Pronti per la prossima volta?

Lara3

Utente di lunga data
Io queste cose le ho sempre dette.
Esperienze di ospedali purtroppo ne ho avute.
Esperienze con persone nell'ambiente, che fosse ricerca o altre mansioni, pure.
Non gliene è mai fregato nessuno.
Mi hanno sempre dato del pessimista.
Pur essendolo, comunque, non avrei mai immaginato una scenario simile, mi ero sempre contenuto nelle proiezioni.
Ma porca puttana, già nel 1986 mio nonno a 86 anni lasciò una scritto prima di morire su come negli ospedali oltre una certa età già non ti considerassero.
E ci morì, proprio in quel l'ospedale.
Come mia nonna.
I genitori di mia moglie.
Il padre dimesso dall'ospedale che stava bene secondo loro, morto a casa il giorno dopo.
La madre con tumore, se ne sono accorti solo all'ultimo.
Già allora si diceva che oltre una certa età c'era molta indifferenza verso i pazienti.
Io l'ho palpata, l'ho proprio avvertita.
Ed è anche peggio nel cuore dell'Europa, dove sono morti altri miei parenti.
Hai 70 anni e non sei ancora in ospizio?
Questo lo dicevano a mia zia.
L'hanno sfrattata a 80 anni perché dovevano fare una strada e buttare giù la casa.
Messa sulla strada.
Se non hai soldi non conti un cazzo.


Questa è un'ipotesi.
Valida esattamente come tutte le altre.
Da anni si sta lavorando nei laboratori militari sulle armi biochimiche.
Sai dirmi perché non considerano l'ebola efficace?

Comunque tra le buone notizie c'è quella per cui la Pfizer-Gsk ha definito il vaccino.
Ha sottoscritto un accordo con Fda per 100.000.000
di dosi, per 50 milioni di persone nel 2021.
Vista la credibilità dell'azienda, direi che non se ne esce con qualcosa di inefficace.
È un primo passo.
Ma è vero quello che diceva un tizio in un articolo che avendo sintomi Covid ma lievi il medico di famiglia non l’ha segnalato come sospetto caso Covid e allora l’unica possibilità è quella di fare il tampone privatamente a circa 100 euro ?
E che pure quelli segnalati come casi sospetti devono aspettare fino a 8 giorni oppure di farlo privatamente?
 

Nocciola

Super Moderatore
Staff Forum
Ma è vero quello che diceva un tizio in un articolo che avendo sintomi Covid ma lievi il medico di famiglia non l’ha segnalato come sospetto caso Covid e allora l’unica possibilità è quella di fare il tampone privatamente a circa 100 euro ?
E che pure quelli segnalati come casi sospetti devono aspettare fino a 8 giorni oppure di farlo privatamente?
Si. Aspetti anche più di 8 gg
Mia cugina con sintomi quasi certamente legati al covid fatto tampone dopo 10 gg ed è risultata negativa. Della serie ha fatto in tempo a guarire
Il tampone privatamente solo se non hai sintomi se no in molte strutture non lo fanno
 

danny

Utente di lunga data
Ma è vero quello che diceva un tizio in un articolo che avendo sintomi Covid ma lievi il medico di famiglia non l’ha segnalato come sospetto caso Covid e allora l’unica possibilità è quella di fare il tampone privatamente a circa 100 euro ?
E che pure quelli segnalati come casi sospetti devono aspettare fino a 8 giorni oppure di farlo privatamente?
Se non hai una sintomatologia che induca a sospettare sia Covid il tampone non ti viene prescritto.
 

Marjanna

Utente di lunga data
Storicamente neppure si ripete, tra l'altro.
Non ha senso rapportarsi con epidemie del passato.
Non vi è stata in nessuna di esse la volontà e la capacità di intervenire a livello globale per il contenimento delle stesse con pesanti limitazioni della libertà e dei diritti.
Non erano disponibili neppure tecnologie di supporto per la didattica e il lavoro, fattori che hanno coadiuvato tali scelte.
È uno schema completamente nuovo in uno scenario decisamente mutato rispetto al passato.
Questo è anche conseguenza delle misure disposte a seguito degli attentati del 2001 e del rischio crescente del bioterrorismo validato anche in sede europea e che ha determinato la necessità di definire protocolli di intervento a più livelli.

