Pronti per la prossima volta?

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
 

Lara3

Utente di lunga data
Allego una parte importante dell’articolo che hai citato.
In pensione a 35 anni , sembra che i governanti amassero avere i governati come dei bambini, abituati a chiedere allo stato invece di dare e ricevere. Ma a forza di solo chiedere non rimane più tanto da dare.
I governanti amano avere elettori come bambini mai cresciuti perché più facili da gestire.
È un impressione diffusa che i stranieri hanno degli italiani, l’ho notato.
Poi come nel caso della prima ondata in cui gli italiani dicevano perché a noi no se in Germania, o in Svizzera o in Francia...
In realtà penso che fra reddito di cittadinanza, bonus della spesa ( spesso presi senza aver diritto), bonus monopattino, bonus vacanze da nessun’altra parte sono stati distribuiti così tanti soldi. Spesi male ( bonus monopattino, bonus vacanze) o dati alle persone che non avevano diritto, insomma tanti soldi.
Poi queste pretese sono alimentate da bufale come quella di Salvini che secondo lui altrove si regalano soldi con un click.
 

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spleen

utente ?
Uno dei problemi dei giornalisti italiani è che non hanno una considerazione alta della propria professione. È un errore molto grave. Il giornalista è un frustrato per definizione, qualunque cosa faccia. Facciamo però un mestiere molto importante e spesso lo dimentichiamo: siamo degli intellettuali e lo siamo per forza, anche se non lo vogliamo, perché siamo obbligati a guardare quello che ci capita intorno, a farcene un’idea e a raccontarla. Questo fa di noi degli intellettuali assoluti, forse gli unici veri. Gli scrittori vivono nelle loro torri d’avorio, gli scienziati si occupano di virus e di malattie, forse i sociologi lo sono altrettanto. Cavour (su cui Dell’Arti ha scritto due biografie, pubblicate da Mondadori e da Marsilio, ndr), finita l’esperienza del suo giornale, il Risorgimento, disse: “ho imparato tantissimo, perché ogni giorno dovevo decidere che cosa pensare di qualunque cosa”. Vale la stessa cosa per noi: ogni giorno siamo chiamati a pensare qualcosa su quello che ci capita intorno. Se siamo al servizio di questo o quel potentato il pensiero è suggerito, ma se riusciamo ad essere liberi nel giudizio e sottoposti al rischio di sbagliare – una cosa che fa parte della vita - allora facciamo un esercizio intellettuale importantissimo.

Ecco, mi ha colpito tra le altre cose questo passaggio.
 
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ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Uno dei problemi dei giornalisti italiani è che non hanno una considerazione alta della propria professione. È un errore molto grave. Il giornalista è un frustrato per definizione, qualunque cosa faccia. Facciamo però un mestiere molto importante e spesso lo dimentichiamo: siamo degli intellettuali e lo siamo per forza, anche se non lo vogliamo, perché siamo obbligati a guardare quello che ci capita intorno, a farcene un’idea e a raccontarla. Questo fa di noi degli intellettuali assoluti, forse gli unici veri. Gli scrittori vivono nelle loro torri d’avorio, gli scienziati si occupano di virus e di malattie, forse i sociologi lo sono altrettanto. Cavour (su cui Dell’Arti ha scritto due biografie, pubblicate da Mondadori e da Marsilio, ndr), finita l’esperienza del suo giornale, il Risorgimento, disse: “ho imparato tantissimo, perché ogni giorno dovevo decidere che cosa pensare di qualunque cosa”. Vale la stessa cosa per noi: ogni giorno siamo chiamati a pensare qualcosa su quello che ci capita intorno. Se siamo al servizio di questo o quel potentato il pensiero è suggerito, ma se riusciamo ad essere liberi nel giudizio e sottoposti al rischio di sbagliare – una cosa che fa parte della vita - allora facciamo un esercizio intellettuale importantissimo.

Ecco, mi ha colpito tra le altre cose questo passaggio.
a me questa

"Beh, guardi, fuori fa freddo, lo sa? Può essere molto dura non avere una ‘casa’: tutto quello che adesso scrivi poi lo devi proporre e lo devi vendere, è un passaggio completamente diverso. Coprirsi, purtroppo, non è sempre possibile e non tutti lo fanno allo stesso modo, ma le assicuro che nel mio caso non è male."

L'ho trovata finanche romantica. Come visione. Di un romanticismo in cui mi riconosco parecchio, e probabilmente per quello mi è piaciuto.

Significativa anche quella che hai evidenziato tu.
Lui parla di alta considerazione.

io leggendo ho automaticamente sostituito nella mia testa con Onore.
Onore di se stessi di fronte allo specchio.

che è poi l'essenza della libertà a cui fa riferimento.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Allego una parte importante dell’articolo che hai citato.
In pensione a 35 anni , sembra che i governanti amassero avere i governati come dei bambini, abituati a chiedere allo stato invece di dare e ricevere. Ma a forza di solo chiedere non rimane più tanto da dare.
I governanti amano avere elettori come bambini mai cresciuti perché più facili da gestire.
È un impressione diffusa che i stranieri hanno degli italiani, l’ho notato.
Poi come nel caso della prima ondata in cui gli italiani dicevano perché a noi no se in Germania, o in Svizzera o in Francia...
In realtà penso che fra reddito di cittadinanza, bonus della spesa ( spesso presi senza aver diritto), bonus monopattino, bonus vacanze da nessun’altra parte sono stati distribuiti così tanti soldi. Spesi male ( bonus monopattino, bonus vacanze) o dati alle persone che non avevano diritto, insomma tanti soldi.
Poi queste pretese sono alimentate da bufale come quella di Salvini che secondo lui altrove si regalano soldi con un click.
Sono belle sottolineature. Lucide, a mio parere. Che discutono noi in un'epoca.

