo.
 

danny

Utente di lunga data
Sì, è una lettura convincente.
Però: è davvero possibile emanciparsi dalla Madre o dal Padre, soprattutto se i loro valori sono stati introiettati? e si può davvero prescindere dall'immagine che si proietta all'esterno?
L'approvazione, da parte dei genitori interni e del mondo esterno, è per alcuni una necessità.
E diventa qualcosa di nostro, non vedo perché rifiutarlo in quanto non autentico.
La vita perfetta che Anna si è costruita in 10 anni le appartiene, forse, ne ha bisogno.
Anche perché la "sporcizia" della vita extra-coniugale non può essere un'alternativa.
L'ambiguità che tu leggi come contraddizione tra autentico (le reali esigenze, espresse con l'amante) e l'inautentico (la vita perfetta, che è quello che vogliono i genitori o la società), riflette molto più semplicemente la doppiezza di tutti gli esseri umani. Che non va rifiutata eliminando uno dei due corni, bollandone uno come falso, ma va rivendicata a vissuta.
L'individuo adulto è emancipato dal padre e dalla madre e decide in autonomia.
L'alternativa è nascondere il problema continuando con questo equilibrio precario che frustra la vera personalità di Anna con la consapevolezza che in altri momenti e altre modalità emergeranno ancora problemi anche peggiori.
Detto in sintesi: se si sposa il ragazzo perfetto, non sarà un'unione soddisfacente per nessuno.
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
Esemplare? Beh, non direi.
Non capisco perché ci sia questa idea fissa che i traditori siano tutti fatti in un tale modo che basta che uno/una di loro metta per iscritto concetti banalissimi per definirla esemplare.
Quoto te per il post che riassume bene, ma ovviamente parlo a tutti.
È con queste osservazioni che ( mi viene da dire) si mette veramente in mostra la mediocrità umana.
Non per difendere gli altri, ma mi pare che su questa cosa nessuno si trovi d'accordo con me.
Comunque sia, non mi pare di aver detto che la sua originalità sia esemplare.
E' la sua "sincerità" che volevo mettere in evidenza.
Nel senso che non ha ornato con orpelli ideologici la sua incoerenza, la sua voglia di sesso, la sua doppiezza.
Non mi pare che lo facciano tutti i traditori.
Anzi, la maggior parte tende a denigrare retrospettivamente il partner, a giustificarsi adducendo mille motivazioni a seconda dei casi.
Il merito maggiore di Anna, secondo me, è di aver indicato - forse involontariamente - l'abisso che separa il rapporto ufficiale dal tradimento. Nella sua storia è evidente che non c'è alcun nesso causa effetto tra la coppia e la relazione clandestina. Semplicemente, ha scelto più sesso, più passione, più adrenalina. E l'insufficienza di questi elementi NON può essere considerata, dopo dieci anni, un problema di coppia.
 

danny

Utente di lunga data
Dici?
Vabbè, tu sai.
L'unica, incontrollabile paura che avrei io al suo posto sarebbe quella di perdere il lavoro.
Perché di tutto quello che ha fatto credo che la cazzata sta proprio tutta lì: con il capo.

Mi sembra che non lavori più con lui, o sbaglio?, l'ha detto in un post. Però è particolare come per Anna questa non sia una preoccupazione.
Non mi sembra sia mai emersa.
Neretto: Tu sei una persona che ha già fatto un suo percorso per raggiungere la consapevolezza di sé.
Anna non ancora.
In questa fase la paura è quella dell'ignoto. Di quello che non è conosciuto.
Di abbandonare il nido.
 

Irrisoluto

Utente di lunga data
L'individuo adulto è emancipato dal padre e dalla madre e decide in autonomia.
L'alternativa è nascondere il problema continuando con questo equilibrio precario che frustra la vera personalità di Anna con la consapevolezza che in altri momenti e altre modalità emergeranno ancora problemi anche peggiori.
Detto in sintesi: se si sposa il ragazzo perfetto, non sarà un'unione soddisfacente per nessuno.
1. Io credo che l'autonomia sia un'illusione: quando pensiamo di esserci emancipati dai genitori, è perché li abbiamo introiettati in un Genitore interno, che è molto più subdolo e coercitivo di quello esterno.
2. Ma il problema è che la vera personalità di Anna non può essere quella che si esprime con l'amante. In verità, la "vera personalità" non esiste, per nessuno. Anna è una che vuole il rapporto perfetto con il suo compagno di sempre, ma che avendone avuta l'occasione ha scelto anche di viversi una storia più emozionante. Questa storia più emoziante però non è rivelatrice di alcunché di più fondamentale.
 

Eratò

Utente di lunga data
Esemplare? Beh, non direi.
Non capisco perché ci sia questa idea fissa che i traditori siano tutti fatti in un tale modo che basta che uno/una di loro metta per iscritto concetti banalissimi per definirla esemplare.
Quoto te per il post che riassume bene, ma ovviamente parlo a tutti.
È con queste osservazioni che ( mi viene da dire) si mette veramente in mostra la mediocrità umana.
Quoto.
 
Stato
Discussione chiusa ad ulteriori risposte.
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