"EUR-Lex - 52003DC0320 - IT" https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/HTML/?uri=CELEX:52003DC0320&from=EN
Io non ho capito a cosa facesse riferimento @ipazia, se all'aspetto sociale del negazionismo, se allo sfaldarsi della società, alla paura, o tutto un insieme, appunto ho chiesto.
Però @danny se la protezione passa per limitazione della libertà ancora non vogliamo riconoscere che c'è questo virus.
Possiamo parlare di mala gestione, del non aver messo in atto uno straccio di piano (per quel poco possibile) da marzo a ora, ma di fatto ci troviamo messi male.

Ipazia ha citato la frase della Merkel, "Hanno bisogno di vedere i letti degli ospedali pieni". Non so se sia così. La gente, a marzo, aveva bisogno di vedere le persone che cascavano per strada vomitando sangue. Ora si son costruiti delle idee da cui vedono. Capitasse oggi, e parlo proprio per strada, ci sarebbe chi caccia un calcio alla persona, facendo una smorfia sulle patologie pregresse.

Senza arrivare alle misure più estreme in alcuni negozi oggi è presente un termoscanner fisso, e in tutti l'igienizzante. Serve ancora che il negoziante si metta come un soldatino per farli usare? Ci sono, si usano. Non serve venga detto.
La parrucchiera di mia sorella (e non tutti lo fanno) fornisce lei una chirurgica ad ogni persona. Nuova. Persona per persona. Da che si entra a quando lei fornisce la mascherina ne va ugualmente usata una propria. Eppure si trova persona che si incazzano per questo. Ti chiedo. Serve spiegarlo perchè usi questa procedura?
 

Lara3

Utente di lunga data
Se non hai una sintomatologia che induca a sospettare sia Covid il tampone non ti viene prescritto.
Si, come diceva nell’articolo aveva molti sintomi, ma non tutti.
Quindi diventa una decisione soggettiva del medico considerarlo caso sospetto e di conseguenza fare il tampone ( con SSN) oppure non considerarlo sospetto e lasciarlo che si fa privatamente il tampone.
E anche il fatto di aspettare 8 giorni per il tampone... ragazzi, stiamo scherzando ?
È troppo !
Sarebbe questa l’eccellenza della sanità lombarda ?
 

Marjanna

Utente di lunga data
Ma è vero quello che diceva un tizio in un articolo che avendo sintomi Covid ma lievi il medico di famiglia non l’ha segnalato come sospetto caso Covid e allora l’unica possibilità è quella di fare il tampone privatamente a circa 100 euro ?
E che pure quelli segnalati come casi sospetti devono aspettare fino a 8 giorni oppure di farlo privatamente?
120 euro a Milano, l'ho sentito anch'io.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Eh già... ci ho pensato si, parecchie volte. E l'ho visto anche su di me. E' uno dei motivi percui amo la montagna, ti porta a cambiare impostazione. E ti mette anche davanti al buio, sia quello della mancanza di inquinamento luminoso, sia quello interno, e cosa non esce da quel buio... Tra le varie a me sbatte in faccia l'ignoranza, la mia. Tutte le opportunità che non ho visto di andare oltre l'ignoranza.



Ti ringrazio per le tue riflessioni. Io ho un rapporto strano con il tempo, faccio veramente fatica a rispondere a certe impostazioni. Per certi versi sono come un bambino, rispondo a bisogni primari, fame, sonno, ect. Se non ho fame e metto delle patate in forno, è facile che me ne dimentichi. Al contempo posso fare qualcosa e 3 ore mi passano in un nanosecondo. E se da un lato è bello, perchè non vivo il tempo in modo oppressivo, dall'altro lato mi rendo conto di non avere tutta questa concezione del tempo presente. Per questo mi viene da fare riferimento a passato e futuro credo, perchè mi creo una linea dove in mezzo inserisco il presente, ma in un certo senso non lo sento. 😕
Beh, siamo mammiferi. Reagiamo anche noi, come tutte le altre bestie, agli stimoli luminosi, fra gli altri.
Ultimamente pensavo a come questa sovrastimolazione potesse incidere sulla riproduzione. (esponendo a costante illuminazione si arriva ad un punto critico in cui salta tutto).
Ma vabbè, sono vagheggiamenti per vezzo. :)

Mi ha fatto piacere condividere, grazie a te :)

Il tempo è qualcosa di affascinante, non pensi?
Lo misuriamo, è talmente sfuggente che senza misurazione diventa molto complesso trovarci dentro orientamento.
E non solo, è fondamentale, in comunità, condividere la misurazione per comunicare e per intessere rapporti sociali.

