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è pesantissimo.secondo me il tradimento è nulla di fronte alla logorrea gelatinosa che la povera moglie tocca sopportare
 

Verena67

Utente di lunga data
Signora Minerva stavolta le tiro le orecchie, è troppo severa!

Tutti i MASCHI hanno questo tratto pesante e logorroico...solo che qualcuno esagera!
 
O

Old Anna A

Guest
è pesantissimo.secondo me il tradimento è nulla di fronte alla logorrea gelatinosa che la povera moglie tocca sopportare
più che altro è dura sentirsi spezzati dentro e non riconoscere, se non dopo vari tentativi, quelli che erano i punti di riferimento... ma non tanto perché hai paura di perderli, piuttosto perché ti senti fuori posto ovunque...
 
più che altro è dura sentirsi spezzati dentro e non riconoscere, se non dopo vari tentativi, quelli che erano i punti di riferimento... ma non tanto perché hai paura di perderli, piuttosto perché ti senti fuori posto ovunque...
se lo dici così ti credo ma se cominci a raccontare di caronte che ti accompagna e dei gironi dell'inferno mi perdo e ti trovo più forma che sostanza.
 
O

Old Anna A

Guest
se lo dici così ti credo ma se cominci a raccontare di caronte che ti accompagna e dei gironi dell'inferno mi perdo e ti trovo più forma che sostanza.
è fresco di batosta e sbanda smarrito. un misto fra il fu mattia pascal e delitto e castigo.
 

Mari'

Utente di lunga data
Suvvvia e' la sua prima volta, giusto?

Speriamo che non ci ricasca
la lezione penso e spero che l'abbia imparata ... io gli auguro il meglio per loro due.
 

Old Pazienza

Utente di lunga data
Minerva

se lo dici così ti credo ma se cominci a raccontare di caronte che ti accompagna e dei gironi dell'inferno mi perdo e ti trovo più forma che sostanza.
hai ragione: più forma che sostanza, da sempre. spero di diventre un pò più di sostanza. Cmq grazie dell'augurio di cui al post successivo. Lo merita mia moglie, se non altro.
 

Old Pazienza

Utente di lunga data
Marì

Suvvvia e' la sua prima volta, giusto?

Speriamo che non ci ricasca
la lezione penso e spero che l'abbia imparata ... io gli auguro il meglio per loro due.
sei molto affettuosa. Grazie di cuore. L'ho imparata ma bisogna stare sempre sul chi vive perché a parole siamo tutti buoni, poi nei fatti diventiamo cattivi. la cosa più brutta del tradimento ai quale è per me? Che non solo non ti fidi più degli altri ma soprattutto di te steso !
 

Mari'

Utente di lunga data
sei molto affettuosa. Grazie di cuore. L'ho imparata ma bisogna stare sempre sul chi vive perché a parole siamo tutti buoni, poi nei fatti diventiamo cattivi. la cosa più brutta del tradimento ai quale è per me? Che non solo non ti fidi più degli altri ma soprattutto di te steso !
Tu sei la prova provata che nessuno e' perfetto, tutti possono/possiamo sbagliare e' umano





Perseverare e' diabolico ... Errare humanum est, perseverare autem diabolicum.


Fanne tesoro di questa verita'
.
 