Il fatto che uno come quello che citi, o qualcuno dei suoi compari, possa alimentare bufale, secondo me non parla di lui.

Nel caso della prima ondata dall'estero europeo ci han guardato con lo sguardo del "i soliti..." poi gli è arrivata la ramazzata.
E ancora oggi tacciono sul blocco delle frontiere di quel periodo.
Per dire.

Non sono interessata al parere che gli altri paesi hanno su di noi italiani.
Sono piuttosto convinta che abbiano le loro belle racole da grattare pure loro.
Ed in ogni caso, l'europa, che è fondamentalmente un organismo economico giusto oggi ha riattivato la diaria per chi va in europarlamento dopo che tutti indifferentemente han pianto miseria perchè ha da pagare gli affitti.
circa 300 euro al giorno.

Non è più italia, o germania, o francia...io sono portata a pensare ormai ad occidente. Decadente.
Questo confronto fra noi e loro mi fa tanto pensare ai bambini delle elementari che come prima risposta al richiamo usano il fantomatico "ma lui però".

Ecco.
Anche per non sprecar soldi e risorse, uscire da questa dinamica, molto comoda per mantenere uno status quo del potere, forse potrebbe essere un modo per iniziare a pensare da popolo. Del mondo. Come la pandemia sta tentando di insegnare. E non del proprio orto.

E sarebbe una bella risposta alle domande implicite che secondo me solleva l'articolo.

Io non mi sento toccata nel definirmi miserabile. So che appartengo anche a questa categoria. Non sento il bisogno di fare penitenze o arrabbiarmi o autoescludermi assolvendomi.
Anzi. Lo trovo uno spunto interessante per vedere dove posso migliorare.
E penso che pure l'autore si collochi fra i miserabili.
Concordo con lui sul respiro di libertà, dato anche dal riconoscimento, a cui fa l'occhiolino trasversalmente per tutto l'articolo. Onore e Libertà.
 

Lara3

Utente di lunga data
Sono belle sottolineature. Lucide, a mio parere. Che discutono noi in un'epoca.

Il fatto che uno come quello che citi, o qualcuno dei suoi compari, possa alimentare bufale, secondo me non parla di lui.

Nel caso della prima ondata dall'estero europeo ci han guardato con lo sguardo del "i soliti..." poi gli è arrivata la ramazzata.
E ancora oggi tacciono sul blocco delle frontiere di quel periodo.
Per dire.

Non sono interessata al parere che gli altri paesi hanno su di noi italiani.
Sono piuttosto convinta che abbiano le loro belle racole da grattare pure loro.
Ed in ogni caso, l'europa, che è fondamentalmente un organismo economico giusto oggi ha riattivato la diaria per chi va in europarlamento dopo che tutti indifferentemente han pianto miseria perchè ha da pagare gli affitti.
circa 300 euro al giorno.

Non è più italia, o germania, o francia...io sono portata a pensare ormai ad occidente. Decadente.
Questo confronto fra noi e loro mi fa tanto pensare ai bambini delle elementari che come prima risposta al richiamo usano il fantomatico "ma lui però".

Ecco.
Anche per non sprecar soldi e risorse, uscire da questa dinamica, molto comoda per mantenere uno status quo del potere, forse potrebbe essere un modo per iniziare a pensare da popolo. Del mondo. Come la pandemia sta tentando di insegnare. E non del proprio orto.

E sarebbe una bella risposta alle domande implicite che secondo me solleva l'articolo.

Io non mi sento toccata nel definirmi miserabile. So che appartengo anche a questa categoria. Non sento il bisogno di fare penitenze o arrabbiarmi o autoescludermi assolvendomi.
Anzi. Lo trovo uno spunto interessante per vedere dove posso migliorare.
E penso che pure l'autore si collochi fra i miserabili.
Concordo con lui sul respiro di libertà, dato anche dal riconoscimento, a cui fa l'occhiolino trasversalmente per tutto l'articolo. Onore e Libertà.
Hai ragione, però mandare la gente in pensione a 35-40 mi risulta che solo in Italia è successo. Demenziale che questo sia stato possibile e che nemmeno chi aveva la possibilità di usufruire non si sia rifiutato perché era ovvio che questo “dolce vita” l’avrebbero pagato i loro figli.
 

danny

Utente di lunga data
Hai ragione, però mandare la gente in pensione a 35-40 mi risulta che solo in Italia è successo. Demenziale che questo sia stato possibile e che nemmeno chi aveva la possibilità di usufruire non si sia rifiutato perché era ovvio che questo “dolce vita” l’avrebbero pagato i loro figli.
Ovvio un paio di balle.
Deo gratias che I vecchi se ne sono usciti dal mondo del lavoro a un'età decente per lasciare il posto ai figli.
Adesso lo lasciano ai nipoti... Sì salta una generazione, in teoria.
Nella pratica è anche peggio.
L'automazione ha eliminato tante figure professionali.
Nel mio settore una sola persona lavora per 20 o 30 di quelli che c'erano quando ho iniziato.
E quella persona magari ha 60 e più anni oppure è un giovane mal pagato.
Ovvio che se 50 anni fa Fantozzi da solo manteneva una famiglia decentemente, pur essendo tra i peggiori del proprio ceto, oggi non possa più neppure aspirare a farlo.
Oggi Fantozzi col suo stipendio pagherebbe al limite solo l'affitto di casa.
 
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