Però il tempo è un continuum.
Noi dividiamo passato presente e futuro per poterci orientare con noi stessi e nella comunicazione con il sociale.
Il tempo umano è ben diverso dal tempo della Terra, per esempio, però,
80 anni per il pianeta mi sa che corrispondono a pochi secondi (se non meno) per la Terra.
La isurazione che noi diamo del tempo è arbitraria. Frutto di accordi.
Decidiamo che per un periodo le 18 sono ad un certo momento della giornata, e per un altro periodo le 18 sono le 17.
Facciamo rispondere la misurazione a bisogni di ordine organizzativo, economico, produttivo.

qualcuno diceva, accenderemo la luce per lavorare nei campi anche di notte (o una roba simile).
La tecnologia ha reso sfuggente il rapporto con il tempo che scorre. (ma il tempo va comunque al suo ritmo eh...)
(pensa alla velocità in una chat, o alla velocità di una mail)

Io riconosco il tempo "oggettivo" dell'uomo (quello arbitrario e frutto di convenzione) e il tempo soggettivo.
Mi piace quello soggettivo, mi rimanda la potenza delle emozioni.

In termini di elaborazione il tempo è altrettanto affascinante.
Se ci pensi il futuro altro non è che quel che mi aspetto, e quel che mi aspetto altro non è che la rielaborazione di quel che ho già vissuto caricato di valutazioni (a volte giudizi).
E il passato altro non è che la mia elaborazione nel qui e ora di quel che ho vissuto e osservato.
(i ricordi cambiano...non casualmente. E' un tema altrettanto affascinante quello dei ricordi e di come vengano scritti nella mente. Pensa solo ai falsi ricordi).

Ed è in questi termini che dico che il futuro non esiste.
In questi termini dico che il futuro è il prodotto (nel senso matematico) delle azioni che accadono ora.
Potremmo dire che il futuro è il risultato dell'apprendimento e in particolare dell'elaborazione dell'errore.

E in questi termini anche il passato...se ci guardi bene, è il frutto dell'elaborazione del ricordo qui e ora.


Con questo non sostengo la vita della cicala.
Semplicemente sono piuttosto convinta che proiettarmi (generico) nel futuro per come sono ora e insieme a me proiettare il contesto in cui sono ora (o che ho appena vissuto) è la miglior strada per perdersi le opportunità che la Vita propone.
Per sganciarsi dalla realtà mentre accade e rimanere agganciati invece alla propria percezione del passato
(pensa a quelli che restano disperatamente aggrappati ad una relazione evidentemente finita nel nome di ciò che è stato e di ciò che sarebbe dovuto essere).

E' il miglior modo per perdere aderenza e presenza, alla realtà e a se stessi.

E fra l'altro, non permette neanche di progettare a lungo termine.
Un progetto a lungo termine si basa prima di tutto su una lettura spietata della realtà di partenza.
Senza questo, non è possibile costruire nessun progetto.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Non avevo visto questa frase e non ho capito cosa vuoi intendere. E' una situazione che storicamente si ripete, ma non si è vissuta. Ci sono tantissimi aspetti che possiamo osservare. Non tutti, non sempre a me passano davanti agli occhi e li vedo come normali, intendo quella normalità che assorbiamo giorno per giorno, quella che, se anche non impossibile, ti farebbe notare un grande ramo caduto da un albero nel tuo giardino.
Mi riferivo molto semplicemente al fatto che noi abbiamo vissuto una ottantina di anni tutto sommato molto tranquilli con una più che buona qualità della vita.
Qui. In altre regioni umane del pianeta non lo è.

Mia zia, e con lei gli 80enni, si sono passati la seconda guerra, l'asiatica e provenivano da genitori che si erano vissuti la prima guerra e la spagnola.
Prima di loro manco avevano gli antibiotici.
Pensa ad un mal di denti nell'800.

Voglio semplicemente dire che noi ci siamo creati l'idea di uno standard di vita basato su un periodo molto particolare della storia.

Ma è il nostro standard ad essere atipico.
E' raro un periodo di benessere a questi livelli tanto lungo nella storia dell'uomo.

La storia non si ripete mai uguale.
E anche se si ripetesse, chi la vive è diverso da chi l'ha vissuta. E quindi cambierebbe la percezione della storia stessa anche se, per ipotesi, fosse identica a se stessa.

E la storia, come tutte le narrazioni, non porta con sè la ricetta per la soluzione.
Per vedere il ramo caduto o poter prevedere gli effetti della caduta.

Ma nella narrazione si rintraccia il fatto che i rami cadono abitualmente, che tendenzialmente se cadono su altri oggetti li schiacciano, che se un ramo ti cade in testa ti uccide.
Poi ogni singolo e ogni gruppo trova le sue risposte.