Persa/Ritrovata

Utente di lunga data
Verena i tuoi abbracci sono graditi.
Di mia moglie, lo ripeto, non parlo per scelta. La cosa è ancora abbastanza fresca (cosa sono pochi mesi di fronte ad una violenza e ad una sofferenza grandi come quelle che le ho inflitto io?). Col tempo si vedrà.
Quel che invece mi preme fare è dire la mia a proposito del tradimento.
Una volta, tempo addietro, in un'altra vita oserei dire, una persona saggia -, cui mi affezionai, e con la quale condivisi il percorso necessario al raggiungimento di un obiettivo comune, ottenuto in parte il quale, ebbi la netta sensazione di essere divenuto ormai di troppo nella sua sfera di relazioni amicali, o meglio di non esserci mai entrato -, mi disse che tutte quelle donne che noi uomini incrociamo nei luoghi e nei momenti più disparati delle nostre esistenze, e con cui fantastichiamo di consumare il tradimento, ben lungi dal cercare soltanto uno svago estemporaneo, sono in verità alla ricerca di Amore.
Mi sia permesso di dissentire.
Ritengo, invece, che le donne (ma lo stesso dicasi per gli uomini), salve le dovute eccezioni, nei rapporti con l'altro sesso, allorquando decidono di utilizzare lo strumento del tradimento, cerchino in realtà ben altro: trasgressione oppure un lenitivo per il dolore, l'insofferenza,l'insoddisfazione, l'angoscia, la paura, la solitudine, insomma quel vasto campionario di mali dell'anima che purtroppo la vita non lesina a nessuno di noi, e che incidono profondamente sulle nostre esistenze, rendendole spesso molto, talvolta sin anche troppo dolorose.
Quindi, nell'ottica della mia limitata esperienza personale, mi sentirei di negare che lo scopo finale del rapporto extraconiugale perseguito attraverso il tradimento possa essere quello di trovare l'Amore con la a maiuscola o minuscola, essendo questo obiettivo molto più verosimilmente soltanto l'alibi che il nostro inconscio crea ad uso e consumo della razionalità -, che deve pur trovare un anestetico da somministare a dosi massicce all'inevitabile senso di colpa -, per giustificare un comportamento oggi forse anche largamente accettato, ma per secoli considerato socialmente riprovevole (benchè non meno praticato di oggi, s'intende).
E aggiungo, peraltro, che l'avversione sociale per il tradimento, pur trovando le sue apparenti spiegazioni in ragioni di natura morale e religiosa, in realtà fonda la sua ratio sulla necessità di contenere una condotta potenzialmente idonea a generare caos all'interno della comunità e ad indurre negli esseri umani, fucina di emozioni e sentimenti imprevedibili e spesso ingestibili, reazioni altamente distruttive.
Da che mondo è mondo, infatti, salvo che l'individuo non abbia raggiunto un grado di maturità ascetica prossima all'indifferenza assoluta di matrice zen, ed a meno che per mera convenienza, di qualunque natura, non si decida di violentare il proprio istinto, reprimendo il sacroasanto, sano oserei definirlo, sentimento di sdegno provato di fronte ad una violenza subìta, non è naturale condividere la propria compagna/o con altri. Perchè il desiderio di esclusività nella condivisione reciproca della più profonda intimità della persona con cui si è scelto di realizzare quel qualcosa che mira a "porre le basi", come Mann definiva il vincolo coniugale, è naturale, umano, insopprimibile.
Quindi, secondo la modesta opinione di uno che è riuscito ad essere contemporaneamente - seppur con risultati fantozziani - traditore e tradito (perché chi la fa se la deve aspettare, sempre), il disastro del tradimento-gesto, ed ancor più del tradimento-pensiero (che del primo è causa scatenante e che è cosa ben diversa dal tradimento-fantasia, valvola di sfogo ineliminabile, preziosa, e pure sana oserei dire, come tutto quel che attiene al mondo delle fantasie non attuate) , è ravvisabile soprattutto nella violenza che esso rappresenta sia in chi lo fa che in chi la subisce.
Violenza di cui mi pare non si parli mai abbastanza in questa come in altre sedi e che offende, col senno di poi, il traditore in pari misura del tradito. La rabbia per essere stati traditi tende a scemare col tempo e a me pare più facile da scaricare perchè imputabile sostanzialmento all'altro. E in una personalità mediamente equilibrata la ferita lascia senz'altro un segno profondo ma è destinata a rimarginarsi.
Ma poniamoci nell'ottica del traditore, ed in particolare in quella, affatto invidiabile, del traditore abituale: il senso di colpa, la nostra così demodè ma purtroppo (o fortunatamente) ineliminabile coscienza, per quanto tempo li possiamo negare, rabbonire, occultare? Invero, per quanto noi si possa autoconvincerci del contrario, - e so che quanto affermo ora sarà aspramente criticato -, una distinzione atavica, ancestrale, naturale tra bene e male esiste e coincide con quello che il buon senso, l'esperienza, e la sensibilità umana da sempre considerano tale.
Mi si perdoni quindi, l'estrema franchezza, che mi costerà probabilmente un coro di sonore pernacchie, ma per me:
il tradimento è un gesto che di buono non ha proprio nulla e chi lo attua, me per primo, è un vile;
chi ne fa una ragione di vita è un vigliacco, perchè con le scuse più immonde trova pseudoalibi da filmetto rosa per giustificare un atto di violenza di portata immensa;
- stesso dicasi per chi lo subisce passivamente, senza approfittare di quel frangente per andare a scoprire le carte che la vita matrimoniale -, e la sua esistenza tout court -, gli sta in realtà riservando, onde non affrontare la verità della crisi in cui versa il suo rapporto. Perchè il tradimento non arriva all'improvviso, ma cresce lento ed inesorabile nella nostra anima alimentato giorno per giorno da mille fattori diversi.
Avere consapevolezza di ciò è un primo passo. E chi ben inizia è già metà dell'opera. Poi magari non si ha la forza di farlo, ma questo è un altro discorso perchè attiene alla nostra fallibilità umana e meritevole di compassione. Però da qui al voler sdoganare un atto che su qualunque piano della speculazione razionale non ha mai avuto e non può che avere un'accezione intrinsecamente negativa, ebbè, abbiate pietà di me, mi sembra solo una comoda scusa che non mi trova minimamente concorde.
Sarò senz'altro un uomo troppo rigido e lento nell'adattarsi ai cambiamenti, ma continuo a pensare che tradendo mia moglie non è che abbia proprio dato il meglio di me. Il contrario, direi. Ma forse sbaglio, e non escludo che possa prevalere l'opinione per cui alla fin fine tradire è come prendere un caffè': lascia il tempo che trova.
Alla faccia del sasiccio, avrebbe detto Totò.....
Un po' logorroico lo sei, in effetti.
Ma apprezzo lo sforzo di autoanalisi, un po' meno il tentativo di generalizzazione che rischia di diventare un altro modo per trovare un alibi, tanto quanto altri modi a cui ti riferisi.
Però trovo alcune tue osservazioni interessanti.
Potresti però in futuro scrivere il post con un programma di videoscrittura e poi riportare qui solo un argomento alla volta.
Siamo capaci di scriverci una quarantina di pagine su ognuno...