E questa è l'esperienza che, se condivisa, può divenire la base attraverso cui si apprende come fare meglio. (quel patrimonio a cui spesso faccio riferimento).
Quando un individuo continua a ripetere gli stessi errori, (ossia non riesce ad integrare le competenze) cosa si dice?
Reiterazione.

Tipo la donna abusata che continua a scegliere figure abusanti.

Socialmente parlando, la perdita della memoria collettiva è una bella gatta da pelare.
(ed eleggere 80 anni, che come dicevamo corrispondo a pochi secondi se non meno nella storia della terra, come standard a cui riferirsi per leggere gli eventi, è quantomeno miope.)

AGGIUNGO: (dopo aver letto l'altro post) la normalità è un accordo fra le parti. Che varia al variare delle parti e del contesto spazio temporale in cui le parti stringono l'accordo.
 

spleen

utente ?
Mi riferivo molto semplicemente al fatto che noi abbiamo vissuto una ottantina di anni tutto sommato molto tranquilli con una più che buona qualità della vita.
Qui. In altre regioni umane del pianeta non lo è.

Mia zia, e con lei gli 80enni, si sono passati la seconda guerra, l'asiatica e provenivano da genitori che si erano vissuti la prima guerra e la spagnola.
Prima di loro manco avevano gli antibiotici.
Pensa ad un mal di denti nell'800.

Voglio semplicemente dire che noi ci siamo creati l'idea di uno standard di vita basato su un periodo molto particolare della storia.

Ma è il nostro standard ad essere atipico.
E' raro un periodo di benessere a questi livelli tanto lungo nella storia dell'uomo.

La storia non si ripete mai uguale.
E anche se si ripetesse, chi la vive è diverso da chi l'ha vissuta. E quindi cambierebbe la percezione della storia stessa anche se, per ipotesi, fosse identica a se stessa.

E la storia, come tutte le narrazioni, non porta con sè la ricetta per la soluzione.
Per vedere il ramo caduto o poter prevedere gli effetti della caduta.

Ma nella narrazione si rintraccia il fatto che i rami cadono abitualmente, che tendenzialmente se cadono su altri oggetti li schiacciano, che se un ramo ti cade in testa ti uccide.
Poi ogni singolo e ogni gruppo trova le sue risposte.

E questa è l'esperienza che, se condivisa, può divenire la base attraverso cui si apprende come fare meglio. (quel patrimonio a cui spesso faccio riferimento).
Quando un individuo continua a ripetere gli stessi errori, (ossia non riesce ad integrare le competenze) cosa si dice?
Reiterazione.

Tipo la donna abusata che continua a scegliere figure abusanti.

Socialmente parlando, la perdita della memoria collettiva è una bella gatta da pelare.
(ed eleggere 80 anni, che come dicevamo corrispondo a pochi secondi se non meno nella storia della terra, come standard a cui riferirsi per leggere gli eventi, è quantomeno miope.)

AGGIUNGO: (dopo aver letto l'altro post) la normalità è un accordo fra le parti. Che varia al variare delle parti e del contesto spazio temporale in cui le parti stringono l'accordo.
Molto interessante ma lungo. Dal minuto 20 persino inedito (per me).
 
Ultima modifica:

danny

Utente di lunga data
Io non ho capito a cosa facesse riferimento @ipazia, se all'aspetto sociale del negazionismo, se allo sfaldarsi della società, alla paura, o tutto un insieme, appunto ho chiesto.
Però @danny se la protezione passa per limitazione della libertà ancora non vogliamo riconoscere che c'è questo virus.
Possiamo parlare di mala gestione, del non aver messo in atto uno straccio di piano (per quel poco possibile) da marzo a ora, ma di fatto ci troviamo messi male.

Ipazia ha citato la frase della Merkel, "Hanno bisogno di vedere i letti degli ospedali pieni". Non so se sia così. La gente, a marzo, aveva bisogno di vedere le persone che cascavano per strada vomitando sangue. Ora si son costruiti delle idee da cui vedono. Capitasse oggi, e parlo proprio per strada, ci sarebbe chi caccia un calcio alla persona, facendo una smorfia sulle patologie pregresse.

Senza arrivare alle misure più estreme in alcuni negozi oggi è presente un termoscanner fisso, e in tutti l'igienizzante. Serve ancora che il negoziante si metta come un soldatino per farli usare? Ci sono, si usano. Non serve venga detto.
La parrucchiera di mia sorella (e non tutti lo fanno) fornisce lei una chirurgica ad ogni persona. Nuova. Persona per persona. Da che si entra a quando lei fornisce la mascherina ne va ugualmente usata una propria. Eppure si trova persona che si incazzano per questo. Ti chiedo. Serve spiegarlo perchè usi questa procedura?
Se mostri immagini forti avrai reazioni forti, ed è quello che sta accadendo.
Un errore, secondo me, di gestione, tra tanti.
Avrai persone che negheranno, penseranno sia tutto inventato, e altre che si cagheranno sotto dalla paura, altre che non vorranno vedere.
Creerai un conflitto di idee contrapposte tra loro.
Ridicole poi le neoinfermiere da passerella divenute testimonial del disagio: mettetemene una di 50 anni, ma con esperienza e che sul suo profilo Facebook non abbia la sua foto in bikini, almeno.
Grotteschi gli interventi e i dibattiti tra presunti esperti pagati a presenza tutti a contraddirsi e a non farsi capire.
Ci voleva una comunicazione matura, una voce sola, in grado di parlare responsabilmente a tutti senza indulgere sulle tinte fosche ma senza neppure indebolire il messaggio finendo sul grottesco.
Una voce autorevole insieme a misure che non fossero ridicolizzatili, come i banchi e i monopattini e le mascherine anche da soli nel nulla, che hanno un che di infantile.
La comunicazione è stata tutta sbagliata, e forse qui Casalino ci ha messo lo zampino, perché ha proposto uno stile pacchiano, da tv di bassa levatura.
Merkel ha detto chiaramente ai tedeschi già a marzo che sarebbe stata lunga e difficile.
Da noi si prolungava l'agonia ogni due settimane, inducendo a false speranze.
E cosa dire del libro del ministro Speranza? Ma ce n'era bisogno? Ma è possibile essere così narcisisti?
E il termine "ristori"? Ma chi l'ha scelto?
Ecco, a seguito di una comunicazione degna del Grande Fratello Vip è andato tutto in vacca.
Bisognava spiegare esattamente dove era il problema, di come funzionavano i reparti Covid, di come potevano saturarsi.
Non è difficile, ma va detto, andava detto.
Invece si è detto che gli ospedali erano pieni e le persone sono andate a fare i video dove erano vuoti, perché non hanno capito come funziona.
E tutti dietro.
Il virus esiste, se non muterà provocando meno danni ce lo porteremo dietro per anni e sconvolgerà le nostre vite, il vaccino non è dietro l'angolo, anche se qualcosa si intravede all'orizzonte: in una situazione di merda come questa bisogna trovare un giusto compromesso tra rischio e conseguenze, ma alla popolazione occorre spiegare i sacrifici a cui TUTTi devono essere sottoposti.
Non esiste che ci siano persone alla fame e altre che si beccano lo stipendio come prima stando a casa.
E neppure che ci siano persone che rispettano le regole e altre no perché non ci sono controlli: se devi gestire il tutto così, non istituire neppure lockdown.
Tutti devono contribuire e partecipare a questi sacrifici, per solidarietà e unità.
Questo però va spiegato e le persone chiamate a essere responsabili solo dopo che si è fatto comprendere loro qual è l'effettivo problema.
Che c'è, anche se il virus non è letale come altri, anzi proprio per quello.
 

danny

Utente di lunga data
Si, come diceva nell’articolo aveva molti sintomi, ma non tutti.
Quindi diventa una decisione soggettiva del medico considerarlo caso sospetto e di conseguenza fare il tampone ( con SSN) oppure non considerarlo sospetto e lasciarlo che si fa privatamente il tampone.
E anche il fatto di aspettare 8 giorni per il tampone... ragazzi, stiamo scherzando ?
È troppo !
Sarebbe questa l’eccellenza della sanità lombarda ?
La Lombardia da anni ospita pazienti di altre regioni.
Quando sono stato ricoverato i miei vicini di letto in tutti i casi erano del resto d'Italia, non della Lombardia
.
Ci sono molti B&B e camere in affitto nelle vicinanze degli ospedali proprio per ospitare i parenti di chi viene dal resto d'Italia.
Le nostre risorse però non sono infinite e da anni comunque non sono di certo aumentate.
Non fatico a pensare che molti pazienti attualmente positivi al Covid siano persone venute da altre regioni per un intervento e ivi ricoverate in ospedale o in strutture proprio perché non residenti.
L'eccellenza è anche e sicuramente dovuta alla scarsità altrui. Prova ad andare in Calabria e capirai, c'è davvero da avere paura.
Se dovessimo chiudere la regione alcune parti d'Italia sarebbero veramente nella merda.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Molto interessante ma lungo. Dal minuto 20 persino inedito (per me).
Sì, è molto interessante. :)
Grazie! lo sto ascoltando proprio ora.