Voglio considerare solo la prima parte evidenziata del tuo scritto in cui affermi che spinta o fine del tradimento non sia l'amore, ma la ricerca di un lenimento per i mali dell'anima.
Ma perché mai ci si dovrebbero provare quei mali dell'anima se si sapesse di essere oggetto d'amore e si provasse amore all'interno del prprio matrimonio, della propria famiglia?
O forse è uno sfuggire la consapevolezza di avere un male dell'anima?
 

Old Pazienza

Utente di lunga data
Consapevolezza

Brava, Persa, il punto è proprio quello, ossia il non sapere che si sta male: i tormenti emotivi tendiamo a nascoderli perchè sono tremendamente difficili e duri da gestire.
Li rimuoviamo.
Pensaci: dalla culla la famiglia, le istituzioni e la società ci insegnano tutto e ci regolamentano in tutto, ma solo su una cosa non c'è che la propria capacità individuale, spesso insufficiente
rovare le emozioni e conviverci, nel bene e nel male.
La cosapevolezza di se spesso comporta prezzi altissimi: ne parlo con cognizione di causa, come tutti quelli che sono qui perchè han fatto i conti con i tormenti della proprio anima.
Insoddisfazione latente, insicurezza, rabbia, tradimento.
Un possibile percorso.
Ciao buona giornata




















Un po' logorroico lo sei, in effetti.
Ma apprezzo lo sforzo di autoanalisi, un po' meno il tentativo di generalizzazione che rischia di diventare un altro modo per trovare un alibi, tanto quanto altri modi a cui ti riferisi.
Però trovo alcune tue osservazioni interessanti.
Potresti però in futuro scrivere il post con un programma di videoscrittura e poi riportare qui solo un argomento alla volta.
Siamo capaci di scriverci una quarantina di pagine su ognuno...


Voglio considerare solo la prima parte evidenziata del tuo scritto in cui affermi che spinta o fine del tradimento non sia l'amore, ma la ricerca di un lenimento per i mali dell'anima.
Ma perché mai ci si dovrebbero provare quei mali dell'anima se si sapesse di essere oggetto d'amore e si provasse amore all'interno del prprio matrimonio, della propria famiglia?
O forse è uno sfuggire la consapevolezza di avere un male dell'anima?
 