E' sempre interessante, a mio parere, ricordare.
Nei termini in cui dicevo, dar Valore all'eredità. Ricalibra, ridà dimensione.
 

ipazia

Utente disorientante (ma anche disorientata)
Io queste cose le ho sempre dette.
Esperienze di ospedali purtroppo ne ho avute.
Esperienze con persone nell'ambiente, che fosse ricerca o altre mansioni, pure.
Non gliene è mai fregato nessuno.
Mi hanno sempre dato del pessimista.
Pur essendolo, comunque, non avrei mai immaginato una scenario simile, mi ero sempre contenuto nelle proiezioni.
Ma porca puttana, già nel 1986 mio nonno a 86 anni lasciò una scritto prima di morire su come negli ospedali oltre una certa età già non ti considerassero.
E ci morì, proprio in quel l'ospedale.
Come mia nonna.
I genitori di mia moglie.
Il padre dimesso dall'ospedale che stava bene secondo loro, morto a casa il giorno dopo.
La madre con tumore, se ne sono accorti solo all'ultimo.
Già allora si diceva che oltre una certa età c'era molta indifferenza verso i pazienti.
Io l'ho palpata, l'ho proprio avvertita.
Ed è anche peggio nel cuore dell'Europa, dove sono morti altri miei parenti.
Hai 70 anni e non sei ancora in ospizio?
Questo lo dicevano a mia zia.
L'hanno sfrattata a 80 anni perché dovevano fare una strada e buttare giù la casa.
Messa sulla strada.
Se non hai soldi non conti un cazzo.


Questa è un'ipotesi.
Valida esattamente come tutte le altre.
Da anni si sta lavorando nei laboratori militari sulle armi biochimiche.
Sai dirmi perché non considerano l'ebola efficace?

Comunque tra le buone notizie c'è quella per cui la Pfizer-Gsk ha definito il vaccino.
Ha sottoscritto un accordo con Fda per 100.000.000
di dosi, per 50 milioni di persone nel 2021.
Vista la credibilità dell'azienda, direi che non se ne esce con qualcosa di inefficace.
È un primo passo.
Questo scenario non è niente di originale, in termini storici. E' il da dove veniamo che lo rende così stravolgente.
I vecchi qui intorno a me dicono "'nsira bitiat trop bè" (ci eravamo abituati troppo bene).
Mi sembra una buona sintesi.

E ribadisco che, tutto sommato, noi stiamo vivendo un'epoca di grande benessere e possibilità.
Personalmente mi innervosisce molto di più, rispetto all'ingiustizia (che è storica, come è storico il fatto che una maggior quantità di beni permette l'accesso a maggiori opzioni - e pensa che per noi questo aspetto è di molto ridotto anche soltanto rispetto a 100 anni fa, il superamento dell'ingiustizia è una tensione non un raggiungimento), lo spreco di queste opportunità. E quindi di Libertà. Calpestando le vite di chi per quella libertà si è battuto per davvero. A costo della vita.

Mi incuriosisce, perchè non considerano l'ebola?

Quanto al vaccino...boh.
I tempi sono comunque molto lunghi.
Sono più interessata al qui e ora.
Ora si tratta di andare avanti e imparare a convivere. Bello sarebbe migliorare...ma boh. E ancora boh.
Uscendo dall'ottica che si stanno facendo sacrifici.
E' sopravvivenza. (nel senso del vivere, non più dell'emergenza oramai).
 
Ultima modifica:

Marjanna

Utente di lunga data
Mi riferivo molto semplicemente al fatto che noi abbiamo vissuto una ottantina di anni tutto sommato molto tranquilli con una più che buona qualità della vita.
Qui. In altre regioni umane del pianeta non lo è.

Mia zia, e con lei gli 80enni, si sono passati la seconda guerra, l'asiatica e provenivano da genitori che si erano vissuti la prima guerra e la spagnola.
Prima di loro manco avevano gli antibiotici.
Pensa ad un mal di denti nell'800.

Voglio semplicemente dire che noi ci siamo creati l'idea di uno standard di vita basato su un periodo molto particolare della storia.

Ma è il nostro standard ad essere atipico.
E' raro un periodo di benessere a questi livelli tanto lungo nella storia dell'uomo.

La storia non si ripete mai uguale.
E anche se si ripetesse, chi la vive è diverso da chi l'ha vissuta. E quindi cambierebbe la percezione della storia stessa anche se, per ipotesi, fosse identica a se stessa.