Verena67

Utente di lunga data
Hai dato la risposta che mi aspettavo: quello che manca è l'EMOZIONE.

Quindi facciamo un reset verso il basso del mondo valoriale (non "male dell'anima" ma semplice "volersi di nuovo emozionare").

Una persona puo' essere ottimista, serena, felice E voler provare quell'emozione in piu'.

Alla fine il tradimento nasce per lo piu' da questo, da quel voler sentirsi di nuovo "giovani e vivi e nuovi".
 
O

Old oscar

Guest
Hai dato la risposta che mi aspettavo: quello che manca è l'EMOZIONE.

Quindi facciamo un reset verso il basso del mondo valoriale (non "male dell'anima" ma semplice "volersi di nuovo emozionare").

Una persona puo' essere ottimista, serena, felice E voler provare quell'emozione in piu'.

Alla fine il tradimento nasce per lo piu' da questo, da quel voler sentirsi di nuovo "giovani e vivi e nuovi".
forse per te, ma non per tutti è così.
 

Verena67

Utente di lunga data
Non penso sia solo "Per me" (anzi per me è stata una cosa pesantissima....ma ne ho parlato fin troppo ed ora basta).

Ho letto abbastanza per pensare che sia alla base di molti tradimenti questa "riscoperta di sé".
 
O

Old oscar

Guest
Non penso sia solo "Per me" (anzi per me è stata una cosa pesantissima....ma ne ho parlato fin troppo ed ora basta).

Ho letto abbastanza per pensare che sia alla base di molti tradimenti questa "riscoperta di sé".
si, ma le motivazioni cambiano a seconda dell'età, credo.
Un tradimento fatto a 20 anni non è certo fatto per sentirsi nuovamente giovani.

per il resto sono d'accordo con te.
Molte persone, dopo una certa età, tradiscono non perchè ne abbiano in realtà voglia. Tradiscono quasi come se fosse " una cosa da farsi " una strada da percorrere, a volte quasi forzatamente, per sentirsi vivi, per sentirsi ancora considerati, per poter provare quel solletico nell'anoma che ti fa dire " ecco, ci sono anche io in questo mondo ".
 

Old Pazienza

Utente di lunga data
Verena

ottima prospettazione.
Ma mi, ti, a noi chiedo:

Emozione ok, Diritto alla felicità ok, Carpe diem ok
Ma A CHE PREZZO sul piano del rispetto di noi stessi, dell'altro da se e del rapporto che a lei/lui ci lega e nel quale ci siamo spontaneamente, suppongo, vincolati?
Lo so è una di quelle domande che non trovano risposta da quando è comparso sulla terra, però a me pare ancora maledettamente attuale e problematica.
Questo 3d mi pare interessante, sono contento.
A quando posso, ciao.














Hai dato la risposta che mi aspettavo: quello che manca è l'EMOZIONE.

Quindi facciamo un reset verso il basso del mondo valoriale (non "male dell'anima" ma semplice "volersi di nuovo emozionare").

Una persona puo' essere ottimista, serena, felice E voler provare quell'emozione in piu'.

Alla fine il tradimento nasce per lo piu' da questo, da quel voler sentirsi di nuovo "giovani e vivi e nuovi".
 

Verena67

Utente di lunga data
ottima prospettazione.
Ma mi, ti, a noi chiedo:

Emozione ok, Diritto alla felicità ok, Carpe diem ok
Ma A CHE PREZZO sul piano del rispetto di noi stessi, dell'altro da se e del rapporto che a lei/lui ci lega e nel quale ci siamo spontaneamente, suppongo, vincolati?
Lo so è una di quelle domande che non trovano risposta da quando è comparso sulla terra, però a me pare ancora maledettamente attuale e problematica.
Questo 3d mi pare interessante, sono contento.
A quando posso, ciao.
Beh, no , le risposte ci sono eccome.
Ciascuno a mio avviso è responsabile verso se stesso in questo senso.

Io una risposta MIA (solo mia) ce l'ho, non è del tutto Politically Correct, ma ce l'ho. E non è detto che domani non cambi.
 
Stato
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