E la storia, come tutte le narrazioni, non porta con sè la ricetta per la soluzione.
Per vedere il ramo caduto o poter prevedere gli effetti della caduta.

Ma nella narrazione si rintraccia il fatto che i rami cadono abitualmente, che tendenzialmente se cadono su altri oggetti li schiacciano, che se un ramo ti cade in testa ti uccide.
Poi ogni singolo e ogni gruppo trova le sue risposte.

E questa è l'esperienza che, se condivisa, può divenire la base attraverso cui si apprende come fare meglio. (quel patrimonio a cui spesso faccio riferimento).
Quando un individuo continua a ripetere gli stessi errori, (ossia non riesce ad integrare le competenze) cosa si dice?
Reiterazione.

Tipo la donna abusata che continua a scegliere figure abusanti.

Socialmente parlando, la perdita della memoria collettiva è una bella gatta da pelare.
(ed eleggere 80 anni, che come dicevamo corrispondo a pochi secondi se non meno nella storia della terra, come standard a cui riferirsi per leggere gli eventi, è quantomeno miope.)
Grazie della precisazione. Ora ho capito (spero), sono de coccio.
E concordo con quanto esprimi.
Ogni cosa va collocata nel contesto storico che si vive, l'avevo pensato anche in merito all'affermazione sugli allevamenti intensivi, sul vedere i camion passare che trasportano il bestiame. Mia madre ha dei doposci molto particolari, sono degli anni 70. Da piccola mi dicevano che erano in pelle di lupo. Non è pelle di lupo, il pelo è troppo corto, non so che animale sia, però da non esperta non escludo sia foca, anche se più probabilmente si tratta di capra. Un giorno forse quel pezzo di tempo storico sarà mio, con la sua comodità e la sua crudeltà. Non posso dividerlo e tenere uno senza l'altro. Tanto più che li vedo entrambi. Vedo il potere (che si traduce in calore nel caso specifico) di qualcosa che il corpo della mia specie non produce, e il furto di una vita.

Ci sono stati tempi dove ritenevo importante lo sguardo verso i carri di bestiame, e non capivo come qualcuno poteva occultare a se stesso quello sguardo. Quest'anno ho visto chi ha occultato a se stesso lo sguardo dei mezzi militari che trasportavano le bare di Bergamo.

Pensavo anche a come questo piccolo estratto di nostra storia del benessere, dell'evoluzione nel benessere, ci ha addomesticati, ci ha resi cuccioli, un po' come i cuccioli resi poi cani, i migliori amici dell'uomo (che anche lì a voler andare alle radici chiamiamo migliore amico una creatura rubata e snaturata fino a farne un eterno cucciolo, e ne facciamo simbolo di fedeltà). Ecco quando guardo gli occhi dei cani, provo qualcosa vicino alla pena, li guardo e li vedo brillare, sempre anche se sono vecchi. Ce n'è uno qui vicino, un vecchio pastore tedesco che ormai a stento riesce a muoversi, quando mi fermo al cancello mi guarda, e allora piano piano si alza, a volte fa veramente fatica, e viene a prendersi due carezze. Vecchio cucciolo. Non ce la fa neppure più ad abbaiare dietro agli altri cani che passano davanti, in passeggiata con i loro padroni. E questa è una cosa che nei suoi altri tempi gli aveva fatto quasi rischiare la vita, la gente temeva fosse aggressivo. Poi c'è sempre il momento che me ne devo andar via, e non è mai il momento, lo sento. Non è che ci congediamo, sono io a interrompere qualcosa.

Sui ricordi... https://filosofiaimmagini.wordpress.com/2018/12/18/ricordi-e-identita/ Blade Runner è uno dei film che ho riguardato più volte, l'avevo in vhs, ogni tanto stava lì e girava da sfondo. A volte mi son sentita anch'io come un replicante. So che tanti ci vedono solo qualcosa di buio, anche se vi ha contribuito un uomo come Syd Mead. Anche lui se n'è andato, con le sue visioni futuristiche.

Chiudi qui per ora. Notte.
 

danny

Utente di lunga data
Questo scenario non è niente di originale, in termini storici. E' il da dove veniamo che lo rende così stravolgente.
I vecchi qui intorno a me dicono "'nsira bitiat trop bè" (ci eravamo abituati troppo bene).
Mi sembra una buona sintesi.

E ribadisco che, tutto sommato, noi stiamo vivendo un'epoca di grande benessere e possibilità.
Personalmente mi innervosisce molto di più, rispetto all'ingiustizia (che è storica, come è storico il fatto che una maggior quantità di beni permette l'accesso a maggiori opzioni - e pensa che per noi questo aspetto è di molto ridotto anche soltanto rispetto a 100 anni fa, il superamento dell'ingiustizia è una tensione non un raggiungimento), lo spreco di queste opportunità. E quindi di Libertà. Calpestando le vite di chi per quella libertà si è battuto per davvero. A costo della vita.

Mi incuriosisce, perchè non considerano l'ebola?

Quanto al vaccino...boh.
I tempi sono comunque molto lunghi.
Sono più interessata al qui e ora.
Ora si tratta di andare avanti e imparare a convivere. Bello sarebbe migliorare...ma boh. E ancora boh.
Uscendo dall'ottica che si stanno facendo sacrifici.
E' sopravvivenza. (nel senso del vivere, non più dell'emergenza oramai).
L'ebola è un virus che ha una mortalità troppo elevata unitamente a un alto contagio.
(da Wikipedia) 'un'epidemia tipica potrebbe diffondersi attraverso un piccolo villaggio o ospedale, contagiando l'intera comunità senza poter trovare altri ospiti potenziali, morendo quindi prima di raggiungere una comunità più ampia.'.
Gli ebolavirus non sono pertanto virus ideali per il bioterrorismo.
A tale scopo sarebbe al limite (oltre alle sostanze già tabellare) preferibile un virus con una letalita più bassa e un fattore di contagio sufficiente a diffonderlo ovunque e per lungo tempo.
Da anni, ma ancor più dopo il 2001, l' attenzione verso il bioterrorismo nel mondo è cresciuta.
In Europa sono stati definiti protocolli d'intervento, a tal proposito.
La novità sta proprio in questo.
Possiamo essere al cospetto di un altro virus zoonotico oppure di un attacco di bioterrorismo: questo non muta però la necessità a cui stiamo assistendo di un intervento di forte limitazione delle libertà personali come non si vedeva da almeno 70 anni e al contempo questa situazione rende abbastanza difficile fare previsioni sensate per il futuro.
Se un generale britannico in un'intervista a Sky paventa addirittura escalation in grado di portarci a una terza guerra mondiale e il CDCT parla di elevato rischio bioterrorismo a seguito dell'epidemia, direi che gli scenari e le incognite sono talmente vasti e caotici che l'esperienza dei vecchi intorno a te o delle precedenti epidemie non può contemplarli tutti.
In questo momento io comunque sto ancora sperando nella botta di culo, ovvero in un esaurimento con la seconda ondata del virus.
Ma non ci scommetterei grosse cifre.
Ps non ci vergognamo troppo del benessere, please. Anche perché non è così diffuso come si crede.
 

Lara3

Utente di lunga data
Diciamo che - come cautamente ci suggeriscono - sia iniziata la curva discendente, che sarà lunga ma - se non ci sono sorprese - condurrà alla fine dell'emergenza estrema ed immediata, almeno da un punto di vista sanitario; sarà dunque il tempo (ci auguriamo a breve) delle considerazioni più ovvie: quali sono stati gli errori, chi li ha commessi, quanti si potevano evitare, quanti sono sistemici in un evento di questa portata; e ancora chi ha procurato danno in malafede, chi ha intaccato il corretto funzionamento di un sistema che avrebbe potuto e dovuto tutelarci maggiormente, chi ha travisato il proprio ruolo di potere per tornaconto personale.

Il punto è che sapevamo. Come tutti ricorderete, la possibilità che si verificasse un casino del genere era nota al pubblico e alla politica da almeno 15-20 anni. E non per bocca di ricercatori autistici blindati nel loro laboratorio a prova di bomba e incapaci di rivolgere parola al prossimo. Ce ne hanno parlato diversi VIP di portata planetaria, personaggi tra i più influenti in circolazione.

Ricordate questi due?



Naturalmente ci sono "profezie" come queste a decine, anche se i volti sono meno noti (e meno credibili). Eppure, come sempre nel corso della storia, anche stavolta ci siamo rifiutati di credere. Finchè non abbiamo più potuto rifiutarci (anche se credo sia rimasto qualche complottista/negazionista in circolazione).

Ora, vorrei sottolineare che quello che è successo non è tanto la conferma di un pronostico, ma un precedente (il primo di questa portata nella nostra epoca). Poteva succedere, è successo. Quindi, potrebbe succedere ancora e succederà ancora.

Saremo pronti, la prossima volta?
Ascoltate l’intervista alla dr.ssa Viola
 
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